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Ancora una notte di sbarchi a Lampedusa dove nella notte sono arrivati due barchette con complessivamente 27 tunisini a bordo. Dopo essere stati avvistati da una motovedetta della Guardia di Finanza, le due barche sono state accompagnate al molo Favaloro per il relativo trasbordo.

Si ricorda che ieri per Lampedusa è stata una giornata campale; in un solo giorno sono sbarcati nell’Isola più di 800 migranti che hanno riempito l’hotspot fino all’inverosimile.

Nella notte gli altri 27. Da Lampedusa sono stati già attivati anche con mezzi militari i trasporti verso Porto Empedocle per cercare di svuotare il più possibile l’hotspot che, ricordiamo, ha una capienza massima di 250 unità.

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Le trenta cartucce ritrovate adesso sono al vaglio degli agenti della sezione Volanti e della Squadra Mobile di Agrigento le quali cercheranno di dare, attraverso le indagini, disposte alla Procura di Agrigento che ha aperto un fascicolo di inchiesta.

E’ stata una donna mentre passeggiava sulla spiaggia del litorale delle Dune, a San Leone, ad accorgersi di una scatola il cui contenuto ha suscitato immediatamente curiosità; ed in effetti dentro la scatola c’erano trenta cartucce, ben conservate, di pistola.

La destinazione di quelle cartucce, come detto, è attualmente al vaglio degli investigatori.

 

I turisti stranieri a luglio sono cresciuti di circa il 110% rispetto allo stesso mese del 2020 e a giugno addirittura di quasi il 500% rispetto a un anno fa. La previsione di incremento per tutta Italia, formulata dall’Istituto nazionale ricerche turistiche (Isnart), era di soli 30 punti percentuali. Gli arrivi dei vacanzieri italiani, inoltre, hanno recuperato i livelli pre-Covid, facendo registrare a luglio una crescita del 6% sullo stesso mese del  2019, anno record del turismo nell’Isola.

I dati provengono dalle rilevazioni Turistat relative ai primi due mesi dell’estate: sono state circa due milioni e trecentomila le presenze complessive sull’Isola nelle strutture alberghiere ed extralberghiere. Ad agosto, inoltre, la tendenza è verso il tutto esaurito, anche se le conferme potranno arrivare dopo fine mese.

Il confronto tra l’estate 2021 e quella del 2020 vede tutti i numeri in crescita. Un trend scontato, vista la crisi nera causata dalla pandemia l’anno scorso, ma ben oltre le previsioni. In dettaglio, a giugno complessivamente c’è stata un’impennata del 74% negli arrivi (185.642) e del 125% nelle presenze (548.577).

Gli italiani arrivati in Sicilia (151.907) sono aumentati del 53% e le presenze (425.242) in media del 97%. Gli arrivi degli stranieri  (33.735) hanno registrato un +470% e le presenze (123.335) una crescita del 540%. In salita anche i dati di luglio rispetto a un anno fa: per gli italiani +15% gli arrivi (390.890) e +28% le presenze (1.250.116); per gli stranieri +109% gli arrivi (133.240) e un conseguente incremento del 107% delle presenze (466.276).

In raffronto al 2019 c’è da annotare il dato di luglio, con gli arrivi italiani superiori del 6% rispetto a quelli dello stesso mese di due anni fa e una piccola flessione delle presenze, pari al 3,6%. Complessivamente, tra connazionali e turisti esteri, a luglio ci sono stati un 22% di arrivi in meno e il 31% di presenze in meno.

«Se guardiamo al 2019, anno in cui non c’era ancora la pandemia – commenta l’assessore regionale al Turismo Manlio Messina – c’è ancora terreno da recuperare, ma i dati di luglio 2021 sono confortanti. Gli italiani che hanno scelto di trascorrere le vacanze in Sicilia sono di più di due anni fa. All’appello mancano ancora due terzi degli stranieri, certo, dipende molto dalla situazione internazionale, ma siamo sulla strada giusta. Gli incentivi e le promozioni lanciati dal governo Musumeci con il progetto “See Sicily” stanno contribuendo a far tornare i turisti nella nostra Isola. Stiamo pianificando ulteriori azioni di promozione, puntiamo a destagionalizzare, allungare la stagione e promuovere settori specifici come il turismo sportivo. Intanto – conclude Messina – attendiamo con fiducia i dati di agosto per avere un quadro ancora più definito e tracciare un primo bilancio di questa estate. La collocazione dell’Isola in zona gialla da lunedì non dovrebbe influire su questo trend di crescita».

