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Il Segretario Regionale del SINALP SICILIA Dr. Andrea Monteleone ed il Seg. Naz. Comparto Forestali SINALP Matteo Cannella esprimono le più sentite condoglianze alla famiglia di Paolo Todaro che a causa di un’assurda condizione giuridica che nessuno ad oggi ha avuto il coraggio, la saggezza e la lungimiranza di cambiare ha ucciso un uomo, UN LAVORATORE, che a 67 anni era ancora in prima linea nel pericolosissimo ruolo dell’antincendio.

Vogliamo ricordare a tutti che a 67 anni è impossibile affrontare un incendio incontrollato in piena estate con temperature che rasentano i 40 gradi.

A quest’età non si hanno più i riflessi di un trentenne e a causa di normative volute dai nostri politici, alternatesi nel tempo al Governo della Sicilia, che non hanno previsto il normale e fisiologico decadimento fisico che ogni uomo subisce con l’incedere degli anni, è stato condannato a morte un lavoratore.

Purtroppo Paolo Todaro non è il primo, ma l’ultimo di una serie di forestali che muoiono adempiendo il loro dovere, e come SINALP ci chiediamo quanti forestali dovranno ancora morire perchè finalmente il governo Regionale “trovi il tempo necessario” a completare quella riforma del comparto che da ormai troppi anni attendiamo.

Se veramente il Governo Regionale vuole onorare la morte di questo uomo, allora che metta al primo posto tra le sue molteplici emergenze, la soluzione definitiva dei precari forestali, dando finalmente dignità ad uomini e donne che da ormai troppi anni attendono questa agognata riforma

Sono stati più di 5 mila i nostri lettori che hanno votato il sondaggio da questo giornale pubblicato in merito alle scelte di gradimento relativo al prossimo sindaco che la città di Agrigento eleggerà il prossimo 4 ottobre (salvo eventuale ballottaggio).

Con non poca sorpresa la candidata di Articolo 1 Angela Galvano ha ottenuto più preferenze, per la precisione 1.207 voti che ha rappresentato il 24%.

A seguire con uno scarto di pochissimi voti, il sindaco Uscente Lillo Firetto con 1.149 voti (23%) e il candidato Franco Miccichè con 1.151 voti (23%).

A seguire Marco Zambuto che ha raggiunto il 21% grazie ai suoi 1.077 voti.

I non so rappresentano il 9% (440 voti).

A margine di questo sondaggio, al quale diamo una importanza sempre relativa, è doveroso da parte nostra segnalare ai lettori alcune precisazioni.

Di mail ne abbiamo ricevuto a bizzeffe e molte di queste erano di tipo “lamentatorio”.

Ad esempio molti lettori ci hanno scritto che Agrigento non potrà mai cambiare se i personaggi sono sempre gli stessi. Il dito puntato soprattutto su Marco Zambuto per il quale molti dei nostri lettori hanno espresso parere negativo per due principali motivi. Il primo è che Zambuto ha già amministrato Agrigento senza brillare troppo; seconda lamentela chi sta dietro Zambuto e chi lo supporta. Non nascondiamo diverse mail che elogiano Zambuto per il gesto delle sue dimissioni immediate dopo un procedimento penale rivelatosi poi un castello di cartapesta.

Molti non sono contenti dell’apparato che sosterrà Zambuto in quanto, secondo i lettori, rappresenterebbe il peggio del peggio che governa in Regione e nulla ha fatto per la città di Agrigento. Insomma, catastrofico il verdetto su Zambuto, nonostante i suoi 1.077 voti che sarebbero stati molti di più se non fosse stato appoggiato dalla cricca che negli ultimi giorni trionfalmente ha gridato: Zambuto sindaco! Tra questi, ovviamente, Gallo, Savarino, Terrana (per l’entourage ne sono state dette di tutti i colori). Per i lettori l’unico auspicio è che questi deputati di riferimento vadano subito a casa (non pubblichiamo ovviamente i commenti perché altrimenti dovremmo fare una trentina di anni di galera). Non belle parole sui nascosti delle liste civiche Iacolino e Gentile per i quali i lettori, per usare un eufemismo, non sono stati teneri. E qui ci fermiamo. “Se questi figuri sono il nuovo –  ha scritto un commentatore – io sono Giulio Cesare…”

Poi un fatto curioso: quando oggi i telespettatori hanno visto due interviste inneggianti a Marco Zambuto, dalla Savarino e da Paki Danile, i numeri del sondaggio dell’ex sindaco si sono inspiegabilmente fermati, mentre quelli degli altri candidati continuavano ad aumentare. Evidentemente la coppia Savarino-Danile non sarà stata molto convincente.

