Home / 2022 / Gennaio (Pagina 54)

È stato approvato dalla Giunta Comunale il Piano degli Spostamenti Casa-Lavoro (PSCL) per i dipendenti del Comune di Agrigento. Un appuntamento da non mancare, in ogni caso, poiché sul Piano pende un obbligo di legge vero e proprio. «Si tratta – spiegano il sindaco Franco Micciché e l’assessore Gerlando Principato – di uno strumento finalizzato alla riduzione dell’uso del mezzo di trasporto privato individuale e ad una migliore organizzazione degli orari per limitare la congestione del traffico». Quello approvato dalla Giunta è il primo Piano degli Spostamenti Casa-Lavoro del comune di Agrigento, presentato all’Amministrazione dal Mobility Manager Aziendale del Comune, l’arch. Ivano Agostara, che ha elaborato il documento, dopo aver effettuato una campagna di indagine propedeutica alla redazione del Piano, alla totalità dei dipendenti (441) in servizio nelle 10 sedi di Agrigento (Palazzo di Città e Teatro; Ufficio Tecnico Comunale e Anagrafe; Biblioteca “La Rocca”, Museo civico – ex Collegio Filippini e Museo Civico di Santo Spirito, Uffici  Comunali di Fontanelle, Giardina Gallotta, Villaseta e Cimiteri cittadini).

La redazione del piano è suddivisa in 2 momenti fondamentali. Il primo consiste nell’analisi dello stato di fatto ovvero nella valutazione del quadro di riferimento iniziale (fattori esterni, contesto, analisi degli spostamenti casa-lavoro), il secondo nella definizione delle misure da adottare (ambiti d’interventi, misure teoriche).

Su una popolazione di 2000 cittadini, a Castrofilippo, piccolo Comune del Libero Consorzio di Agrigento, sono circa 200 i contagiati dal Covid. Una situazione drammatica che ha messo in ginocchio la comunità, costretta a interrompere la gran parte delle ordinarie attività quotidiane. La conseguenza è stata anche un crescente e sempre più grave disagio economico. Da qui l’iniziativa “Aggiungi un pasto a tavola”, realizzata di concerto tra la Rete Civica della Salute e la Caritas diocesana di Agrigento per venire incontro in questi giorni alle famiglie che vivono in condizioni particolarmente difficili. Con una somma messa a disposizione dalla Caritas sono stati acquistati generi alimentari fondamentali, compresa l’acqua, per 84 nuclei familiari. I pacchi sono già stati raccolti nel salone parrocchiale di Castrofilippo. Con un messaggio congiunto di auguri di pronta guarigione e il sollecito al rispetto delle regole anti-contagio da parte del direttore della Caritas diocesana Valerio Landri, dell’arciprete di Castrofilippo don Gianluca Arcuri e del coordinatore provinciale della Rete Civica della Salute Antonino Lo Brutto, la spesa solidale è già in distribuzione in questi giorni.

