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Nel pomeriggio di ieri, 02/11/2021, un uomo si è avventurato con il suo Kite surf al largo dell’Isola dei Porri, rischiando di naufragare a causa della repentina variazione delle condizioni metereologiche.

Il surfista era uscito nel primo pomeriggio con le condizioni del mare, ma soprattutto del vento, ottimali per una escursione in kite surf, quando l’improvviso ed imprevisto variare dei fenomeni atmosferici lo ha lasciato senza il vento necessario per gonfiare la vela, lasciandolo così in balia delle onde, che nel frattempo si sono alzate fino ad 1 metro e mezzo, rendendo difficoltoso anche il rientro in spiaggia.

Un amico, uscito con lui, non vedendolo rientrare ha contattato al numero blu 1530 la Sala Operativa della Capitaneria di porto di Pozzallo, che immediatamente disponeva l’uscita della motovedetta S.A.R. CP 325 e chiedendo all’ 11° Centro Secondario di Soccorso Marittimo di Catania di voler inviare in zona di ricerca un elicottero dalla Base Aeromobili della Guardia Costiera dall’aeroporto di Fontanarossa.

Alle ore 22:15, dopo 5 ore di ricerche, il malcapitato surfista veniva intercettato dall’elicottero al largo di baia Granelli, in evidente stato di difficolta ed aggrappato al surf, e grazie alla presenza a bordo dell’aerosoccorritore lanciatosi dal velivolo è stato possibile recuperarlo per trasferirlo a bordo della motovedetta CP2113, che nel frattempo era giunta sul punto, per il successivo trasferimento presso il porto di Pozzallo

L’uomo visibilmente stanco ed in leggero stato di ipotermia, è stato affidato alle cure del personale sanitario del 118 intervenuto sul posto.

 

“I soldi ci sono, ma Musumeci non li usa, questo governo sta facendo morire l’editoria siciliana”.
Il grido di allarme è della deputata regionale del M5S Stefania Campo,  che ha presentato un’interpellanza all’Ars per sollecitare il presidente della Regione Musumeci e l’assessore alla Cultura Samonà a tirare fuori dai cassetti il milione e mezzo di euro stanziato 18 mesi fa con la cosiddetta finanziaria di guerra, ma mai arrivato sui conti correnti degli editori siciliani indipendenti che ora rischiano il collasso.

“Dimenticati dall’attuale governo di centrodestra – afferma Campo – gli editori siciliani nei giorni scorsi hanno dovuto protestare pubblicamente affinché i fondi a sostegno dell’editoria dei libri cartacei, circa un milione e mezzo di euro, venissero utilizzati al più presto per mettere quantomeno una pezza alle enormi difficoltà che attraversa il settore e che la pandemia non ha fatto altro che acuire. Eppure sembrava tutto chiaro: si era deciso di destinare questa somma al settore dei libri ma dopo 18 mesi la Regione non ha ancora aperto nemmeno un cassetto. Samonà addirittura si permette di parlare di una presunta ‘inapplicabilità’ della norma stessa, come se questa procedura fosse arrivata da Marte e non dalle decisioni politiche regionali, e parla di incomprensioni con l’assessorato alle Attività produttive, come se stesse parlando di un ente concorrente e non di un collega di governo. Ora, solo dopo le proteste, ha iniziato a blaterare di un possibile bando che nel giro di un anno assegni le risorse a chi ne avrà diritto, senza quindi comprendere che quello lanciato dagli editori siciliani è l’ultimo grido di aiuto prima del baratro”.

“Non ci sono – conclude Campo – più margini di balbettii, di inversioni di marcia, di bandi farlocchi che rinviino la destinazione delle somme addirittura di un altro anno. Se Musumeci e la maggioranza di centrodestra avessero ascoltato le proposte degli editori a quest’ora in Sicilia ci sarebbero biblioteche pubbliche con migliaia di nuovi libri editi nella nostra isola e un settore che avrebbe già tirato un respiro di sollievo.
In Sicilia tutto ciò però è ancora utopia, basti pensare che questo governo regionale si è anche dimenticato di partecipare con un proprio stand al Salone del Libro di Torino”.

Giovedì, 4 novembre 2021, alle ore 10:30, presso il Monumento ai Caduti di “Villa Bonfiglio” in Agrigento, si celebrerà il “Giorno dell’Unità Nazionale, Festa delle Forze Armate e centenario della traslazione della salma del Milite Ignoto”, alla presenza delle Autorità civili, religiose militari della Provincia e delle rappresentanze delle Forze Armate e delle Forze di Polizia.

Nel corso della Cerimonia interverranno gli studenti del Liceo Classico “Empedocle” di Agrigento che parteciperanno con il Coro e l’Orchestra, nonché quelli dell’Istituto Comprensivo “Bersagliere Urso – Mendola” di Favara che ricorderanno i Comuni della provincia di Agrigento che hanno conferito la Cittadinanza Onoraria al “Milite Ignoto”.

Nella circostanza, verranno consegnate le onorificenze dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”.

 

Ad intervenire è il segretario aziendale Alessandro Farruggia dopo le recenti polemiche che hanno riguardato Sciacca.

