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Atti sessuali nei confronti della figlia di 15 anni, in alcuni casi in presenza della sorella più piccola di 7. Con questa accusa la Procura di Catania, nell’ambito di indagini a carico di un 40enne, ha chiesto e ottenuto nei confronti dell’uomo la misura cautelare della custodia cautelare degli arresti domiciliari, eseguita dai Carabinieri della Stazione di piazza Verga. L’uomo da cinque anni si era separato dalla donna con cui aveva avuto due figlie, una di sette anni che aveva deciso di vivere con la madre, l’altra che aveva scelto il padre. E’ stata la madre a notare il turbamento della figlia piu’ grande e con lei ha affrontato il problema scoprendo così le violenze.
(ITALPRESS).

345 i nuovi casi di coronavirus registrati in provincia di Agrigento nella giornata del 30 gennaio. Il dato (riferito ai tamponi processati il giorno precedente) emerge dal bollettino diffuso dall’Asp. I tamponi eseguiti sono stati 1.042. Si registra un’altra vittima a Sciacca, la 35ª da inizio pandemia. Sale a 433 il numero degli agrigentini deceduti a causa del covid da inizio emergenza sanitaria. I guariti sono 86.

Sono 50 le persone ricoverate: 24 all’ospedale di Ribera, 26 al San Giovanni di Dio di Agrigento e 1 all’ospedale di Licata. Sette, invece, le persone ricoverate in terapia intensiva: 4 a Ribera e 3 ad Agrigento. Tre persone si trovano ricoverate presso struttura lowcare: 1 fuori provincia, 1 allo Sciacca Hotel Covid e 1 Ribera Hotel Covid.

Questa la situazione Comune per Comune: Agrigento 2.729 ; Alessandria della Rocca 148; Aragona 252; Bivona 100; Burgio 21; Calamonaci 44; Caltabellotta 127; Camastra 88; Cammarata 428 ; Campobello di Licata 462; Canicattì 1.906; Casteltermini 197; Castrofilippo 139;  Cattolica Eraclea 47; Cianciana 178; Comitini 49; Favara 2.009; Grotte 257; Joppolo Giancaxio 61; Licata 1.118; Lucca Sicula 15; Menfi 313; Montallegro 16; Montevago 43; Naro 233; Palma di Montechiaro 1.501; Porto Empedocle 767; Racalmuto 279; Raffadali 635;  Ravanusa 465; Realmonte 241; Ribera 238; Sambuca di Sicilia 77; San Biagio Platani 40; San Giovanni Gemini 458; Sant’Angelo Muxaro 29; Santa Elisabetta 50; Santa Margherita del Belice 256; Santo Stefano Quisquina 235; Sciacca 1.653; Siculiana 279; Villafranca Sicula 9. Nave accoglienza migranti 32.

L’iniziativa, annunciata dal vicario foraneo del clero licatese don Tommaso Pace, ovviamente, prende spunto dalla strage che si è consumata martedì scorso, quando Angelo Tardino ha ucciso il fratello, la cognata ed i loro due figli.

“La comunità ecclesiale di Licata – scrivono infatti i sacerdoti – prega per tutta la comunità ferita e desiderosa di rinascere”.

“Chiederemo al Signore – scrivono i sacerdoti – di realizzare la sua parola: “Amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda. Cercate di compiere il bene davanti a tutti gli uomini. Se possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti. Non fatevi giustizia da voi stessi. Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il bene con il male”.

L’ex presidente della Regione, e commissario della Nuova Democrazia Cristiana, Totò Cuffaro, smentisce un’alleanza politica con l’Udc in Sicilia, così come dichiarato nel corso di un’intervista da Decio Terrana e Pino Pellegrino. Cuffaro afferma: “Mi fa specie vedere che la prima immagine dell’intervista sia una foto di un evento proprio della Democrazia Cristiana Nuova, che dicono essere una bandiera senza vento, ma che ha prodotto grandi risultati alle scorse elezioni. Smentisco con veemenza che ci sia “commistio” tra la DC e l’UDC. I simboli sono importanti ma non essenziali: quando l’esercizio di utilizzo degli stessi è privo di contenuti si dissolve in una dozzinale operazione di marketing, dalla quale mi dissocio categoricamente. All’intento propagandistico che segue una logica commerciale, come se i valori fossero beni materiali e non patrimonio immateriale, rispondo che la Democrazia Cristiana è innanzitutto di chi l’ha fondata: di Don Sturzo, di Alessi, di De Gasperi, e di tanti altri. Ma noi vogliamo, sopra ogni cosa, che la Democrazia Cristiana Nuova torni ad essere delle persone, ed è Nuova non perché è diversa ma perché è rinnovata nella sua capacità di comunicare e nelle intuizioni, ed è con questo spirito che vogliamo che torni a vivere nel cuore di molti. Vogliamo riportare nella scheda elettorale un’idea dal cuore antico ma innovativa che possa concretizzarsi con l’unico modo che conosco e cioè mettendo a servizio delle persone e dei cittadini, donne e uomini giovani e capaci, spinti da una forte motivazione, senza permettere a volti riciclati di inquinare questo progetto. Non siamo interessati a “liti in famiglia”, a pettegolezzi sterili o ad auto-proclami, siamo concentrati a lavorare per ricostruire il partito in Sicilia con entusiasmo e lealtà. Vogliamo rendere la Democrazia Cristiana un partito plurale e popolare, capace di entusiasmare ma senza mai abbandonare il senso di responsabilità: una DC nuova, libera, aperta e democratica per far tornare i valori della dottrina sociale della chiesa, valori per noi non negoziabili. Lavoriamo ad un progetto credibile che esercita la Democrazia partendo dal partito stesso, cominciando dalla campagna tesseramento per poi passare al congresso regionale in cui saranno gli iscritti a votare la classe dirigente e le cariche del partito regionale, nessuna figura calata dall’alto. Sono i giovani i veri protagonisti di questa mia impresa” – conclude Totò Cuffaro.

