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Il Dipartimento Regionale della Protezione Civile ha diramato il seguente  AVVISO DI RISCHIO METEO-IDROGEOLOGICO E IDRAULICO n. 22268 del 25/09/2022, relativo alla zona “E”, valevole dalle ore 16,00 del 25/09/2022 fino alle ore 24,00 del 26/09/2022; attiva un livello di allerta METEO-IDROGEOLOGICO  “GIALLO” con fase operativa di “ATTENZIONE” con rovesci o temporali dalle ore 16,00 del 25/09/2022 fino alle ore 24,00 del 26/09/2022.
CONDIMETEO AVVERSE
DAL POMERIGGIO DI OGGI, 25/09/22, PER 24-36H, VENTI DA FORTI A BURRASCA A PREVALENTE COMPONENTE MERIDIONALE. MAREGGIATE LUNGO LE COSTE ESPOSTE. DALLE PRIME ORE DI DOMANI, 26/09/22, PER 24-36H, PRECIPITAZIONI DA SPARSE A DIFFUSE, CON ROVESCI O TEMPORALE DI FORTE INTENSITA’, SPECIE SUI SETTORI OCCIDENTALI E MERIDIONALI. FENOMENI CON ROVESCI INTENSI, ATTIVITÀ ELETTRICA, GRANDINATE E FORTI RAFFICHE DI VENTO

Aeroporto Falcone Borsellino: le Segreterie Regionali FILT CGIL, FIT CISL,  UILTRASPORTI e UGL Trasporto Aereo, a seguito della notizia della chiusura  da parte di Wizz Air della propria base di Palermo dal 2 novembre,  esprimono viva preoccupazione rispetto all’ennesima occasione persa per il  rilancio dello scalo palermitano nel periodo invernale.
 “Apprendiamo con stupore che Wizz Air mentre incrementa considerevolmente le  proprie rotte in Italia, diventando la terza compagni aerea per traffico in Italia, e  rafforza la sua base di Catania, presso l’aeroporto di Fontanarossa, si appresta ad  abbandonare lo scalo di Palermo, dimezzando qui le proprie rotte”, questo è quanto dichiarano  Gaetano Bonavia Filt Cgil, Antonio Dei Bardi Fit Cisl, Houda Sboui Uiltrasporti e Domenico De Cosimo Ugl T.A.
“Esprimiamo, pertanto  viva preoccupazione per l’assetto occupazionale dello  scalo che invece di cogliere una opportunità di sviluppo realizza una ennesima  occasione persa per il rilancio dello scalo palermitano nel periodo invernale“ -aggiungono i segretari regionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl T.A. – e   riteniamo che il gestore aeroportuale non abbia creato le necessarie opportunità e condizioni di sviluppo di un’offerta commerciale che era invece stata annunciata  dal vettore ungherese e che avrebbe consolidato e rafforzato il livello di  occupazione degli operatori di handling dello scalo palermitano, che invece  rischiano, ancora una volta, di dover subire il ricorso agli strumenti di ammortizzatori sociali per salvaguardare loro continuità salariale e lavorativa”.

“In questo momento in cui le proiezioni e i primi dati ufficiali nazionali dicono che Forza Italia avrà un risultato superiore alle aspettative, sento innanzitutto di ringraziare Silvio Berlusconi per il costante, appassionato, supporto alla campagna elettorale che qui in Sicilia ci ha visto protagonisti con la candidatura di Schifani alla presidenza della Regione. Sono certo che non appena avremo il risultato della Sicilia il dato di Forza Italia servirà ad aumentare ancora quello nazionale”.

Lo dichiara il coordinatore regionale di Forza Italia in Sicilia, Gianfranco Miccichè, commentando i primi dati delle elezioni politiche.

Per gli exit poll del Consorzio Opinio-Rai, Renato Schifani si appresterebbe a vincere le elezioni in Sicilia.

