Home / 2021 / Aprile (Pagina 40)

Il recovery Fund: un’occasione da non perdere per la Sicilia. Il recovery è un’occasione per ridurre il gap con il Nord. Troppe volte in Sicilia si sono perse occasioni importanti per creare sviluppo e di conseguenza lavoro. Classi politiche inadeguate, mancanza di spirito di impresa, corruzione, mafie hanno impedito l’avvio a realizzazione di un nuovo modello di sviluppo che porti ad una decisa azione innovativa in campo sociale ed economico con l’obiettivo di uscire dalla logica dello Stato assistenziale. creando posti di lavoro.

Non vi possono essere più alibi da parte di nessuno: il Ponte sullo Stretto, i cui costi ed il cui impatto ambientale e la sicurezza sono aumentati rispetto a venti anni fa, la creazione di un hub nel Porto di Augusta per le merci provenienti dall’Africa o dall’Asia minore, la ferrovia ad alta capacità e velocità sono solo alcune delle opere necessarie per una terra, come la Sicilia, che ha tutte le caratteristiche per essere trainante per l’economia italiana ed europea. Inoltre tali opere sarebbero volano per ulteriori investimenti pubblici e privati.

Utopia? No certezze. Insieme, il nuovo partito nato il 4 ottobre del 2020 basato sulle idee espresse dalla dottrina sociale della chiesa, sulle encicliche Laudato Sii e Fratelli Tutti, lavorerà perché questa non sia l’ennesima occasione sprecata dalla politica. I siciliani hanno il diritto a non vedere andare via i propri figli

A Licata, nel quartiere Bronx, una mano ignota avrebbe appiccato il fuoco ad uno scooter di proprietà di un disoccupato di 36 anni del luogo. Le fiamme hanno coinvolto anche il prospetto di una palazzina costringendo alcune famiglie a uscire dalle proprie abitazioni a causa dell’intenso fumo sprigionato. Sono state rinvenute tracce di liquido infiammabile. Indagano i Carabinieri.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania ha convalidato l’arresto di Agatino Gemma, 50 anni, eseguito dalla Squadra Mobile per l’omicidio del pensionato Nunzio Nicotra, 80 anni, vedovo, il cui corpo con diverse coltellate è stato trovato il 7 aprile scorso nel monolocale dove ha abitato, non lontano dall’ospedale Garibaldi centro. Agatino Gemma innanzi al giudice non ha reso confessione, ma in una precedente dichiarazione al sostituto procuratore ha invece ammesso il delitto e anche il movente: la vittima non gli avrebbe restituito dei soldi che gli ha prestato. Gemma, ex agente di polizia penitenziaria, è stato già arrestato nel 2006 per il delitto di una prostituta nigeriana, anche lei ferita mortalmente con delle coltellate. E’ stato ritenuto non in grado di intendere e volere, e recluso nell’istituto penitenziario di Barcellona Pozzo di Gotto, e poi, a scadenza dei termini, è stato scarcerato.

La Corte d’Appello di Palermo ha assolto nel merito l’ex Sovrintendente ai Beni culturali di Palermo, Adele Mormino, che ha rinunciato alla prescrizione. E’ stato ribaltato il verdetto di primo grado, allorchè il Tribunale ha condannato l’imputata ad 1 anno e 4 mesi di reclusione per il reato di falso, in riferimento a presunte irregolarità nel rilascio delle autorizzazioni per la costruzione di un impianto fotovoltaico a Monreale.

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, è intervenuto ancora nel merito del caso “Ruggero Razza e i dati falsi covid”, ed ha affermato: “L’assessore Razza è stato fra i migliori assessori che la Regione siciliana abbia avuto in 70 anni. Le responsabilità politiche sono del Presidente e quelle penali di chi le commette. Lasciamo lavorare i magistrati, ho grande fiducia nella magistratura. Se qualcuno ha sbagliato pagherà e se qualcuno non ha sbagliato in tanti dovranno chiedere scusa. L’assessore per un avviso di garanzia si è dimesso. E’ una grande lezione istituzionale”.

I giudici della Corte d’Assise d’Appello di Palermo hanno confermato la sentenza emessa dalla Corte d’Assise, presieduta da Alfonso Malato, il 26 giugno del 2020, e hanno condannato a 22 anni di reclusione la romena Anisoara Lupascu, 40 anni, imputata dell’omicidio, a colpi di zappa e di bastone, del bracciante, connazionale, di 37 anni Constantin Pinau, in concorso con il marito Vasile Lupascu, 46 anni, e con il loro figlio Vasile Vladut Lupascu, 21 anni, entrambi già condannati a 30 anni di carcere ciascuno a conclusione del giudizio abbreviato, con sentenza di condanna confermata il 23 novembre del 2020 dalla Corte d’Assise d’Appello.