Sono stati prelevati gli organi della 12enne morta nell’ospedale “Garibaldi” a Catania dove è stata ricoverata dopo avere subito un arresto cardiaco a scuola. Il trapianto del cuore è stato eseguito nell’ospedale di Padova a una bambina da tempo in lista d’attesa. Nella città veneta sarà impiantato anche un rene. Il fegato e l’altro rene saranno trapiantati all’ospedale “Bambino Gesù” di Roma. Espiantate anche le cornee. Equipe mediche degli ospedali di Padova e di Roma hanno partecipato al prelievo insieme ai colleghi dell’ospedale “Garibaldi” la cui commissione medica ha dichiarato la morte cerebrale della 12enne dopo le ore di ‘osservazione’ previste dalla legge. I danni provocati dall’ipossia per la mancanza di ossigeno al cervello, dopo un arresto del sistema cardiocircolatorio, le hanno indotto un coma irreversibile. I genitori hanno autorizzato la donazione.

Il sindaco di Agrigento, Franco Miccichè, si è recato al cimitero di Piano Gatta dove sono stati trasferiti i sette feretri dei giovani bengalesi, morti assiderati durante la traversata dalla Libia a Lampedusa, in attesa che siano rimpatriati dopo le procedure di riconoscimento. E’ cio diversamente da quanto inizialmente prospettato, ovvero che le salme sarebbero state sepolte a Palma di Montechiaro. Il sindaco ha deposto su ogni bara, con su scritti solo dei numeri e dei disegni, un mazzo di fiori e una rosa rossa. Miccichè ha commentato: “Abbiamo accolto questi sette ragazzi che avevano grandi speranze, e la loro vita è finita in niente. Conoscevo da medico il fenomeno e lo strazio di questi viaggi. Adesso da sindaco ospito questi poveri sfortunati”.

La Guardia di Finanza, nell’ambito di un’inchiesta avviata a Rimini e poi estesa in altre regioni, compresa la Sicilia, ha scoperto una maxi frode legata alla concessione di fondi a favore di imprese e commercianti danneggiati dalla pandemia. Dei soldi si sarebbero impossessati professionisti, imprenditori e commercialisti non aventi diritto. Complessivamente sono 78 le persone indagate e 35 le misure cautelari. E’ di 440 milioni di euro l’importo complessivo dei fondi illecitamente percepiti attraverso la creazione e la commercializzazione di falsi crediti d’imposta. Effettuate anche decine di perquisizioni. Otto sono le persone ristrette in carcere e altre 4 ai domiciliari. Nei confronti di 20 imprenditori è stata disposta l’interdizione all’esercizio di impresa, e per 3 commercialisti l’interdizione all’esercizio della professione. Loro sarebbero stati parte di un’associazione con base a Rimini ma con ramificazioni in tutta Italia, responsabile di aver creato e commercializzato per un importo di 440 milioni i falsi crediti di imposta, ovvero lo strumento introdotto tra le misure previste dal governo con il decreto “Rilancio” del 2020 per aiutare le imprese e i commercianti in difficoltà. L’esecuzione delle misure è scattata oltre che in Emilia Romagna anche in Abruzzo, Basilicata, Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Puglia, Sicilia, Toscana, Trentino e Veneto. Sono stati sequestrati i falsi crediti d’imposta, beni e società per il reato di indebita percezione di erogazione a danno dello Stato. Tra gli indagati, 9 hanno presentato l’istanza per ottenere il reddito di cittadinanza.

Il campionato di basket di serie B maschile. La Fortitudo Agrigento ha vinto in trasferta a Formia 67 a 66. Nella Fortitudo, priva di Grande e Chiarastella, hanno giocato un’ottima partita Nicolas Mayer, Bruno, Cuffaro e soprattutto Cosimo Costi, autore di una prestazione eccellente che regala due punti preziosi alla Fortitudo capolista, prima due punti oltre Bisceglie, sconfitta in casa da Ragusa. Domenica prossima la Fortitudo gioca in casa a Porto Empedocle, al PalaMoncada, contro Ruvo di Puglia.