A Marina di Ragusa si è conclusa la Festa dell’Unità del Partito Democratico della Sicilia, caratterizzata da confronti, dibattiti e interventi. A consuntivo interviene il segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo, che afferma: “Abbiamo voluto organizzare la festa regionale per riassaporare il piacere di vederci e discutere in presenza. E’ stato un anno molto complicato, le emergenze sono diverse e riguardano diversi ambiti. Poco è cambiato nella sanità, nulla o quasi è stato fatto per erogare aiuti ai settori più colpiti dalla crisi dovuta alla pandemia. Di questo gran parte della responsabilità è da attribuire a Musumeci e al suo governo. Noi vogliamo vederci, discutere, parlare e confrontarci in vista di appuntamenti elettorali importanti”.

Ci sono ragionevoli certezze che l’ultimo mega sbarco di Lampedusa apra uno scenario che la Procura di Agrigento, nella persona del dott. Luigi Patronaggio, ha messo già le mani.

Da questo scenario esiste la possibilità che dietro gli sbarchi ci sia una organizzazione, con veri e propri traghettatori di persone, che gestisce di fatto l’immigrazione clandestina. Il caso odierno è stato preso di mira dalla Procura agrigentina, la quale, come detto, ha aperto una inchiesta.

A supportare questa tesi, oltre al numero elevato di persone traghettate, la testimonianze dei medici di Msf i quali avrebbero individuato nei corpi di quella gente segni di violenza ed indizi che farebbero pensare ad uno stato di prigionia prima della partenza.

Inevitabile come in queste ore l’hotspot di Lampedusa sia stracolmo e che la situazione diventi sempre più pericolosa. Attualmente, con gli arrivi di ieri, all’interno della struttura di contrada Imbriacola ci sono più di 1200 persone a fronte di una capienza massima di 250 unità.

L’inchiesta della procura è stata affidata alla Guardia di Finanza ed alla Squadra Mobile di Agrigento.

 

Al fine di fronteggiare l’emergenza bare al Cimiero dei Rotoli a Palermo, dove da tempo quasi mille bare giacciono non sepolte disseminate ovunque, il sindaco Leoluca Orlando e l’assessore Antonino Sala hanno firmato un’ordinanza che prospetta un accordo con la Federazione Nazionale Imprese Onoranze Funebri, al fine di assicurare l’immediato trasporto delle salme a deposito dal Cimitero dei Rotoli al Cimitero di Santo Spirito, nei casi in cui i familiari hanno espresso il relativo consenso. Orlando afferma: “Ho firmato l’ordinanza, valida fino al 31 gennaio 2022, che fa seguito a precedenti ordinanze che hanno posto le premesse per affrontare in modo organico le tante criticità. L’ordinanza attuale rende immediatamente operative alcune proposte che sono state condivise nel corso del dibattito in Consiglio comunale”.

“Invece di accampare scuse, Musumeci abbia il coraggio di ammetterlo davanti agli imprenditori che ora sconteranno i contraccolpi delle restrizioni in arrivo: se siamo i primi, e finora gli unici, a tornare in giallo la colpa è sua e del suo staff di incapaci. Altro che ricandidatura, dovrebbe andare a nascondersi”.
Lo afferma il capogruppo del M5S all’Ars, Giovanni Di Caro.

“I fatti – afferma il deputato – dicono che siamo i peggiori in Italia, in cima a tutte le classifiche negative relative al Covid, primi per ricoveri ordinari e in terapia intensiva, per nuovi contagi, ultimi per vaccinati. Negare l’evidenza cercando di scaricare su altri le colpe dei suoi fallimenti non solo è inutile, è da irresponsabili. Ma questo è Musumeci, incapace di cercare strade, ineguagliabile nel trovare scuse”.

“La legislatura di Musumeci – aggiunge Di Caro – è un susseguirsi di fallimenti: sui rifiuti, sui ristori che non arrivano, sulle Finanziarie di cartone, sui buchi di bilancio, sull’ambiente con sanatorie scandalo e con l’apertura agli inceneritori. E si potrebbe continuare all’infinito. Ma Musumeci ha il coraggio di blaterare di improbabile ricandidature, cui non credono nemmeno i suoi alleati. Se avesse a cuore la Sicilia dovrebbe solo dimettersi”.

