Accordo di cessate il fuoco tra Israele e Gaza, ma non si escludono escalation di violenza nei prossimi giorni. Le notizie dai luoghi dalla cooperante Pina Belmonte

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Ogni volta che lei parte, io sono in ansia. Lei, Pina Belmonte, ama tanto quella terra, la Palestina, la terra santa è la sua seconda casa. Lì lavora, aiuta gli altri, integrata perfettamente in quel difficilissimo tessuto sociale.
Ogni volta che parte le faccio giurare di tenermi sempre aggiornata, non solo come giornalista ma come amica (giornalista) che sa bene quali siano le difficoltà di quella parte del mondo.
E quindi quando mi arrivano messaggi come quello che ho ricevuto oggi pomeriggio, sento il bisogno di dare spazio alle sue parole che sono un racconto vero, di quello che sta accadendo in Israele e nella striscia di Gaza.

\”Siamo nel caos più totale, Simona mia; Nel corso delle ore la situazione potrebbe precipitare anche qui a Gerusalemme. I razzi arrivano da Gaza vicino Gerusalemme; il numero dei morti non li conosciamo con certezza, perché cambiano di ora in ora. Un morto in Israele, Gaza ha più di 30 morti e centinaia di feriti. Si sapeva di una mediazione da parte dell\’Egitto, ma non vi è stata nessuna tregua, nessun cessate il fuoco. Israele bombarda Gaza che risponde con i missili. La sicurezza qui è davvero precaria\”

In queste ore bisogna attenersi alle istruzioni di sicurezza dettate dalla leadership del Fronte Interno israeliano.
A Gaza le attività sono ridotte, le attività educative non si possono fare; Per molti servizi, all\’interno degli edifici non ci possono essere più di 50 persone alla volta. Le spiagge sono chiuse al pubblico. Tutti devono essere preparati e saper agire per proteggere sé stessi e gli altri. Appena si riceve l\’allarme, bisogna entrare nel rifugio e restateci 10 minuti.

Cosa sta succedendo in Israele?

La situazione non è buona. Anzi, Israele è sull\’orlo della peggiore tragedia della sua breve storia, peggiore di qualsiasi guerra finora accaduta: la morte della sua democrazia e il collasso totale del sistema.

La cosiddetta \”riforma giudiziaria\”, è un colpo di stato antidemocratico, la presa di un potere illimitato da parte di un governo democraticamente eletto, composto però da criminali condannati, fanatici messianici, opportunisti corrotti e ultra nazionalisti, che rivoltano la democrazia contro sé stessa e contro i cittadini di Israele.

La \”riforma giudiziaria\”, zeppa di bugie,  è in effetti un tentativo di indebolire e controllare la Corte Suprema, che nel caso di Israele è l\’unico equilibrato organo di controllo che gli israeliani hanno.  A differenza di altre democrazie, Israele non dispone di una Costituzione, di una seconda camera, di una legislazione statale e di altri enti che possano limitare il partito al potere. Senza una Corte Suprema indipendente, i cittadini sono alla mercé di ogni capriccio del governo. In realtà, questo altro non è che dittatura.

Centinaia di migliaia di Israeliani provenienti da ogni angolo della società sono nelle strade a manifestare in tutto il paese e in tutto il mondo; sventolando bandiere israeliane, sono scese in strada a Tel Aviv,  per protestare contro i piani del governo di revisione del sistema giudiziario. Per più di tre mesi, centinaia di migliaia di persone sono scese in strada settimana dopo settimana per manifestare contro il piano, bloccando le principali autostrade e le strade cittadine mentre accusavano il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu di spingere il Paese verso la dittatura. Netanyahu ha rinviato il piano il mese scorso, dopo che le proteste antigovernative di massa si sono intensificate e hanno persino minacciato di paralizzare l\’economia.

Questo gesto così potente ed impressionante, è stato l\’unico raggio di luce in questo incubo. Il colpo di stato governativo e le terribili leggi sulla dittatura – che ricordano l\’Europa prima della seconda guerra mondiale – hanno portato piloti di caccia, soldati di riserva, medici, avvocati, la comunità high-tech, la comunità imprenditoriale e bancaria, gruppi di donne, artisti, la comunità LGBT, ebrei osservanti moderati, famiglie in lutto, sopravvissuti all\’olocausto, attivisti di ogni tipo e altri ancora, a protestare con una forza che Israele non ha mai conosciuto dalla sua fondazione 75 anni fa.

