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Sulla cattura dellìultimo super boss di cosa nostra Matteo Messina Denaro abbiamo interpellato ancora una volta il Generale Luciano Garofano, straordinario criminologo, che da la sua chiave di lettura su quello che certamente è un giorno importante per lo Stato Italiano. Purtroppo non mancano gli invidiosi…

 

Nelle quattro stagioni che caratterizzano i 365 giorni di un anno, anche al Cefpas, finalmente, è arrivata la nuova stagione.

E si sente già il respiro di un’aria fresca, decisamente diversa ma soprattutto “normale”.

In questi ultimi 4 anni al Cefpas guidato da Roberto Sanfilippo, le stagioni sembrava non finissero mai. O era sempre inverno o era sempre estate; mai una primavera, un autunno.

Il Capo di Gabinetto degli uffici di diretta collaborazione dell’Assessorato regionale delle Attività Produttive, dott.ssa Giovanna Segreto è il nuovo commissario del Cefpas, centro di formazione sanitaria situato nel cuore della Sicilia, a Caltanissetta, dove, purtroppo, negli ultimi anni, il chiacchiericcio ha preso il sopravvento sui corsi di formazione professionali.

Non siamo le autorità preposte per entrare nel merito se in questi anni il Cefpas, sotto alcuni aspetti, ha funzionato in modo discutibile (che certamente non vuol dire illegale); di certo le ombre hanno sopraffatto le luci tanto che il centro nisseno è stato uno dei protagonisti delle attenzioni ricevute dalla Cgil. Postificio, pastificio (pasta con le sarde…), ufficio di collocamento della classe politica con spiccato riferimento ai deputati agrigentini, nisseni, palermitani e catanesi. Lo ribadiamo ancora: solo chiacchiericcio e nulla più, anche perchè, se la mente non ci tradisce, il Cefpas sembrerebbe non essere mai stato attenzionato dalle autorità preposte per come avrebbe meritato. Una chiacchiera è nulla, mille chiacchiere sono più di un sospetto.

Fra le chiacchiere spicca l’aumento monstre dei contratti  tramite iscrizione all’albo Tutor: circa 300, tra incarichi professionali e contratti di collaborazione coordinati e continuativi nel giro di un paio di anni. Ed anche qui nulla quaestio: il tutto è previsto dal regolamento e pertanto il chiacchiericcio deve essere messo da parte. Così come, per un’altra assoluta coincidenza, il chiacchiericcio rimane tale anche quando fra i beneficiari di questi contratti troviamo figli, nipoti, fidanzate e compagne. Di chi? Di politici, di alti vertici regionali della Sanità.

Figurarsi che la moglie di un politico agrigentino ha avuto fatto un contratto un anno addietro con scadenza il prossimo 31 marzo. Non si sa come, non si capisce il perchè alla gentile consorte del politico agrigentino è stato offerto un altro contratto prima della interruzione naturale di quello a cui già faceva parte. Di fatto a novembre scorso la signora ha beneficiato di un nuovo contratto, stracciando il precedente a metà percorso, per abbracciarne uno nuovo con scadenza 31 dicembre 2023. E vabbè, anche questo sarà un chiacchiericcio. Ma se nessuno interviene e chiede lumi su queste decisioni quantomeno singolari, le chiacchiere prenderanno sempre il posto dei maccarruna.

Da domani si cambia. Giovanna Segreto, professionalità e onestà intellettuale nel suo biglietto di visita, avrà il compito di mettere ordine a questo circo andato avanti in questi ultimi anni dove certamente ha regnato l’anarchia più totale.

La scelta della Segreto non ci sembra casuale. Certo, dovrebbe fungere da traghettatrice per lasciare il posto fra alcuni mesi, ma in tanti sperano che rimanga al posto dove appena oggi è stata messa. Una donna, la Segreto, che della meritocrazia, della trasparenza e soprattutto della legalità ne ha fatto una ragione di vita.

Siamo certi che il neo Commissario caccerà via senza tanti preamboli gli scodinzolini alla questua dei potenti di turno. Così come siamo certi che riuscirà a scannare quel chiacchiericcio che certamente, anche se rimasto tale, non ha fatto tanto bene al Cefpas.

Alla dottoressa Giovanna Segreto l’augurio di proficuo lavoro.

