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Asp brava, Asp cattiva.

Sostanzialmente questa è la fine di chi, avendo grossi poteri in mano, prima nomina una persona a capo di un dipartimento e poi, magari, dopo due anni la sostituisce più per il fatto che è stata individuata una figura assolutamente professionale che non faccia rimpiangere il predecessore, che per quel senso di rotazione previsto dopo l’espletamento per alcuni anni.

La dottoressa Rosetta Vaccaro è molto incazzata con i vertici dell’Asp agrigentina. Dapprima nominata Direttore ff dell’Area delle Tossicodipendenze Dirigente del Sert in attesa che venisse espletato il concorso per ricoprire questo incarico; prima nove mesi e poi prorogata per ulteriori 9 mesi. Si ricordano diverse situazioni spiacevoli, una serie di contensiosi e nedici che da quel settore sanitario volevano scappare via a gambe levate. Passati  i 18 mesi, il suo ruolto è stato ricoperto da un’altra persona.

Apriti cielo! Le sue guerre contro l’Asp si sono acuite in modo esponenziale. La sindacalista, che ama di più la tuta che camice e fonendo, non ci sta arriva anche a disconoscere i suoi superiori.

Beh, contenta lei, contenta lei…

Durante il Covid è nominata coordinatore delle Usca aziendali; di lei, medici ed infermieri in prima linea, conoscono il cognome e, forse, il nome. Mai una riunione, mai un incontro, mai una conoscenza con i propri lavoratori. Precisa di non voler essere disturbata da nessuno, se non per quesiti di natura esclusivamente tecnico scientifica.

Ha puntato le armi contro l’Asp e l’Ordine dei Medici di Agrigento, forse sfruculiata da qualcuno. Probabilmente. Con qualche certezza. Più si che no. Anzi, certo! Sfruculiata da qualcuno.

Ieri l’hanno fatta incazzare di nuovo; alla Vaccaro non le è stato consentire di paertecipare all’assemblea degli iscritti Cimo dell’Asp di Agrigento. Bonsignore e Spampinato lanciano strali ed hanno anche minacciato di ricorrere alle vie legali.

Ma tutte a lei capitano?

 

 

 

Anche il Movimento 5 Stelle ha presentato tutte le liste delle province e delle circoscrizioni proporzionali. L’intervento di Nuccio Di Paola.

Anche il Movimento 5 Stelle, riunendosi a Caltanissetta, ha presentato, in ambito regionale, tutte le liste delle province e delle circoscrizioni proporzionali con i propri candidati. Si tratta di 90 aspiranti deputati regionali, nazionali e senatori della Repubblica. Sono in attesa del presidente, Giuseppe Conte, che sarà in Sicilia tra due settimane. Nel frattempo il capogruppo all’Assemblea e candidato presidente della Regione, Nuccio Di Paola, prospetta: “Siamo il primo partito in Sicilia, lo dicono i sondaggi in nostro possesso e dobbiamo e possiamo ancora crescere. Per questo, da qui al 23 settembre, faremo quattro incontri al giorno, da un capo all’altro della Sicilia, per cercare di crescere ancora e vincere questa battaglia. Io ci credo. Noi, che siamo una vera squadra, ci crediamo. E a metà settembre arriva Conte a darci una grossa mano”. Alla riunione sono stati presenti anche i deputati uscenti Gianina Ciancio, Francesco Cappello, Salvatore Siragusa e Stefano Zito oltre che la senatrice Nunzia Catalfo e il sottosegretario Giancarlo Cancelleri. E Di Paola ha aggiunto: “Siamo una squadra competitiva ed esperta, abbiamo dentro professionisti, ex sindaci e consiglieri comunali. Dobbiamo sfruttare ogni momento a disposizione per dire alla gente cosa abbiamo fatto e cosa continueremo a fare, e per ribadire che chi è con noi è dalla parte giusta, quella del cittadino, che abbiamo sempre messo al centro della nostra azione politica. Per dirgli che se c’è un voto utile è quello per noi, che saremo sempre dalla loro parte”. Poi, in tema di programma amministrativo, Nuccio Di Paola è intervenuto nel merito del solito punto all’ordine del giorno che anima le campagne elettorali da almeno 30 anni, ovvero la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina. La risposta è no. E ha spiegato: “Magicamente ad ogni elezione il ponte sullo Stretto torna ad essere una priorità. E tutti i leader del centrodestra, da Salvini, alla Meloni a Schifani, ovviamente ora non si sottraggono a questo rito. Il ponte può essere una priorità per la Sicilia, non è però certamente la primissima, specie ora che famiglie e imprese sono alle prese col caro bollette e tante aziende non sanno se a settembre, proprio per questo, riusciranno a rialzare le saracinesche dopo le ferie. I prezzi nei supermercati cominciano ad essere insostenibili per tanti nuclei familiari. Parlare di ponte in questo contesto, peraltro in un’isola dove ci muoviamo su strade che sembrano mulattiere, ci sembra pertanto un’eresia. Si smetta piuttosto di sparare a zero sul reddito di cittadinanza che per tanti è diventata una ciambella di salvataggio a cui aggrapparsi con tutte le forze. Potenziare e migliorare questo strumento è una vera priorità”.