Pericolose coalizioni antidemocratiche di opportunisti politici, leader autoritari, fondamentalisti religiosi, ultra nazionalisti e criminali brutali, seminano il caos in tutto il mondo. Quando una democrazia come Israele, che supera di gran lunga le sue dimensioni in termini di impatto globale, cade vittima di tali forze che implodono dall\’interno, l\’effetto a catena è enorme e terrificante.

La morte di una democrazia è come un virus che attacca il corpo. Non è solo devastante, è anche contagioso. In perfetta analogia con la pandemia di Covid 19, tutti i paesi non dovrebbero solo stare attenti e proteggere sé stessi … ma anche tendere la mano e aiutare, proprio come ha fatto il mondo durante la pandemia, condividendo conoscenze, informazioni e medicine.

Perché sappiamo tutti che i virus si diffondono come il fuoco e finché uno di noi è infetto, nessuno di noi è al sicuro.

Per gli ebrei di tutto il mondo la situazione è ancora più complicata. Israele è stato il figlio dell\’amore del popolo ebraico, da esso nutrito, sostenuto e difeso, la manifestazione di un sogno antico, ad esso intrinsecamente connesso e che riflette i suoi valori e la sua etica. Per  molti Israele è una casa e, con tutta la sua complessità e le sue sfide, niente di meno che un miracolo. Ora tutto ciò è a rischio. Se il colpo di stato avrà successo, gli Ebrei diventeranno molto più vulnerabili che mai.

E poi, c\’è il futuro del popolo palestinese, che ha già sofferto così tanto sotto decenni di occupazione.

L\’attuale governo ha dichiarato guerra alla pace, eliminando ogni speranza di una soluzione dei due Stati e lasciando il popolo palestinese esposto a orribili atti di violenza senza alcuna salvezza in vista. La bomba a orologeria che è il conflitto israelo-palestinese, minaccia la stabilità dell\’intero Medio Oriente e, come tale, del mondo intero.

La famosa cantante Noa, ha chiesto che in tutto il mondo si levi la voce a sostegno della decenza, dell\’uguaglianza e della democrazia.

\”Fate sapere al governo israeliano che la sua rivoluzione antidemocratica, l\’oppressione, il fanatismo e il razzismo non sono ammissibili per la comunità internazionale e non sono i benvenuti nei vostri confini.Fate sapere al governo israeliano che non sarete in grado di condurre affari o filantropia come al solito se questo golpe antidemocratico non sarà fermato. E ricordate, il governo non è il popolo. Noi, il popolo, stiamo combattendo per la democrazia e la libertà… i nostri valori condivisi. Sosteneteci, in ogni modo possibile. Abbiamo Bisogno di voi\”.

Il capo della Chiesa cattolica romana in Terra Santa ha avvertito in un\’intervista che l\’ascesa del governo di estrema destra del primo ministro Benjamin Netanyahu ha peggiorato la vita dei cristiani nella culla del cristianesimo.

L\’influente patriarca latino nominato dal Vaticano, Pierbattista Pizzaballa, ha dichiarato all\’Associated Press che la comunità cristiana di 2000 anni della regione è stata oggetto di attacchi crescenti, con il governo più di destra nella storia di Israele che incoraggia gli estremisti che hanno vessato il clero e vandalizzato le proprietà dei religiosi.

L\’aumento degli incidenti anticristiani arriva anche quando i gruppi di destra, galvanizzati dai loro alleati al governo, sembrano aver colto l\’attimo per espandere gli sforzi per stabilire enclavi ebraiche nei quartieri arabi di Gerusalemme est.

Ma i cristiani affermano di ritenere che le autorità non proteggano i loro siti da attacchi mirati. E le tensioni sono aumentate dopo che la polizia israeliana si è scontrata con i palestinesi nel complesso della moschea di Al-Aqsa sul Monte del Tempio, scatenando l\’indignazione tra i musulmani e uno scontro regionale la scorsa settimana.

Per i cristiani, Gerusalemme è il luogo in cui Gesù fu crocifisso e risorto. Per gli ebrei, è l\’antica capitale, sede di due templi ebraici biblici. Per i musulmani, è dove il profeta Maometto ascese al cielo.

Dalle ultime notizie parrebbe che un accordo di cessate il fuoco mediato dall\’Egitto sia stato raggiunto tra Israele e Gaza che entrerà in vigore alle ore 22:00. Secondo quanto riferito da fonti egiziane e israeliane, l\’accordo di cessate il fuoco obbliga entrambe le parti a non colpire le case ed i civili.
Ma questo non significa che nei giorni a venire, non vi possano essere altre escalation di violenza.

 

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