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“Ho appreso con soddisfazione che ieri la Giunta Musumeci con delibera ha dato esecuzione alla norma che porta la mia firma – essendone stata ideatrice – e che ho fortemente voluto in Finanziaria, circa l’individuazione di una task force di 300 professionisti a supporto di Regione e soprattutto Comuni. Ci voleva la strigliata del Governo nazionale affinché si accelerasse la procedura. Mi auguro a questo punto che non si perda ulteriore tempo. Ecco perché spero che, essendo da adesso in poi solo atti gestionali, il Dipartimento regionale alla funzione pubblica – sulla scorta del suo omonimo nazionale – utilizzi gli stessi strumenti del Formez, ovvero un portale al quale possono accedere e candidarsi tutti i professionisti, senza concorsoni o farraginosa burocrazia. C’è urgenza di procedure semplici, snelle e trasparenti. Questo è quello che mi aspetto. Questo è ciò di cui i Comuni hanno bisogno. Sono felice di essere stata ancora una volta al fianco delle amministrazioni comunali, comprendendo i loro bisogni. Vigileremo sulla celerità delle procedure e sulle convenzioni con i Comuni”. Lo afferma la deputata regionale di Forza Italia, Bernardette Grasso, prima firmataria della norma sostenuta dal presidente della commissione bilancio, Riccardo Savona e da altri gruppi parlamentari.

“Mi dispiace sono per un dato – conclude la Parlamentare. La mia norma prevedeva anche l’assunzione di dirigenti che avrebbero consentito agli uffici tecnici degli Enti Locali di firmare atti. Purtroppo in Aula il testo ha subito cambiamenti, riducendo le figure richieste a quelle di funzionari. Certamente servono anche loro nell’ottica di una rigenerazione amministrativa, ma servono anche i dirigenti con potere di firma, che si facciano carico delle responsabilità per non perdere il treno con l’Europa. Possiamo ancora recuperare. Proporrò all’Ars una correzione alla norma su tale versante”.

Già il titolo del comunicato è tutto un programma. Pensavo fosse un refuso tipografico e ho iniziato a leggere il contenuto del comunicato. Più scendevo, rigo dopo rigo, e più mi sono reso conto che in quel titolo non c’era affatto alcun refuso. Anzi, il testo straconfermava l’eresia riportata nel titolo.

Ed ecco il testo del titolo: I favaresi hanno già deciso il sindaco di Favara che sarà Peppe Infurna…”

Tornando al testo pubblico solo una parte per render ancora più chiaro il discorso; eccolo: “Sulle imminenti amministrative a Favara ci sembra di capire che si profili ormai una forte affermazione di Peppe Infurna. I favaresi questa volta pare che prediligeranno “l’impeto d’assalto”, la capacità di aggredire i problemi e risolverli, la profonda conoscenza della macchina amministrativa”.

La spettacolare cazzata scritta da Bongiorno (?) non si ferma qui!

In un altro passaggio invita tutti i candidati delle altre liste ad adottare il voto disgiunto. Ecco il passaggio: “Indipendentemente dalle appartenenze politiche, siamo convinti che i tanti nostri giovani amici, seppur candidati in altre liste, faranno una seria riflessione e sceglieranno Peppe Infurna per gli interessi di Favara”.

Potremmo continuare ma preferiamo lasciare il mondo dell’iperuranio e ritornare con i piedi per terra.

Per carità, schierarsi con un candidato è cosa buona e giusta. Certo, questa parte politica di sinistra è alquanto discutibile e molto strana; invece di supportare il candidato di sinistra (Palumbo) si schiera apertamente con quello del Centro Destra (Infurna) inciuciandosi con Forza Italia, Lega, Azzurri per Favara, Noi Per, Onda, Cambiare Passo e DC. E quindi con Gallo Afflitto, Giambrone, Pullara e Cuffaro.

Scherzi della politica.

La cosa più disgustosa di quel comunicato è che per Bongiorno ormai i favaresi hanno scelto. E riesce a spiegare anche le motivazioni sulla vittoria di Infurna!

Domanda obbligatoria: come fa il Bongiorno di Italia Viva a stabilire che già i favaresi hanno scelto? Chi gli lo ha profetizzato? Quali certezze ha?

