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La Cassazione ha accolto un ricorso di Giuseppe Barranca, condannato a più ergastoli, in carcere da oltre 25 anni, detenuto nel carcere di Opera a Milano, anche per gli attentati di Capaci, di via dei Georgofili a Firenze, di via Fauro a Roma, e via Palestro a Milano. Lui, Barranca, come sancito dalla Suprema Corte, ha diritto al permesso premio se ha ottenuto la revoca del 41 bis e ha reciso i suoi collegamenti con la mafia. L’istanza volta a ottenere il beneficio è stata rigettata dal Tribunale di Sorveglianza, nonostante la revoca del 41 bis e il corretto comportamento mantenuto in carcere. Secondo quanto sottolinea la Cassazione nella relativa sentenza, la numero 19536, “è solo la proiezione attuale a recidere i collegamenti criminali e mafiosi e a non riattivarli nel futuro, in una prospettiva dinamica di rieducazione e recupero del detenuto, monitorata attraverso un esame a tutto campo della sua vita”. Il Tribunale di Sorveglianza invece ha ritenuto del tutto volontario il “silenzio non collaborante” di Barranca. E dunque, a causa della sua mancata dissociazione, ma anche dell’assenza di azioni riparatorie in favore delle vittime, è difficile ipotizzare l’interruzione del suo legame di appartenenza alla mafia”.

Sono in corsa i sei candidati a sindaco a Palermo alle elezioni Amministrative del 12 giugno. L’identikit di Lagalla, Miceli, Ferrandelli, Donato, Barbera e Lomonte.

Il dado è tratto. I sei candidati alla successione di Leoluca Orlando a capo di Palazzo delle Aquile a Palermo sono in corsa, verso il voto di domenica 12 giugno, inseguendo il traguardo della vittoria. Sono Roberto Lagalla per il centrodestra, Franco Miceli per il centrosinistra, Fabrizio Ferrandelli per Più Europa e Azione, l’eurodeputata Francesca Donato in contrapposizione a centrodestra e centrosinistra, la civica Rita Barbera e l’autonomista Ciro Lomonte.
Roberto Lagalla, 67 anni, è specialista in radiologia diagnostica e radioterapia oncologica all’Università di Palermo. E’ stato assessore alla Sanità nel governo di Totò Cuffaro, ex Rettore all’Università di Palermo e assessore all’Istruzione e Formazione nel governo Musumeci. E’ appoggiato da nove liste: Forza Italia, Lega-Prima l’Italia, Udc, Fratelli d’Italia, Noi con l’Italia, Democrazia Cristiana Nuova, Alleanza per Palermo (Autonomisti), Lavoriamo per Palermo Lagalla sindaco e Moderati per Lagalla sindaco.
Poi, Franco Miceli, 69 anni, è presidente del Consiglio nazionale degli Architetti. Nel 1990 fu segretario del Partito Comunista a Palermo, fu eletto consigliere comunale col Partito Democratico della Sinistra e fu assessore ai Lavori pubblici alla fine degli anni ‘90 nella giunta di Leoluca Orlando. E’ sostenuto da quattro liste: Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Sinistra ecologista, e Progetto Palermo.
Poi Fabrizio Ferrandelli, 41 anni, laureato in Lettere moderne. Dal 2004 è impiegato all’ufficio coordinamento rete della Banca Sant’Angelo. E’ consigliere comunale di Palermo dal 2007. E’ presidente dell’Assemblea nazionale di Più Europa. Lo sostengono tre liste: Più Europa – Azione, E tu splendi Palermo, e poi Rompi il sistema, una lista composta tutta da candidati sotto i 25 anni di età.
Poi, Francesca Donato, avvocato, 52 anni, eurodeputata indipendente fuoriuscita dalla Lega in opposizione al governo Draghi. Si colloca in un’area trasversale in contrapposizione alle coalizioni di centrodestra e centrosinistra. E’ sostenuta dalla lista Rinascita Palermo.
Poi Rita Barbera, già direttrice delle carceri di Pagliarelli e Ucciardone. E’ appoggiata da un movimento civico che rivendica di non avere alcun legame con la politica dei partiti. E’ forte di due liste: Rita Barbera sindaca e Potere al popolo.
E poi, Ciro Lomonte, architetto di 62 anni, è convinto autonomista, appassionato di storia e arte della Sicilia e di Palermo. Con lui è la lista Ciro Lomonte sindaco.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Sono stati appaltati, dal Genio Civile, i lavori di manutenzione straordinaria della strada di collegamento del centro urbano di Agrigento all’Ospedale San Giovanni di Dio ed alla SP15 (contrada Consolida), che saranno avviati nei prossimi giorni grazie alle risorse stanziate dal Governo Musumeci, su proposta dell’Assessore al ramo Falcone, per un importo complessivo di 1,2 milioni di euro.