La Galvano rappresenterebbe un volto nuovo, anche se ormai da tanti anni calca gli scranni di palazzo di Città. In questo caso i commenti erano discordanti; alcuni la vedono come il nuovo, altri come una già anziana di Aula Sollano la cui esperienza maturata potrebbe aiutarla tanto. E intanto nel nostro sondaggio è arrivata prima.

Miccichè e Firetto, viaggiano sulla stesso lunghezza d’onda, cioè con la stessa percentuale. Qualche mugugno su Firetto ma di più sono stati gli elogi. Molti hanno scritto che rispetto a Zambuto qualcosa di buono per questa città l’ha fatto. Rivoluzionate e ammodernate diverse piazze cittadine, si dal discutibile gusto, ma certamente rinnovate. Su Firetto abbiamo ricevuto una miriade di mail che lo elogiano per il semplice fatto che tra mille difficoltà ha evitato il dissesto finanziario, “rifugio peccatorum” di chi, alla fine, ha mostrato pochezza nell’amministrare anche piccole cittadine come Favara e Porto Empedocle.

Franco Miccichè. Miliardi di elogi in quanto persona perbene, tanto perbene che forse sarebbe un pesce fuor d’acqua per una tornata elettorale piena di veleni, tragedie, spunnapedi, ricatti e violenze anche fisiche (prossime alla denuncia).

Il perbenismo di Miccichè colpisce e affonda quando mette in difficoltà un gruppetto di aspiranti “sinistri”, incautamente guidati e suggeriti da un vecchio e potentissimo democristiano; non potendo puntare il dito sulla persona di Miccichè ha pubblicato la foto del suo principale supporter Giovanni Roberto Di Mauro accostandola ai visi di Zambuto e Firetto.

Oggi Miccichè dovrebbe fare meno tamponi e incontrare la gente non per ficcare nel naso l’asticina con il cotone ma per spiegare loro i propri programmi.

Di Mauro ovviamente con la candidatura a sindaco non c’entra nulla e sicuramente avrà poca influenza se Miccichè salirà nello scranno più alto di città. O no? Ci stiamo sbagliando? Può darsi.

Allora facciamo il discorso inverso. Vince Zambuto;  qualcuno pensi che Gallo, Savarino, Terrana, Iacolino e Gentile diranno al Marco dei miracoli: “Prego, accomodati, noi ce ne andiamo a casa, fai tutto tu noi non vogliamo nulla”.

Il libro di barzellette di Gino Bramieri sarebbe molto più serio e soprattutto più veritiero.

Molti hanno anche scritto del duo Fratelli d’Italia-Lega (dei quali nessun candidato ha partecipato al nostro sondaggio). Anche qui più vizi che virtù.

 

Della Tardino il buio e la sonnolenza totale mentre per il potente Lillo Pisano qualcuno, anzi più di qualcuno, ha scritto che sta cazzeggiando talmente tanto che alla fine rimarrà con il cerino acceso in mano. Pisano, perfetto ricucitore di un partito iniziato con numeri relativi, ha il grande difetto di essere circondato da una più che ottima percentuale di incapaci (si intende politicamente). Chi la vuole cruda, chi la vuole cotta, chi vorrebbe votare ancora Zambuto nonostante le risate romane e palermitane (e qualche calcio metaforico nel culo) quando i vertici hanno scoperto che il candidato Zambuto è stato fino a poco tempo fa presidente regionale del Partito Democratico.

Il no (giustissimo e sacrosanto) ha fatto saltare i nervi a qualche incaricato provinciale (a sua insaputa) che farebbe meglio a cambiare mestiere di notte in notte e che adesso vuole spaccare il mondo pur di riabbracciare il suo pupillo già sindaco di Agrigento. E se così non sarà, voci cattive (ma noi non ci crediamo) giurano sin da ora che nonostante il veto dei vertici di Fratelli d’Italia, la sua matita o quelle pochissime matite che lo ascolteranno (ma sono davvero poche) propenderanno per mettere la x sul nome di Zambuto, in barba alle più elementari forme di onestà prima politica e poi intellettuale. Siamo certi che, il buon Pisano, ormai con le spalle larghe, saprà alla fine convincere tutto e tutti per far prevalere la “Ragion di Stato”. E Pisano ne è capace davvero. Lega e Fratelli d’Italia non è che però abbiano tante scelte. Devono friggersi con poco olio e per di più devono azzeccare quello meno acido.

La pecca del desolante gruppo che circonda Pisano non è riuscita ancora a capire quello che sarebbe facile intuire anche per un bambino di seconda elementare: cosa vorremo fare da grandi, cosa vorrà fare Pisano, unico vero leader, l’anno venturo?

Infine quel 9% che rappresenta gli indecisi, anche se secondo il nostro parere saranno di più e che andranno ad aggiungersi ai non votanti e ai voti di protesta (quelli con figure falliche, per intenderci).