L’ex presidente del Senato, sostenuto dall’intero centrodestra, avrebbe una percentuale tra il 37 e il 41 per cento, in vantaggio di 13 punti sul secondo, Cateno De Luca, sostenuto solo dal suo movimento ‘Sicilia Vera’.

A “Scateno”, come è stato soprannominato l’ex sindaco di Messina per la sua irruenza, viene attribuita una forbice del 24-28 per cento. Sulla base di questa rilevazione, dunque, non inciderebbe sul risultato finale il voto disgiunto, la possibilità data dalla legge elettorale regionale di votare per una lista e per un candidato presidente di un altro schieramento: una possibilità sulla quale ha puntato De Luca in campagna elettorale sperando di intercettare voti nel bacino del centrodestra. Ma se lo spoglio delle schede dovesse confermare il dato dell’exit poll il centrodestra dimostrerebbe di avere ritrovato l’unità dopo lo scontro durissimo tra i partiti che aveva impedito la ricandidatura di Nello Musumeci. Soltanto terza Caterina Chinnici, appoggiata dal Pd e dalla lista dei Centopassi espressione di partiti della sinistra e di movimenti: l’eurodeputata, figlia del magistrato Rocco Chinnici assassinato dalla mafia mell’83, avrebbe tra il 15,5 e il 19,5 per cento.

Quarta piazza per Nuccio Di Paola del M5s, tra il 13 e il 17 per cento nonostante il bagno di folla che aveva accolto Giuseppe Conte nel suo tour elettorale di tre giorni nell’Isola. Gli altri due candidati in corsa per la presidenza della Regione – Gaetano Armao per il Terzo Polo ed Eliana Esposto per Siciliani liberi – si attesterebbero tra l’1,5 e il 3,5 per cento. Bocche cucite nei comitati elettorali dei candidati alla presidenza, nessun commento agli exit poll. Adesso riflettori puntati sullo scrutinio di oggi, comincerà alle 14. All’attesa per il nuovo presidente della Regione si aggiunge quella dei 900 candidati per gli scranni dell’Assemblea regionale siciliana: chi vincerà le elezioni avrà anche la maggioranza in aula per potere governare?

ANSA

Sono i giorni degli anniversari della morte di Livatino, Saetta e Terranova, tre magistrati vittime della mafia tra i primi giorni d’autunno.

25 settembre 1979 Cesare Terranova, 25 settembre 1988 Antonino Saetta, 21 settembre 1990 Rosario Livatino: ecco le vittime “settembrine” della mafia tra i magistrati. Due inquirenti, giudici istruttori, che oggi sarebbero pubblici ministeri, ovvero Cesare Terranova e Rosario Livatino, e poi uno giudicante, il primo giudice che sentenzia ucciso dalla mafia, Antonino Saetta. Sono tre delitti eccellenti commessi nei primi giorni d’autunno, quasi a smentire il celebre titolo: “La mafia uccide solo d’estate”.

Rosario Livatino

Rosario Livatino è stato il solo dei tre a non essere vittima di Cosa Nostra. Lui, il “giudice ragazzino” adesso “Beato”, il 21 settembre del ’90 è stato inseguito giù in una scarpata nei pressi di Agrigento da “stiddari” di Canicattì e di Palma di Montechiaro. Per la “stidda” fu soprattutto un’azione dimostrativa di forza militare verso i rivali di Cosa Nostra anche se, forse, sarebbero stati i boss di Cosa Nostra dell’epoca di Canicattì a strumentalizzare la ferocia degli “stiddari” lanciandoli contro Livatino.

