Home / Articoli pubblicati daRedazione AG (Pagina 16)

Sono 39 i nuovi casi di Coranavirus in Sicilia. Ventotto riguardano migranti e tutti nell’Agrigentino. Impennata, dunque, delle persone che hanno contratto il virus.I dati sono confermati da fonti dell’assessorato regionale alla Salute. Una vera impennata di contagi che preoccupa e non poco. Soltanto ieri, i casi registrati a Lampedusa – che riguardano dei migranti appena sbarcati – erano sette.

Un pensionato di 85 anni è stato ritrovato, privo di sensi, nelle acque antistanti alla spiaggia di Porto Palo di Menfi. I bagnini si sono subito precipitati e hanno trascinato a riva l’anziano. Sono state messe in atto tutte le manovre di massaggio cardiaco, ma per l’uomo – residente a Menfi – non c’è stato nulla da fare. L’uomo, in base all’ispezione cadaverica, ha avuto un improvviso malore.

Le dichiarazioni programmatiche rese dal neo presidente Nene’ Mangiacavallo, in occasione della presentazione ufficiale dei vertici del Consorzio Universitario “Empedocle” di Agrigento, traccia un metodo di lavoro che il Cartello Sociale della provincia (composto da Cgil, Cisl, Uil, Ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro) condivide e ritiene il viatico più efficace per rilanciare assieme ai corsi di laurea il territorio intero. Non c’è dubbio che per valorizzare al meglio il rapporto tra l’Università di Palermo e le risorse materiali e immateriali di questa provincia occorre che imprese, istituti di credito, forze sociali ed enti locali possano, insieme, sviluppare forme virtuose di collaborazione e sinergie orientate allo sviluppo del territorio. In questo senso il Cartello Sociale della provincia di Agrigento, che nasce proprio per sostenere la necessità di uno sviluppo locale sostenibile, stimolando quelle forme di cittadinanza attiva che possono favorire presa di coscienza e assunzione di responsabilità, manifesta il proprio apprezzamento nei confronti dei propositi dell’on. Mangiacavallo e si compiace per la confermata disponibilità del rettore Fabrizio Micari affinché il polo universitario agrigentino diventi un fondamentale asset per la crescita della comunità e per ridare speranza a tanti giovani, con l’auspicio che al termine degli studi possano realizzare i propri sogni nella terra in cui sono nati.

Per tali ragioni il Cartello Sociale si rende disponibile ad un confronto per una fattiva collaborazione.

Visita di cortesia, questa mattina in Comune, del Governatore del Distretto Rotary 2110 Sicilia e Malta, Alfio Di Costa, al sindaco Lillo Firetto. Il Governatore era accompagnato dal Segretario Distrettuale Sergio Malizia e dal presidente del Club di Agrigento, Pierluigi Maratta. Durante l’incontro si è parlato dell’impegno del Rotary nel sociale e al termine vi è stato lo scambio di doni; il gagliardetto del Distretto Rotary 2110 Sicilia e Malta e la pigna in ceramica offerta dal sindaco alla Delegazione, in segno di amicizia e prosperità.

Tra le dimenticanze degli uffici comunali anche il perfezionamento dell’acquisizione dei quadri di Gianbecchina, ospitati in una sala del Palazzo di Filippini, che, per questa mancanza, sono tornati ai legittimi proprietari privando la Città di un patrimonio artistico importante.

E’ l’ulteriore dimostrazione da parte di questa amministrazione, di non saper governare il Comune e di non prendersi cura adeguata dei beni comuni ma solo della propria immagine.

Non è, infatti, la prima volta che questa amministrazione si dimostra più impegnata a promuovere suggestioni che a realizzare quanto di utile per la città. Dalla campagna elettorale del 2015 ad oggi è stato tutto un faremo, rinasceremo, cambieremo ma sempre da un domani che non si presenta mai e ci lascia in un oggi sempre più povero (ora culturalmente) e pieno di disagi.

