Home / 2021 / Agosto (Pagina 46)

C’è stato un nuovo sbarco fantasma nell’agrigentino: un numero imprecisato di migranti è arrivato in spiaggia e si è disperso nelle campagne di Borgo Bonsignore.
La barca, invece di essere rimorchiata in un porto sicuro è rimasta in spiaggia, con tutto il suo carico inquinante, rappresentato da quintali di reti, decine di litri di gasolio e tanto olio motore.
La Guardia di Finanza e la Procura di Sciacca l’hanno posta sotto sequestro, ma se non viene subito spostata da lì farà la stessa fine di decine di altre carrette del mare ed inquinerà in maniera irreversibile questo angolo di paradiso.
Mareamico e Marevivo hanno acquisito la disponibilità da parte di Castalia di trainare la barca nel più vicino porto, per essere messa in sicurezza. Ma per fare ciò è necessario che la Procura di Sciacca la dissequestri e dia le necessarie autorizzazioni.
Purtroppo in giro c’è poco rispetto dell’ambiente e spesso manca il buon senso!

Marco Vullo, assessore ai Servizi Sociali di Agrigento, ringrazia ancora una volta per lo straordinario lavoro svolto dall’Associazione  Volontari di Strada, per l’aiuto che hanno messo in campo per la compilazione delle domande sui social bonus regionali nei confronti di chi necessita un particolare aiuto a livello informatico e burocratico.

“C’è una parte bella della città di Agrigento che continua a svolgere quotidianamente un lavoro eccezionale, proficuo e di protezione e filtro socio-economico che ha un nome preciso: è l’Associazione Volontari di Strada”.

Questa associazione e i volontari operano da anni nel territorio cittadino senza risparmiarsi un attimo e sono sempre presenti ad aiutare a chi necessita un sostegno di qualsiasi natura: dalle derrate alimentari  al vestiario ed altri tipi di provvidenze, il tutto a titolo gratuito e con enormi sacrifici.

Anche sulla compilazione delle istanze per l’Avviso pubblico sul bonus regionale , la Presidente Anna Marino e tutti gli operatori dell’Associazione si stanno prodigando nell’agevolare a presentare le domande con la compilazione telematica e le operazioni tecnico-burocratiche con grande sollievo per chi entro il 20 agosto deve accedere a queste forme di sostegno economico perchè non dispongono di mezzi informatici.

Voglio ricordare che il servizio è attivo presso la sede del Viale della Vittoria ad Agrigento il lunedì ,tranne il 16 agosto, il mercoledì e il venerdì dalle ore 9.30 alle ore 12:00 nel rispetto delle norme anti-covid.

Inoltre ,per chi è stato vaccinato e aspetta il green pass ,gli stessi volontari scaricheranno l’applicazione e stamperanno le certificazioni ai cittadini che ne faranno richiesta.

Il mondo dell’Associazionismo che è rappresentato ad Agrigento da tante realtà a cominciare dai Volontari di Strada e non solo, sono un esempio vero e fondamentale per essere complementari e insostituibili alle esigenze e alle richieste delle fasce svantaggiate, essi agevolano questa amministrazione che sui servizi sociali e l’assistenza fa di tutto per non deludere nessuno “

Il sindaco di Agrigento, Francesco Miccichè, ha sospeso con proprio provvedimento, l’erogazione dell’acqua potabile nell’intera via Ustica a San Leone.

La decisione è stata adottata oggi dopo aver conosciuto gli esiti di una approfondita analisi dell’acqua erogata che si presenta inquinata. Le autorità sanitarie hanno certificato  che l’acqua distribuita non è utilizzabile per fini potabili perché presenta parametri non conformi.

In attesa di provvedimenti atti ad eliminare l’inconveniente igienico sanitario, come scritto,  è stata disposta la sospensione dell’erogazione idrica in via Ustica a San Leone.

La Sicilia brucia, anche nell’Agrigentino. Un vasto incendio è divampato a Caltabellotta, nel promontorio che delimita la via Roma, nei pressi dell’ingresso del paese, coinvolgendo sterpaglie e zone adibite a pascolo. Le fiamme hanno lambito anche alcune abitazioni. Parecchie persone si sono riversate in strada, nel timore che le loro case fossero avvolte dal fuoco. Sul posto lavorano Guardia Forestale e Vigili del fuoco. Il sindaco di Caltabellotta, Calogero Cattano, ha riferito che al momento la situazione è sotto controllo. La Protezione civile non ha ritenuto necessario disporre alcun provvedimento di evacuazione dell’abitato. Le fiamme nel frattempo si sono dirette verso nord. E si temono gravi conseguenze ambientali.

A Paternò, in provincia di Catania, un agricoltore di 30 anni, Ignazio Distefano, è morto schiacciato dal suo trattore nel tentativo di spegnere un incendio in un podere nell’area di Ponte Barca, interessata da un vasto incendio. Lui è stato intento a trasportare una botte piena d’acqua sul trattore che, in prossimità di una curva, lungo la strada provinciale 58, si è capovolto schiacciandolo e uccidendolo sul colpo.

