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Il Santo Padre ha nominato membro della Congregazione delle cause dei santi il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo emerito di Agrigento.

Lo annuncia la Sala Stampa della Santa Sede. La Congregazione delle cause dei santi è retta dal cardinale Marcello Semeraro, subentrato a Giovanni Angelo Becciu, costretto alle dimissioni dall’incarico, nel settembre dello scorso anno, a seguito delle indagini sull’acquisto di un immobile di lusso a Londra.

Sono 117 i nuovi casi di coronavirus registrati in provincia di Agrigento nella giornata del 6 agosto.Il dato emerge dal bollettino diffuso dall’Asp. Ci sono anche tre nuove vittima: a Canicattì, la 27a da inizio pandemia; a Raffadali e Ravanusa, rispettivamente 9ª e 10ª vittima. Adesso sono 266 le persone decedute a causa del covid nella nostra provincia. I tamponi eseguiti sono stati 569 che portano il totale dei test processati da inizio pandemia a 113.356. Si registrano ulteriori 4 ricoveri in ospedale. I guariti sono 84.

Sono 34 le persone ricoverate negli ospedali: 30 a Ribera e 3 ad Agrigento e 1 fuori provincia. Quattro persone si trovano in terapia intensiva all’ospedale di Ribera. Due persone si trovano ricoverate all’hotel covid di Sciacca.

Questi i numeri nei Comuni della provincia di Agrigento: Agrigento 147; Alessandria della Rocca 13; Aragona 16; Bivona 3 ; Burgio 3; Calamonaci 0; Caltabellotta 41; Camastra 5; Cammarata 26; Campobello di Licata 52; Canicattì 124; Casteltermini 29; Castrofilippo 1; Cattolica Eraclea 1; Cianciana 1; Comitini 1; Favara 267; Grotte 2; Joppolo Giancaxio 10; Licata 38; Lucca Sicula 1; Menfi 15; Montallegro 0; Montevago 1; Naro 25; Palma di Montechiaro 64; Porto Empedocle 86; Racalmuto 24; Raffadali 59; Ravanusa 32; Realmonte 16; Ribera 12; Sambuca di Sicilia 4; San Biagio Platani 4; San Giovanni Gemini 42; Sant’Angelo Muxaro 5; Santa Elisabetta 3; Santa Margherita di Belìce 8; Santo Stefano Quisquina 6; Sciacca 30; Siculiana 42 (33 migranti a Villa Sikania) e Villafranca Sicula: 0. Navi accoglienza 132.

A San Giuseppe Jato, in provincia di Palermo, è accaduto che quattro minorenni e un giovane di 21 anni hanno rubato diverse volte nella scuola media “Riccobono”, e hanno registrato un video delle loro prodezze. Ecco perché i Carabinieri hanno denunciato i cinque, imputandoli dei furti nella scuola. Ad un altro giovane, di 26 anni, si contesta invece il reato di ricettazione. Due di loro, un minorenne e l’altro di 21 anni, sono stati bloccati in flagranza di reato intenti ad entrare nella scuola. Durante le indagini, grazie al video, sono emerse le responsabilità degli altri tre minorenni, che avrebbero commesso altri furti lo scorso luglio. Il 26enne risponde di ricettazione perché sorpreso in possesso di un computer e di due casse acustiche rubate nella scuola. La refurtiva è stata restituita al preside.

Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, lo scorso 11 novembre ha rigettato la richiesta di rinvio a giudizio in riferimento ad alcuni capi di imputazione contabili. Adesso invece il pubblico ministero, Chiara Bisso, ha proposto alla Corte d’Appello la richiesta di rinvio a giudizio dell’ex sindaco di Porto Empedocle, Calogero Firetto, e di altri tre, tra dirigenti finanziari e revisori, Alesci, Fiannaca e Veneziano, in riferimento ad una parte della stessa sentenza di proscioglimento relativa al bilancio del 2014. Chiara Bisso, tra l’altro, scrive nella richiesta: “La sentenza è illogica e contraddittoria, perché è stato inserito nel saldo finanziario del marzo 2015 un importo di 756mila euro che non andava calcolato perchè si trattava di un importo non esigibile”.

Sulla Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana è stato pubblicato il “Piano regionale di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica, a fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto”. In proposito interviene il presidente della Regione, Nello Musumeci, che commenta: “Finalmente anche la Sicilia, dopo quasi 30 anni, ha il suo Piano regionale per l’amianto. E’ un importante strumento di pianificazione, che adesso è pienamente operativo. E’ un’efficace risposta ai Comuni siciliani, in affanno per l’enorme quantità di materiale pericoloso presente sui propri territori. Ora spetterà proprio ai Comuni realizzare o implementare i propri Piani comunali per arrivare prima possibile al censimento, alla mappatura completa e, quindi, alla successiva bonifica delle aree interessate”.