E tra un fallo e un altro, ci rivediamo al prossimo Filo di Nota…

Ormai ci prendono anche per i fondelli. A Lampedusa, 11 migranti, sono sbarcati con tanto di cappello di paglia, occhiali da sole, barboncino al guinzaglio e sigaretta in bocca. Turisti quasi perfetti. Hanno fame e vogliono lavorare…

Il tutto avviene mentre Agrigento, la sua provincia e tante altre città siciliane stanno attraversando un momento particolarmente difficile e pericoloso.

La sicurezza pubblica di ognuno di noi è seriamente a repentaglio. Le Forze dell’Ordine, ormai allo stremo, sono arrivate al capolinea.

E poi c’è lo Stato; quello Stato che si contraddice, totalmente allo sbando ed incapace di gestire una situazione divenuta insostenibile. Perso il controllo.

Diventa quasi impossibile gestire ciò che, come ampiamente previsto, accade da diversi mesi. Dalle nostre parti arrivano mille migranti (tunisini) a settimana, c’è una sorta di si salvi chi può. Altro che sorveglianza, i militari, tutti, non sono macchine. E loro, i migranti che dobbiamo accogliere perché siamo buoni, scappano in ogni dove seminando paura e terrore nella nostra comunità.

Ci inviano la Mobi Zazà. Perché di fronte Porto Empedocle e non di fronte Rimini o Riccione? Qualcuno si è posto questa domanda? E poi si affannano, parlano di turismo, di mare, di ripresa. Ma di quale ripresa stiamo parlando se oggi in Sicilia il vero unico grande problema sono i migranti?

Torniamo a “chi scappa dalla guerra”: i mille tunisini settimanali che arrivano solo in provincia di Agrigento oggi sono un serio problema. A rischiare, più di loro, siamo noi. Loro non hanno nulla da perdere e sono disposti a tutto. E siamo ancora di più preoccupati per quello che accadrà domani, dopodomani, la settimana prossima. Lo Stato lo sa, lo sapeva e continuerà a saperlo. Le misure intraprese contro questo triste fenomeno sono fallimentari.

A San Leone c’è quasi una rissa a notte, anche questo un triste fenomeno. Chi garantisce la sicurezza pubblica, dove sono le Forze dell’Ordine che dovrebbero garantire la sicurezza nei luoghi estivi molto frequentati?

Subito detto: la maggior parte sono impegnate a controllare i tunisini a Porto Empedocle, a Lampedusa, a Pozzallo, a Caltanissetta, a Villa Sikania e nei vari centri di accoglienza sparsi sul territorio. Non solo; sono sfiancati, distrutti, stanchi e con turni massacranti. Cosa si può pretendere di più da questi veri e propri eroi che lo Stato è pronto solo a punire nel caso in cui alzano la voce ai “poveretti che scappano dalla guerra?”

Oggi l’ennesima farsa; come si evince dal video dalla tensostruttura di Porto Empedocle ne sono scappati un centinaio. Attualmente ci sono più di 500 migranti per una capienza che può arrivare fino a cento. A Lampedusa la stessa cosa: all’hotspot ci sono mille poveretti in una struttura che ne può contenere solo un centinaio. Dalle Forze dell’Ordine, a cui va il nostro sincero affetto, non si possono pretendere miracoli.

Ammettiamolo senza se e senza ma: lo Stato in questo momento non ci sta aiutando.

E la situazione all’orizzonte non è rosea…

 

 

Se la nobile Sinistra, quella con la Esse maiuscola, ormai da più di un centennio è non troppo nobilmente decaduta, grosse responsabilità si possono addebitare ai nuovi “sinistri” i quali, alla fine, si sono rivelati una vera e propria catastrofe per il modo di fare la “nuova” politica.

Fra i nuovi sinistri oggi appartiene un partito fondato dal sinistro Renzi che in tutto il territorio nazionale non raggiunge nemmeno il 3%.

Poi ci sono le spurie, sparse nel territorio; una di queste è presente ad Agrigento e viene denominata i Giovani di Italia Viva il cui portavoce è tal Giulio Bongiorno, ma in realtà dietro le sue spalle si cela trasformandosi maldestramente in un brutto suggeritore uno dei più potenti democristiani che la storia di Agrigento ricordi.

Oggi Bongiorno ed altri quattro ragazzini hanno diramato un comunicato stampa attraverso il quale hanno dapprima riempito non certo di lodi la Democrazia Cristiana e poi, con il nuovo modo di fare politica, hanno accusato i candidati sindaci agrigentini quali simili ai portatori di peste in quanto tutti ex democristiani.