“Musumeci – aggiunge il deputato 5 stelle – dice che il giallo era inevitabile, e probabilmente ha pure ragione, ma non per colpa dei turisti o dei siciliani. Se stai quasi immobile ad osservare gli eventi è il minimo che possa accaderti, a meno che non credi che il virus si suicidi da solo. Se spalmi i morti per taroccare i dati, ti infili in una spirale dalla quale non puoi più risalire”.

“Sul fronte Covid, come su tanti altri fronti – conclude Di Caro – abbiamo segnalato le tante anomalie, dal mancato coinvolgimento dei medici di base, ai mancati controlli a Fontanarossa, agli hub diventati inutili cattedrali nel deserto, alle falle nella campagna vaccinazione, pure depotenziata – e questo è veramente assurdo – da assessori che si vantano di non vaccinare i figli e no vax tra gli alleati di Attiva Sicilia. Non ci ha mai ascoltato, anzi, ci ha solo insultato”.

Come è noto, il Consiglio di Stato, con sentenze dello scorso maggio, ha rigettato gli appelli proposti dal CSM e dal dott. Prestipino Giarritta e confermato la sentenza del TAR Lazio che aveva annullato la nomina di quest’ultimo quale Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma.
Pertanto, il dott. Viola, originario di Cammarata (AG), difeso dagli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, ha invitato il CSM a riattivare – in esecuzione delle suddette pronunce del Giudice Amministrativo – il procedimento volto alla nomina del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma procedendo, previo il necessario concerto ministeriale, a sottoporre al Plenum le proposte originariamente formulate dalla V Commissione in data 23.05.2019.
Frattanto, il dott. Prestipino Giarritta – difeso dal Prof. Massimo Luciani e dagli avv.ti Chirulli e D’Andrea – ha proposto avverso le suddette sentenze un ricorso per Cassazione.
Inoltre, con apposita istanza cautelare, il dott. Prestipino Giarritta ha chiesto al Consiglio di Stato di sospendere le suddette sentenze nelle more della definizione del ricorso in Cassazione.
Il dott. Viola, costituitosi in giudizio innanzi al Consiglio di Stato con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, ha chiesto il rigetto delle domande proposte dal dott. Prestipino Giarritta.
Il Consiglio di Stato – accogliendo le tesi degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia – ha rigettato le domande cautelari proposte dal dott. Prestipino Giarritta, rilevando l’assenza di qualsivoglia elemento di urgenza tale da giustificare la sospensione delle sentenze.
Successivamente, il Presidente della Corte di Cassazione ha fissato per l’udienza del 23 novembre 2021 la trattazione dei ricorsi proposti dal dott. Prestipino Giarritta.
In vista dell’udienza, il dott. Viola – sempre assistito dagli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia – ha notificato controricorso in Cassazione, rilevando l’inammissibilità e l’infondatezza dei ricorsi proposti da controparte.
Si è costituito in giudizio (a mezzo di apposito controricorso) anche il CSM – difeso dall’Avvocatura Generale dello Stato – chiedendo l’accoglimento del ricorso in Cassazione proposto dal dott. Prestipino Giarritta.
L’udienza del 23 novembre – in ragione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 – si terrà in Camera di Consiglio e senza l’intervento del Procuratore Generale e dei difensori delle parti, salvo che questi presentino (25 giorni prima dell’udienza) una richiesta di discussione orale.
All’udienza del 23 novembre 2021, finalmente, la Cassazione definirà questo lungo e complesso contenzioso.

Sono 132 su 531 tamponi processati i nuovi casi di Covid registrati in provincia e riferiti alla giornata di ieri venerdi 27 agosto. E’ quanto emerge dal report dell’Asp diffuso nel pomeriggio di oggi.

Ci sono 4 nuovi ospedalizzati, 137 guariti e 3 decessi. Le persone in ospedale sono 69, con 4 persone in terapia intensiva, tutte al Centro Covid di Ribera.

