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Con un paio di giorni in anticipo la Sicilia torna in zona “bianca”, il rientro sarà a partire da sabato prossimo. Lo ha annunciato l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, presentando in conferenza stampa il nuovo bollettino settimanale sull’andamento della pandemia nell’Isola.

“Ma non sia un ‘tana liberi tutti'”, ha precisato Razza – che continua – :”Entro ottobre – ha aggiunto l’assessore – potremmo arrivare all’obiettivo dell’80% della copertura vaccinale della popolazione di riferimento”. Non solo dati sui contagi: “Chiederò anche alle altre Regioni italiane che in questa legge finanziaria si faccia pressione sullo Stato e sul Mef per investire di più per il recupero delle prestazioni non rese nel passato. In questo momento la massa economica disponibile è insufficiente”.

 

12 i nuovi casi di coronavirus registrati in provincia di Agrigento nella giornata del 6 ottobre a fronte di 254 tamponi processati. Il dato emerge dal bollettino dell’Asp. Due i nuovi ricoveri e 10 i guariti. Purtroppo si registra anche una nuova vittima.

Sono 10 le persone ricoverate nelle strutture ospedaliere: 9 si trovano all’ospedale di Agrigento mentre 1 si trova ricoverato fuori provincia. Una persona è ricoverata in terapia intensiva presso l’ospedale di Ribera.

Questa la situazione Comune per Comune: Agrigento 10, Alessandria della Rocca 0; Aragona 1; Bivona 7; Burgio 0; Calamonaci 0; Caltabellotta 3; Camastra 0; Cammarata 1; Campobello di Licata 11; Canicattì 61; Casteltermini 0; Castrofilippo 3; Cattolica Eraclea 3; Cianciana 0; Comitini 0; Favara 10; Grotte 4; Joppolo Giancaxio 0; Licata 22; Lucca Sicula 0; Menfi 3; Montallegro 2; Montevago 0; Naro 0; Palma di Montechiaro 49; Porto Empedocle 19; Racalmuto 2; Raffadali 1; Ravanusa 7; Realmonte 1; Ribera 4; Sambuca di Sicilia 1; San Biagio Platani 1; San Giovanni Gemini 4; Sant’Angelo Muxaro 0; Santa Elisabetta 0; Santa Margherita di Belìce 0; Santo Stefano Quisquina 0; Sciacca 14; Siculiana 7 (4 migranti a Villa Sikania); Villafranca Sicula 1; Navi accoglienza 38.

Il vice presidente del Codacons Giuseppe Di Rosa attacca il porta a porta. Lo fa attraverso una lunga nota all’interno della quale include le dichiarazioni di esperti del settore. Ecco il testo:

“Anche la Raggi a ridosso delle elezioni romane ha ammainato la bandiera green introdotta per primo a Parma dal sindaco ex M5s Pizzarotti Da Bologna e Bari, sono aumentati i dubbi sul metodo di raccolta: costoso, complicato e brutto da vedere

Marcia indietro sulla raccolta appunto di ‘porta a porta’.

Dalle grandi città come Roma, Bologna e Bari, dal Nord al Sud Italia, da Pinerolo a Marsala, la raccolta differenziata porta a porta comincia a sollevare più di un ripensamento da parte di Comuni e cittadini, che devono fare i conti con la mancata puntualità dei ritiri e la difficoltà di tenere per giorni i rifiuti in attesa del passaggio dei furgoncini della raccolta.

Le cui «Visite» hanno risentito anche della pandemia che, avverte Lorenzo Bazzana, responsabile economico di Coldiretti, ha anche provocato un aumento degli imballaggi, con la preferenza dei prodotti confezionati.

L’ultimo stop alla Pap, acronimo appunto di ‘porta a porta’ riguarda alcuni quartieri di Roma per cui l’Ama, l’azienda della nettezza urbana, ha annunciato, per le strade strette e in salita, il ritorno ai cassonetti. Un percorso all’indietro che, nella capitale della sindaca «grillina» Virginia Raggi, era già iniziato in altri quartieri.

In pratica, un ammainare la bandiera del M5S issata nel 2012 a Parma dal primo sindaco «grilli­ no», Federico Pizzarotti, che estese la raccolta porta a porta a tutta la città.

Anche se l’introduzione ibrida della raccolta a domicilio, in convivenza con quella stradale, era cominciata già qualche anno prima in grandi città come Milano, Napoli e la stessa Roma.

