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La Corte d’Appello di Palermo  sez Lavoro, ha confermato quanto stabilito dal Giudice del Lavoro di Agrigento in ordine alla responsabilità dell’ASP di Agrigento da inadempimento contrattuale in favore di alcuni suoi dipendenti Dirigenti

Difatti, l’ASP di Agrigento, dopo essere stata condannata al pagamento di somme a titolo di risarcimento dei danni patiti dai dirigenti, a causa del suo inadempimento contrattuale,  non condividendo quanto stabilito dai Giudici del Lavoro di Agrigento si è rivolta alla Corte d’Appello di Palermo, chiedendo di  riformare la sentenza, ciò al fine di ottenere la restituzione delle somme pagate ai Dirigenti.

La Corte d’Appello di Palermo accogliendo le tesi difensive dell’Avv.Margherita Bruccoleri, ha confermate le sentenze di primo grado, così stabilendo che le somme pagate ai  Dirigenti  responsabili di Struttura semplice, responsabili di struttura complessa,e dirigenti titolari di incarico professional  non dovevano essere restituite all’Ente

Più precisamente, l’ASP di Agrigento avrebbe dovuto corrispondere in favore  dei suoi dipendenti Dirigenti medici, ogni mese  un importo a titolo di indennità di posizione variabile aziendale, così come previsto dal contratto sottoscritto tra le parti e dal CCNL

L’ASP si sarebbe difesa evidenziando di  non avere potuto liquidare la predetta indennità a causa della   mancata operazione di graduazione delle funzioni, pesatura  e di altre operazione propedeutiche  in tal senso.

L’Avv. Margherita Bruccoleri anche innanzi ai Giudici della Corte d’Appello di Palermo sez Lavoro,  ha dimostrato che detto comportamento omissivo da parte dell’ASP di Agrigento è fonte di responsabilità , e che  la corresponsione dell’indennità agli aventi diritto è oggetto di un obbligazione contrattuale il cui omesso adempimento ha come diretta conseguenza il diritto al risarcimento del danno

La Corte d’Appello di Palermo  ,condividendo la tesi difensiva dell’Avv.Margherita Bruccoleri ha confermato quanto stabilito in primo grado dal Giudice del Lavoro di Agrigento, con la conseguenza che i Dirigenti non dovranno restituire un importo di circa 50.000,00 euro complessivo ottenuto a seguito delle sentenze rese dal Tribunale di Agrigento, che ha accolto le tesi difensive dell’Avv. Margherita Bruccoleri,oltre alle spese legali di entrambi i gradi di giudizio.

Il sindaco di Caltanissetta Roberto Gambino scrive a Vincenzo Mattina, papà di Mirko morto a 26 anni il 26 dicembre scorso per cause che verranno chiarite da parte della procura della Repubblica di Caltanissetta. Ecco il testo:

” Caro Vincenzo, Sono assolutamente d’accordo con te e ritengo che in questo momento tutti stiamo pagando più di venti anni di sanità che ha visto il paziente non come malato da curare ma come numero. I tagli dei posti letto, le contrazioni dei reparti, i tagli alla sanità e l’aumento esponenziale degli stipendi dei manager che raggiungevano gli obiettivi massacrando l’assistenza ai malati, ha portato alla morte del Tuo Mirko, ma ha portato alla morte di tantissime persone che potevano essere curate. Ho pianto insieme a te al telefono e devo confessare, non ho avuto il coraggio di partecipare ai funerali, troppo dolore. L’esposto attraverso il quale la magistratura sono sicuro accerterà la verità, non potrà mai restituirti il tuo Mirko, sopravvivere ai propri figli è la prova più alta che viene chiesta ad un genitore, per questo ti chiedo, anche in forza del tuo altissimo senso civico, di renderti promotore di un’associazione da intestare a Mirko con la quale combattere l’attuale sistema sanitario totalmente sbagliato, con le armi della forza civica di un genitore che ha perso suo figlio. Io voglio stare al tuo fianco e sono sicuro che insieme a tanta altra gente di buona volontà, riusciremo a cambiare le cose.

Ti voglio bene Vincenzo Mattina.”