Nel loro comunicato hanno messo le foto di Firetto, Zambuto e dell’on. Di Mauro che nulla c’entra con la elezione a primo cittadino, in quanto il candidato espressione degli autonomisti è il dott. Franco Miccichè.

Ed ecco la prima, inutile e insignificante cattiveria che contraddistingue la the new policy. Cosa c’entra Di Mauro con i candidati sindaci? Spiegatelo!

Con il solito ritornello che ormai non funziona più, anzi ti fa perdere quel briciolo di voti che ormai sono rimasti, artatamente non hanno messo la foto del dott. Miccichè al quale nessuno può dire qualcosa di storto.

E, quindi, ecco il rifugio dei peccatori, quel misero rimedio che pur di attaccare tutto e tutti, infilano nel calderone persone, onorevoli e quanti altri non appartengono in prima persona alla concorrenza per la poltrona più alta di Palazzo di Giganti.

Ci chiediamo e chiediamo ai poveri giovinetti che, ovviamente, scrivono sotto dettatura, per quale motivo al posto di Zambuto non hanno messo la faccia di Gallo Riccardo o di Decio Terrana e in quella al posto di Firetto non hanno messo, ad esempio, l’ex sindaco di Catania ed ex ministro Bianco oppure il bel visetto dell’on. Carmelo Pullara, in procinto di entrare a corte di sir Firetto? Oppure ancora, se nelle prossime ore, vedremo il visino dell’on. Giusi Savarino  la cui tentazione di “firmare” per Zambuto è davvero tanta.

Mi tocca difendere tutta questa gente che ho appena elencato perché non è tollerabile più il fatto che per colpire alcuni si spara nel mucchio e vengono messi alla gogna gli “appestati” della vecchia Dc. Una Dc, tra l’altro, che i giovanissimi di Italia più morta che Viva non sanno nemmeno dove sta di casa ma che, invece, apprendono e sparano dal mentore per poi esibirsi in squallidi comunicati come quello odierno.

Cari bambocci, con la bocca che ancora vi puzza di latte, questo modo di fare politica ha ucciso la sinistra! Avete visto che fine hanno fatto i 5Stelle che da quando si sono insediati nel panorama politico italiano? Non hanno fatto altro che accusare la politica precedente, la Sinistra, la Destra e il Centro anche se poi, alla fine, se occorre governare la Nazione italiana, ogni inciucio diventa buono.

Dite che tutti vi chiedono per chi votate. Bene, ma dove e quali sarebbero i vostri voti? Chi rappresentate, quale armamento porterete avanti se Italia Viva (o morta) gira al massimo al 3% con due ministri, quattro viceministri e alcuni sottosegretari?

Concludo. Imparate a guardare avanti, proponete progetti nuovi e non girate mai il viso indietro. Lo ribadiamo ancora una volta, guardare indietro non paga, anzi vi ha fatto sprofondare nella terrificante posizione in cui vi trovate. E i numeri sono numeri, non cotolette. Possibile che non avete un briciolo di programma e di idee da proporre, invece di rompere i coglioni agli avversari?

Adesso vi aspetta una bella riunione con il vostro non tanto occulto suggeritore. Convocatela il più presto possibile e fatevi spiegare da lui che cazzo voleva dire con questo articolo il giornalista Castaldo?

E se non lo fate voi, sarò costretto a farlo io, nei prossimi giorni. Porterò alla luce cose che a causa della vostra tenera età non potreste mai sapere.

L’unica cosa che mi preoccupa è la seguente: raccontarvi di cosa è stato capace di fare il vostro suggeritore con quella vecchia e disonorata Democrazia Cristiana potrebbe impressionarvi non poco.

Pertanto, cari giovanotti, vi chiedo di avere le idee chiare prima di scrivere qualche minchiata, come avete fatto in questi giorni.

Anche perché così facendo quel misero ed inutile 3% non può fare altro che tornare ancora sotto invece di toccare numeri dignitosi.

Altrimenti, se le vostre idee di partenza sono queste, fate una cosa: tornatevene a casa ed eviterete, così, figure magrine come quella di oggi.

Cosa vuol dire che concludete il comunicato in questo modo: “Chi dimostrerà di essere all’altezza delle nostre richieste, avrà il nostro sostegno e il nostro voto”. 

Si possono sapere quali sono le vostre richieste???

Firetto, Zambuto, Miccichè, Galvano, Catalano, Carlisi? Ma quando mai?

In questo scorcio di una estate non eccessivamente calda per gli agrigentini che vorrebbero conoscere piani e programmi dei candidati che dovranno amministrare la Città dei Templi, cala, al contrario, il silenzio tombale.

Fra incertezze, impossibili accordi, trame e soprattutto tragedie ci si avvia verso il 4 ottobre con le idee sempre più offuscate.