Il progetto, redatto dai funzionari del Genio Civile, prevede la scarifica e la ripavimentazione con tappetino bituminoso del suddetto tratto stradale, oggi caratterizzato da una serie di buche pericolose per gli automobilisti e soprattutto per i motociclisti. I lavori saranno rifiniti con una nuova segnaletica orizzontale e con un tratto di gabbionata a protezione della strada.

Dunque un nuovo passo lungo il percorso che ha visto, in questi ultimi due anni, il Genio Civile molto attivo nell’ambito della manutenzione stradale, a supporto dei Comuni e del Libero Consorzio Comunale Agrigentino.

“Siamo lieti di continuare ad offrire  il nostro contributo, afferma il Capo del Genio Civile Rino La Mendola,  affinché  possa essere ridotto quel gap infrastrutturale che ha progressivamente isolato la provincia di Agrigento, tarpando le ali al suo sviluppo socio-economico. Grazie alla professionalità ed all’impegno dei funzionari incaricati ed alle risorse stanziate dal Governo Musumeci, negli ultimi anni stiamo realizzando una serie di lavori di manutenzione della rete stradale provinciale”.

In effetti, nel corso degli ultimi due anni, il Genio Civile ha eseguito, in tempi molto ridotti, i lavori di  restyling delle strade attraversate dal giro di Italia 2020  (via Luca Crescente, via Crispi, da “Bonamorone” a piazza Vittorio Emanuele, il tratto che collega la rotonda sotto il tempio di Ercole con via Emporium di San Leone) e delle strade attraversate dal giro di Sicilia 2022  (via Leonardo Sciascia – Villaggio Mosè Agrigento e le  vie  Monsignor Ficarra, Regina Margherita, Vittorio Emanuele e Carlo Alberto dalla Chiesa del centro urbano di Canicattì).

Inoltre, il Genio Civile ha già avviato i lavori, oggi in fase di completamento, per la manutenzione della  SP12 Naro-Campobello di Licata, della SP32 Ribera-Cianciana, della SP35A Portella di Sciacca-Lucca Sicula, della SP35B Lucca Sicula- Bivio SS380 e della SP88 di collegamento tra la SP36 e la SP47. Contestualmente, è stata appaltata la progettazione esecutiva per l’ammodernamento del tracciato della cosiddetta strada “Mare-Monti”, che presto si arricchirà di un collegamento a servizio dei Comuni di Alessandria della Rocca e di Cianciana.

Oltre a tutto questo, sempre nell’ambito delle infrastrutture, il Genio Civile ha progettato i lavori di restyling del porticciolo di San Leone, oggi in fase di esecuzione con la direzione dei lavori in capo al Dipartimento Infrastrutture della Regione Siciliana.

I lavori appena appaltati, dopo le verifiche di rito, saranno presto avviati dalla ditta aggiudicataria Caruso Appalti di Modica e saranno conclusi entro il prossimo mese di luglio.

I dipendenti dell’Ufficio impegnati nei lavori appaltati sono i funzionari direttivi Salvatore Alessi (RUP), Angelo Cimino (progettista e direttore dei lavori, Gaspare Patti (progettista e direttore operativo), Franco Mirabelli (supporto al RUP), Giovanni Conti e Claudio Nocera (ispettori di cantiere) ed il collaboratore Isidoro Curaba (supporto alla direzione lavori).

Un’imprenditore edile Bartolo Zaia, 68 anni, è morto a Lipari cadendo da una impalcatura in un cantiere in località Zinzolo dove stava ristrutturando un’abitazione.