Giuliana Miccichè (Teleacras)

Gentile Questore Maria Rosa Iraci mi permetto e mi onoro di approfittare di questo squallido episodio accaduto ieri pomeriggio nei pressi dello stadio Esseneto di Agrigento non certo per darle suggerimenti, ci mancherebbe altro! Una cosa è certa, però; l’ultima rissa avvenuta per motivi calcistici ad Agrigento aveva visto ancora protagonisti alcuni soggetti di Favara (e altri di Licata ). Era stata sterminata, grazie alle nuove generazioni, una vecchia guerra che da sempre faceva da padrona tra agrigentini e favaresi e che, durante la quale, ha visto innumerevoli risse, spesse volte violentissime, tra le due fazioni.

Una guerra, questa, che grazie e soprattutto al buon senso e ad un pizzico di intelligenza in più, era stata messa da parte e anche dimenticata. Fino a ieri.

Il ferimento di due poliziotti è un fatto gravissimo sul quale, lo Stato, non può rimanere inerme o prendere provvedimenti blandi. Occorrono pene severe che servano da lezione per i facinorosi che disturbano la quiete e la tranquillità in ogni posto, anche in uno stadio dove ci si reca per assistere tranquillamente ad una parita di calcio.

Il brillante lavoro dei Carabinieri, (ovviamente da Lei coordinato) i quali nella notte hanno arrestato i 5 “moschettieri” adesso dovrà essere compensato con il massimo della pena che Ella potrà infliggere, così i signori di cui sopra riceveranno una lezione che non solo servirà a loro ma che sia da esempio anche per chi, d’ora in avanti, avesse qualche intenzione di “imitare” i delinquenti di ieri.

Del resto, gentile Questore, il Suo brillante lavoro fin qui svolto per frenare o comunque limitare la delinquenza nella Città dei Templi è sotto gli occhi di tutti.

Grazie.

L’Akragas gioca un secondo tempo perfetto e abbatte l’ambizioso Pro Favara. Finisce in gloria, finisce 3 a zero il derby di andata del primo turno di Coppa Italia di Eccellenza. La squadra di mister Nicolò Terranova ha sprecato anche un calcio di rigore: Pavisich spiazza Scannella ma la palla si stampa sul palo interno. Nel primo tempo, la Pro Favara colpisce un palo con La Piana. Nella ripresa decisamente meglio l’Akragas che segna con Barrera su assist di Semenzin, raddoppia con Mansour e triplica con Vitelli. Il sette settembre il match di ritorno al comunale di Favara.

Sassaiola prima e bottigliate dopo contro i poliziotti che erano, in servizio di ordine pubblico, allo stadio Esseneto dove s’è tenuta l’andata di primo turno di Coppa Italia di Eccellenza. A margine del derby fra Akragas e Pro Favara, si sono registrati degli scontri fra tifosi e i poliziotti, intervenendo, sono diventati il “bersaglio” degli ultras.Almeno due i poliziotti, fra cui un funzionario, che sono stati raggiunti da bottigliate alle spalle e alle gambe.

Sono cinque le persone – tutte di Agrigento – bloccate e portate alla caserma “Anghelone”.

E’ possibile che una collega giornalista apre un post sulla pagina del proprio quotidiano on line e scatena lira degli sfigati?

Si, è possibile. Qualche giorno addietro una collega giornalista lamentava con un post l’altalenante comportamente assunto da chi viene ad esibirsi ad Agrigento relativamente ai pass stampa. C’è chi non crea problemi e, quindi, rilascia il relativo pass per i canonici tre minuti previsti. Altri, invece, probabilmente non tollerano la presenza di giornalisti durante le proprie esibizioni e pertanto, in qualche circostanza a Piano San Gregorio, la stampa non è entrata.