 

Sono volati calci e pugni ieri sera in un’abitazione di Canicattì, dove per questioni attinenti a una eredità sono venuti alle mani alcun componenti dello stesso nucleo familiare.Sul posto sono giunti gli agenti del locale Commissariato. Tre persone stavano animosamente litigando e due di esse sono state denunciate in stato di libertà per un’aggressione e minaccia nei confronti del proprio congiunto. L’intervento tempestivo delle Forze dell’Ordine ha evitato che la gazzarra potesse degenerare ulteriormente.

Inaugurazione in pompa magna presso l’auditorium Livatino per l’insediamento del nuovo presidente del CUA “Empedocle”, il riberese Nené Mangiacavallo.

Erano anni che ad Agrigento non si assisteva ad un’inaugurazione così bene organizzata e con la presenza di tanto pubblico come quello di questa mattina presente al Consorzio Universitario.

Presenti tutte le autorità, politici, parlamentari, sindaci uscenti, candidati sindaci, vertici dell’Azienda Provinciale Sanitaria, l’assessore regionale istruzione e formazione, Roberto Lagalla, il magnifico rettore dell’università di Palermo Fabrizio Micari e il regista Rai Michele Guardì. Tutti ad ascoltare il discorso di Nené Mangiacavallo che non ha fatto mistero della sua volontà di volere rilanciare il Cua di Agrigento. 

Non ha deluso le speranze, dati alla mano, ha illustrato le linee guida per far tornare l’Università di Agrigento occasione di rilancio del territorio. Ad assistere alla presentazione anche i vertici del parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi con a capo l’Arch. Roberto Sciarratta.

“Beni culturali ed archeologici devono essere al centro del nostro progetto – ha detto Mangiacavallo rivolgendosi ai rappresentanti del Parco. Il neo presidente ha poi chiamato in causa Michele Guardì chiedendo al professionista una collaborazione. “Agrigento  – ha ribadito – dovrà guardare oltre gli stretti confini, dovrà proiettarsi verso una dimensione almeno nazionale. Se l’università andrà bene ne trarrà beneficio tutta la provincia”.

Interessante l’intervento del magnifico rettore dell’Università di Palermo, Micari che ha utilizzato una metafora calcistica per rendere l’idea della collaborazione che c’è tra Palermo e Agrigento. “Akragas e Palermo sono da sempre società gemellate – ha detto – ecco questo ci fa capire quanto forte sia il legame tra queste due città, rafforzare e consolidare l’intesa tra università di Palermo e Cua di Agrigento rimane un nostro obiettivo formale”.

Per il Consorzio Universitario di Agrigento comincia così una nuova gestione. L’ultimo presidente plenipotenziario era stato Piero Busetta, dimessosi dalla carica nel marzo 2019, dopo una fase molto travagliata durante la quale il Consorzio si è battuto per apportare delle importanti modifiche alla legge di finanziamento dei Poli universitari che legasse risorse e governance in modo più diretto. Da allora è stato il vicepresidente Giovanni Di Maida a mantenere la guida e a traghettare l’università agrigentina in una fase molto complessa di rilancio come presidente facente funzioni.

La nuova governance vedrà, appunto, Mangiacavallo nel ruolo di presidente (nominato dalla Regione Siciliana), Di Maida (che rimarrà vicepresidente) e il professor Gioacchino Lavanco, nuovo componente in rappresentanza dell’Università di Palermo. L’attuale offerta formativa per l’anno accademico 2020-2021 si limita però ad alcune lauree triennali: Architettura e progetto del costruito (accesso libero), Economia e amministrazione aziendale (numero programmato 150+2 posti), Lingue e letterature – studi interculturali (numero programmato 100 posti), Scienze dell’educazione  (accesso libero), Servizio Sociale (numero programmato 57+5+1 posti).

Non si sa quanti siano ma ancora una volta, durante la notte scorsa, un gruppo di migranti, dieci forse venti, è riuscito a eludere le Forze dell’Ordine è scappare dalla struttura di Villa Sicania a Siculiana.