Aperti i comitati, le porte degli stessi rimangono però chiuse; le riunioni si fanno fuori le mura. Hotel, bar, ristoranti; i luoghi ideali per spartizioni (non solo alimentari) tra sottogoverni, deleghe, partecipate e di liste elettorali da centinaia di voti promesse ai candidati sindaci che offrono di più.

Della serie “tu chi mi dasti e iu chi ti detti”, o meglio ancora: “Chi c’è pa gatta?”

Il solito squallore agrigentino dove tutto cambia, quando cambia, ma solo in peggio. Fin quando esisteranno certi personaggi politici (entourage compreso) di bassissimo spessore questa città luce non ne avrà mai.

Per adesso, purtroppo, non si fa altro che tramare in questa unica direzione. E si impiantano tragedie, minacce, ricatti (ne riparleremo in altro articolo più avanti), si chiama questo o si chiama quell’altro per toglierlo all’avversario principale; “vieni da me che siamo tutti bravi; lì rischi tanto, avvisi di garanzia ed anche l’arresto!!!”

Tragedie su tragedie. Ed ancora ricatti e in certi casi anche violenze. Scrocconerie di ogni genere. E poi, i seminatori di odio e della violenza, che sguinzagliano i propri lacchè per colpire questo o quell’altro avversario. Inviano emissari che si travestono da infami e con tanto di sorriso per andare ad ascoltare cosa dicono gli avversari. Ovviamente per poi riportare parola per parola.

L’asse Roma-Palermo è una tratta dove le alchimie la fanno da padrone; Agrigento rimane il punto terminale di una infima lotta che inizia nei palazzi più importanti per sfociare all’ombra di una Valle che si incupisce sempre di più. Nessuna svolta, nessuna speranza, nessuna traccia di un cambio di guardia tanto auspicato ma mai avvenuto.

Tutto ciò ruota attorno ad un Centrodestra che vorrebbe vedersi unito; ad Agrigento questa circostanza è solo una mera utopia.

La Lega, con una Annalisa Tardino sempre più abbronzata e meno impegnata politicamente sul territorio agrigentino (è il commissario cittadino…), tenta una Daniela Catalano la quale, al contrario, dopo le prime voci, avrebbe dovuto organizzare una conferenza stampa per smentire l’interesse dei salviniani o, comunque, ringraziare e tirarsi fuori da questo “supplemento” della Lega che la vorrebbe in pole position. E’ già da 5 anni seduta in prima linea nello scranno che è solo secondo a quello del primo cittadino.

Uno smacco del genere a Lillo Firetto, che l’ha tenuta lì comodamente seduta per un lustro, sarebbe davvero poco edificante. E Daniela, seppur affascinata dalle sirene padane, farà prevalere la “ragion di Stato”, chiudendo nel cassetto i suoi sogni che in questi giorni hanno tenuto costantemente alta la sua adrenalina. Almeno per questa tornata elettorale.

A presto.

Questa mattina Teleacras è stata presente alla riunione che si è tenuta a Porto Empedocle da parte della Lega per protestare contro gli sbarchi sulla nostra Isola.

Ovvio che anche noi eravamo presenti, ma siccome non riconosciamo Annalisa Tardino come commissario agrigentino della Lega, abbiamo ascoltato le sue parole attraverso l’intervista messa in onda da Teleacras.

Ad un certo punto il giornalista chiede al commissario cittadino (Agrigento) notizie circa le imminenti elezioni amministrative e su come si comporterà la Lega.

La risposta dell’eurodeputato (a sua insaputa) on. Annalisa Tardino, originaria di Licata, è stata la seguente: “Vedremo, stiamo vedendo, stiamo provvedendo, stiamo facendo, stiamo di qua e stiamo di la, cicchi ciacchi, umma umma, ricchi premi e cotillons”.

In pratica il nulla del nulla. La Tardino non trova la risposta ad una domanda seria che, tra l’altro, gli agrigentini aspettano con fervore per potere operare le proprie scelte nel migliore dei modi.

Però, una notizia bomba la Tardino, alla fine l’ha data. Ad un collega ha detto: “Fate sapere a Lelio Castaldo che domani sarò a mare a Mollarella, nei pressi di Licata”.

E noi, aspettando le dimissioni per manifesta incapacità (politica) della Tardino, ne prendiamo atto. Domani tutti a Mollarella!!!

A noi, operatori dell’informazione, non ci resta altro che segnalare la totale incapacità politica di una donna, Annalisa Tardino, eurodeputato; purtroppo siamo costretti ad aggiungere anche l’incapacità politica del commissario della Lega Stefano Candiani. Ad entrambi abbiamo chiesto le dimissioni da compiti che, siamo certi, non saranno mai capaci di risolvere.

