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A fronte della disastrosa emergenza incendi in Sicilia, le forze politiche di opposizione all’Assemblea Regionale Siciliana proporranno al presidente Gianfranco Miccichè una seduta d’aula straordinaria del Parlamento regionale, in vacanza già da fine luglio, che si svolga entro il 20 agosto, per discutere dell’emergenza e su come intenda procedere il governo Musumeci. La richiesta sarà firmata dai deputati del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle, di Centopassi e Italia Viva, che affermano: “Oltre a dichiarare lo stato di crisi e d’emergenza, e a mettere qualche piccola toppa a devastazione ampiamente compiuta, occorre individuare di chi sono le responsabilità e quali misure di prevenzione dei roghi sono state ignorate. La situazione è tragica, checché ne dicano alcuni esponenti dei gruppi di maggioranza che provano a buttarla in caciara, addossando le colpe al governo nazionale. Non capiamo, e dobbiamo capirlo, come sia stata possibile questa progressione degli eventi e come il governo si sia fatto sorprendere da uno degli avvenimenti estivi più puntuali della Sicilia: gli incendi”.

Ad Augusta, in provincia di Siracusa, una donna tunisina ha subito, per ben otto anni, violenze e maltrattamenti dal marito, anche lui tunisino, di 61 anni. Poco meno di un mese addietro la donna è stata ricoverata in ospedale a causa delle lesioni provocate dal marito padrone, imperterrito nella sua vile condotta. La moglie ha raccontato tutto ai poliziotti del locale Commissariato, che adesso hanno denunciato il marito per lesioni personali e maltrattamenti in famiglia. Lei, che ha sottolineato di avere vissuto un incubo, è stata trasferita in una struttura protetta e segreta. Adesso rientrerà a casa perché al marito è stato imposto l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla moglie.

Ad Agrigento, a San Leone, al lungomare “Falcone e Borsellino”, ha subito un incendio nottetempo un locale di distributori automatici di alimenti e bevande. Un Vigile del fuoco fuori servizio si è accorto casualmente del fumo fuoriuscire dall’edificio. Sono subito intervenuti i colleghi del Comando provinciale che hanno domato le fiamme. I danni sarebbero ingenti. Indagini sono in corso per accertare la causa del rogo.

Meglio tardi che mai, direbbe qualcuno. All’on. Carmelo Pullara, seppur con almeno un anno e mezzo di ritardo, gli si riconosce il merito di essersi accorto che l’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento è ridotto veramente male.

Quasi due nani addietro questo giornale sbraitava in lungo ed in largo che l’ospedale agrigentino faceva acqua da tutte le parti. E dire che in commissione regionale Sanità avevamo ed abbiamo ancora tre illustri componenti, tra cui il presidente che è l’on. Margherita La Rocca Ruvolo, più impegnata ad effettuare passaggi politici con voli pindarici che a badare ai problemi sanitari che attanagliano l’ospedale agrigentino.

E poi ancora, l’on. Riccardo Gallo e lo stesso on. Carmelo Pullara che oggi grida allo scandalo.

Quando noi evidenziavamo i gravi disagi dell’ospedale di Agrigento Pullara si sentiva quasi attaccato e, successivamente, dopo i nostri articoli, si girava dall’altra parte.

Pensare e ricordare Loredana Guida viene giù da bestemmiare. Lo avranno dimenticato o rimosso. Eppure la splendida collega è morta di malaria proprio all’ospedale di Agrigento.

Facemmo un casino, si indispettirono tutti, da Razza ai deputati, dai componenti della commissione regionale Sanità al presidente Musumeci. C’era un altro direttore generale all’Asp che promise mari e monti (Razza compreso) affinchè  ad Agrigento non si morisse più di malaria. Il reparto di malattie infettive doveva essere pronto nel giro di pochi mesi.

Sono passati due anni…

I poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, coordinati da Giovanni Minardi, hanno arrestato un cittadino tunisino perché è rientrato nel territorio nazionale nonostante fosse gravato da decreto di respingimento emesso dal Questore della provincia di Taranto il 14 giugno del 2020, con divieto di reingresso nel territorio italiano e nell’area Schengen. Il migrante, infatti, è stato rimpatriato il successivo 3 settembre del 2020 attraverso la frontiera aerea di Palermo.