Il presidente della Regione, Musumeci, dopo un sopralluogo e un incontro con i sindaci, delibera la richiesta al governo nazionale della dichiarazione d’emergenza incendi.

In Sicilia è l’estate delle gravi emergenze, incendi e sbarchi. Musumeci ha invocato dal governo nazionale la dichiarazione dello stato d’emergenza per l’immigrazione, ma il ministro degli Interni, Luciana Lamorgese, ha risposto picche al presidente della Regione ritenendo che il suo allarme fosse eccessivo se non infondato. Ancora Nello Musumeci ha dichiarato lo stato di emergenza incendi in Sicilia, e adesso, rivolgendosi al governo Draghi, invoca che allo stesso modo si proceda da Roma.

La preghiera di Musumeci è successiva ad un sopralluogo nei Comuni che maggiormente sono stati devastati dal fuoco. A bordo di un elicottero della Polizia, lui ha sorvolato le aree delle Madonie e dei Nebrodi, per rendersi conto dei danni causati dalle fiamme. Poi, a terra, insieme al capo della Protezione civile siciliana, Salvo Cocina, e al dirigente generale dell’assessorato all’Agricoltura, Dario Cartabellotta, ha incontrato i sindaci di Gangi, Geraci Siculo, San Mauro Castelverde, Collesano, Scillato, Campofelice di Roccella, Pollina, Castel di Lucio, Mistretta, Nicosia, Valledolmo e Petralia Soprana.

E poi Nello Musumeci ha spiegato: “Ho voluto incontrare i sindaci dei Comuni i cui territori sono stati flagellati dagli incendi, e gli abbiamo assicurato l’intervento del governo regionale con provvedimenti di sostegno e di ristoro. Abbiamo già dichiarato lo stato di crisi e di emergenza e ora deliberiamo la richiesta dello stato di emergenza nazionale. Speriamo che da Roma arrivino segnali positivi. Noi, intanto, attraverso il bilancio regionale, stiamo approntando le risorse per fare fronte alle prime spese necessarie affinché gli agricoltori possano riprendere la loro attività” – conclude. Infatti, la giunta regionale, riunita in seduta straordinaria, ha appena deliberato lo stato di crisi e di emergenza per sei mesi al fine di applicare la relativa legge regionale numero 13 del 2020 su interventi urgenti a sostegno delle aziende zootecniche per fronteggiare le necessità legate soprattutto alla sopravvivenza del bestiame. Per accedere al beneficio gli allevatori dichiareranno alla Protezione civile siciliana, secondo i dettagli che saranno resi noti nell’avviso pubblico, la superficie a pascolo in fiamme, lo stoccaggio di fieno distrutto e il numero di capi detenuti. Saranno ristorate anche le spese necessarie al ripristino delle recinzioni delle aree destinate a pascolo. Dopo una rapida verifica da parte dell’Ispettorato agrario competente, da compiersi entro il limite di 24 ore, la Protezione civile provvederà ad accreditare la somma che occorre.

E nel frattempo il presidente della Regione ha assunto poteri commissariali sugli incendi per risparmiare tempo rispetto alle procedure nazionali. Solo durante lo scorso fine settimana vi sono state rovine per almeno 10 milioni di euro, tra boschi, allevamenti, terreni agricoli e diversi edifici. E la Regione ha ottenuto fino al prossimo 17 agosto il sostegno di squadre antincendio dal Nord.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Gaetano Migliazzo, direttore sanitario dell’ospedale di Agrigento, replica a quanto denunciato dal deputato regionale e vice presidente della Commissione Sanità, Carmelo Pullara, nel merito del funzionamento del pronto soccorso dell’ospedale di Agrigento, Migliazzo afferma: “Mancano i medici e abbiamo un bando aperto per arruolare personale ma non se ne trovano. La dotazione organica è di 11 medici, 2 medici a turno in pianta stabile e, d’accordo con la direzione strategica, abbiamo predisposto che le prestazioni aggiuntive siano integrate con un’extra fuori contratto, ma non tutti hanno accettato. Chiaramente c’è chi in questo momento chiede le ferie ed ha tutto il diritto di riposarsi. Va detto che il problema è generalizzato e non solo di questo ospedale. Abbiamo riaperto il reparto Covid e i tempi di attesa sono fisiologici sul panorama regionale. Per il triage abbiamo istallato nuove strumentazioni per tamponi rapidi con esito più affidabile. Riguardo la Tac speriamo che entro le 48 ore torni funzionante. Il pronto soccorso di Agrigento ha in tutto 8 letti e 8 barelle”.

