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Avviata dal servizio di “Protezione e Prevenzione” del Libero Consorzio Comunale di Agrigento la sanificazione degli automezzi utilizzati giornalmente dal personale dell’Ente in queste settimane di emergenza da Covid-19. Questa attività è stata attivata d’intesa con il Segretario Generale dr.ssa Caterina Moricca e con il Commissario Straordinario dr. Alberto Girolamo Di Pisa.

Oggi sono stati sanificati dalla ditta incaricata, direttamente nella sede di Via Acrone ad Agrigento, gli automezzi e una tenda della Protezione civile, i mezzi della Manutenzione e tre mezzi del settore Infrastrutture stradali. Entro le ore pomeridiane saranno sanificati gli altri automezzi del settore Infrastrutture e quelli della Polizia Provinciale. L’attività, svolta dalla ditta Aga Servizi s.r.l., richiede almeno dieci minuti per ogni automezzo che potrà essere riutilizzato dopo circa un’ora.

I numerosi mezzi pesanti del Libero Consorzio andranno sanificati direttamente sui luoghi d lavoro. Si tratta di un’attività necessaria ed obbligatoria per tutelare la sicurezza dei dipendenti e per garantire il contrasto ed il contenimento sul territorio della diffusione del virus.

Gli automezzi oggetto della sanificazione sono quelli utilizzati dal personale che continua a prestare il proprio lavoro direttamente nel territorio come la Polizia Provinciale, i dipendenti del settore Infrastrutture Stradali, la Protezione Civile e la Manutenzione.

Il resto del personale del Libero Consorzio di Agrigento, in seguito all’adozione da parte di appositi provvedimenti del Commissario Straordinario Di Pisa e del Segretario Generale dell’Ente per la gestione emergenza Covid-19, continua l’attività lavorativa in modalità di lavoro agile con esclusione di quei servizi che prevedono il contatto diretto con il pubblico che sono attualmente sospesi.

La richiesta, indirizzata al Governatore Musumeci,  arriva  da CNA Sicilia in vista della  programmazione per la riapertura  graduale delle imprese in condizione di massima sicurezza. “Superata la fase acuta della pandemia, che da noi per fortunata si è rivelata  meno pesante rispetto al Nord, seppur grave per la perdita di parecchie vite umane – è indispensabile ora pensare al dopo, al post-covid19,  nella consapevolezza che con questo maledetto virus bisognerà ancora fare i conti.  Tornare  a riaccendere il motore dell’economia è diventato però fondamentale. Ed in questa ottica, sarà utile mettere subito in piedi in Sicilia, ovviamente nell’osservanza delle disposizioni provenienti dal governo centrale, un organismo di tipo sanitario-scientifico, supportato delle parti sociali e  sotto la regia della Regione   – spiegano il presidente, Nello Battiato e il segretario Piero Giglione – in modo da pianificare e condividere le linee guida sulla sicurezza, dalle quali discendono i protocolli aziendali, rispetto ai quali i titolari sono chiamati ad adeguarsi per potere tornare al lavoro, presto e senza mettere a rischio la salute propria, quella dei lavoratori e dei cittadini.  Risulta urgente e proficuo un momento di confronto organico e di sintesi comune, il cui risultato deve essere quello di generare una piattaforma unica per l’intero territorio – aggiungono – per non correre il  rischio di differenti interpretazioni da parte di enti preposti al controllo. Nella consapevolezza che ci sono anche attività specifiche per le quali andrà previsto e concordato un diverso modello organizzativo del lavoro e specifiche precauzioni. Non possiamo permetterci il lusso – concludono Battiato e Giglione –  di arrivare all’atteso appuntamento, con la riapertura delle attività imprenditoriali, senza un quadro chiaro e dettagliato o addirittura che manchino particolari dispositivi di protezione”.

Leggero e graduale alleggerimento delle maglie. Mitigati in Sicilia i provvedimenti restrittivi per contenere la diffusione del Coronavirus. Il Presidente della Regione, Nello Musumeci,  ha emesso un’altra ordinanza.