 

 

Tutto ciò che accade e ruota attorno al Cefpas di Caltanissetta, sontuoso centro di formazione, sanita, formazione manageriale, (oltre ad essere fortemente politicizzato dove i vertici dell’Ente sono solo ed esclusivamente nominati dal governo regionale), “è squisitamente limpido, regolare e soprattutto sotto gli occhi di tutti”.

Questa è la risposta che il direttore dell’Ente Roberto Sanfilippo spiattella alla Cgil, “rea” di sostenere l’esatto contrario e che tutta la vicenda (o l’affaire) Cefpas andrebbe attenzionata da una autorità terza. Troppo facile per Sanfilippo, spiegare carte alla mano, che tutti i procedimenti, soprattutto le assunzioni, che vengono effettuate all’interno del Centro di Formazione sono tutte regolari.

Ed è per questo che Mannino e Moncada della Cgil, i primi a sollevare la questione Cefpas, non riescono a darsi pace.

Certo, dopo un chiacchiericcio (che non è una accusa) che ormai dura da troppo tempo, nessuna delle Autorità preposte ad approfondire cosa accade nelle “stanze dei bottoni” si è posta il problema. In passato, qualcuno sosteneva che quando si ha un sospetto si è dinnanzi  all’anticamera della verità. Spesso volte il Centro Cefpas è stato additato come un vero e proprio postificio.

Per le tre Commisioni Parlamentari regionali, per il neo assessore alla Sanità Giovanna Volo tutto fila liscio come l’olio. Per la magistratira non ci è dato sapere, anche perchè non conosciamo i propri passi e nulla viene precluso.

Nell’ampia spiegazione che Sanfilippo propina alla Cgil dimentica o omette di tirar fuori un provvedimento che, a nostro modo di vedere, andrebbe approfondito. Ci sono state tante volte che al Cefpas stesso molti licenziamenti siano stati giustificati secondo la dicitura…può causare un danno all’erario…. E fin qui ci siamo.

Non si comprende, invece, come per la moglie di un noto deputato agrigentino di Forza Italia per tutti la Treccani Bianca, dopo averla assunta con contratto a termine della durata di 13 mesi (dal 1-02-2022 al 31-03-2023) con regolare lettera di incarico, alla stessa signora, il Cefpas, non le fa finire naturalmente la scadenza del contratto in quanto ne ha già uno pronto bello e impacchettato (lettera di incarico n° 11982) che inizia il 7 novembre scorso per essere ultimato (?) il 31 dicembre 2023.

Di fatto, per la modica somma di 23.800 euro lordi annuali, alla signora non si consente di ultimare con la scadenza naturale il precedente contratto (stesso importo) e mentre è nel pieno della propria attività lavorativa la chiamano per dirle: “Signora, metta la firma qui per un nuovo contratto che scadrà a dicembre 2023”.

Insomma, per un Ente che del danno all’erario ne ha fatto una ragione di vita appare discutibile una mossa del genere. Sembrerebbe anomala. Attenzione, nessuno sta gridando ad uno scandalo o ad un favoritismo, però il Direttore Robertro Sanfilippo una spiegazione dovrebbe pur darla, visto che nella risposta-dossier presentata alla Cgil di tutto ha parlato (?) tranne che di questo episodio il quale, lo ribadiamo, riguarda la moglie di un deputato agrigentino.

Il nostro compito finisce qui.

Ci sono tante altre autorità politiche e Istituzionali e le autorità di controllo con in testa le Procure e la Corte dei Conti per continuare il modesto percorso che abbiamo iniziato noi.

Non si può non parlare di incredibili coincidenze avvenute il 27 settembre praticamente dopo le elezioni regionali siciliane, vinte da Schifani, ma non ancora insediato, il Presidente in pectore in illo tempore Musumeci e l’Assessore Razza con una delibera di Giunta su richiesta del Direttore del Centro Roberto Sanfilippo, ha disposto un corposo allargamento della dotazione organica; dagli attuali 63 dipendenti e dirigenti a tempo indeterminato ad ulteriori 143 posti per arrivare alla cifra monstre di 206 dipendenti. Ecco la spending review.

Il tutto mentre gli ospedali siciliani sono divenuti un campo di battaglia perchè manca il personale. Stessa cosa nelle Asp.

Questi posti vengono blindati e pennellati per chi già lavora in questo Ente elefantiaco, vedi i 40 dipendenti a tempo determinato assunti nel 2021 con delle selezioni fortemente contestate dalla Cgil o le “coincidenze” dei dirigenti octies dove i candidati arrivano a pari punti e si creano due postazioni dirigenziali.