E Annalisa, commissario agrigentino, invece di pensare ai problemi di un popolo agrigentino che ha fame di conoscere, sapere, individuare, cosa fa? Un bel tuffo nell’azzurro mare di Mollarella (Licata).

E noi domani saremo con lei a tuffarci tutti insieme appassionatamente.

 

Avrà dato fastidio, molto fastidio, all’ipotetico candidato del movimento 5stelle Antonio Calma, il fatto che abbiamo anticipato la sua candidatura alle prossime amministrative agrigentine.

Calma si è sentito leso nella sua immagine perché abbiamo ipotizzato che la sua eventuale candidatura potesse essere frenata dallo statuto o dal regolamento del movimento. Questo giornale ha anche pubblicato quel punto “d” che tanto fastidio e non sappiamo il perché ha dato ad Antonio Calma.

Un punto “d” che a seguito di una precisazione dello stesso aspirante candidato avrebbe subito uno stravolgimento straordinario.

Dunque, abbiamo fatto i giornalisti e cioè il nostro dovere. Non solo, siamo andati anche oltre; abbiamo anche pubblicato con tanto di documentazione tutte le esperienze che Calma ha vissuto in passato nel corso dei suoi vani tentativi che potessero portarlo in Comune o alla Regione.

I numeri che abbiamo pubblicato, ed abbiamo fatto ancora una volta il nostro dovere, sicuramente non confortano l’animo del Calma il quale, dopo una attenta analisi dei nostri articoli ha scritto privatamente una mail, anzi due. Nella prima, evidenziava come dietro le “fuorvianti” notizie ci fosse un “suggeritore occulto”, un “odiatore seriale”, “frustrato, che pensa bene di imbeccare la gloriosa testata giornalistica che abbocca come un pesce affamato…” Ad un certo punto scrive ancora: “…i regolamenti (specie quelli di un partito) non sono il Vangelo e ammettono deroghe in presenza di valide ragioni”.

A questo punto, visto che i regolamenti di un partito non sono il Vangelo e ammettono anche deroghe, non si comprende bene perché allora si istituiscono?

Calma conclude la nota con un passaggio non certo beneaugurante; prima o poi qualcuno potrà essere colpito da una gastroenterite acuta; non si capisce bene se la “benedizione” fosse rivolta al sottoscritto o all’odiatore seriale. Io, pi si e pinno’, oltre ai dovuti scongiuri, domani mattina la prima cosa che farò sarà quella di farmi portare a casa una Lapa-Piaggio carica di trecce di aglio e qualche ciuffo di peperoncino. Non si sa mai…

Lo so bene che qualche lettore potrebbe stentare a credere quanto abbiamo sopra scritto e noi, onde evitare di passare per fuorvianti e bugiardi pubblichiamo la frase scritta testualmente da Antonio Calma. Eccola qua: “Camilleri nel suo “Covo di vipere” si deve essere necessariamente ispirato a questi paladini dell’informazione e del rancore viscerale che, insistendo con tali atteggiamenti, potrebbero accusare prima o poi seri problemi ai loro rispettivi apparati digerenti…”

Se qualcuno permette io domani di Lape piene di aglio me ne faccio portare due…

Nella seconda mail iniziano le minacce. Calma pretende di chiarire ai lettori la sua posizione per una eventuale candidatura alle prossime amministrative di Agrigento, previa una bella denuncia alla Procura che mi farebbe passare dei guai.

Non smentisce i numeri dal lui presi nelle tre tornate elettorali perché quelli né si possono storpiare, né modificare. I numeri sono numeri; Calma poi tira fuori frasi che ha sognato, che solo lui ha letto nei nostri articoli. Si inventa di sana pianta che “la parte che prevedeva la residenza in Sicilia è stata abrogata essendo sufficiente avere un domicilio ad Agrigento che io ho.”

Provate a leggere se in tutti gli articoli si faccia riferimento alla questione residenza.

Continua ancora: “Sono perfettamente candidabile non avendo la fedina penale macchiata…” Anche in questo caso provate a trovare nei miei articoli se si è parlato di fedina penale. Un altro sogno mostruosamente proibito da parte del signor Calma.

Calma si sofferma sulla sua invece possibilità di potersi candidare ad Agrigento in quanto, scrive, “non c’è alcun contrasto con le mie precedenti due candidature con IDV che era alleata in quel periodo con i 5S infatti venne candidata dai grillini, alla presidenza della regione Sicilia, Sonia Alfano di IDV, ugualmente per quanto riguarda la mia candidatura con un’altra successiva lista che non era in contrapposizione con nessuno né tantomeno coi 5S, dato che in quelle elezioni, tale lista, non elesse alcun consigliere”.

Calma conclude così: “Quindi o pubblica doverosamente le mie rettifiche o ci vediamo in un’aula giudiziaria con tutto quello di negativo che comporterà per lei.

