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E’ stata appena inviata al Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, la proposta di dichiarazione del Comune di Favara ”ZONA ROSSA”.

La missiva, a firma congiunta del Sindaco Anna Alba e del direttore del dipartimento di prevenzione dott. Vittorio Spoto, informa il Presidente della Regione che dal 07 aprile si sono sviluppati nel territorio del comune di Favara, dei Clusters territorializzati di Covid-19, nello specifico sono stati accertati al 13 aprile 190 casi di positività.

Le caratteristiche epidemiologiche del fenomeno, la veloce propagazione dell’infezione testimoniata da un rapidissimo- si legge nella nota- aumento dei casi in pochi giorni, suggeriscono l’adozione di protocolli contenitivi atti a circoscrivere il fenomeno.

https://www.facebook.com/AnnaAlbaFavara/videos/74026432664613-5/

 

“Non di tutta l’erba un fascio”: il presidente dell’Assemblea Regionale, Gianfranco Miccichè, interviene nel merito della decisione di istituire la zona rossa in tutti i Comuni della provincia di Palermo, “anche in quelli – sottolinea – in cui il numero dei contagi è irrisorio”. Miccichè, rivolgendosi al dirigente generale dell’assessorato alla Sanità, Mario La Rocca, ha affermato: “Trovate una soluzione affinché i Comuni della provincia di Palermo, che non hanno numeri di contagio da determinarne la chiusura, possano essere al più presto riaperti. La zona rossa per la provincia di Palermo è un altro colpo mortale per l’intero sistema economico che già era in coma, provocando uno stato di estrema esasperazione di tutti gli operatori economici, esercenti, artigiani, professionisti. Occorre procedere ad una verifica immediata e capillare, coinvolgendo anche i sindaci, che conoscono la realtà dei loro territori, per stabilire al più presto lo stato di ogni singolo Comune e poter disporre immediatamente la riapertura di quelli con un tasso di contagio inconsistente o quasi

I Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Palermo, nel corso di un servizio antidroga nel quartiere “Ballarò”, hanno arrestato per detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti, O G C, sono le iniziali del nome, 50 anni, palermitano. I militari hanno notato l’uomo entrare in via delle Pergole e insospettiti lo hanno raggiunto. Nel corso della perquisizione, anche nell’abitazione del 50enne, sono stati rivenuti, grazie ai cani antidroga, 650 grammi di marijuana, parzialmente divisa in dosi, oltre a 6500 euro in banconote da 20 e da 50 euro, due bilancini digitali e vario materiale utile al confezionamento dello stupefacente. L’arrestato, su disposizione della Procura, è ristretto ai domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida.

Nel carcere di Augusta, in provincia di Siracusa, gli agenti della Polizia penitenziaria hanno scovato e sequestrato due mini telefonini. Il rinvenimento è avvenuto durante un controllo negli spazi della popolazione carceraria, e adesso nel merito è stata avviata un’inchiesta dalla Procura di Siracusa per svelare in che modo i cellulari sono entrati e chi li ha avuti. Gli inquirenti sono impegnati a verificare se vi è una rubrica con l’elenco dei nomi e soprattutto se sono state effettuate delle chiamate, al fine così di risalire ai responsabili.

L’assessore comunale di Agrigento, Gerlando Principato, annuncia che in città saranno a breve posizionate 20 ricariche per veicoli elettrici. E sono anche tanti altri gli operatori che hanno espresso l’interesse ad installare postazioni di ricarica elettrica ad Agrigento. In proposito, il Comune ha concluso un protocollo d’intesa con Be Charge ed Energicamente srl, per il posizionamento delle centraline e per definire i rispettivi compiti. Lo stesso assessore Principato commenta: “Anche nella città di Agrigento il numero dei veicoli elettrici sta notevolmente crescendo. L’accordo con Be Charge ed Energicamente srl darà una spinta ulteriore alla diffusione, agevolando la ricarica delle vetture con un incremento notevole del numero delle colonnine”. Ed il sindaco Miccichè sottolinea: “L’intento dell’amministrazione è promuovere la diffusione della mobilità elettrica, in grado di generare numerosi benefici, a partire dal miglioramento della qualità dell’aria grazie alla riduzione di emissioni, ma anche in termini di riduzione dei costi per i proprietari dei veicoli”.