Tra le nuove misure, sostenute e sollecitate da CNA Sicilia con in testa il presidente Battiato e il segretario Giglione,  figurano  il  servizio di consegna a domicilio anche nei festivi e nelle domeniche per i prodotti di generi alimentari, e la possibilità che gli stabilimenti balneari possano organizzarsi con la manutenzione, montaggio, allestimento e  pulizia della spiaggia di pertinenza. Pronto ed immediato l’apprezzamento da parte di CNA Balneari Sicilia.

Il presidente Guglielmo Pacchione e il coordinatore regionale Gianpaolo Miceli esprimono soddisfazione per il risultato raggiunto,  “frutto – dicono – di una costante e proficua interlocuzione con l’Assessore al Territorio e Ambiente, Totò Cordaro, al quale – aggiungono – va il nostro ringraziamento per la sensibilità mostrata  ancora una volta mei confronti delle esigenze del comparto, le cui attese sono ora rivolte alla firma del Decreto per l’estensione delle concessioni demaniali al 2033”.  E CNA Alimentare Sicilia si dice soddisfatta per l’adozione della misura che consente la consegna a domicilio dei prodotti alimentari anche nei giorni festivi e nelle domeniche, per la quale è stata condotta un’azione forte e decisa nei confronti delle Istituzioni Politiche della Regione.  “Una decisione di buon senso e di responsabilità che sollecitiamo già da prima di Pasqua – commentano il presidente Michelangelo Latino e il coordinatore Tindaro Germanelli –  finalmente è arrivata e, seppur in ritardo, l’accogliamo positivamente, anche in vista del 25 e 26 aprile e del ponte lungo del Primo Maggio, perché consentirà agli operatori di attività di produzione di cibo da asporto di potere lavorare e quindi di garantirsi un ristoro economico in questa drammatica fase emergenziale e alle famiglie e anziani, che vivono da soli, di potere usufruire del servizio, evitando così possibili assembramenti nei punti vendita che certamente non gioverebbero al contenimento del contagio.  Archiviato questo traguardo – osservano Latino e Germanelli – ci concentriamo ora su un altro importante aspetto, quello che riguarda l’utilizzo dei “buoni spesa” da parte dei Comuni a sostegno delle fasce sociali più bisognose, in attuazione delle misure urgenti di solidarietà alimentare e in ottemperanza a quanto disposto dal capo Dipartimento della Protezione Civile. Riteniamo che sia opportuno e doveroso che l’Assessore regionale alle Autonomie Locali Bernardette Grasso, a cui abbiamo indirizzato una lettera,  prenda atto della bontà ed efficacia della nostra proposta. Chiediamo che nei bandi e nelle manifestazioni di interesse, la cui  gestione è nelle mani dalle Amministrazioni comunali, vengano individuati anche gli operatori delle attività di produzione di cibi da asporto. Una linea di inclusione che richiede l’emanazione di una circolare di indirizzo, valevole per il  territorio regionale, al fine di coinvolgere una così ampia categoria di imprenditori dalla effettuazione di cessioni a fronte di buoni alimentari emessi dai Comuni”.

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornatoad oggi, in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.
Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 47.715 (+2.543 rispetto a ieri).
Di questi sono risultati positivi 2.672 (+47), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 2.171 persone (+32), 305 sono guarite (+9) e 196 decedute (+6).

Degli attuali 2.171 positivi, 568 pazienti (+1) sono ricoverati – di cui 42 in terapia intensiva (-4) – mentre 1.603 (+31) sono in isolamento domiciliare.

Il dottore Alberto Firenze, come è noto, è stato nominato dall’Assessorato regionale alla Salute commissario ad acta per l’emergenza coronavirus per gli ospedali di Sciacca e Ribera. E’ trascorso un mese dal suo insediamento e nel frattempo tante cose sono cambiate. L’epidemia in Sicilia, per volontà di Dio, non ha avuto quei picchi che avrebbero messo in ginocchio la salute dei siciliani e le strutture sanitarie dell’Isola. Nel frattempo, il dottore Alberto Firenze ha trasformato l’ospedale di Sciacca e tante sono le richieste di chiarimento che provengono dalle istituzioni cittadine, associazioni, sindacati. Richiese che non trovano riscontro.