Dalle prime indagini l’uomo si era recato nella casa della figlia dove erano in corso lavori di restauro di un rudere.
A dare l’allarme è stato un passante. Sul posto si sono recati l’ambulanza del 118 e due pattuglie dei carabinieri.Sulla vicenda che ha turbato la comunità eoliana per la famiglia di Canneto molto nota sull’isola, i carabinieri hanno avviato le prime indagini. La salma è stata trasferita nella sala mortuaria del cimitero. Un altro incidente sul lavoro è avvenuto a Caltanissetta dove sue operai sono rimasti feriti, uno in maniera grave, mentre lavoravano sul tetto di un locale commerciale in via Due Fontane. Quattro operai stavano effettuando lavori di manutenzione quando un traliccio, sul quale erano montati alcuni ripetitori di compagnie telefoniche, è caduto. Uno dei quattro operai è rimasto schiacciato mentre un altro è stato ferito lievemente. Per liberare l’operaio schiacciato è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco arrivati poco dopo. L’uomo, un 47enne di Monreale (Palermo), è stato trasportato col codice rosso da un’ambulanza del 118 all’ospedale Sant’Elia. Al momento è sottoposto ad esami diagnostici. Avrebbe riportato traumi da schiacciamento e una frattura esposta del femore. L’altro operaio è stato trasportato in ospedale col codice giallo, mentre i due colleghi sono rimasti illesi. Adesso i vigili del fuoco sono a lavoro per mettere in sicurezza la zona e definire le cause che hanno determinato il cedimento del traliccio. Le indagini sono affidate ai carabinieri.

Nel pomeriggio di oggi siamo stati presenti alla conferenza di presentazione per inserire la città di Agrigento come Capitale della Cultura nell’anno 2025. Nel corso delle interviste abbiamo ascoltato anche il primo cittadino di Agrigento, Franco Miccichè.

Mentre si parlava di possibilità più o meno pregnanti, ad un certo punto, senza alcuna intenzione da parte del primo cittadino, abbiamo appreso dalla sua bocca che lui nel 2025 non ci sarà in quanto è certissimo che non si ricandiderà più e che questa esperienza è già bastata. Tra l’altro, durante la risposta, il primo cittadino agrigentino si è anche platealmente stracambiato in viso. Segnale, questo, che posto oggi se potesse fare un passo indietro, lo farebbe volentieri.

Sentiamo il passaggio, ribadiamo nato involontariamente, sulla sua ipotetica ricandidatura a primo cittadino alle prossime amministrative.

 

Il Presidente Musumeci, nel corso dell’ intervento al forum The European House –Ambrosetti a Palermo (marzo 2021) disse: “Il tema dell’arretratezza in Sicilia, non è tanto congiunturale quanto strutturale”. Continua Musumeci: “E’ mancata in Italia e in Europa negli ultimi 60 anni una seria politica per il Mezzogiorno”. Ed ancora:  “Quando sono arrivato a Palazzo D’Orleans abbiamo trovato cinque anni di macerie”.  (lo dichiarano fermamente tutti i Governatori, appena insediati). Ed ancora: “Abbiamo seminato tantissimo in questi anni e lo faremo ancora”. “Ma abbiamo ancora il diritto di raccogliere”. Lo dice la legge del contadino: “Chi semina raccoglie”. Mentre Musumeci parlava al forum, SGB manifestava in piazza per denunciare la mancata assistenza ai bambini disabili gravi e gravissimi che frequentano le scuole Statali di Trapani. Prendendo spunto dalla legge del contadino, SGB scrive al Presidente. Nella nota, SGB evidenzia la mancata assistenza ai bambini disabili gravi e gravissimi che frequentano le scuole di Trapani. La nota si chiude con una richiesta di incontro urgente. La segreteria particolare ci fa sapere  che il Presidente è  impegnato in visita istituzionale al Vinitaly, per il test “prova di vasca”  (Quando, cioè, un vino viene assaggiato per capire come sta maturando).  Ad aprile 2022 SGB  riscrive al Presidente e per evitare che la mail vada perduta, (non si sa mai)  la invia anche  al Capo segreteria particolare – al Segretario Particolare – al Capo di Gabinetto – al Capo di Gabinetto Vicario – ai due Istruttori Direttivo – ai due Funzionari Direttivo al Coordinatore segreteria tecnica – ai cinque funzionari della Segreteria Tecnica. Qualcuno di questi “alti funzionari” regionali sussurrerà nelle  orecchie di Musumeci che c’è un vergognoso buco istituzionale da risolvere. La alacre e aggraziata segreteria di Musumeci, ci informa (sic!) che  il Presidente è volato  in Friuli per tenere a battesimo  il  “Il Patto delle due P: passito e prosecco”. Mentre il Presidente della Sicilia brinda alle due “P” a Trapani scendono in piazza, ancora una volta, le mamme dei bambini disabili. Genitori accompagnati da un reboante silenzio delle Istituzioni siciliane, e del suo assessore alla famiglia. Al Presidente Musumeci, vogliamo ricordare un suo aforisma : “Ho un debito di gratitudine verso questa Isola, verso questa terra dove vogliono continuare a vivere i miei figli e i miei nipoti”. Presidente, la gratitudine, deve essere anche un vero e proprio stato di azione. Cominci con i bambini disabili gravi e gravissimi. Anche loro, come i suoi nipoti vogliono continuare a vivere in questa terra, conclude Aldo Mucci del  Direttivo nazionale SGB Scuola.