Ancora incontri del presidente della Regione, Nello Musumeci, con i partiti della maggioranza, tra azzeramento giunta, rimpasto, verifica politica e ricandidatura. I dettagli.

Ancora approfittando della sua presenza a Roma come “Grande Elettore” del presidente della Repubblica, Nello Musumeci ha incontrato, dopo Giorgia Meloni per Fratelli d’Italia e Nino Minardo per la Lega, anche il leader nazionale dei centristi dell’Udc, Lorenzo Cesa. Il presidente della Regione ha così proseguito il suo tour a tappe tra i partiti del centrodestra al fine di sondare quanta volontà vi sia a sostenere la sua ricandidatura a Palazzo d’Orleans alle elezioni Regionali nel prossimo autunno.

Nello Musumeci intenderebbe “blindare” la sua corsa alla riconferma, radunando al suo fianco i cavalli pronti fedelmente a correre con lui. Ecco perché, come già emerso sotto traccia, Musumeci non dovrebbe procedere all’annunciato azzeramento della giunta regionale bensì ad un rimpasto, garantendo la poltrona solo alle forze politiche d’accordo con la sua ricandidatura.

Dunque: un governo elettorale. Ebbene, usando la ricorrente formula: “come è trapelato da indiscrezioni non confermate ufficialmente ma nemmeno smentite”, il segretario nazionale dell’Udc, Cesa, ha risposto no a un governo elettorale, e ha invitato Musumeci ad un rimpasto politico o, altrimenti, a marciare ancora con l’attuale giunta. In tal modo, Lorenzo Cesa si è allineato sulle posizioni già espresse dalla Lega, dal Movimento per le Autonomie e da Forza Italia. Ecco quanto è trapelato, più o meno confermato implicitamente anche dal “politichese” usato in una nota firmata Udc e diffusa da Roma, in cui, dopo l’incontro con Musumeci, si legge: “Il segretario Cesa ha ribadito il pieno sostegno dell’Udc all’azione del governo regionale. Il nostro obiettivo è tenere unito il centrodestra. Il confronto si è svolto all’insegna della cordialità e dell’amicizia. Nel corso dell’incontro Cesa e Musumeci hanno parlato dei temi prioritari da affrontare da qui a fine legislatura, e della necessità di gestire in maniera strategica le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza”.

Nel frattempo gli assessori regionali in carica non hanno consegnato le deleghe, l’azzeramento è congelato, e Musumeci nega che ricorra una crisi e ripete che è in corso una verifica. E le sue parole sono e sono state: “Si apre una verifica e non una crisi. Ho detto agli assessori: facciamo questa verifica. O sono io non gradito o siete voi non graditi. Nessuna forza politica ha dichiarato la crisi. Un rimpasto determina la chiusura di una stagione e l’apertura di una nuova stagione. Ma questo non è un rimpasto. E’ un momento di verifica. Poi magari i partiti riconfermano tutti i loro assessori…”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

“Orgoglio, onore e gratitudine”: è il sentimento che la CNA siciliana esprime a Sergio Mattarella, rieletto Presidente della Repubblica. Le dinamiche politiche che hanno portato alla sua permanenza al Quirinale confermano l’altissimo e qualificato profilo della persona e del politico, a cui il Parlamento ha chiesto un generoso sacrificio per assicurare continuità, stabilità e serenità alle Istituzioni e al Paese. Ed il nostro Presidente, con grande senso di responsabilità, equilibrio, sobrietà e rispetto della volontà parlamentare, ha risposto all’appello, anteponendo gli interessi supremi dello Stato alla sua scelta personale di concedersi il meritato riposo dopo una lunga e prestigiosa carriera al servizio delle Istituzioni. Un nuovo settennato sotto la sua competente e solida guida, la cui pubblica reputazione viene riconosciuta e  apprezzata anche in campo internazionale, ci rassicura ampiamente, nella piena e convinta consapevolezza che l’Italia ha bisogno di coesione, unità ed autorevolezza nelle sue massime cariche dello Stato, per affrontare le complesse e incombenti sfide sul fronte sanitario, economico e sociale. La storia di Mattarella, il suo percorso umano e politico, la sua lunga esperienza e il suo Cognome, a cui la Sicilia e i siciliani in particolare sono strettamente e indelebilmente legati, rappresentano una assoluta garanzia a presidio della legalità e della Costituzione, oltre che un fermo punto di riferimento per stimolare Governo e Parlamento all’avvio delle riforme anche nell’ottica delle opportunità connesse al PNRR a cui è subordinata la ripresa post pandemica del nostro Paese”.

Caro Presidente, sincere congratulazioni dalla CNA. Siamo fieri ed orgogliosi che la più alta carica dello Stato continui ad essere rappresentata dalla saggezza e sapienza di un illustre siciliano.