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Proseguono i flussi di migranti che attraversano clandestinamente il Canale di Sicilia. Con tre barche sono approdate a Lampedusa 91 persone. Adesso nel Centro d’accoglienza in contrada Imbriacola si contano quasi 800 ospiti, a fronte di una capienza di 250 posti. Sulla prima barca, di 9 metri, hanno viaggiato 71 uomini, intercettati dalla Guardia di Finanza a 23 miglia dalla costa. Poi sono approdati 13 tunisini, soccorsi dalla Finanza anche loro a 23 miglia. E poi altri 7 tunisini bloccati dalla Guardia costiera a circa 6 miglia.

Ad Agrigento i Vigili del fuoco del Comando provinciale hanno lavorato circa due ore ieri a tarda sera lungo il cosiddetto “Ponte Fontanelle”, il cavalcavia lungo la strada statale Agrigento – Palermo. Dalla parte sottostante, in zona Fontanelle, nei pressi di un supermercato, si sono verificati cedimenti di pezzi di cornicione e intonaco. L’area sottostante al ponte è stata vietata al transito. E nel frattempo i Vigili, con l’autoscala, hanno raggiunto il punto di cedimento e hanno ripristinato le condizioni di sicurezza. Già l’anno scorso l’associazione ambientalista MareAmico di Agrigento ha segnalato, e documentato in video, pericolosi casi di ammaloramento dell’infrastruttura.

Il leader della Lega, Matteo Salvini, lunedì prossimo sarà a Palermo, alle “Terrazze” di Mondello, per presentare i candidati al Consiglio comunale e alle otto circoscrizioni della lista “Lega – Prima l’Italia” in occasione delle elezioni Amministrative del 12 giugno. Igor Gelarda, capogruppo della Lega al Consiglio comunale di Palermo, annuncia: “La manifestazione sarà aperta a tutti. Abbiamo una squadra forte e le idee ben chiare su come recuperare i disastri dell’attuale Amministrazione comunale”.

Dunque, l’Unione Europea ha disposto l’embargo totale via mare immediato del petrolio dalla Russia, e l’embargo totale via tubo entro il 31 dicembre prossimo. A fronte di ciò il sindaco di Priolo Gargallo, Pippo Gianni, è molto preoccupato dalle conseguenze per lo stabilimento Isab del Siracusano, controllato dalla russa Lukoil. E spiega: “L’Isab Lukoil di Priolo, insieme con le altre realtà del polo petrolchimico, partecipa al gettito fiscale per 15 miliardi di euro all’anno: il governo nazionale ha quindi il dovere di intervenire, se non con il Pnrr, che non consente investimenti negli stabilimenti di raffinazione del petrolio, con altri strumenti. Bisogna evitare la tragedia industriale, sociale, economica e occupazionale. Ho chiesto un incontro al premier Draghi per due volte, per rappresentare le nostre preoccupazioni. Noi sosteniamo lo Stato con un bel po’ di risorse, e il governo ha il dovere di intervenire. Se cade la Lukoil cade tutto il sistema economico e occupazionale della provincia di Siracusa, e si rischia il baratro per circa 9mila persone”. Il sindaco Gianni ha incontrato i sindacati di categoria, e poi si è confrontato con il vice ministro allo Sviluppo economico, Alessandra Todde. E annuncia una manifestazione per venerdì prossimo 10 giugno: “Ci sarà tutta la provincia di Siracusa e non solo, visto che l’area di Priolo dà lavoro anche alle altre province siciliane, e rappresenta il 40% della raffinazione di petrolio sul territorio italiano”.

Al Comune di Palermo sarebbe stato perpetrato un attacco informatico. Si ritiene che il colpevole sia un hacker esperto. Il sistema è stato cautelativamente spento e isolato dalla rete. Sono in corso attività e indagini per valutare la natura e le possibili conseguenze dell’incidente. Stop o ritardi nei servizi. E’ stato costituito un team tecnico per gestire l’evento e sono state adottate le misure necessarie a porre rimedio a possibili violazioni dei dati personali.

E’ morto dopo 6 giorni di agonia Gandolfo Lentini, 39 anni, originario di Petralia Sottana, in provincia di Palermo, e da tempo residente in provincia di Modena, a Sestola. Lui il 25 maggio è stato coinvolto in un grave incidente stradale. Alla guida della sua automobile Fiat Punto si è scontrato, per cause in corso di accertamento, con un’autobotte, e la sua auto si è ribaltata fuori strada. E’ stato trasportato in condizioni disperate all’ospedale di Baggiovara. Adesso a Petralia, dove la notizia sollevato commozione, si attende il rientro della salma per celebrare i funerali. Gandolfo Lentini è stato un giocatore di calcio e ha militato nella squadra del Fanano.

Ha appiccato il fuoco ad una serie di sterpaglie che aveva accumulato all’interno di un proprio appezzamento di terreno. Appicato il fuoco, un 77enne di Linosa è andato via non potendo più controllare le fiamme.

In pochi minuti, grazie anche ad un leggero vento, le fiamme si sono propagate a vista d’occhio tanto da raggiungere e distruggere una buona fetta di macchia mediterrane. L’incendio, tra l’altro, ha creato momenti di panico fra la gente di Linosa.

Intervenuti i carabinieri della locale stazione, hanno denunciato l’uomo in stato di libertà.