Va bene ci può anche stare, ma tutta questa lamentela la trovo assolutamente esagerata. Non vai al concerto non racconti i tre minuti per informare i tuoi lettori. Stop, tutto qui. Inutile gridare al dramma!

Tale circostanza, però, consente ai leoni della tastiera, molti dei quali sfigati per natura, di aggredire in modo assai scomposto, prima la categoria dei giornalisti e poi le manifestazioini che ruotano attorno all’estate agrigentina.

“Venduti, assoldati, politicizzati, vogliono i biglietti per entrare nei concerti anche per la famiglia, manca solo la sagra della salsiccia, dove si mangia ci saranno articoli per tre giorni, cosa hanno fatto questi soggetti per meritare questi premi, tanto poi scrivono in base a quanto vengono pagati” e così via dicendo.

Non nascondo un certo imbarazzo nel vedere l’assordante silenzio della collega che ha alimentato (suo malgrado) gli sfigati di facebook; non si può sottacere il fatto che un gruppo di veri e propri sciocchi (con ampissimi sprazzi di imbecillità…) possa accusare una intera categoria della quale la collega stessa ne fa parte, e poi sta zitta! Assurdo, riprolevole, sprezzante nei confronti dei colleghi.

Come si può rispondere ad una tale (inutile farle pubblicità gratuita) che sostiene la seguente:“Ma cosa hanno fatto questi per meritarsi un premio”? E visto che il sottoscritto è buttato nella mischia, non nascondo innumerevoli difficoltà a spiegare a questa tizia chi sono personaggi come Fabrizio Pregliasco e Luciano Garofano, entrambi riconosciuti a livello internazionale per le qualità espresse nel loro campo lavorativo, visto e considerato che questa gente, la tizia, vedrà sicuramnete Maria De Filippi e Barbara D’Urso e pertanto il tempo di stare incollata alla tv se lo gioca tutto nelle ore pomeridiane, anche perchè poi intorno alle 19,00 iniziano le trasmissioni che esprimono cultura. Attenzione, però; due giorni la settimana la tizia starà incollata alla tv anche nelle ore notturne: c’è il grande fratello e…l’isola dei famosi!

E poi, un ex organizzatore di eventi (chiamiamolo così…), oggi caduto nell’assoluto anonimato, che critica tutto ciò che si svolge ad Agrigento, come altri suoi omologhi detrattori, solo perchè “sono usciti dal giro”. Accuse, ingiurie, critiche anche se una cosa è carina. Non può e non deve esserci uno più bravo di te perchè in questa città succede il finimondo. Comanda il partito preso, la gelosia, l’invidia, il rancore, l’ossessione. Convulsiva.

Agrigento da Sempre, cantava Giovanni Moscato.

E Agrigento, purtroppo, con questi loschi figuri stracolmi di ignoranza allo stato puro, sarà sempre…Agrigento da sempre!

 

Dunque, liste, listini e così via dicendo sono stati chiusi. Oggi alle 16,00 scade il termine di presentazione ma già in Forza Italia il quadrè è stato stabilito.

Procediamo con ordine. I listini dei candidati con il presidente della Regione siciliana, saranno eletti automaticamente con la vittoria del governatore, grazie ad un premio di maggioranza. Oltre all’ex presidente del Senato, Forza Italia schiererà anche l’agrigentino Riccardo Gallo Afflitto. I due esponenti di Fratelli d’Italia saranno Elvira Amata e Gaetano Galvagno. La Lega sarà rappresentata da Marianna Caronia ed i centristi di Mpa da Giuseppe Lombardo, nipote dell’ex presidente della Regione Raffaele. In quota Udc-Dc entra la terza donna del listino, ovvero Federica Marchetta, moglie del segretario regionale dell’Udc Decio Terrana.

Dunque, la famiglia Terrana entra a tutto spiano per un vero e proprio trasferimento a Roma con tanto di camion. Diversa la situazione che riguarda Riccardo Gallo Afflitto, deputato agrigentino uscente, sul quale Gianfranco Miccichè aveva messo il veto, sia sulle nazionali (dove avrebbe volto andare Gallo) sia sulle regionali.