“Per chi non avesse compreso la gravità, sia dal punto di vista igienico sanitaria, lavorativa e di scarsa considerazione verso i cittadini, già offesi dai cumuli di spazzatura giacenti da settimane nel territorio, riteniamo necessaria una cronistoria della “Grande Puzza” che attraversa Agrigento e Favara.  Cominciamo da quella più grave, più eclatante: Favara. I netturbini in astensione dal lavoro, si sono incatenati dinanzi al portone del Comune per manifestare il loro disagio  per il mancato pagamento dello stipendio, che con  la fine del mese di marzo arrivano a 4 mensilità. (Ormai, con cicliche cadenze, gli operatori ecologici si astengono dal lavoro reclamando legittimamente il pagamento di mensilità pregresse. Un ritardo nel ritardo rispetto a quanto previsto dal contratto). Un colpo durissimo per le attività ricettive e per l’immagine del paese, oltre che per i cittadini che si trovano a convivere per l’ennesima volta con una situazione tale da configurare, come certificato dall’Asp, una emergenza sanitaria. Il sindaco Alba, scrive al Presidente della Regione Musumeci.
Nella missiva, chiede un intervento finalizzato a sbloccare i trasferimenti finanziari del Fondo perequativo. Dal palazzo di Piazza Indipendenza, naturalmente, tutto tace. Nel frattempo, il sindaco Alba  firma una ordinanza contingibile ed urgente ai sensi dell’articolo 191 del decreto legislativo 152/06 che impone agli operatori di tornare al lavoro.
La Prefettura dice no. Le ditte “le stelle” stanno a guardare come direbbe A.J Cronin. Nessuno, tra amministratori e politici si prende la briga di andare a sbirciare il favoloso contratto milionario, per vedere se in qualche comma, magari scritto a caratteri minuscoli, esista una clausola che conduca alla responsabilità dell’RTI. Nessuno alza il dito per indicare la disorganizzazione dell’RTI Iseda capofila. Nessuno ne fa cenno nei “comizi” in vista delle amministrative. Eppure la puzza c’è. Ad Agrigento, una città per nulla spazzata, piena di erbacce, per non parlare di San Leone. Anche ad Agrigento come a Favara,  sono i cittadini a creare questa sporcizia perché non educati al rispetto dell’ambiente? A Canicattì le cose sono diverse?
Il personale delle ditte che gestiscono il servizio sul territorio comunale hanno incrociato le braccia. I rifiuti soprattutto quelli organici hanno iniziato a fermentare sia dentro che fuori le abitazioni. La situazione è peggiorata per l’abbandono indiscriminato nelle zone periferiche di tonnellate di rifiuti. Torna prepotentemente  la Grande puzza o Grande fetore come nell’estate del 1858 a Londra, durante la quale la mancata raccolta dei rifiuti creò un impatto di portata sociale e politica tale da rimanere un importante episodio nella storia della città. Sono trascorsi 168 anni, non siamo a Londra ma la storia è simile. L’unica cosa che manca è l’impatto SOCIALE e POLITICO che dovrebbe creare i presupposti per chiedere ad alta voce, l’immediata revoca dell’appalto”.

«Ci chiediamo con quale faccia il ministro Patuanelli venga in Sicilia. A discutere di cosa, dopo avere massacrato il comparto agricolo siciliano sottraendo risorse, penalizzando il presente e compromettendo il futuro dei tanti giovani che vedevano nella coltivazione della terra una nuova speranza di occupazione».

Lo affermano Alessandro Aricò e Sergio Tancredi, rispettivamente capigruppo all’Ars di DiventeràBellissima e Attiva Sicilia, aggiungendo: «Della sua solidarietà per gli incendi che stanno devastando la Sicilia non sappiamo cosa farcene, visto che è responsabile in prima persona dell’abbandono di quelle terre che incoltivate e prive di presidi sono facile preda del fuoco e dei criminali che lo propagano. Patuanelli i voti vada a cercarseli altrove, chieda scusa alla Sicilia e passi ai fatti perché delle sue promesse e delle sue assicurazioni non sappiamo cosa farcene, considerando anche che l’accordo siglato sulla Pac 2023-2027 ha comportato una riduzione dei fondi per l’Italia per oltre 6 miliardi di euro, come da lui stesso ammesso».

Sono 868 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 14.406 tamponi processati nell’isola  L’incidenza sale al 6% ieri era al 4,5%. L’isola resta al primo posto tra le regioni per nuovo contagio giornaliero.

Gli attuali positivi sono 15.584 con un aumento di altri 387 casi. I guariti sono 472 mentre nelle ultime 24 ore si registrano altre 9 vittime e il totale dei decessi sale a 6.109. Sul fronte ospedaliero sono adesso 518 i ricoverati, 20 in più rispetto a ieri mentre in terapia intensiva adesso sono 59 i ricoverati, 9 in più.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo:  Palermo 164, Catania 199, Messina 8, Siracusa 49, Ragusa 129, Trapani 59, Caltanissetta 94, Agrigento 133, Enna 33 .