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Altra crepa nell’ambito delle trattative in corso per la scelta unitaria del candidato sindaco del centrodestra a Palermo: infatti, se il candidato unitario dovesse essere Roberto Lagalla, allora Italia dei Valori, che al momento sostiene l’ex assessore regionale, non lo sosterrebbe più. Così annuncia il leader nazionale di Italia Viva, Matteo Renzi, che afferma: “Non andremo con il centrodestra: se a Palermo su Lagalla si ricostruisce il centrodestra siciliano, anche intorno a un nome per bene come quello di Lagalla, noi non ci saremo. Rivendico le candidature di Genova e Verona, ma se su Lagalla chiude la destra non è più una candidatura civica. Italia Viva non sosterrà il centrodestra unito”.

La Sezione misure di prevenzione della Corte d’Appello di Palermo ha restituito un fabbricato rurale confiscato dai giudici di primo grado a Giovanni Tarallo, 35 anni, di Agrigento, già condannato a 12 anni e 2 mesi di reclusione nell’ambito dell’inchiesta antimafia “Nuova Cupola”, e attualmente detenuto al 41 bis. Il fabbricato è stato costruito nel 2001, e all’epoca Tarallo aveva appena 16 anni di età. La data di accatastamento – come ha spiegato il difensore, l’avvocato Giuseppe Barba – è successiva di circa 10 anni solo per ragioni legate ad alcuni abusi edilizi poi sanati. La Corte d’Appello ha inoltre deciso la revoca della confisca di 2 conti correnti intestati al padre di Tarallo, al quale è stata confermata la sorveglianza speciale per 3 anni e la confisca di 3 conti correnti bancari e 2 libretti postali a lui intestati. In primo grado è stata già disposta la restituzione di 2 case, di altri rapporti bancari e delle quote sociali di un’attività imprenditoriale gestita dalla madre di Giovanni Tarallo.

Il Movimento “Servire Agrigento”, a fronte delle gravissime condizioni di dissesto in cui versa la strada della Mosella, dietro il Villaggio Mosè, già teatro di numerosi incidenti, rilancia un intervento già reso pubblico nello scorso febbraio ma rivelatosi, suo malgrado, infruttuoso. Adesso lo stesso intervento lo rivolge al Prefetto di Agrigento, Maria Rita Cocciufa, affinchè si ponga rimedio istituendo un tavolo tecnico di confronto tra le parti in causa. “Servire Agrigento” ritiene necessario che l’Amministrazione comunale trasferisca le competenze all’Anas per la manutenzione. Il coordinatore provinciale, Raoul Passarello, aggiunge: “La strada della Mosella, molto trafficata, che dovrebbe rappresentare il massimo della sicurezza, si presenta, invece, priva di segnaletica, di illuminazione e costellata da buche, avvallamenti e degrado che mettono a repentaglio la sicurezza degli automobilisti e degli autotrasportatori. Il via libera al trasferimento ad Anas – oltre a garantire la continuità territoriale con le statali 640 e 115 – eviterebbe la frammentazione delle competenze con evidenti vantaggi per la viabilità in termini di standard di sicurezza e assicurerebbe più investimenti in manutenzione che per ragioni economiche il Comune di Agrigento non è in grado di garantire”.

A Sciacca è accaduto che, al culmine di un diverbio insorto per futili motivi, un padre di 62 anni, pensionato, ha aggredito il figlio di 30 anni. Ebbene: sono intervenuti i Carabinieri, allarmati al 112 da alcuni vicini di casa. Il figlio è stato soccorso in ospedale, al “Giovanni Paolo secondo”. E i medici gli hanno diagnosticato traumi guaribili in pochi giorni. Il padre, invece, è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Sciacca per lesioni personali. I carabinieri hanno avviato l’iter del cosiddetto “codice rosso”, che è volto a salvaguardare la vittima dell’aggressione.

A Lampedusa i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato ai domiciliari un uomo di 41 anni, G P sono le iniziali del nome, sorpreso in possesso, nel corso di una perquisizione personale e domiciliare, di 83 grammi di hashish, 60 grammi di cocaina, una pistola calibro 7,65 con 2 caricatori, 7 munizioni, e una seconda pistola, dello stesso calibro, con la matricola abrasa, con un caricatore e 5 munizioni. All’autorità giudiziaria risponderà di detenzione di sostanze stupefacenti a fine di spaccio, e per detenzione abusiva di armi e munizioni. Le armi sono adesso sotto esame balistico al Ris di Messina per riscontrare eventuale precedente utilizzo delittuoso.