Pubblichiamo questa vicenda e il relativo video in quanto è stato presentato un esposto in Procura. Secondo il genitore c’è una morte misteriosa. Il figlio è entrato in ospedale la notte del 26 diecmbre. Nel pomeriggio la morte. Il resto nell’agghiacciante video del padre.

Vincenzo Mattina agente di polizia penitenziaria di Caltanissetta, rompe il silenzio, chiede verità, chiarezza e giustizia per il figlio Mirko morto a 26 anni la notte del 26 dicembre 2021. Il papà racconta: “ Il 26 dicembre Mirko ha dei semplici dolori addominali. Lo accompagno al Pronto Soccorso dell’ospedale Sant’Elia, dove entra in codice verde.  Gli viene effettuato il primo tampone che risulta negativo. Poi la Tac che diagnostica una pancreatite. A quel punto mi dicono che devo andare via, Mirko deve fare altri accertamenti. Mi manda un messaggio “Papà mi hanno fatto un secondo tampone e sono positivo mi stanno trasferendo al reparto Covid”. Da quel momento ho perso i contatti con mio figlio. Solo un altro messaggio in cui mi scrive “Papà è una vergogna c’è un solo infermiere, chiedo aiuto dalle 12.” Sono le 14.02 quando mi arriva questo sms, mio figlio ha chiesto aiuto per due ore. Poi non so più nulla. Fino al tragico epilogo. La sua morte. Preciso che al Pronto soccorso c’era un solo medico e due infermieri.” Questo racconta Vincenzo Mattina che ha presentato un esposto in Procura.

Da oggi è possibile richiedere anche on-line i dati dei rapporti intercorrenti con Poste Italiane relativi all’anno 2020 e necessari per la presentazione dell’attestazione ISEE (indicatore della situazione economica equivalente). La certificazione sarà disponibile in tempo reale; per poterla ottenere è necessario accedere tramite le proprie credenziali al sito poste.it nella sezione dedicata.

Il documento, che viene emesso su richiesta dell’intestatario, racchiude tutte le informazioni necessarie per il calcolo dell’ISEE relative ai prodotti finanziari, in particolare riporta saldo e giacenza media dei conti attivi/estinti nel corso d’anno 2020, dei libretti di risparmio, dei Buoni Fruttiferi Postali, delle Postepay nominative e delle Carte Enti Previdenziali, il valore nominale dei Fondi di Investimento, la posizione dei Deposito Titoli nonché l’attestazione dei premi versati per Polizze Assicurative ed è disponibile al seguente link https://www.poste.it/prodotti/rilascio-certificazione-ai-fini-isee.html.

Sui siti poste.it e postepay.it, i dati per la presentazione dell’attestazione ISEE possono essere richiesti anche grazie all’Assistente Digitale di Poste Italiane.

Le nuove modalità di accesso al servizio confermano il processo di digitalizzazione avviato da Poste Italiane. Oggi sui canali digitali offerti dall’Azienda è infatti possibile accedere ai servizi offerti in totale sicurezza. Tramite il sito internet www.poste.it, ad esempio, i clienti registrati possono facilmente gestire il Conto BancoPosta o il Libretto di Risparmio, sottoscrivere un Buono Fruttifero on line, richiedere la spedizione di un pacco, attivare il servizio seguimi o acquistare prodotti filatelici. Le APP di Poste Italiane, disponibili su App Store e Google Play, sono completamente gratuite e sono utilizzabili in mobilità anche da chi non è titolare di un rapporto con l’Azienda, come un vero e proprio Ufficio Postale a casa dei cittadini.

Prosegue l’impegno del governo Musumeci nella lotta alla dispersione scolastica e alla povertà educativa in Sicilia. Ammonta a 32 milioni e mezzo la dotazione del nuovo “Piano straordinario 2021-2023”, presentato stamattina in conferenza stampa a Palazzo Orlèans dal presidente della Regione, Nello Musumeci, e dall’assessore all’Istruzione, Roberto Lagalla, con il dirigente dell’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia, Patrizia Agata Fasulo, e il dirigente generale del dipartimento Istruzione della Regione, Antonio Valenti. Alla conferenza hanno partecipato anche i rappresentanti di varie istituzioni scolastiche coinvolte. 

