Home / 2022 / Maggio (Pagina 13)

Nel contesto del protocollo d’in tesa firmato tra la delegazione regionale Anioc (Associazione Nazionale Insigniti onorificenze cavalleresche) e il Comitato regionale della Figc, domani 26 maggio 2022 alle ore 11 allo stadio comunale di Trapani, in occasione delle finali regionali Under 15 ed Under17 il delegato regionale Anioc comm. Gaetano Marongiu distribuirà ai giovani calciatori partecipanti alle due gare una copia della Costituzione italiana. “Si tratta di un’iniziativa cui annettiamo molta importanza – ha spiegato quest’ultimo – perché partiamo dall’evento sportivo per diffondere la conoscenza, e con essa i suoi valori, della nostra carta costituzionale. Ciò con il proposito di contribuire alla crescita civile delle giovani generazioni per giungere alla formazione di individui che rispettino il principio della “mens sana in corpore sano”.

Ad Agrigento, domani, giovedì 26 maggio, al piazzale Kaos, nei pressi della casa natale di Pirandello, dalle ore 9:30 in poi si svolgerà la manifestazione: “Verso il Mediterraneo… Frontiera di Pace”, in occasione della “Giornata dell’Europa”, promossa dall’associazione culturale “Il Cerchio”, diretta da Bernardo Barone, e dal Liceo Leonardo in collaborazione con il prefetto, Maria Rita Cocciufa. Alle ore 10 è in scaletta l’Alzabandiera della Pace e a seguire “Letture, Miti, Canti …” a cura degli studenti del Liceo Leonardo. Previsti anche gli interventi delle Autorità civili, militari e religiose. Sarà inoltre inaugurato un “viaggio sentimentale” dedicato al compianto presidente del Parlamento europeo, David Sassoli.

“Siamo soddisfatti che il nostro appello sia stato accolto dall’Assemblea regionale siciliana e che, nella Legge di stabilità regionale, sia stato inserito un emendamento a favore dei numerosi precari sanitari, amministrativi e tecnici, che hanno operato durante il periodo di emergenza Covid-19 e che stanno continuando a lavorare in proroga (con scadenze differenti) all’interno di Aziende sanitarie ed ospedaliere.” A salutare con piacere l’approvazione della norma, che consentirà ai quasi 3 mila lavoratori del comparto amministrativo e tecnico l’accesso a delle procedure finalizzate all’assunzione a tempo indeterminato (regolamentato da requisiti specifici e, soprattutto, in deroga alle capienze e in cui vi sia spazio per tutti), è la federazione regionale Ugl Salute Sicilia. Si andrebbe ad evitare così una doppia velocità di immissione in ruolo tra il personale sanitario che, come prevede la Legge nazionale, già può essere stabilizzato in automatico ed il resto delle categorie che invece dovranno passare da procedure selettive nelle quali non vi fisse  previsto uno spazio per tutti. “Diamo atto all’intero Parlamento regionale che ha votato a favore l’emendamento proposto e per l’attenzione che ha rivolto a questi dipendenti (molti dei quali si sono di recente costituiti ufficialmente in Comitato, per rivendicare i legittimi diritti della categoria) – dichiarano il segretario regionale Carmelo Urzi e l’aggiunto Raffaele Lanteri. Rimane solo un piccolo ulteriore passo da fare, ovvero quello di prevedere nei bandi di concorso che la formula dei 18 mesi, svolti in ambito strettamente sanitario, sia requisito per partecipare alla selezione. In alternativa, si può stabilire una forma di riconoscimento uguale per tutti in termini di punteggio aggiuntivo da andarsi a sommare alla soglia minima prevista dei 18 mesi di servizio. Ribadiamo pertanto l’impellenza di avere una cabina di regia a livello nazionale per garantire parametri uniformi per tutti. Rinnoviamo, infine, l’appello alle Aziende sanitarie ed ospedaliere affinchè, nell’impostazione delle proroghe e dei bandi, si tenga conto delle Circolari dell’Assessorato regionale della Salute del 22 e del 31 marzo 2022, per avere gli stessi criteri di prosecuzione del servizio e di concorso uguali in tutto il territorio isolano – concludono i due esponenti di Ugl Salute Sicilia.”