È  Nuccio Di Paola il nuovo capogruppo del M5S all’Ars. Secondo la consueta turnazione interna al gruppo, è scattato con l’inizio del nuovo anno l’avvicendamento alla guida della pattuglia dei deputati 5stelle a Palazzo dei Normanni. Da ora in poi a coordinare i parlamentari M5S sarà  il deputato gelese, eletto all’unanimità, con la collaborazione di Jose Marano, eletta vicecapogruppo. Di Paola subentra a Giovanni Di Caro.
39 anni, insegnante, ingegnere informatico, sposato, un figlio, il nuovo capogruppo è stato eletto nel collegio di Caltanissetta. È al suo primo mandato. Dal 2 luglio del 2020 è componente della commissione Bilancio e dal 24 febbraio dello scorso anno della commissione speciale per il monitoraggio dell’attuazione delle leggi. In precedenza ha fatto parte della commissione Cultura, Lavoro e Formazione e della commissione Ambiente.
“Ringrazio il collega Giovanni Di Caro– afferma Di Paola – per il suo preziosissimo lavoro in un anno difficilissimo per la Sicilia e per la nazione intera. Spero di essere alla sua altezza e soprattutto delle aspettative dei tantissimi siciliani che ci hanno dato mandato di fare opposizione costruttiva a questo governo che alla prova dei fatti è stato nettamente più deludente anche delle più pessimistiche previsioni e non è riuscito a fare le importanti riforme strombazzate in campagna elettorale e attese dalla Sicilia. A me tocca l’arduo e stimolante compito di portare il gruppo fino alle prossime elezioni che, lo spero per me, ma soprattutto per i siciliani, vedranno un sostanziale avvicendamento a Palazzo d’Orleans. Fino ad allora continueremo ad essere propositivi come sempre abbiamo fatto, votando sempre i provvedimenti nel merito e proponendo sempre azioni volte unicamente a fare il bene dei siciliani”.
“Ringrazio – dice Di Caro, passando il testimone al collega – tutti e 14 i colleghi che mi hanno dato l’onore e l’onere di guidare il gruppo più numeroso a Sala d’Ercole, un gruppo stupendo e sempre pronto a sacrificare ogni attimo del proprio tempo per onorare al meglio l’impegno assunto coi i siciliani al momento dell’insediamento e ancor prima in campagna elettorale. Pur dallo scomodo versante dell’opposizione, anche nell’anno appena archiviato abbiamo prodotto importanti norme e continuato, sempre in solitudine, nella restituzione di parte dei nostri stipendi, cosa che ci ha permesso di realizzare piccole ma importanti opere per i siciliani, ricordo, solo per fare qualche esempio, i murales di Trapani, le somme destinate ad incentivare i cammini di Sicilia, le borse di studio per gli atleti disabili e le somme destinate alle Asp e alla Protezione civile per la lotta al Covid. So di lasciare il gruppo in ottime mani, e sono certo che Nuccio saprà percorrere splendidamente e con competenza l’ultimo miglio che ci condurrà al rinnovo dell’Ars e all’elezione del nuovo presidente della Regione”.

Le elezioni Amministrative a Palermo nella prossima primavera: l’unico candidato ufficiale, al momento con nessun schieramento, è Davide Faraone, capogruppo di Italia Viva al Senato e coordinatore regionale. Poi nel centrodestra sono 12 i papabili: Carolina Varchi e Giuseppe Milazzo per Fratelli d’Italia, poi Francesco Greco, Francesco Cascio e Giulio Tantillo per Forza Italia, Francesco Scoma, Marianna Caronia e Alberto Samonà per la Lega, Alessandro Aricò per Diventerà Bellissima, Roberto Lagalla per l’Udc, Totò Lentini per gli Autonomisti e Saverio Romano per i Popolari. Nel centrosinistra i possibili candidati sono 7: Carmelo Miceli del Partito Democratico, Fabio Giambrone (delfino di Leoluca Orlando), Giampiero Trizzino del Movimento 5 Stelle, Giusto Catania per la Sinistra e le esponenti di movimenti e associazioni impegnate nel sociale: Mariangela Di Gangi (Laboratorio Zen), l’ex direttrice del carcere Ucciardone Rita Barbera (auto-candidata), e Antonella Di Bartolo (preside dell’Istituto Pertini nel quartiere Sperone).

Il Movimento 5 Stelle assume distanza dalla dichiarazione dell’euro-deputato Dino Giarrusso della propria candidatura a presidente della Regione Siciliana. E replica: “In merito alle dichiarazioni dell’euro-parlamentare Dino Giarrusso, che si è dichiarato disponibile a candidarsi alla presidenza della Regione Siciliana durante la trasmissione L’Aria che tira, su La 7, si chiarisce che si tratta di un’iniziativa assolutamente personale non concordata con i vertici del Movimento. Non sono ancora decise le modalità delle candidature e qualsiasi anticipazione in questo senso risulta fuori luogo”.

L’euro-parlamentare del Movimento 5 Stelle, Dino Giarrusso. E afferma: “La crisi irreversibile del governo Musumeci e il suo fallimento sono sotto gli occhi di tutti. Nei giorni scorsi ho ricevuto non centinaia ma migliaia di richieste, da parte di cittadini siciliani di ogni credo politico, di candidarmi alla presidenza della Regione per dare alla Sicilia un’autentica chance di cambiamento. Auspico naturalmente che ci siano primarie quanto più larghe possibili, auspico che si coinvolgano dapprima gli iscritti del Movimento per scegliere il nostro candidato, e poi tutti gli elettori di uno schieramento avverso alle destre per avere un candidato di coalizione condiviso ed una squadra di alto livello che possa davvero vincere e cambiare la politica isolana”.