Calma continua: “…….preciso che se non vuole pubblicare le mie rettifiche deve perlomeno formulare un articolo di scuse dettagliate e precise a mio favore, dandone ampio risalto. Se nemmeno a questa cristiana offerta vuole aderire, in via transattiva e come ultima ipotesi potrei chiudere la questione accettando una somma a titolo di risarcimento del danno non inferiore ad € 5.000,00 che utilizzerò per scopi benefici. Comunico, infine, che, in assenza di sue celeri notizie, procederò ai sensi di legge”.

E chiuiemu a partita…

Ora dico.

Meglio non dire…

 

 

Zambuto si, Zambuto no. Ieri il centesimo incontro di un Centro Destra, a Palermo, da sempre spaccato. Finita la riunione molti hanno parlato di fumata bianca, di accordo, di unione, di Zambuto. A meno di 24 si sono rotti i cocci che, al contrario, avrebbero dovuto essere risanati. Un pezzo del Centro Destra, la Lega, si stacca e torna indietro.

Primo punto: Tardino Annalisa, da Licata, oggi eurodeputata (forse a sua insaputa) e commissaria cittadina della Lega ad Agrigento; per quale motivo ieri, nella qualità di commissario agrigentino, non ha partecipato alla importante riunione?

Secondo punto: Stefano Candiani, senatore di Busto Arsizio (forse a sua insaputa), commissario regionale della Lega in Sicilia; senatore, ma ieri cosa faceva in quella riunione: dormiva, parole crociate o cazzeggiava con whatsapp?

Terzo punto: Candiani, ma con la Tardino vi conoscete? Ogni tanto vi parlate? Riuscite a trovare un punto di incontro? Tardino, sai di quale partito è Candiani?

Quarto punto: Candiani e Tardino; sia chiara una cosa: gli agrigentini sono stanchi di assistere a teatrini indecenti da tanti, tantissimi anni. Candiani e Tardino, state propinando agli agrigentini scene davvero raccapriccianti. Due politici dello stesso partito, Tardino e Candiani, la Lega: uno che dice viva Zambuto, l’altro che dice abbasso Zambuto. E dire che Salvini ha scelto voi per sistemare il caos che ormai da diverso tempo è scoppiato all’interno della Lega in Sicilia. E’ questo il vostro modo di fare politica? Secondo voi, gli agrigentini, che tanta fame hanno in questo momento di conoscere, di sapere, di organizzarsi e di valutare, hanno bisogno di questi teatrini che state proponendo?

Quinto punto: Candiani, perché non te ne torni nella tua Varese? Lì è tutto bello, pulito, in ordine. Qui, in Sicilia, è tutto diverso. E questa terra, caro Candiani, ha bisogno di personaggi politici di altra caratura, di personaggi che riescono a portare quella normalità di cui necessita e che, purtroppo, la differenzia dalle altre regioni.

Sesto punto: Tardino; pensi che gli agrigentini adesso dovranno assistere fino al 3 ottobre a questi teatrini? Cosa stai facendo nella qualità di commissario ad Agrigento? Chi ti conosce, chi ti ha mai vista, chi ti ha mai sentita? L’unica volta che sei intervenuta è stato oggi per smentire il tuo compagno di partito! Zambuto si, Zambuto no. Sembrate quella favolosa coppia chiamata…Gianni e Pinotto.

Settimo punto: Tardino, a Licata ci sono posti meravigliosi; Mollarella, Poliscia, Cala Paradiso, Torre di Gaffe. Secondo te è meglio fare un tuffo in quel mare meraviglioso o reggere una posizione difficile come quella di commissario agrigentino della Lega? Non riuscite a trovare l’accordo nemmeno tra di voi!!! Per favore, Tardino, molla Agrigento e torna a Molla-rella a fare un bel tuffo in quel mare splendido. Così come per Candiani, Agrigento non ha bisogno di politici come te.

Ottavo punto: Mentre ieri Candiani alla riunione dormiva e quando si è svegliato ha detto…votiamo Zambuto, la Tardino dichiarava: “Firetto ha fallito, Zambuto è stato già sindaco e non ha lasciato il segno e Miccichè non pare susciti entusiasmo”.

Nono punto: E allora? Nella qualità di commissario agrigentino della Lega, cosa vuoi fare (anche se lo ribadiamo è meglio che vada via subito a gambe levate)?

Decimo punto: Salvini vedi che attualmente la Lega in Sicilia è un bordello (politico, si intende). Vidi ca fari…

N.B. Matteo, fatti tradurre dalla Tardino la frase di cui sopra.

Polvere di stelle o stelle candenti? Decidete voi, ma i numeri sono numeri.