Ad Agrigento, mercoledì prossimo, primo giugno, nei locali della Biblioteca Lucchesiana, in via Duomo 94, alle ore 17, sarà presentato il nuovo libro dell’attore agrigentino Gianfranco Jannuzzo, intitolato “Gente mia”, ed edito da Medinova. A porgere i saluti sarà don Angelo Chillura, direttore della Biblioteca Lucchesiana. Oltre Jannuzzo interverranno l’editore Antonio Liotta, il giornalista Giovanni Pepi, e il curatore e prefatore, Angelo Pitrone. Gianfranco Jannuzzo ripercorre la sua carriera artistica e celebra la sua Sicilia attraverso una raccolta di sue fotografie. Jannuzzo è infatti un grande appassionato di fotografia e ritrae la sua terra fin da quando era ragazzo. L’attore spiega: “Racconto in 100 foto la mia Agrigento, la gente che vive nei cortili, ultimo baluardo tra la dimensione privata e quella pubblica. Entrare in un cortile significa farne parte, significa essere ‘gente mia’. Il libro era partito quasi per gioco: volevo visitare i luoghi dei miei genitori, la vecchia Girgenti, il centro storico, il quartiere di Santa Maria dei Greci, e ho trovato una umanità fatta di accoglienza e ospitalità. Imparando da Pirandello, il particolare può diventare universale. Quello che ritieni solo tuo, invece è di tutti. La foto racconta di noi, il nostro rapporto col tempo”.

326 i nuovi positivi al Covid-19 e due nuove vittime, rispettivamente a grotte e montallegro,  sono stati registrati dall’Asp di Agrigento per la giornata di ieri 24 maggio. I dati sono stati diffusi con il consueto bollettino dell’Azienda sanitaria provinciale.

Si contano due nuovi ricoveri. Sono 13 gli agrigentini ricoverati. Di questi, 9 si trovano al “San Giovanni di Dio”, 4 al “Fratelli Parlapiano” di Ribera e tre  ricoverati al nosocomio di Ribera in terapia intensiva. I tamponi processati sono stati 842,  i guariti sono stati 2.715 e il numero dei decessi sale a 552.

Ed ecco la situazione Comune per Comune: Agrigento 395; Alessandria della Rocca 20; Aragona 39; Bivona 47; Burgio 22; Calamonaci 3; Caltabellotta 11; Camastra 17; Cammarata 24; Campobello di Licata 73; Canicattì 156; Casteltermini 48; Castrofilippo 3; Cattolica Eraclea 8; Cianciana 14; Comitini 17; Favara 230; Grotte 23; Joppolo Giancaxio 5; Licata 190; Lucca Sicula 11; Menfi 71; Montallegro 14; Montevago 22; Naro 29; Palma di Montechiaro 33; Porto Empedocle 102; Racalmuto 14; Raffadali 93;  Ravanusa 30; Realmonte 44; Ribera 91; Sambuca di Sicilia 43; San Biagio Platani 35; San Giovanni Gemini 36; Sant’Angelo Muxaro 6; Santa Elisabetta 11; Santa Margherita Belice 27; Santo Stefano Quisquina 29; Sciacca 298; Siculiana 31; Villafranca Sicula 10; Nave accoglienza migranti 0.

Stamane il sindaco di Canicattì era stato convocato dalla commissione di monitoraggio e verifica delle legge, per l’audizione in materia di attuazione dell’articolo 20 del Decreto Legislativo 25 maggio 2017, n. 75 in materia di stabilizzazione del personale, con particolare riferimento al personale dipendente  assunto dal Comune di Canicattì, capofila del Distretto Socio Sanitario D3, a valere sulla programmazione del PAL Quota Servizi Fondo Povertà 2020, nonché in materia di proroga del personale medesimo.
Sono le parole dell’onorevole di “Prima l’Italia”e Presidente della Commissione speciale di verifica e monitoraggio delle leggi Carmelo Pullara.

Anche questa volta Corbo –  spiega Pullara – non si è presentato nè ha mandato un sostituto nè una giustificazione. Trattavasi di problematiche afferenti  la programmazione del PAL Quota Servizi Fondo Povertà 2020 che riguarda soprattutto le fasce più deboli.

L’assenza ingiustificata del sindaco di oggi, segue quella di qualche settimana addietro sui temi delle criticità dell’ospedale di Canicattì.

Il sindaco dimostra, che non solo non conosce i comportamenti istituzionali da tenere in questi casi, ma anche, e soprattutto, il  non volere discutere alla luce del sole e fuori dalle quattro mura comunali  problematiche importanti come la sanità e le fasce più deboli che riguardano la comunità canicattinese.

Sono certo, – conclude Pullara – che  seguirà, a questo comunicato, una nuova risposta piccata del sindaco. Ma mi chiedo: lo capisce Corbo che non sta rappresentando casa sua ma che rappresenta una comunità e, che in quanto tale, deve mantenere i comportamenti dovuti? Le appartenenze politiche ci stanno ma la principale appartenenza dovrebbe essere quella degli interessi alla propria comunità.

