Confermato ergastolo per l\’assassino di Lorena Quaranta

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Sconto di pena zero. Anche in Apello è stato confermato l\’ergastolo per l\’assassino di Lorena Quaranta, Antonio De Pace il quale nel marzo del 2020 uccise la fidanzata nell\’appartamento che condividevano a Furci Siculo in provincia di Messina.

In piena pandemia Covid, Lorenzaera in procinto di laurearsi con una tesi in Pediatria. L\’’Università di Messina la proclamò dottoressa in Medicina e Chirurgia, post mortem, con la votazione di 110 e lode.

Durante il processo di secondo grado la pubblica accusa aveva invocato la concessione delle attenuanti generiche nei confronti del giovane di origini calabresi. I giudici però non hanno concesso nessun riduzione della pena che quindi, anche in appello, rimane l’ergastolo.

A pesare, nella ricostruzione della Procura, la mancanza di episodi violenti pregressi e le modalità dell\’omicidio simili ad un raptus. Una ricostruzione che ha lasciato l\’amaro in bocca ai familiari della ragazza , difesi dall\’avvocato Giuseppe Barba. \”Riteniamo – aveva detto il legale – che la sentenza di primo grado vada confermata, l\’ergastolo è stato dato con motivazioni ineccepibili.

L\’infermiere calabrese era stato dichiarato capace di intendere e di volere, quindi imputabile, al termine della perizia effettuata per conto della procura dal professore Stefano Ferracuti che aveva evidenziato l\’assenza di \”disturbi psichiatrici\” nel ragazzo di origini calabresi, all\’epoca dei fatti vittima di una \”importante condizione ansiosa\”.

La Corte ha deciso anche i risarcimenti ai genitori di Lorena (100mila euro) e ai fratelli (50mila) assistiti dall\’avvocato Giuseppe Barba. A costituirsi Parti civili anche il Cedav e l\’associazione \”Una di noi\”.

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