Michelino, in arte Sodano, onorevole della Repubblica Italiana (anche lui a sua insaputa) venuto dal cielo in terra a miracol mostrar non ne azzecca una.

Dopo avere tramato da mesi con il presunto candidato alle prossime amministrative di Agrigento Antonio Calma, alle spalle di tutti e di tutto, avrà sicuramente dimenticato che all’interno del movimento 5stelle vige uno statuto (purchè non venga cambiato) che parla chiaro. Un disgraziato punto “d”, di fatto, spegne le velleità di un agrigentino semisconosciuto che vorrebbe amministrare la città di Agrigento. Il punto “d” recita testualmente: “possono avanzare la loro candidatura coloro i quali non abbiano mai partecipato a elezioni a qualsiasi livello, né ricoperto ruoli di amministratore e/o componente di giunta o governo con forze politiche rappresentate in consiglio regionale o parlamento italiano o europeo diverse dal movimento 5stelle a far data dal 4 ottobre 2009…”

Il tutto in una pagina del sito del fantomatico Rousseau riguardante la procedura per la creazione delle liste del movimento 5stelle.

Per carità, anche ad un magistrato come Calma può “sfuggire” un punto così importante del regolamento; così come, anche allo stesso Michelino, il quale forse preso dal troppo caldo, gli sarà sfuggito questo impercettibile impedimento che non conforta il suo pupillo agrigentino-pesarese-siculo-marchigiano.

E così, dopo una accurata indagine, si è scoperto che il dott. Antonio Calma in passato e certamente molto al di là del 2009 ha tentato in almeno tre circostanze di rendersi utile per la collettività pesarese, tra elezioni comunali, regionali e forse anche quelle condominiali.

Questo il “bottino” ottenuto dal dottor Calma: candidato alle elezioni comunali di Pesaro, nel 2009, ha ottenuto la bellezza di…60 voti. Poi le regionali, nel 2010, circoscrizione Pesaro –Urbino: 160 voti. Calma, con tanto coraggio, ritenta alle comunali di Pesaro nel 2014. Bottino, 41 voti… Il tutto tra un volo da Italia dei Valori, alla lista La Sinistra e poi, forse qualche lista civica. In tre elezioni distinte e separate il dottor Calma ha racimolato ben…261 voti. Un curriculum davvero di tutto rispetto.

Se a Pesaro è fortemente conosciuto come ad Agrigento, possiamo dormire sonni tranquilli.

Strano, molto strano. Non si comprende come il Michelino nazionale abbia scomodato il dottor Calma non riuscendo a trovare tra le fila del suo movimento ad Agrigento un candidato con un curriculum politico più incoraggiante (eufemismo).

Ora se nel movimento 5stelle la mano destra non sa quello che fa la sinistra, qualche problema sulla ammissibilità della candidatura del signor Calma dovrebbero averla. Staremo a vedere, anche perché non passerà tanto altro tempo; la lista grillina deve essere presentata per l’autorizzazione entro il prossimo 15 luglio.

A questo punto una domanda sorge spontanea: verrà rispettata anche questa regola o si farà con calma, molta calma?

Ancora un’altra domanda: lo statuto rimarrà lo stesso oppure, come qualche volta è capitato in passato, i vertici dei 5stelle cambieranno di notte in notte regole e procedure pronte a favorire il dottor il Calma di turno?

Un magistrato, ne siamo convinti, queste cose non le fa. Preferisce rispettare le regole anziché farle cambiare da un momento all’altro.

Il Michelino dei miracoli dovrebbe spiegare agli iscritti del movimento come mai a fine gennaio si era decisa una candidatura che aveva già assolto tutti i compiti chiedendo l’autorizzazione per candidarsi (senza cambiare le regole dello statuto). Sarà stato il coronavirus che ha fatto folgorare Michelino sulla via di Pesaro e Agrigento e cambiare tutte le carte in tavola?

Il dottor Calma da quando è un iscritto del movimento? E dove sono finiti tutti i grillini agrigentini che da almeno un lustro hanno messo in atto battaglie politiche con una storia ed una conoscenza dei problemi della città sicuramente superiore a quella di Antonio Calma?

Niente da fare. Michelino è nordico e non può farci nulla. Ma a straperdere (e i numeri, ahimè, ci danno ragione) è solo ed esclusivamente il movimento capitanato dal comico genovese Beppe Grillo.

Non può essere ridotto così male il movimento ad Agrigento tale da trovare nella terra di Rossini, piuttosto che in quella di Pirandello, un candidato sindaco più conosciuto in città e con un passato autenticamente grillino.

Siamo certi che il dottor Calma si vuole bene, tanto bene. E se guardate attentamente la foto forse lui stesso è il primo ad essere convinto di rimanere a casa…

Michè, ahi ahi…