Il giudice monocratico del Tribunale di Sciacca, Antonio Cucinella, ha assolto Giuseppe Camilleri, 47 anni, ex comandante della stazione dei Carabinieri di Burgio. Camilleri, difeso dagli avvocati Salvatore Pennica e Alfonso Neri, è stato ristretto due mesi agli arresti domiciliari e costretto a sette anni di sospensione dal servizio perché indagato e poi imputato di falso ideologico e truffa continuata allorchè avrebbe truffato l’Arma dei Carabinieri attestando missioni inesistenti o di durata maggiore rispetto a quelle effettivamente svolte. Il pubblico ministero, Michele Marrone, ha proposto la condanna ad 1 anno e 6 mesi di reclusione.

Reso pubblico l’intervento di Musumeci innanzi alla Commissione regionale antimafia nel merito del cosiddetto “Sistema Montante”. I dettagli.

Nel corso della seduta dell’Assemblea Regionale in cui il presidente della Regione, Nello Musumeci, è intervenuto nel merito dell’avviso di garanzia notificato all’ex assessore Razza nell’ambito dell’inchiesta sui presunti dati falsi relativi alla pandemia covid in Sicilia, il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle hanno invocato le dimissioni di Musumeci addebitandogli il venir meno della credibilità della Sicilia nella ribalta nazionale per quanto accaduto. Ebbene, il presidente ha replicato piccato rivolgendosi in particolare al decano del Partito Democratico, Antonello Cracolici. Le parole di Musumeci: “Con quale faccia mi si può contestare un crollo di credibilità da parte di un partito come il Partito Democratico che nei cinque anni del governo Crocetta aveva tollerato e avallato il sistema Lumia-Montante, di cui si parla in queste settimane per il processo in corso a carico dell’ex presidente di Confindustria Antonello Montante”. Ancora ebbene, in riferimento al sistema che Musumeci definisce Lumia-Montante, è stato reso pubblico l’intervento del presidente innanzi alla Commissione regionale antimafia presieduta da Claudio Fava. E Nello Musumeci al cospetto dei commissari ha testualmente affermato: “Dico subito che più che ‘sistema Montante’ io lo chiamerei ‘sistema Lumia’. Il vero regista di quel ‘cerchio magico’ a mio avviso era il senatore Lumia. Montante si occupava di mantenere i contatti col mondo imprenditoriale, perché il sistema era di potere ed economico. Basti pensare che in questi ultimi nove anni tutto ruota attorno alle scelte determinate da Lumia, il quale ha avuto l’abilità di assumere una posizione defilata, proprio per non richiamare le attenzioni sul suo ruolo che, invece, era un ruolo assolutamente di primo piano. Non è un caso che nel Palazzo del potere per eccellenza, nell’ultima stanza in fondo al corridoio, ci fosse il regista, il senatore Lumia. Il senatore Lumia non aveva una segreteria politica, stava nel corridoio del Presidente del Regione. Questo mi dicono, io non ho mai messo piede in quel Palazzo nei cinque anni passati, ma così mi dicono il personale ausiliario e il personale di corridoio. Confindustria ha governato la Sicilia dal 2009, da quando Lumia diventa il regista del cambio di maggioranza, del ribaltone, con il dottore Venturi diventato assessore. La fine del governo Lombardo dovette rappresentare un duro colpo per l’immagine del senatore Lumia, che era stato il regista del ribaltone. Ecco perché ricorre subito alla candidatura di Crocetta. Gli fa rinunciare al posto di deputato europeo proprio perché Crocetta rappresenta l’elemento di novità. Quella operazione viene portata avanti da Lumia, da Montante e da Casini con il consenso di Bersani. Questo mi è stato detto dal dottore Montante in un incontro che abbiamo avuto”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Entrare nel merito per cercare il colpevole sembra riduttivo e superfluo.

Se dipende dal Comune, dalla sindaca Anna Alba, dalle ditte, da chicchessia poco importa. In atto a Favara c’è uno sciopero degli operatori ecologici.

Ma uno scempio così è assolutamente schifoso da vedere. Tutta la città “dell’agnello pasquale e della Cultural Park” è ricoperta da rifiuti di ogni genere. Per pubblicare una fotogallery di tutto il paese stracolmo di sacchetti occorrerebbe un intero giornale; pubblichiamo soltanto ciò che ogni persona vede nella “centralissima” via IV Novembre, il salotto della città. Ma possiamo assicurare che in tutte le altre vie dell’intero Comune la situazione non cambia; anzi peggiora e si rischia una vera e propria epidemia. Il fetore regna sovrano nell’aria.

Ci chiediamo e chiediamo agli addetti ai lavori: è possibile che tutto ciò accada nell’anno del Signore 2021?

E con il più classico degli scaricabarili,  nessuno si indigna, a cominciare dal primo cittadino nella qualità di principale ufficiale sanitario della Città

Ogni altro commento appare superfluo…