Mancuso e Terranova

Cesare Terranova e il suo agente di scorta, il maresciallo di Polizia, Lenin Mancuso, furono trivellati di proiettili il 25 settembre del ’79. In quel tempo il termine “mafia” era solo sussurrato, la mafia era “un’invenzione dei comunisti”, non esisteva così come il 416 bis. Eppure Cesare Terranova istruì i primi processi contro i corleonesi di Luciano Liggio e Totò Riina. E Liggio fu condannato all’ergastolo nel ’75 per l’omicidio del capomafia di Corleone, Michele Navarra. Infatti Tommaso Buscetta raccontò a Giovanni Falcone che Liggio era il mandante dell’omicidio Terranova. E così confermò poi anche il pentito Francesco Di Carlo: Liggio il mandante, e Leoluca Bagarella, Giuseppe Madonia, Giuseppe Gambino e Vincenzo Puccio gli esecutori.

Antonino e Stefano Saetta

Il giudice Antonino Saetta e il figlio Stefano, anziché a casa loro dove erano diretti, rientrarono nella casa del Padre lo stesso giorno della morte di Terranova, 25 settembre, e 9 anni dopo Terranova, nell’88, lungo la stessa strada, la statale 640, che due anni dopo, ancora a settembre, sarebbe stata bagnata dal sangue di Livatino. Furono affiancati da una Bmw scura e travolti da una raffica di proiettili calibro 9. I mandanti furono Totò Riina e Francesco Madonia. L’esecutore Pietro Ribisi di Palma di Montechiaro. Antonino Saetta fu integerrimo presidente di Corte d’Assise a Caltanissetta e a Palermo. Giudicò la strage “Chinnici” e l’uccisione del capitano Basile. In quel tempo Cosa Nostra subì un bombardamento senza precedenti: il 16 dicembre 1987, il giorno della sentenza di primo grado del maxi-processo, 346 condannati, 114 assolti, 19 ergastoli e pene detentive per un totale di 2665 anni di reclusione. Ebbene, il giudice Antonino Saetta avrebbe presieduto il maxi processo di secondo grado, da presidente della Corte d’Assise d’Appello di Palermo. Ecco perché fu emessa la sentenza di morte, prima che lui emettesse la sua.

Primi dati sull’affluenza in provincia di Agrigento per le elezioni politiche e regionali. Per il rinnovo del Parlamento italiano, nell’agrigentino, alle ore 12 ha votato il 13,17%.

 L’affluenza per le elezioni regionali il dato dice 9,24% pari a 44.400 votanti (in aumento rispetto alla stessa ora di cinque anni fa quando la percentuale era dell’8,1%).

Affluenza elezioni politiche ore 12

Agrigento 14,56%; Alessandria della Rocca 10,65%; Aragona 14,83; Bivona 14,61%; Burgio 12,95; Calamonaci 11,95%; Caltabellotta 11,95%; Camastra 14,43%; Cammarata 14,85%; Campobello di Licata 14,43%; Canicattì 10,58%; Casteltermini 15,65%; Castrofilippo 11,20%; Cattolica Eraclea 16,36%; Cianciana 12,62% Comitini 9,93%; Favara 12,87%; Grotte 12,44% Joppolo Giancaxio 16,05; Lampedusa e Linosa 9,68%; Licata 10,97% Lucca Sicula 11,75%; Menfi 13,38%; Montallegro 13,07% Montevago 13,37%; Naro 12,27%; Palma di Montechiaro 10,65% Porto Empedocle 13,48%; Racalmuto 13,59%; Raffadali 12,83%; Ravanusa 15,12%; Realmonte 15,65%; Ribera 12,88%; Sambuca si Sicilia 16,25%; San Biagio Platani 11,15%; San Giovanni Gemini 15,61%; Sant’Angelo Muxaro 16,45%; Santa Elisabetta 14,25%; Santa Margherita Belice 10,94%; Santo Stefano Quisquina 14,48%; Sciacca 15,35%; Siculiana 14,97%; Villafranca Sicula 11,16%