Firmare il Referendum sull’eutanasia siamo convinti sia la cosa giusta da fare, non possiamo pensare che la “malattia” non toccherà mai le nostre vite o almeno una di quelle che conosciamo, sarebbe assurdo crederlo e sarebbe ingiusto, e molto triste, pensare di doversi occupare soltanto delle cose che ci toccano personalmente. Morire, così come vivere, fa parte della nostra esistenza, che ci piaccia o no.
Grazie, grazie, grazie a tutti i giovani e meno giovani, coinvolti attivamente in questa battaglia, siete un tesoro irrinunciabile. Vedervi nelle piazze a lottare per le idee in cui credete è una gioia immensa e per questo non smetteremo mai di ringraziarvi. Agrigento ha bisogno di voi, non solo sull’eutanasia, ma anche sull’istituzione di un garante per trasparenza nei pubblici concorsi, cura dell’ambiente, rifiuti, legalizzazione della Cannabis e tanto altro!
Dove c’è sofferenza, assenza di speranza, impossibilità di guarigione e dolore straziante, non c’è vita. Questo paese deve essere pronto a regolamentare questo tema, noi firmeremo convintamente il referendum sull’Eutanasia Legale, riversandoci nelle piazze e coinvolgendo più gente possibile, per far sì che quelle 330mila firme già raccolte possano diventare, nel più breve tempo possibile, motivo di confronto e dibattito politico!

Il dott. Salvatore Montaperto è uno dei candidati sindaco alle prossime amministrative di Favara. Supportato dal Movimento Nuova Autonomia, Diventerà Bellissima, Fratelli d’Italia, Udc, e le liste civiche “Montaperto per Favara”, ha deciso di scendere in campo. Lo abbiamo intervistato.

 Dott. Montaperto, perché  ha deciso di scendere  in campo?

“Da anni, in tanti mi hanno chiesto di mettermi in gioco, ma  ho sempre allontanato l’idea della politica in prima persona perché troppo preso da una carriera professionale  impegnativa.

Oggi, invece, volendo fare del mio lavoro una risorsa, ho capito quanto necessario è questo “sacrificio” per far confluire la mia esperienza e competenza professionale  nell’impegno istituzionale.

Per me fare politica significa impegnarsi in prima persona, mettersi al servizio dei cittadini per migliorarne la vita quotidiana.

Ed allora mi sono detto “Perchè no?”

E dopo 30 anni ho deciso di scendere in campo in prima persona.

Mi presento alle prossime elezioni senza grandi proclami ma con l’intento di guidare la pubblica amministrazione in modo chiaro e trasparente.

Sono consapevole che dovrò,  purtroppo, ripartire da una Favara ferma, priva di fiducia in se stessa, distaccata dalla  politica e sfiduciata nei confronti delle istituzioni.

Sono, però, onorato che la mia candidatura sia sostenuta da  una così grande  coalizione: probabilmente mi ritengono all’altezza del compito.

Insieme stiamo lavorando ad un buon progetto che punti a coinvolgere persone competenti, capaci ed appassionate. Non è più il tempo di improvvisare. Sono pronto a fare il Sindaco e ad assumermi questa responsabilità.  Sarò un sindaco determinato, ma soprattutto a tempo pieno”.

La situazione di Favara non è bella. Molti i problemi da affrontare ma soprattutto da risolvere.

 “Sì, Favara si confronta quotidianamente con mille difficoltà e di questo ho assoluta consapevolezza.  

Per questo, all’inizio del mandato verrà  predisposto uno studio sulle ragioni obiettive che hanno portato a questa situazione fallimentare, in modo da approntare le necessarie misure e correzioni per il superamento di tutte le criticità. Lo so, dovremo ripartire dalle macerie ma soprattutto dalla delusione dei cittadini,  ormai  stanchi di assistere all’abbandono della nostra Città. Proprio per questo ho intenzione di investire tutte le mie energie e di spendermi senza risparmio.

La mia lunga esperienza amministrativa – che voglio mettere a servizio del mio Comune –   mi ha fatto capire che  la prima cosa che a Favara va ricostruita è la comunità: tutto può ripartire solo se  si crea un forte senso di comunità, in cui tutti dobbiamo  sentirci indispensabili.   Favara ha tanti problemi da affrontare ma soprattutto da risolvere.  Vogliamo parlare di rifiuti, di centro storico, di tributi,  di stabilità e sicurezza degli edifici scolastici, di impianti sportivi, di verde pubblico, di sviluppo economico, di  formazione e di tanto altro. Al riguardo, la mia intenzione è duplice: di stimolo e di azione.

