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Un fermo con l’accusa di omicidio è stato emesso dalla Procura di Siracusa nei confronti di Antonio Montalto, 23enne di Lentini.

Il giovane, accompagnato dal suo avvocato Junio Celesti, stamane si è costituito ai carabinieri spiegando di essere la persona con la quale ieri sera Roberto Raso, 38 anni, aveva avuto un alterco al termine del quale l’uomo è stato ucciso con una coltellata.

La lite sarebbe avvenuta intorno alla mezzanotte in via Pellico, nei pressi dell’abitazione di Montalto. Nel corso dell’interrogatorio, il fermato avrebbe spiegato al magistrato che coordina le indagini che non conosceva bene la vittima: i due si sarebbero incontrati fortuitamente e Raso, secondo il racconto dell’indagato, lo avrebbe in qualche modo molestato. E’ scattata una colluttazione, il 23enne avrebbe preso un coltello da cucina e avrebbe inflitto un fendente all’altezza addome del 38enne. (ANSA).

6.436 nuovi casi di Covid19 registrati in Sicilia, a fronte di 28.095 tamponi processati. L’incidenza scende al 22,90%. Emerge dal bollettino del Ministero della Salute di domenica 10 luglio. Attualmente positivi nell’Isola sono 124.792 persone. Sette nuovi decessi, per un totale di 11.292 vittime in Sicilia dall’inizio della pandemia. I guariti ammontano invece a 1.246.885, 2.669 in più rispetto a quanto registrato ieri. Degli attuali positivi, 964 pazienti sono ricoverati con sintomi (meno 6 rispetto a ieri), 43 persone sono in terapia intensiva (più 3).

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 1.767, Catania 1.833, Messina 1.233, Siracusa 644, Trapani 674, Ragusa 568, Caltanissetta 321, Agrigento 626, Enna 416.

E’ stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico, il diciannovenne di Agrigento, rimasto coinvolto venerdì pomeriggio, in un’incidente stradale che si è verificato lungo la via Passeggiata Archeologica, a poche decine di metri dalla Valle dei Templi. Il ragazzo, appena giunto all’ospedale “San Giovanni di Dio”, dopo una serie di accertamenti sanitari che hanno rilevato delle fratture ad entrambe le gambe, in particolare ai due femori, è entrato in sala operatoria, per poi uscire nella notte.

Impegnati per diverse ore i medici del reparto di Ortopedia, gli anestesisti, e il personale della sala operatoria del presidio ospedaliero di contrada “Consolida”. L’operazione è riuscita, ma nei prossimi giorni il giovane paziente dovrà subire un secondo intervento chirurgico. Il ragazzo alla guida di una Citroen C1, per cause ancora da accertare, si è scontrato con una Volkswagen Polo, condotta da un settantenne, pensionato, anche lui agrigentino.

Una breve rassegna cinematografica dal titolo “Lunedì pirandelliani”, a cura di Beniamino Biondi, con tre appuntamenti fissi ogni lunedì, per continuare a celebrare l’opera di Luigi Pirandello dalla pagina scritta al cinema. È un omaggio allo scrittore, ma è anche un modo per verificare come il cinema abbia trattato l’opera di Pirandello trasferendo le novelle al piccolo schermo, con risultati di sicuro rilievo.

Si inizia lunedì 11 luglio alle ore 19:00 presso Villa Aurea, con ingresso gratuito dal Tempio di Ercole, con la proiezione del film “Questa è la vita” (1954) con Totò e Aldo Fabrizi.

Tratti da altrettante novelle di Luigi Pirandello, gli episodi del film raccontano le vicende di un gobbo rimasto prigioniero in una giara (Pástina), di una ragazza madre che chiede l’elemosina per potersi comperare un ventaglio (Soldati), di uno jettatore che ottiene un certificato ufficiale da sfruttare per guadagnare soldi con le sue straordinarie qualità (Zampa), di un testimone di nozze che fa celebrare un matrimonio che rischiava il rinvio (Fabrizi). È uno dei primi film a episodi del cinema italiano postbellico, e tra i suoi sceneggiatori risultano due grandi scrittori italiani: Vitaliano Brancati (nell’episodio straordinario con Totò) e Giorgio Bassani.

Si ringrazia l’Ente Parco Valle dei Templi ed il suo direttore, Arch. Roberto Sciarratta, per avere sostenuto con immediata convinzione la realizzazione di questa iniziativa, proseguendo nella celebrazione di Luigi Pirandello con una formula che ne indaga l’impatto culturale e le influenze artistiche su arti diverse dalla drammaturgia e dalla prosa.