Non sappiamo cosa abbia fatto, ma sappiamo cosa non doveva fare.

Cosa non doveva fare è “copiare e incollare”, nella sua disposizione datata 11 aprile 2020 (protocollo 37CA/2020) e indirizzata ai vari direttori medici degli ospedali di Sciacca e Ribera, la risposta di una neodottoressa che ha conseguito la laurea in Infermieristica all’università di Firenze, sede di Pistoia, nel 2015.

La tesi della giovane laureata è stata elaborata sul tema degli Ospedali per Intensità di Cura. Proprio il concetto che il dottore Alberto Firenze riporta nella sua lettera-disposizione-trasformazione-sperimentazione.

La neodottoressa Barbara Mangoni è stata intervistata dal collega giornalista Marco Alaimo e l’articolo è stato pubblicato il 15 gennaio 2015. Alla fine dell’articolo, per prova documentale, riportiamo in PDF sia la lettera del dottore Alberto Firenze che l’articolo-intervista.

In ambedue i documenti, in giallo sono evidenziati le vaste frasi in comune. In buona sostanza, nella lettera del dottore Firenze è stata copiata la risposta della neodottoressa in Infermieristica alla domanda del giornalista. Risposta travirgolettata. Nella lettera, dunque, il dottore Firenze fa sua la premessa senza citare la fonte dove ha attinto, né spiega che la sua premessa è stata presa pari-pari azione dalla dottoressa in Infermieristica.

Siamo contenti per la dottoressa Barbara Mangoni per lo studio compiuto e l’argomento della tesi. Argomento che al nord è realtà, maturata, però, lungo un percorso di ordinaria programmazione, preparazione e formazione del personale. Non certamente in una fase emergenziale.

Ci appare strano che il dottore Firenze abbia comunicato nella sua lettera-disposizione una premessa “scientifica” che risulta da un doppio click da tastiera: copia e incolla.

Filippo Cardinale

Questa la risposta della dottoressa Barbara Mangoni riportata nell’articolo sopra citato e pubblicato il 15 gennaio 2015. La stessa identica risposta è stata copiata e incollata nella premessa della lettera del dottore Firenze con oggetto Sperimentazione Organizzativa a seguito emergenza Covid

“La necessità di un nuovo scenario è stata dettata da una serie di fattori che in maniera più o meno incisiva hanno contribuito al cambiamento e che hanno portato allo sviluppo di un nuovo modello ospedaliero che si è concretizzato nell’Ospedale per Intensità di cure. L’ospedale per intensità di cure è un modello volto a caratterizzarsi sempre di più come luogo di cura delle acuzie e che si appoggia solidamente alle attività territoriali che promuovono la continuità assistenziale. Il modello organizzativo che ne scaturisce porta con sé un importante cambiamento sia nella mentalità sia nel modus operandi di tutti i professionisti che vi lavorano. I principali pilastri sui quali si basa questo nuovo modello sono molteplici. La filosofia che guida la struttura è la filosofia ‘Lean Thinking’, un programma di ottimizzazione dei servizi che ha l’obiettivo principale di aumentare la qualità dei servizi erogati con le stesse risorse. Nell’intensità di cura il protagonista principale è il paziente: diversamente dall’ospedale organizzato per disciplina dove i pazienti venivano ricoverati nelle diverse unità in base alla patologia, nel nuovo modello viene ricoverato in base alla sua instabilità clinica e alla complessità assistenziale e sono i diversi professionisti a girare intorno a lui. Nel nuovo modello vengono introdotte due nuove figure: il medico Tutor e l’Infermiere referente, che hanno il compito di prendere in carico il paziente al fine di garantire un’assistenza personalizzata. Uno dei presupposti dell’Ospedale è quello di garantire prestazioni di alta qualità tramite una stretta integrazione tra tutte le figure attraverso i principali strumenti di integrazione, come il ‘Briefing’ e la cartella Clinica integrata. Il modello per Intensità di cure si basa su una nuova filosofia che ha guidato tutte le attività organizzative interne: la Filosofia Lean. Lean significa “snello” e proprio per il suo significato si propone di aumentare la qualità dei servizi, riducendo gli sprechi, ottimizzando tutte le risorse disponibili. Questa filosofia ha comportato delle modifiche a livello organizzativo e strutturale ed è sulla base di questi che sono stati fondati gli aspetti più importanti del nuovo modello ospedaliero”.