Più che un piccolo politico il Bongiorno sembra essere particolarmente aduso ad intraprendere la carriera stroncata da una immatura morte che fu del mitico Mago Omar (ricordate: ciao…Buonasera)?

A parte il fatto che al di la di ogni certezza (perché per Bongiorno non esistono le previsioni) il partito di Italia Viva non solo esiste malamente ad Agrigento, ma a Favara è più ricercato del boss Matteo Messina Denaro. A dire il vero, tutto questo apporto al “Nuovo Mastro di Favara” noi non riusciamo a vederlo. Però, Bongiorno, ha certezze che già i favaresi hanno scelto.

Può bastare una fellatio mediatica di pessimo gusto a far vincere un candidato?

Vedremo…

Sarà la Sagra del Carciofo, che si tiene a Cerda? Sarà la Sagra del Cous Cous, che si tiene a San Vito lo Capo? Sarà la Sagra della Nocciola, che si tiene a Novara di Sicilia? Oppure la Sagra della Pesca che si tiene a Leonforte?

Queste le domande che in questo momento si pongono molti agrigentini in merito alla notizia apparsa oggi su alcuni organi di stampa che proclamavano il consigliere comunale Carmelo Cantone consulente tecnico della Sagra del Mandorlo in Fiore che si tiene ad Agrigento.

Un’altra fetta di agrigentini (e non) è caduta nel tranello di una notizia stampa assolutamente contraffatta e non corrispondente al vero. Tra l’altro, il sottoscritto, ha avuto modo di sentire il Direttore del Parco Archeologico, affidatario dell’incarico a Cantone (già presidente di commissione pur essendo in opposizione…) Roberto Sciarratta.

Il Direttore ha dichiarato testualmente: “Ma di quale Sagra stiamo parlando? Dove sono gli oltre 600 mila euro che occorrono per realizzare la manifestazione? Ma chi ha tirato fuori questa notizia di incarico a Carmelo Cantone? Ma la stampa sa leggere le notizie oppure no? Il Parco Archeologico, se mai si realizzasse la Sagra della Primavera, cosa assai difficile, ha affidato un incarico di consulenza tecnica a Carmelo Cantone. La Sagra del Mandorlo in Fiore, sono certo, non si farà. Stiamo facendo qualche miracolo, ma con mille difficoltà, per potere realizzare la Festa della Primavera, che è tutt’altra cosa rispetto al Mandorlo in Fiore; e a Cantone abbiamo affidato a titolo gratuito la consulenza di una delle attività culturali dell’eventuale Festa”.

Queste le parole del Direttore del Parco Roberto Sciarratta che, tra l’altro, troveranno conforto in quelle che verranno profferite martedi prossimo dall’assessore regionale al Turismo Manlio Messina che sarà ad Agrigento.

Del resto, contrariamente a quanto possa pensare ancora qualcuno, è doveroso ricordare che l’Ente titolare della manifestazione non è il Parco ma il Comune di Agrigento. Non si è fatta alcuna riunione proprio con il Comune per decidere sul da farsi. E già si parla di nomine.

Dunque, il Direttore del Parco, seppur con una piccola svista, ha pensato di incaricare Cantone per le motivazioni espresse sopra. Nulla a che vedere con la Sagra del Mandorlo in Fiore. Sarà stato forse, fortemente pressato dal solito politico di turno di Forza Italia, per cercare di mettere le mani su una manifestazione che, a dire il vero, lo stesso Direttore Sciarratta ha negato ogni possibilità di realizzazione.

Forza Italia ci ha tentato, ma ci sono ragionevoli certezze che quest’anno i propri tentacoli non agguanteranno i colori e il folklore della Sagra. Tra l’altro, il Comune non ha ancora autorizzato o meglio delegato il Parco Archeologico ad effettuare la manifestazione nè è stato istituito un incontro con il sindaco e con l’assessore al ramo Costantino Ciulla.

