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Ad Agrigento, al palazzo di Giustizia, a conclusione della requisitoria, la pubblico ministero, Chiara Bisso, ha proposto al Tribunale la condanna a 3 anni e 10 mesi di reclusione a carico di Michelangelo Bellavia, 32 anni, di Favara, giudicato in abbreviato e arrestato nell’ambito dell’inchiesta della Squadra Mobile di Agrigento cosiddetta “Mosaico” perché, in occasione di una perquisizione domiciliare, è stato sorpreso in possesso di un arsenale di armi, tra due pistole semiautomatiche, un revolver, un silenziatore, e poi 13mila euro in contanti e un “libro mastro” tuttora sotto indagine.

Ad Agrigento, a seguito dell’aumento dei casi di contagio da covid 19, soprattutto della variante inglese, il sindaco Franco Miccichè ha disposto la chiusura di sei scuole fino a domani, sabato 17 aprile, compreso, per consentire le opere di sanificazione. Si tratta delle scuole Federico secondo in via De Sica, poi le scuole Giovanni Paolo secondo, Santa Chiara e De Cosmi al Villaggio Mosè, poi Malaguzzi e Montessori a San Leone, e infine la scuola Hack al Villaggio Peruzzo.

Oggi nel pomeriggio con inizio alle ore  17 in diretta sul social media facebook avrà luogo l’ incontro sul tema “Scuole in sicureza, si o no?” coordinato da Diego Palma. All’evento prenderanno part,  tra gli altri, il presidente di Confasi Sicilia Davide Lercara, il responsabile provinciale del dipartimento Istruzione Francesco  Tulone, il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il segretario generale della Uil Scuola Pino Tori, il docente dell’università dell’Insubria Davide Tosi e l’infettivologo dell’Ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli.

La Commissione regionale antimafia avvia un’inchiesta sugli appalti covid e non solo. L’intervento del presidente, Claudio Fava.

La Commissione Antimafia dell’Assemblea regionale siciliana, presieduta da Claudio Fava, ha inviato una richiesta formale a tutti gli organi che si occupano di appalti Covid per conoscere cifre ed elenchi relativi a consulenze, procedure e bandi per beni e servizi adottati dalla Regione per fronteggiare l’emergenza pandemica. Lo stesso Claudio Fava spiega: “Ci interessa fare chiarezza sull’uso che viene fatto del Comitato tecnico scientifico regionale, sul ruolo della Centrale unica di committenza degli appalti e sulla spesa legata alla pandemia. E’ come se ci fosse un gioco delle parti, uno scaricabarile di responsabilità su alcuni passaggi che non sono stati ben registrati in questi mesi sul tema della sanità. A partire dai numeri dell’emergenza nell’Isola. Tra Centrale unica di committenza, assessorato alla Salute e Comitato tecnico scientifico, ciascuno rinvia la palla nel campo dell’avversario, per cui alla fine la sintesi è che questi dati restano numeri abbastanza astratti e non sempre legati alla realtà. E più perplessità solleva la Centrale unica di committenza della Regione: non funziona – ha sottolineato Fava – e non si comprende se ci sia la volontà politica di metterla al servizio di una gestione trasparente ed efficace della spesa pubblica, mentre fino ad ora si è proceduto in senso contrario, con un sistema affidato alle proroghe dei vecchi affidamenti. Tutto questo in una regione dove abbiamo aziende che sono sotto indagine giudiziaria e che continuano a gestire appalti per centinaia di milioni perchè la Centrale unica di committenza non è stata capace di affrontare questo nodo. Da qui è scaturita la richiesta di documentazione da parte della Commissione rivolta all’assessorato alla Salute, alla Protezione civile e al presidente Musumeci. La preoccupazione che ci siano pochi controlli e criteri di elargizione troppo larghi è un dubbio più che legittimo” – conclude Claudio Fava. E nel frattempo l’iniziativa della Commissione Antimafia siciliana non è isolata. Infatti, anche la Commissione Antimafia nazionale, presieduta da Nicola Morra, si è attivata sul fronte dell’emergenza Covid, rivolgendo però la propria attenzione verso il fronte vaccini. E Nicola Morra spiega: “La Sicilia è tra le realtà che ha un alto numero di vaccinati inclusi nella dicitura ‘altro’. E’ qui che arriva l’Antimafia. Si vuole accertare se fossero aventi diritto o se invece, in quanto ‘altro’, ci sia stato più di uno spazio per furbizie e condotte irregolari. Credo che gli italiani abbiano il diritto di sapere se è tutto nella norma o se ci sono zone d’Italia in cui si sono fatti passare avanti alcuni soggetti, a scapito di chi aveva il diritto di essere vaccinato prima. E credo che sia dovere dello Stato fare una verifica su un dato così anomalo”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Si tratta del Commissario della Polizia di Stato  dottor Manuel Montana, nato a Patti (ME), 28 anni, laureato in giurisprudenza con il massimo dei voti e la lode e  del Commissario della Polizia di Stato  Andrea Palermo, nato ad Erice (TP), 29 anni, laureato in giurisprudenza con il massimo dei voti.