A Caltanissetta i poliziotti della Squadra Volanti hanno arrestato ai domiciliari Marco D’Antoni, 24 anni, gravato da precedenti giudiziari e già avvisato oralmente dal Questore di Caltanissetta, nella flagranza di reato di detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti. D’Antoni è stato sorpreso nel centro storico in possesso di due involucri contenenti circa 6 grammi di marijuana e la somma in contanti di 330 euro, probabile provento dell’attività di spaccio. Nel corso della successiva perquisizione domiciliare sono stati rivenuti altri 60 grammi di marijuana nascosti in un cassetto dell’armadio della camera del giovane, due bilancini di precisione e uno strumento per triturare l’erba.

Un cucciolo di una settimana circa, ancora con gli occhi chiusi, è stato abbandonato dopo essere stato lanciato da un auto in corsa a Menfi, in una stradina di campagna. A ritrovarlo è stato un passante, Giacomo Oro, che ha subito contattato l’Oasi Ohana, rifugio per cani abbandonati che sorge a Santa Margherita di Belice.

A confermare l’agghiacciante dinamica è stata una prima visita veterinaria effettuata d’urgenza: il cucciolo, ritrovato questa mattina immobile in mezzo alla carreggiata, manifestava dolore in ogni parte del corpo, una situazione perfettamente compatibile con un lancio mentre ancora l’auto era in marcia e confermata anche da qualche escoriazione.

Al piccolissimo cucciolo è stato somministrato un antidolorifico per permettergli di ritrovare l’appetito e di essere allattato, cosa essenziale per provare in ogni modo a salvargli la vita. Per pura fortuna non sembra aver riportato fratture.

“Ho ormai terminato le parole per descrivere quello che sta accadendo in Sicilia in questi mesi – spiega Chiara Calasanzio, fondatrice dell’Oasi Ohana – La gente non si macchia solo della vergogna e dell’infamia, morale e penale, di abbandonare a morte sicura un povero cucciolo innocente nato per l’ostinazione di non sterilizzare le femmine, ma cerca costantemente di infliggere più dolore possibile prima di dare la morte. Che senso aveva, in una strada di campagna isolata, lanciarlo in corsa? Io non so cosa stia succedendo alle persone, ma è assai pericoloso e preoccupante, ed è obbligo dei Comuni e delle Regioni intervenire, perché quando Ohana non avrà più spazio, o quando peggio ancora dovrà chiudere perché dipende esclusivamente dalle donazioni dei privati, cosa accadrà?” conclude Calasanzio.

Un Assistente Capo Coordinatore del Corpo di Polizia Penitenziaria, di 56 anni, originario di Sambuca di Sicilia e da molti anni in servizio nella Casa circondariale di Pagliarelli a Palermo, si è suicidato. Così annuncia il sindacato di categoria Sappe, che, tramite il segretario generale, Donato Capece, dichiara: “E’ una notizia agghiacciante, che sconvolge tutti noi: dall’inizio dell’anno è il terzo suicidio che contiamo nelle fila del Corpo di Polizia Penitenziaria, uno dei quattro Corpi di Polizia dello Stato italiano”.

Onorevole Di Caro, Favara è sommersa dai rifiuti e non è la prima volta che accade. Quali sono le cause?

“Guardi lei dice che non è la prima volta che accade io aggiungo che Favara oggi è, purtroppo, a un passo dalla zona rossa e l’unica città della provincia di Agrigento invasa dai rifiuti. Le altre città non navigano nell’oro eppure cercano di garantire, tra mille problemi, un servizio essenziale e fondamentale in piena pandemia covid-19.

Il governo regionale poi, con a capo il Presidente Musumeci, ha avuto 4 anni e addirittura poteri speciali per mettere a regime il sistema dei rifiuti e gli impianti obsoleti. Cosa ha fatto in questi 4 anni? Nulla di nulla. È anche per questo che oggi ci troviamo in una situazione del genere. Ora addirittura tirano fuori dal cilindro la soluzione degli inceneritori, con tempi di realizzazione decennali, o quella di spedire i rifiuti all’estero con i fondi europei. Due follie che non risolvono l’emergenza”.

Quindi assolve l’amministrazione comunale della sua città?

“Assolutamente no. Gli operatori ecologici non riescono a ricevere puntualmente il loro stipendio mensile e giustamente manifestano il loro disagio incrociando le braccia.

Il Comune ha il dovere di riscuotere la tassa sui rifiuti e attraverso questa finanziare il servizio di raccolta e smaltimento compresi gli stipendi per gli operatori ecologici.

In questo, chi amministra il Comune di Favara ha ampiamente dimostrato di non essere in grado di garantire il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, di contrastare l’evasione e di garantire un servizio equo e dignitoso per tutti i cittadini.

Peraltro devo dire che la pandemia ha peggiorato di poco la situazione, prima del covid-19 l’emergenza rifiuti a Favara era quasi un appuntamento mensile”.