Affluenza regionali ore 12 

Agrigento 12,88%; Alessandria della Rocca 5,68%; Aragona 7,08; Bivona 10,74%; Burgio N.P; Calamonaci 6,59%; Caltabellotta 9,04%; Camastra 3,57%; Cammarata 13,63%%; Campobello di Licata 10,42%; Canicattì 8,76%; Casteltermini 8,1%; Castrofilippo 6,19%; Cattolica Eraclea 6,71%; Cianciana N.P% Comitini 3,87%; Favara 9,51%; Grotte 5,83% Joppolo Giancaxio 8,57; Lampedusa e Linosa 8,9%; Licata 7,26% Lucca Sicula N.P; Menfi 10,44%; Montallegro 7,22% Montevago 10,16%; Naro 6,84%; Palma di Montechiaro 6,9% Porto Empedocle 10,67%; Racalmuto 8,13%; Raffadali 9,16%; Ravanusa 8,96%; Realmonte 10,65%; Ribera 9,44%; Sambuca si Sicilia 13,09%; San Biagio Platani 5,07%; San Giovanni Gemini 13,71%; Sant’Angelo Muxaro 5,28%; Santa Elisabetta 5,75%; Santa Margherita Belice 8,42%; Santo Stefano Quisquina 11,83%; Sciacca 14,06%; Siculiana 11,25%; Villafranca Sicula 8,65%

Seggi aperti in Sicilia anche per le elezioni regionali. Sono chiamati a votare in Sicilia per l’elezione del Presidente della Regione e per il rinnovo dell’Assemblea Regionale Siciliana 4.606.564 cittadini siciliani, di cui 2.237.169 maschi e 2.369.395 femmine. Il totale delle sezioni da scrutinare e’ 5.294 in tutta la regione. Le operazioni di voto si svolgeranno nella sola giornata di oggi dalle 7 alle 23. Lo scrutinio delle schede sara’ effettuato domani a partire dalle 14. Il sistema elettorale prevede un solo turno con metodo misto, senza ballottaggio.

La scheda e’ unica, ma l’elettore dispone di due voti: un voto per la scelta della lista regionale, il cui capolista e’ candidato alla carica di Presidente della Regione; un voto per la scelta della lista provinciale e in questo caso si puo’ esprimere la preferenza per uno dei candidati alla carica di deputato regionale; nel caso in cui non venga espresso alcun voto per una delle liste regionali, il voto validamente espresso per una lista provinciale si estende automaticamente anche alla lista regionale collegata. E’ prevista la possibilita’ di esprimere il voto disgiunto. L’elettore puo’ votare una lista regionale e una lista provinciale non collegate fra loro. Quindi e’ possibile, tecnicamente, esprimere una preferenza per un deputato all’Ars e una preferenza per un candidato alla Presidenza della Regione appartenente a uno schieramento politico differente.

Per l’elezione dei 70 deputati dell’Assemblea regionale siciliana (Ars) viene adottata la seguente ripartizione: 62 seggi sono attribuiti con il sistema proporzionale puro e soglia di sbarramento al cinque per cento a livello regionale (16 a Palermo, 13 a Catania, otto a Messina, sei ad Agrigento, cinque a Siracusa e a Trapani, quattro a Ragusa, tre a Caltanissetta e due a Enna); un seggio spetta al candidato alla Presidenza della Regione eletto; sei seggi vengono assegnati all’interno della lista regionale del candidato presidente (cosiddetto listino). Si tratta, in sostanza, di una lista bloccata che funziona da premio di maggioranza e consente alla coalizione collegata al Presidente della Regione eletto di ottenere al massimo 42 seggi all’Ars. I seggi a tal fine non utilizzati sono distribuiti, con criterio proporzionale, alle liste di minoranza che abbiano superato lo sbarramento; un seggio spetta al candidato governatore arrivato secondo nelle preferenze. E’ proclamato Presidente della Regione il capolista della lista regionale che ottiene il maggior numero di voti validi.

