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Per potenziare la campagna vaccinale anti-covid, in Sicilia saranno ingaggiati altri 1350 professionisti della sanità. Così ha disposto il commissario nazionale per l’emergenza, il generale Figliuolo. Nel dettaglio saranno a lavoro negli hub vaccinali di Palermo, Catania e Messina, rispettivamente 362, 333 e 172 operatori. Poi 158 a Siracusa, 101 a Trapani, 76 a Caltanissetta, 54 ad Agrigento, 49 per i centri vaccinali di Enna e 45 per quelli della provincia di Ragusa. Il presidente Musumeci commenta: “Ringrazio il commissario Figliuolo che, da uomo del fare, resosi conto personalmente delle capacità logistiche che abbiamo messo in campo, ha dato seguito alle nostre segnalazioni in pochi giorni”.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, la giudice monocratico del Tribunale, Giuseppa Zampino, ha assolto, “per non avere commesso il fatto”, l’imprenditore Angelo Pistella, 46 anni, di Favara, titolare della Pistella Group srl che opera in diversi settori, imputato di una maxi evasione fiscale, fra Iva e Ires, di 273mila euro, e di avere distrutto, tra il 2010 e il 2013, le scritture contabili e i documenti fiscali per non consentire la ricostruzione del patrimonio aziendale. Il difensore, l’avvocato Daniela Posante, ha sostenuto che non vi è alcuna prova del ruolo di Pistella contestato dalla Procura, ovvero quello di amministratore di fatto della società. La posizione del rappresentante legale è stata stralciata e sarà trattata separatamente.

Ad Agrigento, in via Atenea, uno o più ignoti malviventi si sono arrampicati fino al primo piano di un edificio, hanno forzato una finestra e si sono intrufolati all’interno del laboratorio professionale di un negozio di telefonia. Hanno scassinano una cassaforte, e hanno rubato 7mila euro e numerosi telefoni cellulari. Il bottino, coperto da assicurazione, ammonta complessivamente ad oltre 10mila euro. Indagano i Poliziotti della Squadra Volanti.

L’ex presidente dell’Irsap, Alfonso Cicero, ha deposto al processo ordinario sul cosiddetto “Sistema Montante”. I dettagli.

L’ex presidente dell’Irsap, l’Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive, Alfonso Cicero, parte offesa e parte civile al processo sul cosiddetto “Sistema Montante”, ha deposto al giudizio ordinario in corso innanzi al Tribunale di Caltanissetta rispondendo alle domande del pubblico ministero, Maurizio Bonaccorso. Cicero, testimone chiave dell’inchiesta, tra l’altro ha dichiarato: “Nicolò Marino, attualmente Giudice per le indagini preliminari a Roma ed ex assessore regionale in Sicilia durante la giunta Crocetta, con delega ad Acqua, Rifiuti ed Energia, doveva essere fatto fuori dal governo regionale. L’imprenditore Giuseppe Catanzaro, esponente di primo piano di Confindustria, mi raccontò che Antonello Montante stava facendo di tutto per fare pubblicare un dossier che riguardava la vita privata di Nicolò Marino, su fatti scandalosi. Me lo disse anche l’ex assessore regionale alle Attività produttive, Linda Vancheri, spiegandomi che questo dossier Montante lo aveva affidato all’avvocato Antonio Fiumefreddo di Catania per farlo pubblicare su un sito on line o un blog. Nel febbraio del 2014, ad un convegno di Confindustria nell’area industriale di Ragusa, Montante, Catanzaro e Crocetta si erano messi in disparte e Montante stava redarguendo Crocetta. Quando Marino fu cacciato dal governo, proprio per le battaglie che stava facendo sulla trasparenza nella gestione dei rifiuti, Catanzaro mi disse che in quel convegno Montante diede un ultimatum a Crocetta: ‘O lo cacci via o non deve più contestare la gestione di Catanzaro’. Poi Marino fu cacciato via. L’assessore Linda Vancheri non esisteva. Le decisioni venivano prese da Antonello Montante. Anche i cambi di rotta erano determinati da Montante. Anche chi doveva essere ricevuto o non ricevuto in assessorato lo decideva Montante, che comandava i politici. Lumia era sotto suo ordine, il suo politico. Non esiste il sistema Lumia, esiste il sistema Montante. Non si muoveva nulla e c’era la paura di Montante o la voglia di tutti di stare con lui. I rapporti tra Montante e ufficiali delle forze dell’ordine andavano ben oltre le relazioni istituzionali. I miei rapporti con Montante si interruppero il 19 luglio del 2015, mentre attendevo la mia riconferma come presidente dell’Irsap Sicilia. Io e l’ex assessore regionale, Marco Venturi, cominciammo ad avere paura di essere intercettati da Montante. Avevamo capito che era un soggetto pericoloso. Dicevamo ‘questo ci ammazza o ci fa ammazzare’. Avevamo paura di andare dai magistrati perché avevamo capito i rapporti che aveva con loro e le forze dell’ordine. E per questo raccontammo tutto al giornalista Attilio Bolzoni”.