L’ulteriore finanziamento alle prestazioni sanitarie convenzionate, varato dall’Assessore Razza e da Musumeci, non serve a diminuire le liste d’attesa e non va certo a favore dei cittadini, ma è un regalo di circa 32 milioni di euro alla sanità privata, a scapito di quella pubblica. È risaputo, infatti, che le prestazioni piú complesse e costose (per cui spesso si emigra in altre regioni) sono fornite principalmente dal sistema pubblico e se si volessero veramente rendere più efficienti le prestazioni sanitarie si dovrebbero innanzitutto accrescere gli organici degli ospedali e della medicina territoriale cronicamente sottodimensionati e spesso sottopagati.
Finanziando la medicina privata in un periodo di estrema difficoltà di quella pubblica (per il covid-19 e la mancanza di risorse e personale) significa distruggere il sistema universalistico e gratuito del sistema sanitario nazionale non garantendo piú a tutti e tutte i medesimi alti livelli di cura e di prestazioni sanitarie.
Dopodiché, per far diminuire le liste d’attesa occorre investire sulla prevenzione e sulla medicina di prossimità, oltre ad occuparsi delle numerose cause dell’alta incidenza di malattie: dall’inquinamento, alla capacità di effettuare campagne di prevenzione, dall’educazione a corretti stili di vita, al controllo della salubrità dei luoghi di lavoro,  ecc. Insomma, le risorse che ci sono andrebbero investite nella sanitá pubblica e nella prevenzione, non regalata ai privati che, come abbiamo visto durante la Pandemia, quando non ci sono profitti da fare si sono tirati indietro e hanno lasciato le strutture pubbliche (ridimenzionate dalle privatizzazioni e dalle esternalizzazioni) da sole a fronteggiare il Covid-19.

Da quando pronunciò fedeltà al padre della medicina scientifica, ovvero Ippocrate, sono passati 50 anni. Poi solo lavoro, dedizione, affetto. Prima di tutto il paziente, è lui che ha bisogno più degli altri. E di ciò ne fece una ragione di vita.

Doti umane eccezionali, stimatissimo medico di Medicina Interna. Stiamo parlando del dott. Giuseppe Falsone, 78 anni ancora da compiere, di cui, come detto ben 50 dedicati alla propria attività lavorativa.

Ieri, nel corso di una straordinaria cerimonia svoltasi ai piedi del Tempio di Giunone, il dott. Falsone ha ricevuto il prestigioso riconoscimento nell’ambito di una manifestazione organizzata dall’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della provincia di Agrigento, brillantemente presieduta dal dott. Santo Pitruzzella. Tanti, tantissimi mecidi e gente comune hanno voluto salutare con affetto “Don Peppino”, il medico di tutti. E lui, visibilmente commosso, ha ringraziato con la sua solita semplicità. Accanto al dott. Falsone un altro medico che per tanti anno ha lavorato con lui: Onofrio Cacciatore, detto Gino. Anche Cacciatore è apparso molto commosso dinnanzi al prestigioso traguardo raggiunto da Don Peppino.

La sua carriera è di seguito descritta da un’altra collega, Simona Carisi, che ieri ha fatto da supporter alla cerimonia.

Alla famiglia Falsone, a Donna Fina ed ai figli Rosario ed Ugo i migliori auguri da parte di tutto lo staff di sicilia24h.it.

 

 

Trovati alimenti non conformi alle normative vigenti, e per questo motivo sono state elevate delle maxi multe. Questo è l’esito dei controlli effettuati dai carabinieri del Comando provinciale di Agrigento, unitamente al personale dell’Arma del Nas (Nucleo antisofisticazioni e sanità) di Palermo, in due delle tre attività di ristorazione, ispezionate in territorio di Montallegro.
Nel dettaglio, in un primo locale di proprietà di una sessantenne sono stati sottoposti a sequestro prodotti alimentari vari, risultati non conformi alle normative vigenti.  Sono scattate sanzioni amministrative per un totale di 2mila euro.
In un bar-trattoria di proprietà di un quarantaseienne, i militari dell’Arma hanno rilevato la presenza di prodotti alimentari, anche in questo caso, non conformi alle normative vigenti. Al titolare sono state elevate sanzioni amministrative per un totale di 2.000 euro

Rubate due autovetture, entrambe Fiat Punto, in poche ore ad Agrigento e Canicattì. Ad indagare, dopo aver raccolto le denunce di furto formalizzate a carico di ignoti, sono polizia e carabinieri. Nella città dei Templi è scomparsa la vettura, di proprietà di impiegato, cinquantasettenne, agrigentino. Auto lasciata posteggiata in via Dante nelle ore serali. L’amara scoperta, l’indomani mattina, al momento di recuperarla.

Dal centro di Agrigento a Canicattì, dove in contrada “Fazi” un bracciante agricolo cinquantunenne ha lasciato la sua Fiat Punto parcheggiata nei pressi della sua abitazione, e al momento di riprenderla, la vettura non c’era più. In entrambi i casi, i poliziotti della sezione Volanti della Questura, e i carabinieri della Compagnia di Canicattì hanno informato la Procura, ed avviato le indagini.