Marzia Sabella, 56 anni, originaria di Bivona, in provincia di Agrigento, è il nuovo vicario reggente della Procura di Palermo. E’ subentrata al procuratore aggiunto Salvatore De Luca, che si insedierà a Caltanissetta come procuratore capo. La nomina di Marzia Sabella segue la nomina da parte del Csm di Francesco Lo Voi a procuratore di Roma. Lo Voi si insedierà entro gennaio. Marzia Sabella è sorella di un altro magistrato impegnato sul fronte della lotta alla mafia, Alfonso Sabella, protagonista della cattura di Giovanni Brusca ad Agrigento, e che dal 2017 è procuratore aggiunto della Repubblica presso il tribunale di Palermo.

“Non servono interventi spot solo per il 2021 ma norme strutturali e risorse anche per il 2022 e il 2023”. I sindaci siciliani ancora sul piede di guerra. Prossime trasferte a Roma.

Dopo il fermento in Sicilia, le burrascose trasferte a Roma a protestare innanzi a Palazzo Chigi, e poi le guerreggianti minacce di dimissioni in massa da parte di almeno 250 sindaci siciliani, è stato approvato, nell’ambito del Collegato fiscale, l’emendamento “salva Comuni di Sicilia”, allorchè dirotta 150 milioni di euro verso i Municipi dell’Isola al fine di consentire l’approvazione dei bilanci 2021. Tuttavia ciò non è sufficiente. In prospettiva i sindaci siciliani ritengono il provvedimento una soluzione tampone, precaria, che non risolve a fondo le gravi difficoltà finanziarie che attanagliano i Comuni. E si paventano, pertanto, altre trasferte a Roma.

Il presidente dell’Anci, l’Associazione dei Comuni di Sicilia, il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, spiega: “Malgrado la recente approvazione dell’articolo 16 del Decreto Legge Fiscale, che ha riconosciuto a circa 200 Comuni siciliani in dissesto o pre-dissesto una prima tranche di risorse che riguardano esclusivamente il 2021, ci attende un nuovo anno in cui continueremo a combattere contro una normativa inadeguata a cogliere la particolarità della Sicilia e a colmare il grande divario con il resto d’Italia, sia in materia fiscale e finanziaria, che in materia di personale”.

E poi Orlando, in termini concreti e propositivi, aggiunge: “E’ necessario un intervento normativo di carattere strutturale, che metta in sicurezza i bilanci dei Comuni siciliani anche nei prossimi anni e che assicuri a tutti le stesse opportunità e gli stessi strumenti finanziari e normativi che hanno gli Enti locali nel resto del Paese”. E poi, in previsione, Orlando annuncia: “Solleciteremo nei primissimi giorni del 2022 un incontro con il Governo nazionale e con il Governo regionale per chiedere che si passi da interventi spot a misure stabili di perequazione finanziaria, e per affrontare in maniera organica i temi e le specificità che riguardano i 391 Comuni dell’isola. Al momento l’intervento del Governo nazionale riguarda il solo 2021 e quindi permane l’esigenza di una ulteriore norma che destini uguali risorse anche per il 2022 e per il 2023. Nel testo del disegno di legge di bilancio, infatti, allo stato attuale è prevista all’articolo 173 una norma che per il 2022 e per il 2023 dispone risorse per i soli Comuni in piano di riequilibrio. Resterebbero quindi esclusi la maggior parte dei Comuni siciliani che sono comunque in crisi finanziaria e registrano un disavanzo nei bilanci consuntivi”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