La sindaca Alba ha accennato a un fondo perequativo e che farà ricorso all’art.191 per risolvere l’emergenza rifiuti. Potrebbe spiegarci meglio di cosa si tratta?

“Andiamo con ordine. Il famigerato “fondo perequativo” è contenuto nell’articolo 11 della finanziaria regionale 2020 e non ha nulla a che vedere col pagamento degli stipendi agli operatori ecologici. La quota di riparto per Favara è di 1.281.661,52 euro ma si tratta di un fondo concesso solo in caso di esenzione o riduzione dei tributi locali a favore degli operatori economici in crisi pandemica. Mesi fa ho chiesto formalmente al presidente della regione un’anticipazione, solo per Favara, ma a quanto pare non è possibile.

In merito all’art.191, stiamo parlando del codice dell’ambiente che in situazioni di eccezionale ed urgente necessità di tutela della salute pubblica, consente al sindaco il ricorso temporaneo a speciali forme di gestione dei rifiuti. Quindi l’idea sarebbe quella di trovare altre ditte disposte a pulire la città. Ma la domanda è: con quali soldi paghi le nuove ditte visto che non puoi pagare gli stipendi degli operatori ecologici delle ditte già aggiudicatarie del servizio?”

 Quindi siamo in un vicolo cieco. Quali potrebbero essere le soluzioni per uscirne?

 “Ho più volte sollecitato il governo regionale a fare qualcosa di straordinario e urgente per il Comune di Favara. Ma finora le mie richieste sono rimaste inascoltate da Musumeci e i suoi. Piuttosto mi chiedo perché il comune non ha ancora emesso il saldo TARI 2020 e la prima bimestralità 2021. Se non si permette di pagare a quei pochi che vogliono farlo allora è finita.

Anni fa io ed altri proponemmo un modello nuovo di riscossione dei tributi a partire dalle notifiche. Perché non formare i tanti dipendenti precari e abilitarli alla notifica degli atti emessi dal comune? Perché non utilizzare un metodo ingiuntivo anziché perdere anni sulle cartelle esattoriali? Chi ha uno stipendio fisso e una busta paga deve essere messo nelle condizioni di pagare immediatamente e se non lo fa si può far rivalsa anche con pignoramenti tramite terzi”.

Abbiamo letto di una sua legge che istituisce un fondo di 10 milioni di euro per garantire gli stipendi degli operatori ecologici.

“In questi giorni il governo regionale sta cercando di riproporre all’Assemblea Regionale Siciliana la legge di “riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni per la gestione integrata dei rifiuti”. La legge così com’è è un disastro annunciato ma può essere utile per cercare una soluzione al pagamento degli stipendi arretrati degli operatori ecologici. In tal senso abbiamo già depositato un emendamento secondo noi importante.

Si tratta di una soluzione rivolta ai comuni che non riescono a garantire un servizio di raccolta e smaltimento degno di un Paese civile. L’istituzione di un fondo di rotazione regionale che i comuni potranno utilizzare solo ed esclusivamente per pagare gli stipendi degli operatori ecologici. I comuni dovranno poi restituire, entro dodici mesi, le somme senza interessi una volta incassata la tassa sui rifiuti. Speriamo sia accolta favorevolmente dal governo regionale e dalla sua maggioranza”.

Le elezioni amministrative sono state rinviate a ottobre. Questo giornale seguirà molto da vicino tutta la campagna elettorale di Favara; già cominciano a uscir fuori i nomi di possibili candidati. Lei è già schierato?

 “Mi da una notizia;  chi ha detto che le elezioni amministrative sono state rinviate a ottobre 2021? Ovviamente è una battuta per dire che ancora l’assessore alle autonomie locali non ha decretato nulla, anche per dire che ci si allinea alle direttive nazionali.

Io mi schiero con la città. Favara è una città gravemente ferita, non solo a causa della pandemia e ha bisogno dell’aiuto di tutti. Nessuno può pensare agli steccati politici o alle bandierine di partito, quando incombe un secondo dissesto finanziario e le emergenze sono all’ordine del giorno. So bene che è complicato, ma è indispensabile il sostegno di tutti coloro i quali hanno a cuore le sorti di Favara, attorno ad una consapevolezza: la città si salva se ognuno è disposto a perdere qualcosa e scegliere il bene collettivo a discapito delle piccole rendite di posizione, più che legittime in condizioni di normalità. Ma Favara è una città che deve tornare ad essere straordinaria e sono convinto che sarà così se tutti prendiamo consapevolezza del nostro piccolo pezzo di responsabilità, del lavoro, l’abnegazione e l’attenzione che i favaresi meritano”.