Ovvio che torneremo a parlare di questa vicenda.

Valentina Cirino (Facciamo squadra): Alla prima esperienza in Consiglio comunale può sfruttare l’esperienza del padre, Andrea, che potrebbe suggerirle indicazioni importanti. La stoffa c’è e si è vista in alcune sue interrogazioni. Voto 6,0

Margherita Bruccoleri (Buongiorno Agrigento): E’ al secondo mandato e potrebbe fare oro della propria esperienza. Le si riconosce la serietà politica che molti non hanno: si ammazza per il proprio partito e non lo cambia nemmeno per dieci assessorati. Voto 6,5

Antonino Amato (Andiamo Avanti): Esperiente, già la sua presenza in Consiglio crea una certa serenità anche nei momenti difficili. Non si espone ma lavora, lavora per il bene di tutti. Voto 6,5

Lillo Firetto (Buongiorno Agrigento): E’ difficile sedersi in una delle 24 poltrone quando per 5 anni è stato seduto su quella più importante. Giustificato in tutto, i suoi interventi, spesse volte, ricordano che molte iniziative sono iniziate con la sua amministrazione. Voto 6,5

Teresa Nobile (Cambiamo Rotta): Consigliere brillante si distingue quando c’è da alzare la voce, ma lei lo fa sottotono. Come la Bruccoleri di lei ci si può fidare e dormire tranquilli. Voto 6,5

Alessandro Sollano (Cambiamo Rotta): Si sbraccia, lotta per la causa comune e quando c’è da andare in soccorso lui è in prima linea. Voto 6,5

Francesco Alfano (Cambiamo Rotta): Grande persona, stimato medico e stimato consigliere comunale. Non mette in campo la propria esperienza che potrebbe aiutare tante new entry. Voto 5,5

Flavia Maria Contino (Cambiamo Rotta): Anche lei alla prima esperienza ci si aspetta molto da lei. In attesa di guardare il suo da fare. Voto 5,5

Alongi Claudia (Diventerà Bellissima): Ingiudicabile; al posto della voce di lei si riconosce solo il braccio quando serve per alzarlo per il voto palese. Voto: Non pervenuta.

Roberta Zicari (Diventerà Bellissima): Figlia d’arte (politicamente parlando) è una di quelle che interroga Giunta e sindaco per il bene comune. Brava. Voto 7

Davide Cacciatore (Facciamo Squadra): Bravo, intelligente, volenteroso; di lui ci si aspetta tanto. Lavora per la squadra e alcune sue iniziative sono state molto interessanti. Voto 7

Simone Gramaglia (Indipendente): Voto 10. Tutti sanno il perché. Anzi, voto 11

Carmelo Cantone (Forza Italia): Fa il gioco di squadra, anche quando la squadra non si comporta in modo leale e corretto. Inizialmente il suo gruppo non era stato sgamato, poi si. Lui sia ammucciuni che in palisa è stato sempre li; almeno gli si riconosce questo. Voto 5

Giovanni Civiltà (Forza Italia): Ha avuto la fortuna di essere stato ripescato grazie a quei giochi assai antipatici della politica. In gamba, attento osservatore è uno che conosce bene la politica. Gli manca solo “l’ultimo passo” per meritarsi un dieci. Voto 5

Gerlando Piparo (Fratelli d’Italia): Ormai i portieri del Comune gli hanno passato le chiavi. E’ lui che apre il portonaccio mentre ancora chi dovrebbe farlo dorme. Infaticabile, generoso e attento osservatore della macchina amministrativa soprattutto nel volano, l’Ufficio Tecnico, il cui dirigente tpo Gaspare Triassi oltre ad avere bisogno di una particolare cura di fosforo, spesso è costretto ad ascoltarlo. E’ più fedele lui che dieci mogli (tutte fedelissime) messe assieme. Voto 8

Giuseppe La Felice (Udc): Eletto nella lista di Fratelli d’Italia, passa successivamente all’Udc di Decio Terrana. Anche da lui, ci si attende di più. Voto 6

Pietro  Vitellaro (Lega): troppo assente per motivi giustificati e di lavoro per poterlo giudicare. Un peccato perché le sue potenzialità sono enormi. Di certo se c’è da correre, corre… Voto N.G.