Pazienza; sembra proprio che l’onorevole di Forza Italia, forzando come è solito fare, abbia fatto un buco nell’acqua. Almeno per questo anno s’avi a stuiari u mussu…

Lo stesso Cantone, orgoglioso di sposare una cantonata (non me ne voglia) ha pubblicato sulla sua pagina di facebook la notizia (falsa). Ed ha ricevuto anche tanti auguri e centinaia di mi piace!

Domani mi proclamerò Giulio Cesare. E prenderò forse anche tanti mi piace…

Minchiate a parte, Roberto Sciarratta è stato chiaro.

E se siamo distratti come molti colleghi lo sono stati oggi, pubblichiamo la determina (che invitiamo i colleghi giornalisti a leggere con più attenzione) attraverso la quale si conferma ciò che abbiamo scritto.

Porto Empedocle non ama surriscaldare gli animi, almeno all’affaccio. Ma possiamo assicurare che di grandi manovre, per queste amministrative, ce ne sono a iosa.

Del resto nella cittadina marinara la posta in gioco è molto importante ed è sentita da tutta la popolazione. A maggior ragione dalla classe politica che spinge in modo assolutamente forzato per avere una vittoria.

Ma a manovrare i fili sono i soliti pupari, tolgo di qua, metto di la, tre per due, tu chi mi dasti e iu chi ti detti.

Dopo la nota vicenda di Orazio Guarraci, impotente dinnanzi al piccolo spunnapedi che gli è stato perpetrato, tanto da uscire di scena in modo inesorabile, a galla sono rimasti in cinque: Hamel, Carmina, Iacono e Martello e Lattuca.

A dire il vero, come sindaco uscente, Ida Carmina, almeno fino ad ora, si è fatta sentire poco o nulla; troppo poco per un sindaco uscente che dovrà rinforzare la propria attività elettorale fino al prossimo 10 ottobre, giorno in cui si andrà al voto. Oppure sarà contenta del suo operato tanto da avere fiducia nell’elettore che ha saputo apprezzare il suo lavoro.

Gianni Hamel cammina sulla falsa riga della sindaca uscente. In silenzio gira casa per casa nel tentativo di convincere gli elettori a votare per lui. Di certo, rispetto agli altri candidati, è l’unico che di politichese ne mastica poco. L’elettore o si fida dei suoi buoni propositi oppure…

La stessa cosa non si può dire per Salvatore Martello, pieno fino al collo di politica e politicanti che si stanno sbracciando per lui in modo assai pregnante.

Figlio di una coerenza difficilmente avuta, Martello nel suo passato ha avuto modo di odorare tutto il panorama politica che va da destra fino a sinistra. Un giorno a destra, poi al centro e poi ancora diametralmente opposto: PD.

Su Martello incide la questione Forza Italia. E’ doveroso ricordare al candidato ciò che è accaduto ad Agrigento. Forza Italia prima ripudiava il candidato Franco Miccichè, poi quando è stata fatta fuori dagli elettori, il tanto ripudiato medico agrigentino è diventato come San Calò per un inciucio inizialmente impensabile ma che inevitabilmente consentiva di aprire le porte ad assessorati, presidenze, sottogoverni e così via cantando.

Ottenute queste, dopo alcuni mesi di alleanza di facciata (in realtà non è mai stata con la maggioranza) gli uomini di Forza Italia hanno sbattuto la porta al sindaco, dapprima con la fuoriuscita di Costanza Scinta (l’unico che ha pagato..) e poi con la conclamazione di passare alla opposizione ma mantenendo incarichi, presidenze di commissioni e presidenza del Consiglio.

Salvo Iacono tenta la scalata alla prima poltrona di Palazzo di Città anche attraverso una serie di ricordi che molti empedoclini avevano forse dimenticato. La storia, i posti, luoghi e sensazioni. Supportato da molte liste e con la sua esperienza spera di arrivare al ballottaggio. Poi si vedrà.

Rimane Rino Lattuca, un altro soggetto che di politichese ne mastica poco. Attenzione, non è assolutamente un difetto, anzi! Sta convincendo la gente attraverso la sua semplicità e la tanta voglia di fare per cambiare l’immagine sbiadita che adesso attanaglia Porto Empedocle. Una cosa è certa: tutti i suoi avversari temono che possa arrivare al ballottaggio.

Ci sarà un perché…