“Da mesi continuiamo a denunciare, nel silenzio della politica e delle istituzioni, le gravissime carenze di risorse umane che affliggono l’Asp di Agrigento. Siamo adesso lieti che chi di competenza, anche se parzialmente, si sia accorto di quanto accade in provincia”.

Ad intervenire dopo le ormai note polemiche connesse all’assenza di personale al pronto soccorso di Sciacca è il segretario aziendale della Cisl FP Alessandro Farruggia.

“Apprendiamo con soddisfazione che l’onorevole Margherita La Rocca Ruvolo, presidente della Commissione Sanità Regionale, sia intervenuta sulla situazione dell’ospedale di Sciacca – continua Farruggia -, stante che da tempo rappresentiamo gli interessi di tutti i dipendenti che da anni sono succubi di una situazione veramente drammatica rispetto a quello che dovrebbe essere il ruolo della sanità in tutti e cinque i presidi ospedalieri. Come Cisl fp – continua – non possiamo che appoggiare e condividere la necessità di implementare la carenza di dirigenti medici, che oggi,  per come già  denunciato nei giorni  scorsi,  sono costretti in molti casi a sopperire le carenze,  ma riteniamo ancor più importante  la necessità di implementare quella parte d’organico del comparto di tutti i presidi ospedalieri, fondamentale per una funzionalità ottimale di una grande Azienda Sanitaria, quindi  infermieri, operatori sanitari, amministrativi e tante altre figure professionali oggi poco presenti o addirittura assenti negli ospedali ma utilizzati in modo diverso”.

Proprio in questi giorni, evidenzia il sindacato, l’Azienda ha effettuato un’attività di ricognizione del personale assunto che è stata più volte richiesta dalla Cisl FP e che oggi rileva un numero importante di assunzioni già effettuate.

“Rispetto a questo – continua Farruggia –  vorremmo capire come mai tutte le unità operative dei presidi di questa Asp sono sprovvisti di personale? Dove sono andati a finire questi dipendenti? Oggi il personale non riesce ad andare in ferie e a garantire le attività ordinarie sia quelle assistenziali, tecniche , amministrative e della sicurezza. Per questo chiediamo all’onorevole La Rocca Ruvolo, in qualità di presidente della Commissione Salute all’Ars di avviare un processo che faccia chiarezza  sullo stato delle cose e individui i responsabili di quella che è a tutti gli effetti una gestione totalmente fallimentare. Cosa hanno fatto fino ad oggi i direttori sanitari di presidio? Dove hanno collocato tutto il personale? Quando noi lamentavamo le difficoltà e le carenze non siamo mai stati ascoltati , quando segnalavamo le numerose criticità dei Pronto soccorsi e dei reparti di urgenza ed emergenza nei Presidi non venivamo considerati”.

Il sindacato quindi chiede un incontro ufficiale al presidente La Rocca Ruvolo e all’Azienda sanitaria: di procedere alla riconferma di tutti gli incarichi in atto; di dar seguito immediato alla mobilità interna e interregionale già in corso e provvedere alla stabilizzazione di tutto il personale Covid. 

“Altrimenti  – conclude Farruggia – il collasso del sistema sarà alle porte”.

“Abbiamo la netta sensazione che si stia giocando sulla pelle dei lavoratori socialmente utili e questo, per la verità, non ci meraviglia nemmeno più di tanto, se è vero, come è vero, che tutti i governi che si sono succeduti alla guida della Regione hanno usato i precari come bancomat elettorale.  È ora comunque di dire basta: in attesa della stabilizzazione degli Asu si utilizzino quantomeno le somme stanziate per questi lavoratori  per l’integrazione del loro monte orario”.

Lo afferma il capogruppo del M5S all’Ars Giovanni Di Caro che, assieme a tutti i componenti della V commissione di palazzo dei Normanni ha presentato oggi un emendamento che va in questa direzione al ddl sulle variazioni di bilancio.

“Gli Asu – dice Di Caro – percepiscono un reddito di 595€ al mese, al di sotto della soglia di povertà individuata dal RDC. È giusto riconoscergli una indennità aggiuntiva in attesa di risolvere una volta per tutte la partita della stabilizzazione stoppata per l’impugnativa dell’articolo 36 della finanziaria regionale da parte  dei Consiglio dei ministri. Sul terreno della stabilizzazione sono moltissime le incognite: Il governo Musumeci infatti punta tutto sulla Corte Costituzionale per risolvere l’impugnativa dell’articolo 36, ma i tempi di certo non sono brevi e si rischia magari di vincere, ma poi non potersi agganciare più alla norma nazionale che scade il 31 dicembre 2021, vanificando tutto. La questione andrebbe affrontata in un tavolo congiunto con Roma e prima del 31 dicembre. Intanto si dovrebbe sopperire con una legge regionale di proroga delle attività degli Asu, altrimenti ci saranno 4337 soggetti senza un lavoro”.

“Insieme alla proroga delle attività- conclude Di Caro – andrebbero prorogate anche la possibilità di fuoriuscita dal bacino, ed il contributo quinquennale per chi dovesse assumere” .