Silvio Mario Fontana Lega): Vale lo stesso discorso fatto per Valentina Cirino: dal papà potrebbe apprendere e trasportare in Aula Sollano la sua esperienza. Voto 6

Pasquale Spataro (Onda): Eletto nelle liste di Carmelo Pullara qualche voce sussurra che è pronto a lasciare il partito per un posto in assessorato. Lui è in gamba, ma l’eventuale mossa no. Voto 4. Se rimane dov’è il voto è 6,5

Nicolò Hamel (Rinasce Agrigento): Anche lui, come l’omologo Alfano, potrebbe mettere sul tavolo la sua brillante esperienza di amministratore. Un peccato perché da lui, grande battagliero, ci si attendono le stesse guerre. Voto 5,5

Bongiovì Alessia (Rinasce Agrigento): Ancora deve mostrare le sue potenzialità, anche se alcune sue mozioni sono molto costruttive ed interessanti. Così come per Spataro sarebbe pronta per entrare in Giunta lasciando tutto e tutti. Voto 4, se rimane dov’è voto 6,5 (incoraggiamento)

Marco Vullo (Uniti per la Città): inopinatamente attaccato (probabilmente da chi voleva essere al suo posto) lui va avanti come un treno. Molte sue iniziative sono lodevoli. Si classifica di più per Assessore che come consigliere: Voto 7,5

Angelo Vaccarello (Uniti per la Città): Forse è poco compreso, ma Vaccarello ha potenzialità che in pochi hanno. Per questo, spesso, viene più temuto che amato. Non è poco. Voto 6,5

Ilaria Settembrino (Uniti per la Città): Anche lei può godere della esperienza del padre. Forse comincia a mostrarla in quanto si è distinta in alcune iniziative. Volenterosa. Voto 6,5

 

Sindaco e Giunta. Il sindaco Franco Miccichè di certo non si aspettava una serie spicciola e minuta (per fortuna) di detrattori. Certo, se avesse dato quell’assessorato… Persona perbene si ha certezza che farà tanto bene per la città che amministra. Voto 7

Marco Vullo: come sopra

Roberta Lala: Infaticabile e monumentale forza del fare, apre gli occhi agli agrigentini che anche gli animali hanno un cuore e un’anima, forse più di qualche essere umano. Ha brillato nel suo lavoro e quando stava ancora portando avanti progetti interessanti…ha mollato. O l’hanno fatta mollare… Voto 8

Gerlando Principato: Anche lui infaticabile nel suo lavoro; molte sue iniziative sono lodevoli e degne di una città che vuole guardare avanti. Lui ed il suo lavoro sono sulla buona strada. Voto 7,5

Aurelio Trupia (Vicesindaco): Non ama mostrarsi, lavora in silenzio, ma un silenzio che purtroppo potrebbe diventare “assordante”. E’ anche vice sindaco e lo si può capire: Voto 6

Giovanni Vaccaro: Ha avuto la capacità di far conoscere agli agrigentini posti e villette di cui molti non ne conoscevano l’esistenza. Bravo, attento e soprattutto volenteroso. Voto 7,5

Costantino Ciulla: Fa parlare i fatti e fa guastare il fegato ad alcuni. Le sue iniziative, unitamente al suo gruppo, hanno risvegliato Agrigento, cosa che nessuno, negli ultimi 50 anni era riuscito a fare. Non ultimo il concerto di Achille Lauro. Voto 7,5

Francesco Picarella: Ha lavorato, tanto. Qualcuno lo accusa ma lui è andato avanti per la sua strada seppur con queste “presunte complicazioni”. Ha lasciato l’assessorato dove certamente non ha sfigurato. Voto 6,5

Valeria Proto e Patrizia Lisci: Entrate in Giunta da poco tempo, troppo presto per poterle giudicare. Speriamo in loro. Le vogliamo incoraggiare: Voto 6

N.B. Ovviamente i giudizi di cui sopra sono solo ed esclusivamente dettati dal sottoscritto. Molti saranno contenti, altri magari un po meno. Il tutto fa parte della democrazia. Da tenere presente che l’articolo si può commentare e quindi chiunque ha il suo spazio per dire la propria. Con nomi e cognomi veri.

Sindaco di quà, Miccichè di là, ora ti abbatto, ora ti sfascio, io ti ho creato ed io ti distruggo, ora ti caccio via, ora, ora, ora… pronobis! Lo dice, in sprazzi di vero delirio, una vecchia campana ormai stonata e sorda, assordata dallo stesso suono. La stessa campana ormai a pezzettini aveva anche attaccato in modo assai violento carico di cafonaggine anche le nostre Istituzioni, “ree” di non aver controllato bene il nostro territorio. In uno sprazzo totale di follia si ricordano epiteti nei confronti di due donne, un Prefetto ed un Questore, le quali, seppur tra mille difficoltà, tengono a bada in modo eccellente un territorio che ancora oggi vive momenti di risse causate da giovinastri durante la movida.