Alcuni sono stati acciuffati altri sono riusciti a dileguarsi. Il sindaco di Siculiana, Leonardo Lauricella, ha scritto una lettera al ministro dell’Interno Lamorgese con la quale chiede accoratamente la chiusura della struttura.

Ecco alcuni passaggi della lettera: “Egregio Ministro, mi appare doveroso rappresentarle che questa notte un gruppo di diverse decine di tunisini ospiti della struttura ex Villa Sikania, sfuggendo al presidio di controllo e nonostante gli interventi strutturali recentemente apportati nel perimetro della struttura, è riuscito a disperdersi nel nostro centro urbano. Tale episodio, ancora una volta, ha allarmato la popolazione creando scene di panico che si sono tramutate in decine di segnalazioni e richieste di intervento.Purtroppo, dispiace constatare che alle rassicurazioni della Prefettura, della Questura e delle altre Istituzioni non sono corrisposte azioni adeguate del controllo del territorio, con l’effetto che si sono ripetuti episodi che hanno creato panico tra la popolazione, imputabili soprattutto all’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19. Vista la gravità della situazione appare del tutto evidente che la struttura, che ricade nel centro urbano, non è affatto adeguata ad ospitare tunisini in attesa di rimpatrio, alcuni dei quali, tra l’altro, ai domiciliari per precedenti reati commessi nel territorio nazionale.Pertanto, si chiede un intervento urgente per la destinazione degli stessi in una struttura diversa, al fine di garantire serenità ai siculianesi e non compromettere del tutto la stagione turistica in atto”

A Lampedusa, invece, il presidente della Lega Salvini l’ex senatrice Angela Maraventano e il segretario di Forza Italia hanno denunciato il ministro Lamorgese. Pubblichiamo di seguito l’esposto presentato questa mattina nella locale caserma dei Carabinieri di Lampedusa.

 

“Sembra surreale quel che accade in molte realtà siciliane e nella nostra città, dove la presenza di migranti illegalmente approdati risulta fuori controllo. In una stagione turistica frenata dal coronavirus, la rabberciata tensostruttura  di Porto Empedocle è l’emblema della politica miope del governo nazionale. Capita sovente di vedere strade popolate da migranti spesso irregolari ed in assenza di adeguati controlli da parte delle forze dell’ordine, che pure con generosità e spirito di sacrificio svolgono la propria attività. Senza una politica comune dell’Unione europea sulle politiche migratorie e un governo nazionale lungimirante che,invece,non concede le misure economiche compensative necessarie ai comuni di frontiera esposti al dramma del fenomeno migratorio. Una politica governativa buonista ed approssimativa che riduce le garanzie di sicurezza -conclude Giorgia Iacolino- recando ulteriori danni alla Sicilia ed ai comuni, come Agrigento, che si alimentano di turismo proveniente da ogni parte del mondo”

Per la prima volta nella storia degli sbarchi di immigrati, sono più gli scafisti che i “traghettati”. Sono infatti 23 i tunisini, tra cui due minori, sottoposti a fermo con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Si tratta dei membri dell’equipaggio del motopesca tunisino Hadj Mhamed di 27 metri, posto sotto sequestro dai militari della sezione operativa navale della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera di Lampedusa. Sono accusati di avere trasportato illegalmente cinque cittadini tunisini, che avevano pagato 4.000 dinari a testa per essere trasportati dalle coste vicino al porto di Mahdia in Tunisia a Lampedusa, col sistema della “nave madre”: a poche miglia dall’isola i migranti sarebbero stati imbarcati su uno dei tre barchini a motore a disposizione del motopesca e indirizzati verso Lampedusa.

Il motopesca è stato intercettato in acque italiane e scortato a Lampedusa dai militari operanti, dopo che due membri dell’equipaggio si erano gettati in acqua, per cause ancora da accertare.