Il dottor Palermo, dopo un periodo di tirocinio pratico applicativo  assumerà le funzioni di Dirigente del Commissariato di P.S. di Palma di Montechiaro, subentrando al dottor Tommaso Amato, destinato ad altra sede di servizio.

Inoltre, il Questore dottoressa Rosa Maria Iraci ha disposto il trasferimento interno di alcuni funzionari. In particolare, il prossimo 19 aprile  il Commissario Capo dottor Francesco  Sammartino,  assumerà l’incarico di dirigente del Commissariato di Canicattì, in avvicendamento con il Vice Questore dottore Cesare Castelli che assumerà quello di dirigente del  Commissariato di Licata, subentrando alla dottoressa Sonia Zicari, trasferita ad  altra sede.

Il primo trapianto di trachea in Italia, ed il primo al mondo che viene effettuato su un paziente post-covid è stato effettuato lo scorso 2 marzo a Roma, al policlinico universitario Sant’Andrea di Roma su un paziente di 50 anni, siciliano, che subito dopo risvegliato è stato in grado di respirare e parlare autonomamente. L’uomo dopo un ricovero di 3 settimane, ha ripreso la sua vita ed è tornato in Sicilia.

“I danni conseguenti all’infezione Sars-Cov2 e alle tecniche di ventilazione invasiva che si sono rese necessarie durante la malattia, hanno provocato l’assottigliamento della trachea che impediva quasi completamente la respirazione, rendendo necessario effettuare l’intervento” – spiegano i medici che oggi hanno presentato l’operazione in una conferenza stampa con la rettrice dell’Università Sapienza di Roma, Antonella Polimeni, e l’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato.

“Il paziente, un uomo di 50 anni originario della Sicilia, immediatamente risvegliato è stato da subito in grado di respirare e parlare autonomamente; dopo un ricovero di tre settimane e un decorso post-operatorio regolare, ha ripreso la sua vita normale, tornando al suo lavoro e alla sua città”, sottolinea la nota della Sapienza.

Un’area di bassa pressione presente sull’Europa centrale determina modesta instabilità anche sulla penisola italiana. Nelle prossime ore si prevedono precipitazioni sparse sulla Sicilia e, nella giornata di venerdì, assisteremo ad un marcato aumento della ventilazione orientale sulle estreme regioni meridionali. Lo ha reso noto il Dipartimento della Protezione Civile, che ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. L’avviso prevede dal primo mattino di domani venti forti dai quadranti orientali, su Sicilia e Calabria, con raffiche di burrasca, fino a burrasca forte sui settori meridionali e ionici. Saranno possibili mareggiate lungo le coste esposte.

Continua ad essere alto il numero dei positivi al covid in Sicilia che è sempre sul filo della zona rossa: oggi sono 1.450 i nuovi positivi su 30.427 tamponi processati, con una incidenza del 4,8%. La Regione è quarta per numero di contagi giornalieri.