La onlus Run4Hope Italia ha organizzato una staffetta di solidarietà a sostegno dell’AIL, l’associazione italiana per la ricerca contro le leucemie. Si tratta di una staffetta che attraversa tutta l’Italia. Il tour, in corso in Sicilia, si conclude domenica prossima a Messina. L’associazione sportiva Valle dei Templi, presieduta da Mario Palumbo, ha accolto il testimone lunedì 23 maggio ad Agrigento, da dove è ripartito martedì 24 maggio per Palma di Montechiaro, e poi Licata. Nella Valle dei Templi ha percorso una parte del tracciato anche l’assessore comunale Costantino Ciulla. L’associazione sportiva Valle dei Templi è grata al direttore del Parco dei Templi, Roberto Sciarratta, per avere consentito l’accesso nella Valle .

Al via il primo incontro del Dibattito Pubblico, presso la Sala Giove dell’hotel Dioscuri, sulla realizzazione della Tangenziale di Agrigento, un appuntamento per presentare e discutere le ragioni dell’opera e le principali alternative progettuali studiate.
L’intervento, fa parte del più ampio Itinerario “Gela – Agrigento – Castelvetrano”.
In questo quadro, il Dibattito Pubblico ha l’obiettivo di rendere trasparente, tramite la figura del coordinatore, il confronto con i territori, consentendo ad Anas di integrare, nella progettazione dell’opera, le osservazioni e le proposte che provengono dalle comunità interessate dalla realizzazione della nuova opera, che riveste un alto valore sociale.
Trasmesso anche in diretta streaming sul profilo Facebook del Dibattito Pubblico sulla Tangenziale di Agrigento, ha visto un’ottima partecipazione tra cittadini, rappresentanti di categoria e istituzioni.
Alla conferenza, moderata dal giornalista Dario Broccio, hanno portato i saluti istituzionali: Maria Rita Cocciufa, Prefetto di Agrigento, Giancarlo Cancelleri, Sottosegretario di Stato per le infrastrutture e la mobilità sostenibili, Ettore Riccardo Foti, Capo di Gabinetto – Assessorato Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità, Regione Sicilia, Francesco Picarella, assessore allo Sviluppo economico del Comune di Agrigento, Raffaele Celia, responsabile Anas struttura territoriale Sicilia; Caterina Cittadino, Presidente Commissione Nazionale per il Dibattito Pubblico del Ministero delle Infrastrutture e mobilità sostenibili, Monica Pasca, Ingegnere civile e ambientale, membro Commissione Tecnica VIA-VAS, Ministero della Transizione Ecologica.
Dopo i saluti istituzionali ha preso la parola Gildo La Barbera di Strategic Team of Planning, coordinatore del Dibattito Pubblico, che ha illustrato le caratteristiche e le fasi del processo di partecipazione, nonché le diverse possibilità d’intervento a disposizione dei cittadini e delle istituzioni locali.
Fernanda Faillace, supporto procedure DEC Dibattito Pubblico di Anas, ha spiegato nel dettaglio le ragioni dell’opera e l’iter progettuale.
Riccardo Formichi, amministratore delegato Pro Iter Group del gruppo di progettazione, si è soffermato sulle soluzioni e sui vantaggi in termini socio-economici e infrastrutturali che la Tangenziale di Agrigento si propone di apportare al territorio e ha inoltre presentato le tre alternative, le tempistiche previste e i costi.

Il dibattito pubblico previsto dalla normativa in vigore – ha affermato Raffaele Celia, responsabile Struttura Territoriale Anas Sicilia – è uno strumento a disposizione del territorio, delle amministrazioni locali, degli stakeholders e dei cittadini. È un momento di confronto e partecipazione, propedeutico alla progettazione dell’opera”.
Dopo gli interventi esplicativi, Audrey Vitale, referente di Strategic Team of Planning dell’Area Comunicazione del Dibattito Pubblico, si è soffermata sugli strumenti di comunicazione e interazione del progetto. L’innesco di questo percorso di coinvolgimento degli stakeholder è dato dalla pubblicazione di un sito web dedicato, all’indirizzo www.dibattitopubblicotangenzialeagrigento.it sarà possibile conoscere da vicino il progetto nelle sue diverse proposte e seguire gli avanzamenti del Dibattito Pubblico, che avrà negli incontri con i territori da remoto e in presenza i momenti di maggiore valenza sociale.