Negli ultimi mesi, esattamente dal giorno in cui l’amministrazione Miccichè ha iniziato a guidare la città, un altro tipo che vuole emulare le gesta gloriose di quella campana sorda, sbraita sempre lo stesso mezzo, contro tutto e contro tutti. Cerca di fare a pezzettini Miccichè e la sua Giunta, ma il giochino risulta alquanto difficile. Se si fa, e perchè si fa, se non si fa, e perchè non si fa. Nè cotta, nè cruda. Peggio per lui.

Tornando ai colpi di sedia, queste scene sono purtroppo come un male quasi incurabile; scene squallide come quelle che abbiamo visto in via Pirandello ad Agrigento accadono da Bolzano a Pantelleria. Solo che in altre città, la “colpa” non è di nessuno; nella Città dei Templi si punta il dito immediatamente contro le Istituzioni.

Per Agrigento la prova Achille Lauro di ieri sera (al sottoscritto Achille Lauro ricorda solo ed esclusivamente il dirottamento di una nave omonima nel 1985…) era davvero complicata e nascondeva insidie assai pericolose che avrebbero potuto turbare Agrigento come non mai. Così come non mai Agrigento ha ospitato un evento di così tanta attrazione e, in quanto tale, dunque, carico di probabili momenti poco gradevoli.

Ebbene, ieri sera la Città dei Templi, ha superato brillantemente l’esame “Lauro”. Prefettura, Questura, Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Amministrazione comunale e tutto l’apparato che ha ruotato attorno all’evento ha funzionato alla perfezione. Certo, qualche ubriachello o “dolcemente fatto” è stato portato in ambulanza verso il nosocomio. Nulla di che, ci sta.

Resistere all’urto di oltre diecimila persone non è stato davvero facile. La preparazione di tutte le mosse per garantire la massima sicurezza sono state tutte azzeccate.

Vadano i complimenti a S.E. il Prefetto Maria Rita Cocciufa e al Questore Rosa Maria Iraci per come hanno guidato tutte le Forze dell’Ordine presenti e, quindi ai comandanti dei Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza; al sindaco Miccichè e a tutti i suoi collaboratori. A tutte le altre forze, anche di volontariato, che hanno partecipato per garantire la sicurezza sotto ogni aspetto.

Non possiamo non sottolineare che un complimento straordinario va fatto anche all’onorevole Lillo Pisano, capace in due soli anni di trasformare una città, pià morta che viva, soprattutto durante le feste e manifestazioni. E poi, l’evento Lauro non è cosa da poco (io avrei preferito Loredana Bertè…). Pisano ha iniziato il suo cammino verso Roma, con sosta obbligata a Palermo, nel migliore dei modi. Eppure, loro, detrattori e iettatori, continuano ad avere u “purmuni mmucca”.

Vedrete che detrattori e iettatori continueranno a dire le loro “profezie”. E noi continueremo ad “ascoltarli” per come abbiamo fatto fino ad oggi. Loro se la cantano e loro se la suonano.

Ancora complimenti alle Istituzioni.

 

 

 

Sul quarto omicidio in meno di un mese avvenuto nella provincia di Agrigento, quello di ieri a Cattolica Eraclea, ancora una volta Lelio Castaldo ha sentito il commento del noto criminologo italiano Generale Luciano Garofano.

Guarda l’intervista.

Ancora una volta ci pregiamo di intervistare il noto criminologo italiano Generale Luciano Garofano, già capo dei Ris di Parma e attualmente impegnato a dar manforte per fare luce sui delitti che accadono nel territorio nazionale.

Dopo avere “esaminato” il caso Favara, meno di un mese addietro, ci ritroviamo oggi ancora una volta ad interpellare il Generale Garofano sul tragico duplice omicidio di Racalmuto avvenuto appena tre giorni fa. Questo il suo intervento. (VIDEO INTERVISTA)

 

Erano separati in casa dal giorno del voto che vide protagonista Simone Gramaglia nel risultare il primo degli eletti alle ultime amministrative. Il leader Gallo Afflitto ci rimase male, molto male. Si sentì tradito (lui…) da qualcuno che all’interno della stessa famiglia votò per un altro figliolo. Gallo “ammuttava” per Giovanni Civiltà, doveva mostrare tutta la sua forza, ma non ce la fece. A spuntarla fu Simone Gramaglia. Da quel momento Gallo iniziò una guerra fredda all’interno che non si è più sanata. Non solo perse il consigliere ma anche chi gli era stato vicino sotto altri aspetti. Molto vicino. Molto vicino. Molto vicino.