I lavoratori precari dell’ex Girgenti Acque, adesso Aica, Associazione idrica dei Comuni agrigentini, e altri lavoratori con contratto scaduto, hanno incontrato l’assessore regionale agli Enti Locali, Marco Zambuto, nel merito delle loro prospettive occupazionali. Si tratta di 15 collaboratori precari da ormai 6 anni, che adesso, in occasione della tutela e definizione contrattuale dei livelli occupazionali, rivendicano la tanto attesa stabilizzazione. Agli altri lavoratori interessati, invece, il contratto è scaduto durante la gestione prefettizia e, in mancanza della proroga, si sono rivolti con successo alla Magistratura. L’assessore Zambuto ha prestato attenzione al problema e si è impegnato ad intervenire a breve con iniziative di soluzione adeguate a garantire la fuoriuscita dal precariato dei 15 collaboratori e il rinnovo del contratto agli altri.

L’incontro si terrà Lunedì 9 agosto alle ore 18:30  in Piazza della Vittoria.
Saranno presenti i rappresentanti delle Liste che sostengono la candidatura di Peppe Infurna, tra cui gli On. Vincenzo Giambrone, Carmelo Pullara e Vincenzo Fontana della Lega, gli On Margherita La Rocca Ruvolo nonché l’assessore Regionale Marco Zambuto.
Presenti anche il Commissario Regionale Totò Cuffaro della Democrazia Cristiana, i movimenti civici con i loro referenti: Onda, Forza Azzurri, Cambiare Passo e NoiPer e il dott Carmelo Vitello con la sua lista.

Nel 2004, i proprietari di diverse unità immobiliari all’interno di un fabbricato sito in c.da Carbonaro ad Agrigento, realizzato nel 1983 in assenza della concessione edilizia e ricadente in area sottoposta a vincolo per effetto dei DD.MM. del 1968 e del 1971, avevano impugnato, con il patrocinio dell’Avv. Girolamo Rubino, il Nulla Osta rilasciato dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Agrigento dopo ben 18 anni dalla presentazione dell’istanza, nella parte in cui lo stesso veniva condizionato all’abbattimento degli ultimi due piani del fabbricato, ritenuti elementi di  “disturbo con l’ambiente tutelato“.
Con tale impugnativa, si censurava sia l’evidente difetto di istruttoria e di motivazione del prescritto N.O. sia l’avvenuta formazione del c.d. silenzio – assenso, ai sensi dell’art. 17, comma 6, della L.R. n. 4/2003, sulla richiesta di sanatoria presentata dai proprietari alla Soprintendenza, con evidente illegittimità, pertanto, del provvedimento impugnato.
Il giudizio si concludeva solamente nel 2020, dopo ben 14 anni, con l’accoglimento, da parte del C.G.A., delle censure fatte valere in giudizio dai ricorrenti.
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, infatti, condividendo le articolate difese formulate dall’Avv. Girolamo Rubino, difensore dei proprietari ricorrenti, aveva ritenuto applicabile, al caso di specie, l’istituto del “c.d. silenzio assenso”, annullando, per l’effetto, l’impugnato Nulla Osta condizionato all’abbattimento dei due piani dell’edificio in quanto rilasciato dalla Soprintendenza di Agrigento oltre il termine perentorio di novanta giorni previsto dall’art. 17, comma 6 della L.R. n. 4/2003.
Nondimeno, attesa l’irragionevole durata del processo che li aveva visti coinvolti, i sig.ri F.F., E. D.C., P.F, , M.D., T.S., T.A., T.G., T.F., A.C., C.M., A.M., S.M., proprietari degli appartamenti dell’edificio di c.da Carbonaro decidevano di agire nuovamente in giudizio, assistiti dagli avv.ti Girolamo Rubino, Carmelinda Gattuso e Vincenzo Airo’, al fine di ottenere l’indennizzo riconosciuto dalla Legge n. 89/2001, c.d. “Legge Pinto” proprio per l’eccessiva ed irragionevole durata del processo definito, nel caso di specie, dopo 14 lunghi anni, con la pronuncia in appello del Consiglio di Giustizia Amministrativa.
La Corte di Appello di Palermo, condividendo le censure sollevate dai legali Rubino, Gattuso ed Airo’, accoglieva la domanda di equa riparazione presentata ai sensi della citata L. n. 89/2001.
Per effetto delle suddette pronunce, dunque, i proprietari degli appartamenti dell’edificio di c.da Carbonaro non vedranno abbattuto nessun piano del fabbricato ed otterranno, altresì, ristoro per l’irragionevole attesa che gli stessi hanno dovuto subire per giungere alla definizione del predetto giudizio.

Transito veicolare ridotto in via Atenea a causa di lavori di messa in sicurezza del fabbricato sito al civico 259. Il divieto sarà in vigore nei  giorni 09, 10 e 11 agosto prossimi, dalle ore 07.00 e fino a cessate esigenze. In particolare la via Atenea sarà chiusa al transito veicolare ad eccezione dei residenti, mezzi di soccorso, Forze di Polizia, portatori di handicap. Gli aventi diritto potranno transitare con cautela seguendo in senso unico il percorso di via Porcello, via Gamez, via Foderà con la possibilità di ritornare in senso inverso dalla via Atenea all’altezza della chiesa del Purgatorio, fino a raggiungere piazzale Aldo Moro. Il tratto compreso tra piazzale Aldo Moro fino all’intersezione con via Porcello sarà, quindi, a doppio senso di circolazione.