Questa la situazione nei Comuni agrigentini: Agrigento 160 (-11), Alessandria 3, Bivona 1 (+1), Burgio 5 (+2), Calamonaci 2, Caltabellotta 10 (+1), Canicattì 267 (+3), Favara 288 (-18), Cattolica 1, Cianciana 2, Lucca Sicula 2, Menfi 51, Montevago 4, Porto Empedocle 83 (+1), Palma di Montechiaro 63, Ribera 82 (+11), Sambuca 7 (+1), Santa Margherita Belice 33 (-2), Santo Stefano Quisquina 2, Sciacca 47 (+3), Siculiana 64 (+8), Villafranca Sicula 3, Ioppolo Giancaxio 1, Alessandria della Rocca 1, Camastra 3, Aragona 11, Cammarata 16, Castrofilippo 24, Comitini 0, Montallegro 3, Naro 26, Racalmuto 32, Raffadali 33, Ravanusa 54, Campobello di Licata 51,

Il sostituto procuratore della Repubblica, Paola Vetro, ha chiesto la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di 47 persone coinvolte in un altro filone di inchiesta sull’ormai nota “Carica delle 104”, un sistema che coinvolge medici, insegnanti e presunti falsi invalidi facendo leva sulle agevolazioni della legge 104 garantendo, a chi non aveva diritto, di potere usufruirne ottenendo tutti i vantaggi del caso (trasferimenti, invalidità civile). La prima udienza preliminare è stata fissata il prossimo 4 ottobre 2021.

Questi i nominativi dell eèersone coinvolte nella vicenda e per le quali è stato chiesto il rinvio a giudizio: Antonio Alaimo, 60 anni di Favara; Alessandra Alfano, 44 anni di Agrigento; Giovanni Baio, 63 anni di Raffadali; Antonina Barbaro, 52 anni di Raffadali; Elisa Rita Capraro, 44 anni di Agrigento; Giusi Cardella, 45 anni di Raffadali; Carmelina Chianetta, 46 anni di Favara; Dario Criminisi, 41 anni di Agrigento; Serafina Cinquemani, 47 anni di Favara; Anna Rita Consolo, 51 anni di Siculiana; Giuseppa Costanza, 45 anni di Favara; Eleonora Crapanzano, 47 anni di Favara; Maria Distefano, 47 anni di Agrigento; Domenico Drago, 64 anni di Favara; Giovanna Failla, 52 anni di Favara; Grazia Maria Fanara, 44 anni di Favara; Nadia Gagliano, 47 anni di Siculiana; Rosario Marturana, 58 anni di Favara; Giovanna Montaperto, 61 anni di Agrigento; Lella Morreale, 57 anni di Agrigento; Giuseppe Moscato, 48 anni di Favara; Antonina Panarisi, 57 anni di Raffadali; Stefano Piazza, 38 anni di Favara; Giuseppina Parello, 42 anni di Favara; Giuseppina Pirrera, 52 anni di Favara; Carmela Piscopo, 54 anni di Favara; Anna Pullara, 44 anni di Favara; Antonio Ragusa, 54 anni di Raffadali; Riccardo Ragusa, 46 anni di Raffadali; Rossana Rampello, 42 anni di Raffadali; Maria Rizzo, 48 anni di Raffadali; Anna Maria Sammartino, 46 anni di Raffadali; Carlo Scibetta, 64 anni di Porto Empedocle; Carmelinda Sgarito, 45 anni di Favara; Maria Giovanna Varisano, 52 anni di Favara; Silvana Vita, 48 anni di Agrigento; Giuseppe Gallo, 68 anni di Naro; Paolo Santamaria, 66 anni di Aragona; Concetta Rubino, 58 anni di Palermo; Alfonso Russo, 72 anni di Aragona; Antonio Bosco, 68 anni di Favara; Alfonso Lo Zito, 62 anni di Agrigento; Giuseppe Candioto, 68 anni di Agrigento; Antonia Matina, 64 anni di Favara; Lorenzo Greco, 67 anni di Agrigento; Gerlando Taibi, 89 anni di Raffadali; Pasqualino Messina, 55 anni di Cattolica Eraclea; Salvatore Russo, 43 anni di Agrigento.

L’inchiesta iniziò grazie all’opera certosina della Digos di Agrigento che sventò un presunto giro di falsi certificati medici per ottenere un trasferimento nella propria provincia di residenza e ottenere vari benefici di legge e previdenze. Era il 30 marzo del 2019 quando il pubblico ministero del tribunale di Agrigento, Paola Vetro, faceva notificare i 54 avvisi di conclusione delle indagini preliminari nell’ambito, appunto, del secondo filone di inchiesta. Il provvedimento, allora, venne notificato a 14 medici accusati di avere rilasciato false certificazioni per patologie inesistenti o accentuate rispetto alla reale entità, e quaranta pazienti che, grazie a certificati falsi, avrebbero beneficiato di previdenze di vario tipo.