Le vittime nelle ultime 24 ore sono state 6 e portano il totale a 5.107. E la fondazione Gimbe col suo periodico report segnala che nella regione nella settimana 7-13 aprile è notevolmente peggiorato l’indicatore relativo ai “casi attualmente positivi per 100 mila abitanti”: sono 506 i casi per 100 mila abitanti un + 9,3% rispetto alla settimana precedente. La percentuale di popolazione che ha completato il ciclo vaccinale, dice Gimbe, è pari al 6,5% (media Italia 6,8%). La Regione siciliana intanto ha siglato un accordo con Federfarma per poter eseguire direttamente in farmacia tamponi antigenici rapidi e test sierologici. Le farmacie associate che aderiranno all’iniziativa, potranno allestire al proprio interno, o in un luogo aperto nelle immediate vicinanze, uno spazio per l’esecuzione dei test nel rispetto della normativa igienico-sanitaria e garantendo, allo stesso tempo, la riservatezza degli utenti. Il presidente della Regione Nello Musumeci annuncia anche un accordo con gli infermieri, “per chiedere a ognuno per il proprio ruolo di andare a cercare direttamente al domicilio l’anziano perché abbiamo bisogno di non abbandonare a se stessa questa fascia di popolazione fragile”. E gli hub vaccinali siciliani si preparano all’Open weekend, da domani a domenica, per accogliere i cittadini (che non rientrano tra i soggetti fragili) di età compresa tra 60 e 79 anni che potranno ricevere la somministrazione di vaccini Vaxzevria (AstraZeneca) senza bisogno di prenotazione.

1.450 nuovi casi di coronavirus su 30.427 tamponi antigenici e molecolari.
I dati arrivano dal report quotidiano diffuso dal ministero della Salute e dalla Protezione civile nazionale.

In Sicilia nelle ultime 24 ore si registrano 6 decessi e 802 guarigioni. Gli attuali positivi sono 24.774, 642 piu’ di ieri. Negli ospedali siciliani i ricoverati in regime ordinario sono 1.218, quelli in terapia intensiva 184

i nuovi contagi per province:

Palermo 315

Catania 475,

Messina 122,

Siracusa 165,

Trapani 99,

Ragusa 40,

Caltanissetta 87,

Agrigento 95,

Enna 52.

Un accordo per poter eseguire direttamente in farmacia tamponi antigenici rapidi e test sierologici.

È quello firmato a Palazzo Orleans dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e dal presidente di Federfarma Sicilia, Gioacchino Nicolosi.
In base all’accordo, le farmacie associate che aderiranno all’iniziativa, potranno allestire al proprio interno, o in un luogo aperto nelle immediate vicinanze, uno spazio per l’esecuzione dei test nel pieno rispetto della normativa igienico-sanitaria e garantendo, allo stesso tempo, la riservatezza degli utenti. Per sottoporsi ai test, i cittadini dovranno comunque prenotare un appuntamento.
Ad eseguire i test, secondo quanto previsto dall’accordo, dovranno essere operatori opportunamente formati e le farmacie potranno avvalersi anche di personale sanitario autorizzato. Subito dopo il tampone o il sierologico, le strutture forniranno l’esito ai cittadini. Il risultato sarà poi trasmesso all’Asp territoriale di competenza. Il prezzo, in base all’accordo, non potrà superare i 15 euro proprio per andare incontro alle esigenze di tutte le fasce di popolazione.
«Con questo accordo facciamo un passo avanti, avvicinandoci alla periferia e al territorio, cercando di convincere sempre più siciliani a sottoporsi ai test. Sono contento dell’ampia disponibilità che hanno voluto dare i farmacisti della nostra Isola» ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci.
«L’accordo per i tamponi in farmacia permette di dare una risposta immediata alle esigenze della popolazione: potranno essere così raggiunti attraverso le nostre strutture, in maniera diretta, quei cittadini che abitano nei centri più piccoli e che, diversamente, sarebbero costretti a spostarsi» ha dichiarato il presidente di Federfarma Sicilia, Gioacchino Nicolosi.