 

Un motociclista 48enne di Cammarata si trova ricoverato all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta in seguito ad un brutto incidente verificatosi nella giornata di ieri in contrada “Passo Barbieri”.  L’uomo si trovava a bordo di un ciclomotore quando è stato travolto da un’auto in corsa. L’impatto è stato violento e il 48enne è stato sbalzato dal mezzo finendo rovinosamente sul selciato quasi privo di sensi.

Il centauro  è stato già sottoposto ad un delicato intervento chirurgico, mentre l’automobilista, un ventitreenne disoccupato e residente a Lercara Friddi, è stato denunciato alla Procura per lesioni stradali gravi.

Secondo quanto accertato e ricostruito dai militari dell’Arma del Nor della compagnia di Cammarata, sarebbe stata una manovra di svolta, fatta dal ventitreenne con la sua autovettura, definita “imprudente”. Una manovra che avrebbe determinato l’incidente stradale e il grave ferimento del quarantottenne in sella al suo motociclo.

Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli, ha rinviato a giudizio due suore imputate di estorsione. Si tratta di Giuseppa Calzarano, in attività in un collegio dell’infanzia a Palma di Montechiaro, e Paolina Mastrandrea, operante a Palermo. Le indagini dei Carabinieri della Compagnia di Licata sono state avviate a seguito della denuncia di alcuni operatori della struttura dell’infanzia di Palma di Montechiaro. Le due suore, difese dagli avvocati Maria Alba Nicotra e Antonino Zanghi, avrebbero praticato il cosiddetto “cavallo di ritorno” sulle buste paga dei dipendenti, ovvero, per esempio: “Ti pago e certifico 1000, e tu me ne restituisci 500 in nero”. Le ipotesi di reato risalirebbero al periodo tra il 2011 al 2018.

La Commissione Europea dichiara non conforme il Piano dei rifiuti predisposto dal Governo Musumeci: botta e risposta tra i 5 Stelle Trizzino e Damante, e l’assessore Baglieri.

I deputati regionali del Movimento 5 Stelle, Giampiero Trizzino, componente della Commissione Ambiente, e Concetta “Ketty” Damante, loro malgrado annunciano: “La Commissione europea ha bocciato il Piano dei rifiuti di Musumeci e ha chiuso i rubinetti dei fondi destinati per la costruzione degli impianti di trattamento in programma in Sicilia fino al 2027. A rischio sono oltre 35 milioni di euro, a danno dell’ambiente e delle tasche dei cittadini. Sarebbe una tragedia di proporzioni spaventose, che condannerebbe la Sicilia all’eterna emergenza rifiuti. Proprio in questi giorni abbiamo raccolto il grido d’allarme dei sindaci che si trovano costretti ad aumentare in modo spropositato la tassa sui rifiuti per sopportare le spese legate al trasporto dei rifiuti fuori regione, proprio a causa della carenza degli impianti in Sicilia”.

E poi spiegano: “E’ stata spedita in questi giorni dal Ministero della Transizione ecologica una nota diretta all’assessorato regionale ai Servizi primari, che comunica la batosta arrivata dall’Europa. Lo avevamo detto già all’indomani della pubblicazione in Gazzetta ufficiale che il Piano dei rifiuti di Musumeci faceva acqua da tutte le parti. Adesso arriva la conferma dall’autorità internazionale più importante, quella che dà il via libera ai fondi europei, ovvero la Commissione europea”. E poi i due 5 Stelle, più nel dettaglio, intervengono nel merito della bocciatura: “Il Piano, come si legge nella nota della Commissione, non è conforme alla Direttiva quadro sui rifiuti, perché mancano informazioni sufficienti sul tipo, la quantità e la fonte dei rifiuti prodotti sul territorio, e una valutazione dello sviluppo dei flussi di rifiuti in futuro. Inoltre il Piano è privo di una descrizione chiara e dettagliata delle misure previste per conseguire gli obiettivi”.

L’assessore regionale ai Servizi primari, Daniela Baglieri, smentisce e replica: “Mi stupisce, e non poco, che alcuni deputati regionali del Movimento 5 Stelle, sempre attenti alle tematiche del mio assessorato, possano fare dichiarazioni prive di fondamento, per creare apposta allarmismi tra la popolazione. Non è vero che il Piano rifiuti predisposto dalla Regione sia stato bocciato dalla Commissione europea. Da mesi dialoghiamo con il ministero della Transizione ecologica, che sta facendo le proprie valutazioni in merito. Abbiamo già fatto il primo incontro alcuni mesi fa e a breve ci rivedremo nuovamente. Siamo in una fase assolutamente interlocutoria per elaborare una revisione o integrazione del Piano, così come le altre Regioni italiane. Capisco che la campagna elettorale può creare storture in merito alle vicende politiche, ma così facendo si rischia solamente di confondere i cittadini, che vogliono liberarsi dalla schiavitù delle discariche”. Trizzino e Damante controbattono: “Ci sarebbe piaciuto che anziché provare a vincere il campionato di arrampicata sugli specchi, difendendo l’indifendibile, il governo Musumeci si fosse impegnato a correre ai ripari, ammettendo le enormi lacune del Piano rifiuti segnalate dalla Commissione europea, che ha dichiarato il Piano ‘non conforme’. Ricordiamo che le nostre ripetute osservazioni su questo disastroso Piano risalgono al 2018, in tempi ben lontani dalla campagna elettorale. Se ci avessero ascoltato, probabilmente avremmo un Piano rifiuti operativo e tanti problemi in meno. E, soprattutto, i cittadini non rischierebbero di pagare una Tari altissima, sicuramente sproporzionata rispetto ad un servizio di raccolta non all’altezza di un Paese civile”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)