Stimolo nei confronti dei quattro partiti politici che sostengono la mia candidatura e che oggi sono al Governo regionale  Diventerà Bellissima”,  “Fratelli d’Italia”, “Movimento Nuova Autonomia” e “Udc”  per collaborare a favore del nostro  Comune, politicamente isolato dal contesto regionale; ed azione perchè solo  sedendosi  ad un tavolo unitario per affrontare in maniera efficace la sfida che investe la Città di Favara, si possono superare quelle annose criticità che con il tempo si sono sempre più incancrenite.

Favara non può e non deve restare indietro”.

I rifiuti hanno affossato Favara. Come pensa di risolvere questo grave problema?

 “Mi aspettavo questa domanda,  ma oggi non mi lascio sopraffare da inutili proclami  poiché ritengo più opportuno e  serio approfondire dapprima l’intera questione, anche alla luce degli interventi fattivi da concordare con gli esponenti della coalizione che mi sostiene.

Fatta questa premessa, è chiaro che la disastrosa gestione dei rifiuti rappresenta senz’altro una priorità.

Ma per affrontare e risolvere il problema bisogna lavorare e lavorare molto. Purtroppo Favara è una pattumiera e lo è  per colpa di chi non si assume le proprie responsabilità, per poi scaricare  la colpa ad altri.

E’ chiaro che a Favara  non  è più possibile  ritardare  l’adozione di urgenti decisioni in materia di rifiuti.

Il Comune, nell’ottica di una politica di più ampio respiro, deve farsi promotore presso altre Istituzioni (Regione, Governo nazionale, Istituzioni europee) di un Piano straordinario di azioni che miri al miglioramento strutturale e gestionale del servizio dei rifiuti.

E’ necessario ripensare ad un nuovo sistema di raccolta differenziata dei rifiuti, come nelle più evolute città del nord Italia, rinegoziando il costo del servizio che attualmente è assai oneroso.

La raccolta “porta a porta” va rilanciata ed estesa a tutto il territorio comunale, comprese le periferie e le zone non servite, coinvolgendo i cittadini, con strumenti e metodi di gestione innovativi.

Importante è premiare  i comportamenti virtuosi attraverso incentivi economici che consentono la riduzione della Tari.

E’ necessario fare dei rifiuti una risorsa: i  materiali differenziati devono essere “di buona qualità” e cioè contenere solo rifiuti della stessa natura. Ciò permetterebbe un effettivo recupero di materia, incidendo positivamente sui costi e quindi sulla sostenibilità economica dei sistemi di raccolta adottati; permetterebbe, anche, una riduzione delle spese di smaltimento del rifiuto indifferenziato con sensibili vantaggi per l’ambiente, per il decoro e l’igiene urbana. Ma ciò che meglio va affrontato è il  problema della strutturale carenza impiantistica: poche sono le discariche presenti sul territorio ed ancora meno quelle funzionanti.

Sulla questione dei rifiuti la Regione dovrà, dunque, avere un atteggiamento responsabile, collaborando  a qualunque soluzione che comporti il superamento di tali criticità”.

Molti cittadini evadono le tasse, soprattutto la tari. Come combatterà questo fenomeno?

“E’ risaputo che l’evasione fiscale genera ingiustizie, disparità e risentimenti tra i contribuenti. E’ logico che se tutti pagassero quanto dovuto, ciascuno pagherebbe meno e otterrebbe più vantaggi.

Il problema è come fare. Se si vuole ottenere il risultato di ridurre l’evasione fiscale,  come prima cosa occorre coinvolgere tutti i cittadini al rispetto delle regole, sensibilizzandoli  al pagamento delle giuste tasse. Bisognerebbe conoscere i danni che provoca  l’evasione fiscale e  capire che pagare le tasse conviene a tutti. Fatto questo, si continuerà a gestire direttamente i tributi locali per instaurare un rapporto diretto con il cittadino e raggiungere una maggiore efficienza del servizio. Sarà, però, necessario programmare il potenziamento dell’Ufficio Tributi e un incremento dell’informatizzazione per offrire al cittadino-contribuente un servizio adeguato.