L’insegnante agrigentina Giovanna Randisi, docente presso  comprensivo

” I.C. Maneri- Ingrassia- Don Milani”di Palermo, è stata nominata responsabile nazionale del dipartimento Scuola della Confederazione Sindacale Lavoratori Europei (CSLE). Nei prossimi giorni saranno indicati i rappresentanti del dipartimento nelle varie regioni dove è presente la confederazione sindacale. Uno sportello sarà dedicato infine ai servizi di consulenza per gli iscritti, docenti, non docenti e precari alla luce dell’attuale situazione pandemica.

Si informa che la Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Porto          Empedocle ha disposto la seguente chiamata d’imbarco:

  • Lunedì 20.04.2020 ore 08,00 1 marittimo con la qualifica di Marinaio, per completare l’equipaggio del motopesca denominato FILIPPO PADRE di Sciacca in arrivo nello scalo di Sciacca.
  • I marittimi interessati possono rivolgersi per ulteriori informazione, prima della chiamata d’imbarco, alla Capitaneria di Porto di Porto Empedocle e Sciacca.

“Nelle ultime settimane tantissimi studenti fuori sede siciliani sono stati costretti, a causa della chiusura degli Atenei per prevenire la diffusione del coronavirus, a tornare presso le proprie residenze, abbandonando le sedi universitarie. Il governo regionale ha approvato, secondo la delibera della Giunta regionale, lo stanziamento di 7 milioni di euro come contributo alloggio per gli studenti siciliani fuori sede. Quattro milioni sono destinati agli studenti iscritti in atenei al di fuori della Sicilia, anche all’Estero”.

“Per quale ragione il Governo Regionale eroga solo contributi per quegli studenti in difficoltà economiche (e fin qui tutto bene), ma che pagano tasse e fanno riferimento ad Enti per il diritto allo studio di altre regioni o addirittura altri stati, e non anche per la stessa categoria reddituale di studenti rimasti a studiare in Sicilia ma fuori dalle graduatorie E.R.S.U. (spesso incolpevolmente)? Riteniamo doverosi maggiori chiarimenti in merito”.

A chiederlo è Lega Giovani per bocca di Giuseppe Miccichè e Alessandro Lipera, rispettivamente coordinatori dei giovani leghisti per la Sicilia occidentale e per la Sicilia orientale.

“Tre milioni di euro andranno, e di questo siamo soddisfatti invece, agli studenti fuori sede, ma residenti in Sicilia – proseguono Miccichè e Lipera – che abbiano richiesto il contributo alloggio all’Ente Regionale per il Diritto allo Studio per l’anno accademico in corso e siano risultati idonei, ma non assegnatari del beneficio. Gli ERSU, inoltre, potranno emanare un ulteriore bando per l’erogazione di “sussidi straordinari” destinati a studenti, sia pure esclusi dalle graduatorie, ma che, a seguito dell’epidemia da Covid-19, siano venuti a trovarsi in stato di particolare bisogno personale o familiare. Vogliamo segnalare al governo regionale il disagio creato dall’emergenza sanitaria, e dunque la mancanza di una visione più ampia anche di coloro i quali abbiano il bisogno di un contributo alloggio per case lasciate”.