Tutti d’accordo sul fatto che si debba procedere – anche per le direttive europee – verso la raccolta differenziata. Secondo l’ultimo rapporto Ispra sui rifiuti urbani, dei circa 500 chili di pattume prodotti all’anno da ogni cittadino italiano (con il primato di 663 in Emilia-Romagna) nel 2019 ne sono stati raccolti con la differenziata il 61,3% {+3,1% sul 2018, il doppio sul 2008). Se gli italiani riciclano quasi 7 imballaggi su 10, come i tedeschi – e meglio dei francesi e sopra la media Ue – il problema è come farlo: con cassonetti e isole ecologiche o a domicilio?

La raccolta porta a porta, spiega Andrea Lanz del Centro nazionale rifiuti di Ispra, «tendenzialmente ha il vantaggio di una migliore differenziazione dei rifiuti e un più diretto controllo», anche per stabilire la «tariffa puntuale» basata sulla quantità di rifiuti prodotti e far crescere l’educazione ambientale multando chi non si comporta correttamente.

Però presenta anche punti critici.

In primis i costi più alti. Secondo un’indagine di Utilitalia, prima della pandemia la raccolta porta a porta (circa il 40% del totale) costava 190 euro a tonnellate contro i 74 di quella stradale. 

Ma questo sistema comporta anche una “maggiore efficienza logistica in mezzi e personale delle aziende per garantire la puntualità dei ritiri mentre, sottolinea Fabio Musmeci, ricercatore dell’Enea e fautore del porta a porta, le grandi aziende del settore, pubblico-private, «dettano legge e preferiscono la raccolta stradale con i camion per aumentare i rifiuti da portare agli inceneritori».

Ma a sfavore di questo sistema c’è anche la difficoltà dei cittadini nel gestire i rifiuti organici, indifferenziato, plastica, carta, vetro, alluminio. E le evidenti difficoltà dei condomini che, avverte Bazzana, «spesso non hanno gli spazi per mettere decine di contenitori» creando non certo gradevoli aree di cassonetti dai diversi colori di  plastica.

Cosi a Bologna, dove i cassonetti erano già tornati per l’indifferenziata due anni fa la Lega propone zone ecologiche intelligenti, sull’esempio del Friuli, che premino in moneta o buoni spesa i cittadini virtuosi e il candidato sindaco del centrosinistra, Matteo Lepore, dice stop a i sacchi dei rifiuti sotto i portici dell’Unesco.

Immaginando persino, con l’addio al porta a porta, il ritorno degli spazzini di quartiere.

Noi tutto questo lo avevamo anticipato, da 6 anni il sottoscritto parla di tutto cio’, l’amministrazione Firetto aveva voluto procedere con un metodo già a quei tempi antieconomico, complicato da applicare e brutto da vedere, un metodo che già allora veniva bocciato, l’amministrazione Micciche’ aveva puntato in campagna elettorale sul progetto Di Rosa, salvo poi cambiare le carte in tavola a risultato acquisito, ed il risultato è davanti agli occhi di tutti.

A GIORNI PRESENTEREMO ALLA CITTÀ’ LA SOLUZIONE DEL CAMBIO DI METODO, UN CAMBIO DI METODO  CHE PROPORREMO ALL’AMMINISTRAZIONE CHE SI STA MANIFESTANDO, INERME IMMOBILE, INADATTA, INCOMPETENTE, ED ALLE DITTE, UNA SOLUZIONE CHE VOLEVAMO PROSPETTARE AL COMUNE GIA’ DA SUBITO E PER LA QUALE AVEVAMO CHIESTO PIÙ’ VOLTE SOLLECITANDOLO, UN INCONTRO – ha concluso Di Rosa – “.

Brutto incidente stradale, questa mattina, lungo il viadotto Petrusa, che collega Agrigento con Favara. Per cause ancora in corso di accertamento da parte di Polizia e carabinieri, intervenuti sul posto per i rilievi di rito, un grosso autoarticolato che trasportava rottami di autovetture, è finito a bordo strada capovolgendosi.

Alcuni automobilisti di passaggio, avendo visto l’incidente hanno immediatamente allertato i soccorsi e, nel frattempo, hanno cercato di liberare il conducente rimasto imprigliato dentro la cabina. Una autoambulanza del 118 è arrivata da lì a pochi minuti sul posto soccorrendo l’uomo che non è comunque in pericolo di vita, ma ha riportato delle ferite e delle fratture ed è stato ricoverato all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. Ancora tutta da chiarire la dinamica, l’incidente autonomo potrebbe essersi verificato in un tentativo di sorpasso andato a vuoto o per un malore che ha colpito il conducente. Il traffico nella zona è rimasto bloccato per qualche ora.