Il tutto grazie a quel golpe fallito alcuni mesi orsono allorquando un manipolo di sedicenti forzisti aveva cercato di abbattere nel peggiore dei modi proprio Gianfranco Miccichè: cu spunnapedi, ca tragedia, ca pugnalata e spaddri.

Miccichè, ovvio, si legò tutto al dito tanto è vero che in una delle ultime riunioni ebbe a dire: “Nel listino ci va chi lo ha meritato…”

Ora se il merito fosse stato per chi realizza meglio di tutti le tragedie, Gallo Afflitto avrebbe vinto in carrozza; e siccome i meriti erano ben altri, è chiaro e lampante che Gianfranco Miccichè aveva asfaltato i suoi detrattori, tra cui Falcone il capo banda, oggi alla ricerca di voti porta a porta, e l’uscente Margherita La Rocca Ruvolo, tra i firmatari del documento raccapricciante.

Margherita è riuscita ad andare alle nazionali (come non si sa); gli altri sono rimasti fuori tranne Gallo. Già, Gallo, il deputato dall’unica risorsa (altro che mille…) che fa a capo al noto pregiudicato per mafia Marcello Dell’Utri, da sempre innamorato del beniamino agrigentino. E a quanto pare in questi giorni, vista la volontà di Miccichè di non farlo arrivare nemmeno a Serradifalco, le cime in casa Forza Italia sono state tanto tempestose. Casini, bordelli, grida. Poi, ad un tratto, ieri la convocazione in casa Miccichè alle ore 17,00.

Cosa sarà successo? Semplice. Il pregiudicato per mafia Dell’Utri, forse dopo qualche telefonata in Lombardia, ha imposto il chiacchierato onorevole agrigentino pronto ad accomodarsi nel listino salvapersone.

E così ancora una volta a rappresentare Agrigento e gli agrigentini in Sicilia molto probabilmente ci sarà ancora lui, Riccardo Gallo Afflitto. E da questo punto di vista i siciliani tutti potranno almeno essere contenti solo ed esclusivamente per un fatto: il ghiaccio che berremo tutti sarà di altissima qualità e purificato…

Questo è stato l’operato di Gallo in 5 anni di totale assenza amministrativa.

 

 

Quel Gianfranco ne sa una in più del diavolo.

Miccichè, Miccichè, al lupo al lupo! E in una fredda giornata di qualche mese addietro, il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana subì un maldestro attacco dai suoi presunti alleati perchè la sua presenza (e soprattutto la sua potenza) si era fatta davvero ingombrante.

Andai ad intervistarlo a Palermo, qualche giorno dopo la tragedia squagliata come il ghiaccio al sole. Ci furono impedimenti. Molti dei tragediatori agrigentini e palermitani dissero a Gianfranco: “Ma perchè dai retta a questo giornalista! Guarda che è un cialtrone, bla, bla bla, e così via dicendo”.

Gianfranco, al contrario, mi accolse da gran signore; telecamera accesa e via. Cercò, con elevata flemma, di smorzare i toni, nonostante il sottoscritto lo incalzasse sulle tragedie agrigentine e palermitane, e lui, da buon pompiere, buttava acqua sul fuoco. Spense tutto, anche gli animi più accorati, e diede tempo al tempo, senza specificare nè su chi nè su cosa.

Già, quel tempo, più nobilmente chiamato galantuomo. Oggi il primo piatto freddo, gelido, impresentabile a chicchessia. Ma il Gianfranco di Palermo, al contrario, lo ha fatto ingoiare ad uno dei suoi principali pugnalatori all’epoca del fatto, Riccardo Gallo, il quale, unitamente ad un manipolo di omologhi di Affossa Italia, cercò di abbattere una montagna.

Gallo, è risaputissimo, voleva andare a Roma, trovare uno scranno comodo e iniziare una nuova stagione di spunnapedi a destra e a manca. Tutto tranne che cercare di legiferare e amministrare una Nazione: l’Italia (ma vi rendete conto???)

Del resto l’onorevole di Agrigento non si è particolarmente distinto nel quinquiennio palrmitano per portare avanti voci, progetti, soluzioni prima per quegli agrigentini che lo hanno votato e che ancora gli leccano il culo (i bisognosi) e poi per il popolo siciliano. Fiabe.

In tutto il suo “operato di onorevole”, di lui si ricorda una mozione sul ghiaccio, il quale avrebbe dovuto essere pulito e non sporco, soprattutto se usato per fini alimentari.