«Abbiamo speso circa 120 milioni di euro nella lotta alla dispersione scolastica e alla povertà educativa  –  ha detto il presidente della Regione, Nello Musumeci – e stiamo lavorando per riproporre le iniziative che hanno consentito risultati significativi, come il tempo pieno per la scuola elementare, il recupero dei ritardi nell’apprendimento, laboratori formativi, tirocini e apprendistato. Partivamo da un tasso di dispersione scolastica del 24,3% e oggi siamo al 19,4%, un risultato veramente importante frutto di un lavoro di rete che ha funzionato. Questa drastica riduzione, però, non basta. Non siamo ancora soddisfatti né appagati. Vogliamo fare molto di più ed è per questo che già oggi abbiamo presentato il programma per il 2022».

«Il progetto – ha spiegato l’assessore regionale all’Istruzione, Roberto Lagalla – rilancia e valorizza le attività svolte negli ultimi anni per la povertà educativa, investendo nuove risorse per migliorare gli spazi abitativi della scuola, intesa come luogo di costruzione delle personalità e della cittadinanza. A giorni, inoltre, uscirà un nuovo bando sull’edilizia scolastica per completare il processo di riqualificazione degli edifici, con particolare attenzione a mense, palestre, biblioteca e altri luoghi di aggregazione degli studenti».

«I risultati presentati oggi dal dossier – ha aggiunto Patrizia Agata Fasulo, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale – sono frutto di un lavoro sinergico fra l’Usr e la Regione Siciliana, che ha messo in atto una serie di azioni incisive orientate al benessere degli alunni contro la dispersione scolastica, con azioni concrete; per esempio, sul fronte del recupero degli alunni che non hanno terminato la terza media e di coloro che non sfruttano le competenze formative dopo il diploma, dell’incremento delle sezioni Primavera, nonché della formazione dei docenti».

L’azione, a carattere sperimentale, è finanziata con fondi di provenienza regionale e comunitaria. Nel dettaglio, 2,5 milioni di fondi regionali saranno impiegati per il Piano estate 2021-22; 10 milioni, a valere sul Poc Sicilia 2014/20, saranno destinati al recupero dei ritardi dell’apprendimento e al contrasto del fenomeno degli abbandoni nel periodo dell’obbligo scolastico; 20 milioni, provenienti dai Fondi Fesr 2014-2020, andranno alla riqualificazione degli spazi scolastici adibiti alla fruizione di attività scolastiche comuni. Sono 98 le scuole siciliane del primo e secondo ciclo che hanno già aderito alla manifestazione d’interesse e che otterranno i primi contributi del Piano, frutto del lavoro congiunto tra la Regione Siciliana, il Ministero dell’Istruzione e l’Ufficio Scolastico Regionale. Le risorse per la prima annualità 2021/22 sono state assegnate rispettivamente a 66 scuole di primo ciclo e 32 istituti di secondo ciclo

6.415 i nuovi casi di coronavirus registrati in Sicilia nelle ultime ventiquattro ore a fronte di 59.829 tamponi processati. L’indice di positività è al 10.72%. 40 le vittime mentre i guariti sono 833. Attualmente in Sicilia ci sono 60.922 persone positive al covid, + 5.542 rispetto a ieri. Sono 893 i ricoverati con sintomi, 114 in terapia intensiva, 12 del giorno.

Questa la situazione nei Comini capoluogo: Messina 1.222; Palermo 1.110; Catania 1.087; Agrigento 746; Ragusa 642; Trapani 495; Enna 481; Caltanissetta 415; Siracusa 227

La riapertura delle scuole in Sicilia, dopo la pausa delle festivita’ di fine anno, e’ fissata al 10 gennaio. Lo ha deciso, d’intesa con il presidente della Regione Nello Musumeci e con il Dasoe dell’assessorato alla Salute, l’assessorato all’Istruzione e Formazione professionale della Regione Siciliana, in variazione a quanto previsto dal decreto assessoriale del 5 luglio 2021.

“Abbiamo preso questa decisione – spiega Lagalla – in seguito all’odierna riunione della Conferenza delle Regioni, in esito alla quale e’ emersa l’esigenza di acquisire uno specifico parere del Cts nazionale che, in relazione all’andamento della pandemia, sia in condizione di escludere una possibile ed eventuale ricaduta negativa sulla riapertura degli istituti scolastici. Alla luce dell’attuale quadro epidemiologico – aggiunge Lagalla – durante la riunione e’ stata fatta presente anche l’esigenza di una revisione delle procedure di tracciamento dei contatti scolastici, con particolare riferimento alle modalita’ di esecuzione dei controlli sanitari e di gestione delle quarantene.