Punto fermo resta:

  • la lotta all’evasione fiscale per estendere la base contributiva e ridurre ulteriormente e progressivamente la pressione fiscale, secondo i principi di equità e giustizia fiscale e tributaria.
  • la Tari deve volgere alla determinazione puntuale del tributo, per trovare un giusto equilibrio tra produzione dei rifiuti e tariffa. Saranno previste riduzioni/esenzione a seconda dei casi e delle necessità, ovviamente comprovati e documentati.
  • quanto all’Imu, l’impegno è quello di rivedere il regolamento per l’applicazione dell’imposta e rideterminare il valore delle aree edificabili, prevedendo valori differenziati e riduzioni a seconda dei casi.
  • anche i regolamenti della Tosap,  dell’Imposta sulle insegne pubblicitarie … saranno rivisti e modificati, prevedendo riduzioni ed esenzioni per le attività  in difficoltà.

Anche in questa materia, fondamentale è chiedere alla Regione fondi per il sostegno a tutte le attività commerciali e artigianali per favorirne la ripresa ed evitarne la chiusura, specie  delle piccole imprese”.

Oggi di cosa ha bisogno Favara per essere governata degnamente?

 “Sappiamo bene che un Sindaco  è rappresentativo della comunità che lo esprime. Ma prima di un buon Sindaco è necessario che la comunità prenda coscienza che è meglio amministrare con trasparenza e onestà, piuttosto che con sopraffazione e clientelismo. Per costruire una nuova comunità, bisogna partire dalle piccole cose e un po’ alla volta alimentare una coscienza collettiva  che sia in grado di guardare oltre i propri interessi personali, proiettata verso un cambiamento prima culturale e  poi politico.Certo ci attendono mille difficoltà e ci vuole ancora tempo per eliminare le incrostazioni di un passato pesante, ma abbiamo intenzione di fare e  molto. È questa la sfida più importate da vincere, perché solo vincendola si può dimostrare a se stessi e alla comunità che governi che ce l’abbiamo fatta”.

 Presenterà una squadra politica o prettamente tecnica?

“Prima ancora di parlare di Giunta, per me è fondamentale far sapere  ai cittadini che nella difficile sfida che mi attende non sarò  da solo ma  c’è un’intesa di programma con i partiti politici e le liste civiche che sostengono la mia candidatura.

Saròl’espressione di un programma comune che rappresenta le esigenze del nostro territorio”.

Ed è con senso di responsabilità, oggi sempre più forte, che credo che partendo da questo gruppo si possa costruire una  squadra all’altezza della sfida che ci attende, che punti esclusivamente alla fattibilità dei progetti inseriti nel programma elettorale ed eviti inutili proclami.

Va da sé che, nella formazione della mia Giunta, non potrò non tener conto della necessità che gli assessori siano persone preparate e competenti, cui affidare deleghe ad agire in maniera autonoma ed efficace.

In ogni caso  non credo che si possa, anche in generale, parlare di “squadra politica” o “squadra tecnica”  perché la Giunta è un organo di gestione dove elementi politici e tecnici è giusto che si fondano.

Non ho mai visto un tecnico completamente apolitico, nè un politico completamente atecnico”.

 Un appello ai cittadini favaresi

“Mai come oggi c’è bisogno di un governo fattivo dalle idee chiare, pronto a fronteggiare le sfide che ci attendono.

Proprio per questo mi presenterò ai miei concittadini  con un programma chiaro, frutto dell’esperienza politico-amministrativa maturata, arricchito da non pochi progetti  pronti ad essere finanziati ed attuati. Per ognuno di noi parla la nostra storia personale e c’è chi come me, per oltre trent’anni, si è occupato quotidianamente delle questioni piccole e grandi della mia Comunità, sempre a contatto con la gente. Il mio è un  gruppo  formato da donne, uomini e giovani che hanno passione politica e civica e vogliono mettersi in  gioco, per puro spirito di sacrificio e partecipazione.

Lavoreremo insieme e saremo presenti sul territorio e vicino alla gente per mettere il massimo impegno nel risolvere i problemi di tutti.   Mai come questa volta il voto di ciascuno sarà importante per decidere chi dovrà governare il nostro paese per i prossimi cinque anni. Per questo e per rendere concreta la nostra volontà di impegnarci per il futuro di Favara, chiedo a tutti i miei concittadini di dare fiducia alla mia squadra recandosi alle urne e votando me e le nostre liste.  Favara  merita l’impegno di tutti ed il coraggio di cambiare”.