Il tutto sarebbe nato da una istanza di avocazione che l’ex avvocato Giuseppe Arnone inviata alla Procura Generale di Palermo. Nella missiva Arnone evidenziava dei favoritismi perpetrati da parte degli ex capi della procura agrigentina, Renato Di Natale e Luigi Patronaggio e dei vice Ignazio Fonzo e Salbatore Vella.

Tra le righe scritte ecco cosa spiccava: “I continui ritardi e le omissioni nel promuovere l’azione penale in ordine a pacifici reati di abuso di ufficio e concessioni edilizie illecite hanno inculcato al Comune di Agrigento una sostanziale convinzione di impunità con gravissimi danni per il territorio”.

E’ bastata questa considerazione, ma ce ne sono di altre, per mandare a processo Arnone fissato per il 7 novembre prossimo con l’ipotesi di reato di calunnia e per il quale lo stesso ex avvocato ha rinunciato all’udienza preliminare.

E’ stato il gip di Caltanissetta, Valentina Maria Amelia Balbo che ha disposto il giudizio immediato dopo che la procura di Caltanissetta ha chiesto il suo rinvio a giudizio – con l’accusa di calunnia ai danni dei magistrati di cui sopra.

Secondo i pm Stefano Marino, Simona Russo e Dario Bonanno, Arnone – sapendoli innocenti – avrebbe accusato falsamente i quattro magistrati del reato di abuso di ufficio. La vicenda scaturisce dal contenuto di un’istanza di avocazione – strumento che consente alla parte di estromettere una procura dallo svolgimento delle indagini quando si verificano ritardi e omissioni -, datata febbraio 2020,  nella quale Arnone sosteneva che i pm agrigentini avessero volutamente protetto una donna non indagandola per degli abusi edilizi.

Ma ci sarebbe anche di più: Arnone descriveva “una situazione di illegalità all’interno della procura agrigentina”; secondo i pm nisseni questi argomenti erano falsi e avevano lo scopo di mandare a processo i 4 magistrati.

 

2.352 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 17.783 tamponi processati in Sicilia. Ieri i nuovi positivi erano 2.204. Il tasso di positività sale all’13,2%. La Sicilia è oggi, al sesto posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 90.341 con una diminuzione di 2.526 casi. I guariti sono 5.290 mentre le vittime sono 9 portano il totale dei decessi a 10.833. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 646, in terapia intensiva sono 30.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 641 casi, Catania 518, Messina 379, Siracusa 350, Trapani 182, Ragusa 192, Caltanissetta 169, Agrigento 270, Enna 72.

“Inqualificabile e senza pudore, a limite della presa in giro dei siciliani, la difesa d’ufficio del cerchio magico del Presidente Musumeci sul posizionamento al terzultimo posto per gradimento tra i Presidenti di Regioni che ricordo a me stesso sono 20.

D’altronde è lo stesso atteggiamento con il quale Musumeci vorrebbe arrivare alla ricandidatura che per inciso non era preventivata. Come è lo stesso, tenuto durante questa legislatura cioè quello dell’imposizione, e non del confronto, contrario ai principi democratici e del vivere in una comunità”.

Sono le parole dell’onorevole di “Prima l’Italia” e Presidente della commissione speciale di monitoraggio e verifica delle leggi Carmelo Pullara.

“E non valgono – continua Pullara – i 10, 100 e 1000 sondaggi per così dire fatti in casa per contrastarne uno che ha un valore nazionale con alta attendibilità e scevra da condizionamenti.

Ci sorprende non poco come il movimento creato dal presidente Musumeci, quale riferimento per il territorio continui a chiedere che sia Roma a decidere sui siciliani. Salvini, a differenza della Meloni, sta dimostrando di tenere in considerazione i siciliani rispettandoli. Le perplessità sollevate d’altronde sono fotografate dal  giudizio dei siciliani evidenziate dal sondaggio SWG.

La scelta del prossimo presidente della regione – conclude Pullara – deve essere una scelta condivisa, fatta in Sicilia da siciliani e per i siciliani, non calata da Roma contro la volontà dei siciliani”.