In Sicilia il vaccino della Johnson e Johnson approderà a metà aprile. Così conferma il presidente della Regione, Nello Musumeci, che afferma: “La campagna vaccinale torna in Sicilia a ritmi sostenuti e nella giornata di ieri sono state superate le 20mila dosi inoculate. Nei prossimi giorni contiamo di assestare ulteriormente il dato e di completare il coinvolgimento dei medici di famiglia, a cui possiamo destinare una ulteriore dotazione di vaccini Moderna. A metà aprile, inoltre, è previsto l’arrivo tanto atteso delle prime dosi del vaccino Janssen di Johnson&Johnson, ancora in numero ridotto, ma sarà il primo a dose singola a venire distribuito”.

“La nuova zona rossa per la provincia di Palermo è mortale per il tessuto economico già debole di suo. I commercianti e gli esercenti sono al limite dell’esasperazione”.

Così il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, in riferimento all’ordinanza che dispone la zona rossa in tutti i Comuni della Città metropolitana di Palermo a partire da domenica 11 e fino a giovedì 22 aprile.
“In questa situazione – aggiunge – non è accettabile che il commissario per l’emergenza Covid, Renato Costa, dica che la zona rossa è stata suggerita al presidente Musumeci “nonostante non ci fossero i numeri per sostenerla”, aggiungendo che questi numeri comprendono anche i dati degli immigrati di Lampedusa e di quelli sulle navi”.
“Adesso, poi, è arrivato il colpo di grazia con la chiusura di tutta la provincia. Voglio conoscere i numeri e sapere chi decide – ribadisce Miccichè – E per questo ho chiesto alla presidente della commissione Sanità dell’Assemblea, Margherita La Rocca Ruvolo, l’immediata convocazione dei responsabili dell’assessorato. Vorrò essere io stesso presente per valutare le scelte che sono state adottate”, conclude il presidente dell’Ars.

Il report dell’Asp di Agrigento, riferito a ieri e mandato stamattina presto, registra un aumento record di casi con 175 nuovi positivi. Mai registrati così tanti dall’inizio della pandemia. Attualmente in provincia ci sono 1.882 positivi di cui 84 ospedalizzati. Di questi 12 in terapia intensiva (7 al Giovanni Paolo II di Sciacca e 5 al San Giovanni di Dio ad Agrigento).

A Favara, dove la situazione si fa sempre più pesante, sono 168 le persone attualmente in trattamento con numero di positivi aumentato in un solo giorno di 21.

La Corte d’Appello di Palermo, sezione Lavoro, ha respinto l’impugnazione proposta dalla Tua Srl contro il proprio dipendente Giuseppe Donisi, segretario generale della Filt Cgil di Agrigento, avente ad oggetto il suo licenziamento avvenuto nel 2017. Donisi è stato assistito nel primo e nel secondo grado di giudizio dall’avvocato Alessandro Rampello. Tale sentenza ha quindi confermato la sentenza con cui il Tribunale di Agrigento, a maggio del 2020, ritenendo il licenziamento illegittimo e ingiusto, ha già condannato la Tua srl a reintegrare il lavoratore nel proprio posto di lavoro, riconoscendogli un risarcimento economico pari a 12 mensilità di retribuzione e condannando, altresì, l’azienda a pagare i contributi previdenziali e assistenziali dalla data del licenziamento all’effettivo reintegro, oltre che al pagamento delle spese processuali. L’azienda Tua Srl, che gestisce il trasporto pubblico ad Agrigento, è stata quindi condannata a reintegrare il lavoratore licenziato. La Cgil di Agrigento e la Filt-Sicilia esprimono soddisfazione per la sentenza.