A Ravanusa i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato ai domiciliari un cittadino originario della Romania, di 23 anni, bracciante agricolo, perché, nei pressi di via Dante, si è avvicinato ad un pensionato di 72 anni, residente in Germania e in vacanza nel suo paese, seduto innanzi all’ingresso della sua abitazione, e gli ha strappato con forza dal collo due catenine in oro. Poi è fuggito. E’ stato il pensionato a telefonare al 112. E i carabinieri hanno subito rintracciato il malvivente. All’autorità giudiziaria il romeno risponderà di scippo e furto con strappo.

L’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Agrigento (Omceo), sulla scorta dell’invito alla vaccinazione lanciato dalla Federazione nazionale Ordini medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo), lancia ancora una volta un accorato appello agli agrigentini, sollecitandoli a osservare le norme anti-contagio e a sottoporsi alla vaccinazione, in un periodo davvero preoccupante in cui aumentano la pressione sul sistema ospedaliero e il numero dei deceduti.

“È un appello forte – afferma Santo Pitruzzella, presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Agrigento – che parte dai dati del sistema ospedaliero nella nostra provincia: il Covid Hospital di Ribera registra il “tutto esaurito” e l’Asp ha riaperto la Medicina Covid al San Giovanni di Dio dove i pazienti aumentano di giorno in giorno. I ricoverati, anche quelli in Terapia intensiva, non sono vaccinati. La situazione è davvero preoccupante. Recentemente ho invitato i miei concittadini a usare la mascherina all’aperto nonostante l’istituzione della zona bianca perché ormai l’assembramento è quasi la regola. Il rischio, concreto, è di tornare in zona gialla già nei prossimi giorni. Rinnovo l’invito alla vaccinazione ricordando che l’Asp ha istituito vari punti di vaccinazione in diversi comuni ed è ancora possibile accedere ai centri vaccinali senza alcuna prenotazione. Mi rivolgo soprattutto agli over 50, perché in Sicilia siamo gli ultimi in percentuale di vaccinati, e ai soggetti di età compresa tra i 12 e i 19 anni. Vaccinarsi è importante perché la variante Delta colpisce principalmente i giovani tra i 12 e i 30 anni e ha una trasmissibilità maggiore rispetto alle altre varianti. Vi auguro buon ferragosto rinnovandovi, ancora una volta, l’invito alla prudenza”.

Una città sempre più smart e ecosostenibile. È quello che si è prefissa l’amministrazione Micciché sin dal suo insediamento con l’approvazione di piani che possano rendere la città sempre più rispondente ai requisiti tracciati dal Patto dei sindaci per il clima e l’energia sottoscritto dal comune di Agrigento nel novembre 2018. Ed un nuovo tassello al raggiungimento di questo obiettivo è stato posto con la nomina del mobility manager nella persona dell’architetto Ivano Agostara, dipendente comunale, settore Energia.

Il decreto del Ministero dell’Ambiente “Mobilità sostenibile nelle aree urbane” del 27 marzo 1998, dispone che gli Enti con oltre 300 dipendenti per unità locale, o con oltre 800 dipendenti complessivi distribuiti su più unità locali, adottino un Piano degli spostamenti casa lavoro (PSCL) e nominino un addetto alla mobilità aziendale con il compito di razionalizzare e ottimizzare gli spostamenti sistematici del personale, soprattutto promuovendo il trasporto collettivo e introducendo forme innovative di trasporto meno inquinanti, con la finalità di ridurre l’uso del mezzo di trasporto privato.

Il mobility manager Agostara avrà il compito di redigere il Piano Spostamenti Casa Lavoro dei dipendenti del Comune- PSCL cui primo step è rappresentato dalla individuazione ed approvazione delle linee guida per la redazione del PSCL e attraverso l’analisi delle risposte al questionario che è stato somministrato ai dipendenti comunali, delineare le esigenze effettive e le possibili azioni ai fini dell’efficientamento degli spostamenti casa lavoro.

L’obiettivo afferma l’Assessore Gerlando Principato è quello di disincentivare l’utilizzo dell’auto privata e di promuovere attraverso azioni mirate modalità di spostamento alternative e meno impattanti in termini di traffico e inquinamento. Ma sopratutto andare alla ricerca delle soluzioni più adeguate ad incidere sul benessere dei dipendenti, sulla loro fidelizzazione e quindi sulla loro produttività.