Ad Agrigento al negozio di un commerciante al Villaggio Mosè è stata recapitata una busta contenente tre fogli manoscritti con frasi ingiuriose, tre cerotti e un fazzoletto intriso di sangue. I carabinieri della Compagnia di Agrigento hanno raccolto la denuncia a carico di ignoti, sequestrato il plico, e adesso sono impegnati nelle indagini. La Procura ha avviato un’inchiesta per minacce. La busta è stata spedita da Milano Linate. Pochi giorni addietro un fazzoletto macchiato di sangue e messaggi minacciosi sono stati recapitati al sindaco di Naro, Maria Grazia Brandara.

Sarà inaugurato sabato 7 maggio 2022 alle ore 18.30, il comitato elettorale per la lista “Filippo Mannino Sindaco – L’Alternativa C’è”, che avrà sede a Lampedusa in Via Roma n. 122.

Manca poco più di un mese alla consultazione elettorale ed è arrivato il momento di scaldare i motori. Partiamo dall’apertura del comitato elettorale che sarà il luogo dove gli elettori potranno confrontarsi con i candidati al consiglio comunale ed esporre le loro idee.

“Nel nostro Comune il tempo sembra essersi fermato. Ci ritroviamo con due isole maltrattate e trascurate, con i problemi di sempre. Penso sia arrivato veramente il momento della mia generazione che ha le capacità e le risorse per essere il nuovo collante delle nostre comunità, rispondendo alla politica del vecchio sistema, con una politica che porti nuove idee e che sappia guardare al futuro con un’ottica diversa” – ha dichiarato il candidato alla carica di Sindaco, Filippo Mannino.

Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Agata Anna Genna, ha assolto Calogero Sciortino, di Porto Empedocle, imputato di spendita e introduzione nello Stato di monete falsificate e di truffa allorchè avrebbe acquistato a rate, da un commerciante di Porto Empedocle, dei mobili per l’appartamento di famiglia, e una rata l’avrebbe pagata con una banconota da 100 euro falsa. Sciortino, assolto con la formula “perché il fatto non sussiste”, è difeso dall’avvocato Giuseppe Aiello. La Procura ne aveva chiesto la condanna a 8 mesi di reclusione.

La Procura di Agrigento, tramite il pubblico ministero Elenia Manno, ha chiesto il rinvio a giudizio di 56 imputati nell’ambito di un’inchiesta ruotante intorno a contratti di comodato di terreni e assunzioni simulate per frodare l’Inps e ottenere illecitamente prestazioni assistenziali. La truffa ammonterebbe a circa mezzo milione di euro. Più nel dettaglio, tramite l’azienda Kublas, con sede a Canicattì, sarebbero stati stipulati i falsi contratti di comodato dei terreni e disposte le assunzioni fittizie di braccianti agricoli per raggirare l’Inps e incassare le prestazioni assistenziali, comprese anche le indennità di disoccupazione. L’udienza preliminare è in corso innanzi al giudice Stefano Zammuto.

Il 25 maggio del 2021, ad Agrigento, al palazzo di giustizia, la Corte d’Assise presieduta da Alfonso Malato, a fronte dei 24 anni proposti dalla pubblico ministero, Chiara Bisso, ha inflitto 22 anni di reclusione a carico di Vincenzo Galiano, 80 anni, di Favara, che il 2 luglio del 2019, a Favara, in contrada Caltafaraci, in via Felice da Sambuca, nei pressi del collegio di Maria, al culmine di un litigio, ha ucciso sparandogli dei colpi di pistola calibro 38 un uomo di 73 anni, Baldassare Contrino. La Corte ha riconosciuto l’aggravante della premeditazione, e ha concesso uno sconto di pena in ragione dell’attenuante dell’età, delle condizioni di salute e del corretto comportamento processuale. Ebbene, adesso, in secondo grado, la Procura Generale, tramite il sostituto Claudia Bevilacqua, al termine della requisitoria, ha proposto alla Corte d’Assise d’Appello la conferma della condanna a 22 anni di reclusione inflitta in primo grado.