Fresco di adesione a Fratelli d’Italia, Rino Lattuca, candidato Sindaco di Porto Empedocle alle ultime  amministrative, è stato nominato dal commissario provinciale Calogero Pisano, responsabile del dipartimento per lo sviluppo economico per la Provincia di Agrigento.

“Ringrazio il commissario provinciale Calogero Pisano per la fiducia accordatami – afferma Rino Lattuca – si tratta di un impegno che mi rende orgoglioso, ma anche particolarmente delicato considerate le difficoltà economiche del nostro territorio.

Metterò in campo tutte le mie energie, le mie competenze e le mie esperienze nel tentativo di dare il mio contributo di idee e fattività, dialogando con imprenditori, commercianti e liberi professionisti, raccogliendo le loro istanze e le loro proposte, facendo da trend d’union con le amministrazioni comunali e con la nostra deputazione regionale e nazionale”.

Gli ingegneri della provincia di Agrigento esprimono soddisfazione per la scelta compiuta dall’amministrazione comunale di Agrigento che ha individuato nell’ex Presidente dell’Ordine degli Ingegneri, Alberto Avenia, le competenze professionali per svolgere il delicatissimo compito di Capo dell’Ufficio Tecnico del comune capoluogo di Provincia. Il Presidente, Achille Furioso, dichiara: “Esprimo a nome di tutto il Consiglio dell’Ordine i migliori auguri al collega Avenia nella certezza che Alberto, le cui competenze professionali ed umane sono a tutti note, svolgerà al meglio il suo nuovo incarico. Saremo lieti di collaborare con lui per superare le criticità connesse al delicato momento professionale che stiamo vivendo e contribuire allo snellimento delle procedure burocratiche”

“Finalmente un passo avanti sulla vicenda degli ASU. Oggi la Commissione lavoro dell’Assemblea ha fatto propria l’idea che avevo proposto già da alcune settimane: in attesa che si possa procedere alla stabilizzazione, usare i fondi già disponibili in bilancio per aumentare il monte ore di ciascun lavoratore. Ora il testo della legge andrà in Aula per il voto finale, ma la posizione condivisa dell’intera Commissione fa ben sperare per un voto positivo.”
Lo ha dichiarato Marianna Caronia dopo che la Commissione riunita stamattina ha approvato l’emendamento allegato per l’utilizzo dei fondi originariamente destinati alla stabilizzazione degli ASU, brimasti bloccati a seguito dell’impugnativa del Governo nazionale.

Il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, ha disposto il sequestro preventivo del teatro greco di Eraclea Minoa. La decisione della Procura è dovuta alla pericolosità dell’incolumità pubblica della copertura in tubi e lamiera zincata che fu realizzata per proteggerlo dagli agenti atmosferici.

I carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio culturale di Palermo e del Comando provinciale di Agrigento hanno eseguito il sequestro preventivo del bene archeologico, dopo aver verificato le condizioni di conservazione del Teatro Greco e del sito archeologico.

Le indagini coordinate dalla procura procura di Agrigento hanno ipotizzano i reati di omessa collocazione o rimozione di segnali o ripari e omissione di lavori in edifici o costruzione che minacciano rovina.

E’ stato iscritto nel registro degli indagati il direttore pro-tempore dell’Ente Parco Archeologico di Agrigento, il sito archeologico è stato affidato alla Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Agrigento fino alla conclusione dei necessari lavori di messa in sicurezza dell’area.

Il teatro risale al  IV-III secolo a.C. ed è ubicato nella cavità della collinetta a Nord dell’abitato,  costruito in conci di marna arenacea per la maggior parte degli ordini dei sedili mentre la parte sottostante è situata nella roccia. La marna è un materiale che, se esposto agli agenti atmosferici per lunghi periodi, è soggetto a deterioramento. Per tale motivo   la Soprintendenza dei Beni culturali e archeologici di Agrigento aveva affidato, negli anni Sessanta, a un importante architetto dell’epoca l’incarico di studiare l’isolamento del monumento, coprendo integralmente la cavea con una vetrina incolore e trasparente. L’architetto progettò e fece realizzare  una copertura in plexiglass che, alla lunga, anziché proteggere il teatro ne stava provocando la distruzione e che, quindi, venne rimossa e sostituita negli anni Novanta, in via provvisoria, con la struttura ancora oggi montata a copertura del teatro, struttura  costituita da pannelli in materiale plastico, sorretti da una struttura di tubi innocenti. Gli accertamenti svolti dai carabinieri, dei vigili del fuoco e dei consulenti tecnici dell’autorità giudiziaria hanno fatto emergere che l’attuale copertura costituisce un pericolo per la pubblica incolumità, poiché la sua integrità non è sufficientemente garantita in presenza di vento e di agenti atmosferici avversi. Per le criticità evidenziate durante le indagini, hanno diretto il il procuratore Luigi Patronaggio a firmare un provvedimento di sequestro preventivo sia del teatro che della relativa area antistante ed è stata disposta l’installazione di idonea segnaletica per interdire l’accesso al pubblico.