La Regione Siciliana, nel condividere la posizione dei rappresentanti regionali e in attesa del parere richiesto al Cts, ha percio’ ritenuto di uniformare il proprio calendario didattico a quello delle altre regioni italiane”. Il provvedimento riguarda, in Sicilia, le scuole di ogni ordine e grado, i corsi di formazione professionale in obbligo scolastico e le Fondazioni Its.

“Un vero e proprio autogol quello del Sindaco Orlando, che vive ormai in un loop temporale da film di fantascienza. Vendere, anzi svendere le azioni della Gesap è un errore macroscopico. Un danno economico incalcolabile soprattutto adesso che, un’eventuale operazione di cessione di quote, il cui valore attuale è bassissimo rispetto al passato, darebbe il via ad una speculazione e ad un depauperamento aziendale dagli esisti imprevedibili”.

É quanto afferma il presidente di Unicoop Sicilia, Felice Coppolino che interviene sulla vicenda della vendita delle quote Gesap del Comune di Palermo e si associa all’appello del senatore di Italia Viva, Davide Faraone, del vice presidente di Gesap, Alessandro Albanese, e del presidente di Ance Palermo, Massimiliano Miconi che hanno manifestato la propria contrarietà.

“Condivido perfettamente quanto espresso da Davide Faraone, da Alessandro Albanese e da Massimiliano Miconi – ha aggiunto Coppolino – e mi interrogo sul perché di questa manovra, ponendomi soprattutto una domanda: A chi gioverebbe tutto questo?”.

“Sono assolutamente convinto che non possa e non debba essere questa la soluzione ai problemi finanziari che sta attraversando il Comune di Palermo. E il giravolta del primo cittadino di Palermo, che prima era nettamente contrario alla privatizzazione della Gesap adesso, invece, apre le porte a incerte operazioni imprenditoriali, solo forse per tentare di mettere altra polvere sotto i suoi tappeti”.

“Tutto questo – conclude Coppolino – è inaccettabile e Unicoop Sicilia sarà sempre e, comunque, a fianco dei lavoratori, se ce ne fosse bisogno, e di tutti coloro che si porranno con determinazione contro questa scelta sciagurata”.

Nel discorso di fine anno, il Presidente Mattarella ha giustamente richiamato il problema del declino demografico che diventerà une vera e propria emergenza nei prossimi anni. L’Istat prevede un calo di oltre cinque milioni di persone nei prossimi vent’anni, con un rapporto tra giovani e anziani che arriverà ad uno a tre e soprattutto la popolazione in età lavorativa scenderà in trent’anni dal 63,8 al 53,3 per cento. Entro dieci anni ben l’81 per cento dei comuni avrà un calo di residenti, percentuale che tocca l’87 per cento per i comuni di zone rurali, maggioritari in Sicilia.

La qualità della vita sarà uno dei fattori strategici per frenare l’emorragia. In tal senso, lo smart working, se ben gestito, potrà rappresentare l’approccio ideale sia per conciliare i bisogni aziendali con le molteplici esigenze individuali di lavoratrici e lavoratori sia per limitare gli spostamenti fisici, riducendo di conseguenza l’inquinamento, lo stress e, nella fase pandemica, i contagi”.

È quanto spiega, in una nota, l’ufficio comunicazione dell’Unsic, sindacato datoriale che ha lanciato una petizione a sostegno del “lavoro agile” (https://chng.it/Hqj5QXVjQD) per rafforzare la sensibilizzazione sul tema.

La diaspora dal Mezzogiorno, ma anche da altre aree del Paese, ha come primaria motivazione la ricerca di opportunità lavorative – continuano dall’Unsic. “Eppure, a livello ecologico e salutare, si tratta di ambienti più favorevoli rispetto a metropoli ormai invivibili. Da qui la necessità, specie con i fondi del Pnrr, di rafforzare le infrastrutture tecnologiche di quell’Italia penalizzata dalle partenze e di promuovere il lavoro a distanza anche per rivitalizzare luoghi suggestivi ma svuotati dall’emigrazione”.