Voleva andare a Roma; non gli è riuscito. Gianfranco Miccichè, giustamente, ha preferito garantirsi i suoi, quelli di fiducia e non coloro i quali avevano tirato fuori sciabole e archi per abbatterlo.

L’unica degli otto tragediatori a riuscire nel suo intento è la Margot dalle mille risorse: lei correrà per lo scranno di Monte Citorio. Sembrerebbe una nota stonata, visto che la Margot La Rocca era tra i firmatari di quel documento che avrebbe dovuto distruggere Gianfranco. Strano. E Miccichè? Non vede, non sente, non osserva?

Chi è convinto di ciò si sbaglia, e si sbaglia di grosso. Miccichè vede, osserva, scruta e…timpulia al momento giusto. Proprio come ha fatto con Gallo di Agrigento. Tu a Roma un ci va. E Gallo s’arrisstà ccà.

Adesso dobbiamo immaginare l’inimmaginabile: Riccardo Gallo quasi un santo; la scena: prima fa scappare via gli onorevoli Fontana e Iacolino; al momento del bisogno li richiama; oggi si ritrova (inaspettatamente) suo stesso avversario proprio l’on. Fontana per concorrere alle regionali. Se siamo nel mondo delle fiabe, forse qualcuno crederebbe a questa storiellina. E siccome siamo nella realtà Biancaneve e i sette nani devono mettersi rigorosamente da parte. Anzi, vedrete prestissimo cosa accadrà.

E siamo sicuri che Fontana, il quale avrebbe voluto confrontarsi con la Margot del Belice e che adesso si ritrova Riccardo Gallo, continuerà a rimanere al proprio posto?

Cuteddra, ciappoli e spunnapedi sono in agguato!

Che bello! E’ iniziata la campagna elettorale…

In occasione della XXXV Sagra della Pescabivona IGP del 20 e 21 agosto 2022, si terrà a Bivona, nella splendida Città delle pesche, la 1a Mostra del Libro.
In questo spazio, che sarà allestito presso l’Istituto Santa Rita, sito nella Piazza San Giovani, nel cuore della Città, saranno esposti per la prima volta i libri di autori bivonesi, poiché lo sguardo sarà rivolto alla città di BIVONA, non escludendo che nel futuro della Sagra si possa proseguire, anche con modalità diverse, altri percorsi più estesi sul territorio dei Sicani per promuovere conoscenze e scambi inter territoriali.
La Mostra è il frutto di un intenso lavoro di ricerca, che ha coinvolto diversi cittadini bivonesi di origine o cittadini che per scelta hanno deciso di trascorrere la loro vita nella nostra meravigliosa cittadina.
L’iniziativa, patrocinata dall’Amministrazione Comunale, è stata voluta fortemente dal Presidente del Consiglio Angela Perconti e dall’Ispettrice Scolastica Rosalba Anzalone.
La Mostra potrà essere visitata:
– sabato 20 agosto 2022 dalle ore 18.00 alle ore 23.00
– domenica 21 agosto 2022 dalle ore 9.00 alle ore 13.30 e dalle ore 16.00 alle ore 23.00.

“Ha terminato, con ottima valutazione, Il corso di sociologia delle migrazioni, presso l’Università di Napoli Federico II.  Il corso, partendo da una rassegna dei diversi approcci teorici giunge ad analizzare le caratteristiche dei più recenti fenomeni che hanno interessato l’Europa e l’Italia.  Il corso utilizzando, e definendo, le principali categorie della sociologia delle migrazioni, analizza le dinamiche e le problematiche relative ai flussi migratori, alle sue diverse componenti dei flussi migratori: i lavoratori, migrazioni femminili, le nuove generazioni, i minori non accompagnati, i richiedenti asilo, le vittime di tratta, ecc.. Il quadro presentato mostra la complessità delle attuali migrazioni  internazionali di cui la politica (le politiche) deve (devono) tener conto per gestire gli ingressi e le politiche di integrazione. Docenti:  Giustina Orientale Caputo Professore associato in Sociologia dei processi economici e del lavoro, Rosa Gatti dottoressa di ricerca in Scienze Sociali e Statistiche, Elena de Filippo  Docente di Sociologia delle Migrazioni , Paolo Diana  Professore Associato presso Università di Salerno. Vorrei avere ancora più tempo per apprendere”, dichiara soddisfatto Aldo Mucci del direttivo nazionale SGB.