“Parlare di scuola ai tempi del covid è diventato problematico. Se poi si ci mettono le Regioni con la proposta di allentare le norme sulla quarantena in classe per garantire il più possibile la scuola in presenza, rinunciando al tracciamento ed evitando il tampone per tutti i compagni di classe nel caso si accerti un positivo, facendo invece scattare la didattica a distanza solo per i non vaccinati; mandare a casa gli studenti non vaccinati, diventa allucinante, farneticante. Lasciare a casa tre milioni e mezzo di bambini a gennaio non è la soluzione. Non possiamo permetterci di relegare in DAD milioni di studenti. La risposta non può essere sacrificare il diritto all’istruzione di milioni di studenti. La scuola è il luogo dove si insegna l’inclusione: lasciare alcuni studenti in presenza e altri in DAD perché non vaccinati sarebbe davvero grave. Non basta modificare un protocollo per affermare che nel mondo della scuola tutto va bene. Di questo anno di pandemia l’unica cosa che gli studenti ricorderanno non è tanto quello che imparano, ma è la figura dell’insegnante che ha teso una mano verso di loro, spiegandogli il difficile momento che stiamo attraversando, accarezzandoli, incoraggiandoli. Questa capacità relazionale e sociale è il cuore dell’apprendimento. Nella scuola è sempre più importante porre al centro lo studente. La finalità della didattica, deve essere la formazione della persona in tutti i suoi aspetti. La pandemia ha scosso tutto il sistema scuola, mettendo alla prova i docenti, i dirigenti ,gli ATA, i cui legami hanno rischiato di frantumarsi. Non possiamo rischiare di tornare agli anni   del Re di Napoli Gioacchino Murat, il  quale decretò  l’obbligatorietà della scuola primaria italiana ,fallita poi  miseramente. Non possiamo tornare agli anni sessanta quando la RAI tramite la trasmissione “ non è mai troppo tardi” cercò di alfabetizzare almeno una parte del milione di italiani analfabeti. Oggi la scuola è una istituzione importante ed è cresciuta tanto. Come disse la sottosegretaria all’Istruzione Barbara Floridia, durante la presentazione del progetto RiGenerazione Scuola: “Se riusciremo a educare i giovani a un nuovo modo di abitare il mondo, riusciremo a cambiare il Paese”. Ed ancora:  La scuola è il luogo giusto per farlo, è l’infrastruttura culturale per eccellenza del Paese, è l’autostrada del pensiero. Non facciamogli fare un balzo indietro, guardando tutto attraverso un PC”.

Lo dichiara Aldo Mucci, del Sindacato Generale di Base.

Non possiamo esimerci dal raccontare un fatto accaduto stamattina assolutamente sgradevole e che, purtroppo, ancora una volta conferma l’assoluta insensibilità (eufemismo) da parte dell’essere umano nei confrnti di quello animale (e qui bisognerebbe comprendere chi è quello più onesto, leale, fedele e amoroso…).

Nella mattinata odierna, 3 gennaio 2022, Santa Genoveffa Vergine, qualcuno (sicuramente un essere umano) ha investito una cagnolina Jack Russell, senza prestargli soccorso. La tragica scena si è verificata ad un metro di distanza dal cancello di accesso dell’istituto penitenziario di Agrigento “Di Lorenzo”, dove soltanto il personale dell’amministrazione può avere accesso.

Con molta probabilità la povera cagnolina sarà morta a causa di una emorragia interna. Ed a questo punto sorge spontanea una domanda: se il cane fosse stato soccorso dallo stesso investitore, si sarebbe potuto salvare?

Una scena ancora straziante è avvenuta dopo l’incidente: un altro cane si è avvicinato alla piccola Jack, ormai morta, quasi a vegliarla con due occhioni grandi così.

Di fatto, ma non vi è certezza, nessuno ha visto la dinamica ma è doverosissimo da parte nostra sottolineare che il posto dove è avvenuto l’incidente è presidiato da una serie innumerevole di telecamere dove nessuna scena può sfuggire.

Così come ad usufruire di quel passaggio, come detto, è riservato al personale dell’amministrazione penitenziaria ed è precluso da una sbarra.

A questo punto non sta a noi disquisire sulla facilità per la quale è possibile risalire ed individuare chi è stato a compiere questo “nobilissimo” gesto.

Per far cosa?

Anche in questo caso non spetta a noi stabilirlo.