“Bisogna tutelare – concludono i coordinatori di Lega Giovani – anche la categoria esclusa dal provvedimento, che sono la maggioranza degli studenti universitari siciliani, che in possesso di un regolare contratto di affitto, studiano in un Ateneo della Sicilia e non usufruiscono dei benefici ERSU, attraverso lo stanziamento di risorse economiche a loro tutela”.

il confronto fra gli esperti, coordinati dal commissario Antonio Candela, servirà a definire le più adeguate strategie di intervento per “Fase 2” relativa alla ripresa delle diverse di attività sociali, lavorative, produttive e ricreative. L’obiettivo del Comitato, infatti, sarà determinare ogni criterio scientifico utile a garantire una graduale riapertura in sicurezza.

In base alle risultanze del Comitato, il governo della Regione assumerà le decisioni per l’allineamento al Dpcm vigente e valuterà, già per i prossimi giorni, l’adozione di ulteriori misure di alleggerimento.

“Dopo la nota stampa con la quale chiediamo al comune di rendere “trasparente” la distribuzione dei buoni spesa e di rendere pubblici i criteri adottati rendicontando, così come già fatto da altri sindaci, il contributo del governo nazionale di €444.627,41, vogliamo anticipare,  ancora una volta, che il Comune di Agrigento, come deliberato dal Governo Regionale, riceverà a breve un ulteriore contributo di €1.179.120,00(unomilionecentosettantanovemila/00). Una cifra enorme che andrebbe distribuita con oculatezza e trasparenza. In tal senso pensiamo che sarebbe opportuno, visto il fallimento di quanto fin qui fatto con l’assembramento creato nelle sedi di distribuzione dei buoni e la poca trasparenza sulla elargizione e sui metodi adottati, seguire ciò che noi avevamo anticipato e cioè l’accredito su carte o la consegna dei buoni nelle residenze o meglio ancora la stampa dei buoni su piattaforma virtuale ?

La gestione dei buoni alimentari affidata ai sindaci (più o meno sensibili agli interessi diffusi nelle varie realtà sociali da cui hanno avuto i consensi, e quindi al ceto politico di maggioranza) ha suscitato allarme per il rischio di scarsa trasparenza, di discrezionalità più o meno discriminatorie e di aiuto alla prossima campagna elettorale. Ciascun sindaco, infatti,  può gestire come crede le somme assegnate al suo Comune e i metodi prescelti sono i più disparati.

Da Vizzini, piccolo comune etneo, giunge un esperimento pilota: buoni spesa con blockchain, card ricaricabile per ricevere e gestire da smartphone i buoni spesa per l’emergenza Covid-19, grazie alla tecnologia blockchain di Scrypta. Si tratta di Social Pay, sistema di pagamento digitale, uno dei primi esempi in Italia di uso massivo di token e della blockchain per utilità sociale. Il sistema è stato realizzato da Scrypta Foundation, un’organizzazione no profit nata con l’obiettivo di far crescere la consapevolezza globale sui benefici della tecnologia blockchain nella creazione di nuovi modelli di business e smart economy.
L’esperimento pilota di Social Pay è stato condotto con successo nel Comune di Vizzini, grazie all’adesione del sindaco Vito Cortese, con i buoni spesa destinati alle famiglie con difficoltà economiche. L’utilizzo di Social Pay ha consentito di azzerare le trafile burocratiche, velocizzare i tempi di consegna ed evitare il via vai negli uffici per il ritiro dei buoni cartacei. Il sistema si può replicare per emettere e gestire i buoni spesa per qualsiasi comune, in tutta sicurezza. Social Pay impedisce, infatti, che i buoni spesa siano falsificati o rivenduti, come già accaduto in alcuni comuni.
È possibile creare, in accordo con i comuni, una copia del progetto e richiedere l’inserimento del codice tramite Pull Request sul Github dedicato: https://github.com/scryptachain/socialpay, anche con il supporto di Scrypta Consortium, il contratto di rete delle aziende che operano su tecnologia Scrypta..”

Lo scrive il presidente dell’Associazione “Mani Libere “Giuseppe Di Rosa.