Sono centinaia i lavoratori regionali che stanno partecipando ai sit-in organizzati a Palermo e Catania dai sindacati Cobas-Codir, Sadirs e Siad-Csa-Cisal davanti alle sedi della Presidenza della Regione di Palazzo d’Orleans a Palermo e di via Beato Bernardo a Catania, arrivando a mille nel capoluogo isolano.
“I lavoratori oggi sono in piazza contro il mancato utilizzo dei fondi già stanziati e che i sindacati autonomi rivendicano siano utilizzati per la riclassificazione e riqualificazione di tutto il personale della Regione Siciliana, delle partecipate e degli enti collegati – dicono Dario Matranga e Marcello Minio (Cobas-Codir), Fulvio Pantano (Sadirs) e Angelo Lo Curto (Siad-Csa-Cisal) – I dipendenti sono stanchi di non veder riconosciuto dal Governo regionale il ruolo svolto. Dopo avere rifiutato la proposta di rinnovo del contratto avanzata dall’Esecutivo perché non teneva in considerazione la possibilità di un nuovo modello organizzativo che comprenda la riclassificazione e riqualificazione del personale, abbiamo voluto dare voce alla protesta”.
“È indispensabile rendere efficiente la macchina amministrativa a vantaggio di tutti i siciliani – continuano Cobas-Codir, Sadirs e Siad-Csa-Cisal – I fondi ci sono e sono già stanziati, la politica deve svegliarsi affinché tutte le somme in bilancio siano utilizzate per il nuovo ordinamento professionale; solo così il rinnovo potrà essere firmato entro giugno. Le nostre organizzazioni sindacali rappresentano oltre il 60% dei lavoratori e non accetteremo compromessi al ribasso”.

Operazione “Intero mandamento”. Arrestati i vertici delle famiglie mafiose del mandamento della Noce-Cruillas. La polizia di Stato, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, ha arrestato 9 persone (8 in carcere e una agli arresti domiciliari), per associazione di tipo mafioso ed estorsione con l’aggravante del metodo mafioso: si tratta di Carmelo Giancarlo Seidita, 47 anni, Giacomo Abbate, 33 anni; Salvatore Cinquemani, 42 anni; Angelo Di Stefano, 42 anni; Guglielmo Ficarra, 63 anni; Daniele Formisano, 48 anni; Giovanni Giordano, 49 anni; Vincenzo Landolina, 33 anni. Agli arresti domiciliari: Francesco Scaglione, 74 anni.

Le indagini iniziate nel 2020 e condotte dalla Squadra mobile di Palermo e dal Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine, ha consentito di ricostruire l’organigramma dei clan del mandamento che comprende le famiglie mafiose della Noce, Cruillas/Malaspina ed Altarello. Si tratta, per 5 di loro, di condannati a vario titolo per l’appartenenza a Cosa nostra. Documentata l’ascesa al vertice del mandamento Noce/Cruillas di colui, Carmelo Giancarlo Seidita, che sarebbe ritenuto l’attuale capo, dopo un lungo periodo di detenzione in carcere. La sua ascesa ai vertici di Cosa nostra sarebbe gia’ stata favorita, negli anni passati, dai fratelli Lo Piccolo, alla presenza dei quali, peraltro, sarebbe stato ‘combinato’, e posto a capo del gruppo mafioso.

Il boss avrebbe riorganizzato e imposto nuove regole nel mandamento, attraverso riunioni che sarebbero state registrate dalla polizia giudiziaria, rese riservate dai partecipanti, secondo un collaudato ‘protocollo di riservatezza’, consistente nell’avviarsi, senza telefonino, in lunghe passeggiate in strada con i vertici delle altre famiglie mafiose. La riorganizzazione avrebbe comportato l’ascesa di uomini di sua totale fiducia e il contestuale ridimensionamento di quelli ritenuti nel mirino delle forze dell’ordine. Individuato anche il ‘cassiere’ della famiglia (‘u vacilieddu’). Le estorsioni erano a tappeto, con l’imposizione del pizzo a tutti gli esercizi commerciali, strategia questa criticata da alcuni affiliati poiche’ sarebbero state coinvolte attivita’ di poco conto, creando malcontento. Nel corso di una riunione del vertice mafioso, sarebbe stato rimproverato al capo famiglia della Noce, questa strategia che puntava a riportare sotto il totale controllo della famiglia mafiosa delle attivita’ economiche. Rilanciata la necessita’ del rispetto delle regole di Cosa nostra e spasmodica sarebbe risultata, inoltre, la ricerca di nuovi affiliati rispettosi delle regole di comportamento imposte, compresa quella secondo la quale non sarebbe consentita l’affiliazione di soggetti imparentati con appartenenti alle forze dell’ordine, eccezione che sarrebbe stata fatta per il capo famiglia della Noce il quale tuttavia si sarebbe lamentato di non essere riuscito a ricoprire una gerarchia criminale piu’ alta proprio a causa di questa “macchia”, motivo che, tra l’altro, l’aveva spinto a troncare ogni rapporto con la sua famiglia, genitori compresi.