Ad Agrigento, domani, venerdì 8 ottobre, a Casa Sanfilippo, sede del Parco della Valle dei Templi, alle ore 10, sarà presentato in conferenza l’inizio delle attività per la redazione del Peba, ovvero il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Si tratta di un piano utile al miglioramento dell’accessibilità per coloro che hanno disabilità e difficoltà di deambulazione. Saranno presenti il sindaco Franco Miccichè, il direttore del Parco dei Templi, Roberto Sciarratta, l’assessore all’urbanistica e abbattimento delle barriere architettoniche Gianni Tuttolomondo, il dirigente del settore Urbanistica, Antonio Insalaco, l’architetto Gaetano Greco e l’architetto Sebastiano Dispensa.

«Gli apparentamenti sono da escludere – ha detto Conte – gli elettori non sono pacchi postali e non vogliamo dire “votate tizio o caio” al ballottaggio. Ma non c’è all’orizzonte nessuna possibilità di potere collaborare con un’eventuale giunta di centrodestra perché ha una proposta politica inadeguata. Per i ballottaggi faremo valutazioni, ma nessun apparentamento, assessori o richieste varie». E ancora sulla posizione di Carlo Calenda, che si era candidato a sindaco di Roma per “Azione”.: «Calenda sta facendo un suo percorso politico autoreferenziale, e noi glielo facciamo fare tranquillamente: siamo orgogliosamente forti della nostra storia e della nostra tradizione, lui si affaccia adesso alla politica. Essere una forza nazionale è un’altra prospettiva. Gli auguriamo buona fortuna, ma è all’inizio di un cammino politico nazionale, e quindi dettare condizioni agli altri mi sembra quanto meno arrogante».

Approfitta di un momento di distrazione dei titolari di un panificio, apre la cassa ruba i soldi e fugge.

E’ accaduto ieri ad Agrigento nella centralissima e molto frequentata via Callcratide. Un uomo ha arraffato i soldi dalla cassa ed è scappato. I titolari, udito il rumore della cassa che si apriva, sono riusciti appena ad individuare di spalle il delinquente che fuggiva.

Subito allertate le Forze dell’Ordine, sul posto sono giunte immediatamente le pattuglie della Sezione Volanti i cui poliziotti hanno controllato le vie adiacenti il panificio, ma dell’uomo nessuna traccia.

Magri il bottino: 40 euro circa. Le telecamere presenti nella zona potrebbero dare una svolta per individuare il ladro.

I Carabinieri della stazione di Palma di Montechiaro hanno eseguito un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Agrigento a carico di un uomo di 34 anni di Palma di Montechiaro, riconosciuto colpevole dei reati di maltrattamenti in famiglia, rapina ed estorsione a danno dei propri genitori conviventi. Lui è stato trasferito nel carcere “Pasquale Di Lorenzo” ad Agrigento. I reati contestati risalgono al periodo compreso tra il 2017 e il dicembre del 2020. I genitori, a fronte di quanto subito, si sono esasperati a tal punto da denunciare il figlio.

I treni ad alta velocità hanno fatto finalmente ingresso in Sicilia. Infatti, sono già sbarcati i primi vagoni del Frecciabianca, un treno ad alta velocità presente in tutta Italia. Le tratte saranno attive da fine ottobre, e pretendono la presenza di 8 treni Frecciabianca.

I binari su cui viaggeranno saranno sempre gli stessi ma i cantieri sono ancora attivi per raddoppiarli. Gli 8 treni sono tutti dotati di bar e Wi-Fi a bordo e le tratte che saranno attive da fine ottobre partiranno da Enna e Caltanissetta. I treni arriveranno fino a Reggio Calabria e da lì ci sarà una coincidenza che collegherà in modo diretto Roma.

Per i più appassionati di treni le carrozze che sono giunte in Sicilia sono le seguenti: in totale 8 tra Frecciabianca, Frecciarossa e  una locomotiva E464

L’assessore regionale all’Economia, e vice presidente della Regione, Gaetano Armao, interviene nell’ambito del caso “Figuraccia Piano nazionale ripresa e resilienza in Sicilia” ovvero che su 63 progetti presentati dalla Regione, soprattutto attinenti all’agricoltura irrigua, sono stati ben 31 quelli bocciati. Armao afferma: “L’immagine è spiacevole ma è questa: siamo come ‘incaprettati’ dalla mancanza di funzionari e burocrati di alto livello. Più cerchiamo di muoverci, di liberarci dagli adempimenti, più finiamo strangolati. La Regione sta subendo un vero e proprio ‘stress burocratico’. Il motivo è presto spiegato. Negli anni scorsi si è spinto all’inverosimile verso prepensionamenti e fuoriuscite di personale, soprattutto di funzionari e dirigenti di alto livello e di grande esperienza. In più abbiamo dovuto accettare a gennaio il blocco del turn over voluto dal governo nazionale e adesso dobbiamo fare i conti con una desertificazione di personale”.