Meglio tardi che mai, direbbe qualcuno. E così, ieri, finalmente, Gramaglia ha ufficializzato quello che in realtà serpeggiava velenosamente da quel famoso giorno dello scrutinio. Ieri il presidente Civiltà ha chiesto a tutti i consiglieri comunali di sottoscrivere la propria posizione politica e precisare il partito a cui appartengono. E nel pizzino di Simone Gramaglia è apparsa la vocina: indipendente.

Giusto ieri si sono verificate due “coincidenze” che avrebbero fatto ridere anche “lo smemorato di Collegno”; prima esce un comunicato della commissaria provinciale Margherita La Rocca Ruvolo attraverso il quale si dichiarava la seguente: “Forza Italia al Comune di Agrigento rimarrà all’opposizione. Se uno dei nostri andrà a fare l’assessore è giusto che si sappia che lo farà motu proprio, senza il nostro avallo” (s’era sparsa la notizia che Gramaglia potesse far parte della Giunta Miccichè). La seconda singolare coincidenza, quasi alla velocità della luce, è stata la notizia della nomina a capogruppo di Carmelo Cantone il quale ha preso il posto dell’ex capogruppo. Ed ora indovina indovinello: chi sarà mai stato il capogruppo di Forza Italia?

Finito, dunque, l’amore tra Gallo e Gramaglia (ma c’era mai stato?). Tra l’altro Gramaglia è un consigliere tosto, non si ricorda per i suoi silenzi (come qualche sparuta presenza solo per scaldare lo scranno) ma per essere attivo e sempre vicino alle esigenze della gente. Insomma, quasi quasi non conforme alla linea di Forza Italia Agrigento che della gente, invece, se ne fotte altamente.

Recentemente hanno lasciato anche Francesco Picarella e Roberta Lala, altri due assessori tosti e sempre in prima linea per cercare di superare i problemi della città. Roberta Lala, in particolare, ha dato una vera e propria svolta (tralasciando le altre deleghe), prima umanitaria e poi amministrativa, al modo di intervenire sui tantissimi problemi causati dal randagismo e similari. Roberta è stata come una sorta di San Francesco; non solo parla con gli animali ma ha insegnato a tanti agrigentini ad amarli, ad accudirli, a preservarli da morte sicura. E molte iniziative la bionda quasi bionica le ha fatte a proprie spese. Roba di non poco conto.

I posti lasciati vacanti dai due assessori appetiscono come le banane alle scimmie molti consiglieri comunali i quali, senza che lo ammettono, venderebbero cara la propria pelle pur di avere un posto in assessorato.

Il chiacchiericcio continua ad esserci, tanto che non si escludono altre dimissioni o altre sostituzioni. E più posti ci sono più diversi consiglieri comunali leccano i propri baffi, alcuni dei quali pronti a lasciare il proprio partito e cambiare casacca come se nulla fosse.

Che succederà adesso non ci è dato sapere (o quasi…).

Ricordino tutti, ma proprio tutti (non solo la classe politica) che ad un certo punto si dovranno fare i conti con quel galantuomo che si chiama tempo. Arriverà il giorno che spiattellerà tutte le verità che prima erano state nascoste maldestramente.

 

 

 

 

Nuova allerta meteo in Sicilia: il dipartimento regionale della protezione civile ha diramato un allarme di colore giallo ovvero il livello minore di pericolosità. Il sindaco di Agrigento, Franco Miccichè, ha firmato un’ordinanza con cui avvisa i cittadini invitandoli alla prudenza.

A partire dalla mezzanotte e per tutta la giornata di domani l’invito è a “non spostarsi o comunque limitare gli spostamenti, non sostare su passerelle o ponti o nei pressi degli argini dei torrenti e dei corpi idrici in genere e allontanarsi dai locali seminterrati dove è noto il rischio di allagamento”.

Il sindaco, inoltre, raccomanda “al verificarsi di precipitazioni intense di evitare il transito veicolare e pedonale al Villaggio Mosè, a San Leone e nelle zone di fiume Naro, fiume Ipsas e fiume Drago”.