I candidati alla presidenza della Regione Siciliana sono l’ex presidente del Senato Renato Schifani, che ha raccolto intorno a se’ il centrodestra unito: Forza Italia, Lega (Prima l’Italia), Fratelli d’Italia, Democrazia cristiana, Popolari e autonomisti; la parlamentare europea Caterina Chinnici, sostenuta da Partito Democratico e Cento passi per la Sicilia di Claudio Fava; l’ex vicepresidente della Regione Siciliana Gaetano Armao, sostenuto “Azione-Italia viva – Calenda”; l’ex sindaco di Messina Cateno De Luca, a capo del movimento “Sud chiama Nord”; Nuccio Di Paola, capogruppo all’Ar del Movimento 5 Stelle; Eliana Esposito, sostenuta da “Siciliani Liberi”.

La Polizia di Stato di Agrigento, a seguito di intensa ed articolata attività investigativa svolta presso l’Hot Spot di Lampedusa, in sinergia e sotto le direttive della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento, guidata dal procuratore aggiunto Salvatore Vella, ha dato esecuzione ad un provvedimento di fermo indiziario di delitto disposto dal P.M. nei confronti di 2 egiziani gravemente indiziati del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina di uno dei più grossi sbarchi, per numero di migranti, registratosi nel mese di settembre.

A seguito dei numerosissimi sbarchi che continuano incessanti sull’isola  di Lampedusa, la Squadra Mobile di Agrigento, guidata dal vice questore Giovanni Minardi, è riuscita ad individuare M.A.M.A.B. egiziano classe 1984 ed ancora Z.H.Y. egiziano classe 1997 che in violazione delle norme previste dal Testo Unico dell’Immigrazione clandestina avevano trasportato nel territorio italiano extracomunitari, per i quali veniva poi accertato lo status di stranieri irregolari, conducendoli dalle coste africane verso le acque territoriali italiane, a bordo di natanti inidonei ad effettuare la traversata.

L’attività d’indagine è stata incentrata sulla ricostruzione delle dinamiche di del 1° sbarco del 04/09/22 verificatosi a Lampedusa, che ha riguardato 117 migranti di varie nazionalità. I migranti giungevano a bordo di un natante in legno della lunghezza di circa 12 metri, sicuramente inadatto a trasportare un tale numero di persone tant’è che durante il viaggio, durato ben 20 ore circa, imbarcavano acqua causa anche il mare agitato. I migranti escussi riferivano anche della mancanza di dispositivi di sicurezza quali giubbini salvagenti o altro.

Gli investigatori della Squadra Mobile, superate le difficoltà legate anche al timore dei migranti di riferire informazioni circa l’identificazione degli scafisti per paura di eventuali ritorsioni e al trauma fisico e morale a cui gli stessi erano stati sottoposti, sono riusciti a far luce sull’intera vicenda. Hanno, così, identificato le persone che hanno condotto l’imbarcazione compendiando un quadro probatorio che ha permesso di contestare agli indagati il reato previsto e punito dall’art. 12 del Dlgs 286/98, favoreggiamento all’immigrazione clandestina.

L’esecuzione del provvedimento si è concretizzato a seguito del trasferimento degli scafisti, con la nave di linea da Lampedusa a Porto Empedocle. Espletati gli adempimenti di rito i 2 egiziani sono stati condotti presso il carcere di Agrigento

Aveva posizionato ombrelloni e lettini, senza alcun titolo, in un’area demaniale marittima, occupando abusivamente 103 metri quadrati di spiaggia, in contrada “Guitgia”, a Lampedusa. A fare la scoperta nel corso di un controllo sono stati i carabinieri della Stazione di Lampedusa. A finire nei guai, è stato un cinquantaquattrenne, di Lampedusa.

L’operatore balneare è stato denunciato in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Agrigento, per abusiva occupazione di spazio demaniale e inosservanza di limiti di proprietà privata. I militari dell’Arma hanno accertato le irregolarità durante una ispezione.

Ombrelloni e lettini non avrebbero potuto starci in quel pezzo di arenile perché, appunto, non autorizzati.