Per l’Unsic “ogni ostinazione contro lo smart working è figlia di preconcetti datati e fuori dal tempo, spesso dettata unicamente da voglia di protagonismo o dalla difesa di posizioni e status quo privilegiati”. Per il sindacato, questo strumento, sempre se ben gestito, al di là dell’esigenza in fase pandemica può rappresentare una spinta per riconfigurare e rimodellare, con l’aiuto delle nuove tecnologie, l’organizzazione e il funzionamento di un luogo di lavoro, favorendo benefiche forme di flessibilità finalizzate all’efficienza, all’autoresponsabilità e alla produttività”.

Acquisita l’autorizzazione ad intervenire, pervenuta dai Dipartimento Regionale Tecnico e dalla Protezione Civile nel pomeriggio dello scorso 30 Dicembre, il Genio Civile, in meno di cinque giorni, è riuscito a varare una prima idea progettuale dell’intervento, ad appaltare i lavori e ad avviare il cantiere in regime di somma urgenza.

L’obiettivo dell’intervento è quello superare le criticità che hanno determinato la chiusura dell’importante arteria statale.

La Prima fase dei lavori, afferma il Capo dell’Ufficio del Genio Civile Rino La Mendola, sarà riservata alle attività dei rocciatori che dovranno procedere al disgaggio dei massi in equilibrio precario, che rischiano di rotolare lungo il pendio sino a raggiungere la sede stradale. A seguire, sarà realizzata una barriera paramassi, che sarà dimensionata in relazione alla velocità di ruzzolamento dei massi ed alle caratteristiche geotecniche dei terreni su cui sarà fondata l’opera di protezione. In ogni caso, subito dopo il disgaggio dei massi, valuteremo la possibilità di aprire il transito su una corsia, a traffico alternato”.

Al di là degli interventi ordinari sui corsi d’acqua e sulla rete stradale provinciale, in questo momento, continua La Mendola, siamo impegnati contemporaneamente in ben tre interventi di somma urgenza: oltre ai lavori per scongiurare la caduta di massi dal costone a monte della SS118, sono in pieno svolgimento anche i lavori a Siculiana, in contrada Cantamatino, dove siamo riusciti a bloccare una frana che, senza la nostra tempestiva realizzazione di una paratia di pali, avrebbe coinvolto in pieno una serie di costruzioni, che sono state cautelativamente sgomberate. Oggi possiamo dichiarare che le costruzioni a monte della paratia sono già in sicurezza e che il rientro degli sfollati avverrà presto, non appena il Comune completerà il lavoro eseguito dal Genio Civile, ricostruendo gli impianti sottotraccia ed il cassonetto stradale, per il tratto necessario a raggiungere le costruzioni rimaste isolate”.

Oltre ai due suddetti interventi, sono già stati avviati anche i lavori, in regime di somma urgenza, per la ricostruzione dell’argine destro, in prossimità della foce, del Torrente Baiata Foce di Mezzo, fortemente danneggiato dalle piogge dello scorso mese di novembre.

Grazie alle risorse stanziate dal Governo Musumeci, conclude il Capo del Genio Civile, e grazie alla competenza ed all’impegno dei funzionari dell’Ufficio, di volta in volta incaricati, in materia di tutela della pubblica incolumità, stiamo realizzando più interventi negli ultimi tre anni che nel resto dei vent’anni precedenti. Noi siamo ben fieri di alimentare una evidente evoluzione, che rilancia la Regione quale soggetto attivo, che spesso interviene, in regime di sussidiarietà, anche a sostegno di amministrazioni che non dispongono di risorse umane ed economiche per garantire la pubblica incolumità sul proprio territorio di competenza.”

Il Responsabile Unico dei lavori appena avviati per ridurre il rischio di  caduta  massi a monte della SS 118 è il Dott. Alfonso Faseli, mentre il Progettista e Direttore dei Lavori è l’Arch.Angelo Cimino. L’Ufficio di direzione dei lavori è completato dall’Arch. Giovanni Conti (direttore operativo) e dal Geom. Claudio Nocera (ispettore di cantiere). La consulenza geologica è stata invece affidata al Dott. Vito Capobianco.