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La pandemia coronavirus nell’Agrigentino: secondo il bollettino dell’Azienda sanitaria provinciale sono 93 in provincia i nuovi casi positivi al covid, di cui 7 ricoverati. Le terapie intensive si riducono da 12 a 11. I morti sono 2, a Canicattì e a Sciacca. Ad Agrigento città sono attualmente 151 i positivi.
Poi Alessandria della Rocca, 10; Aragona, 3; Bivona, 22; Burgio, 8; Calamonaci, 7; Caltabellotta, 7; Camastra, 1; Cammarata, 17; Campobello di Licata, 50; Canicattì, 280; Casteltermini, 18 (2 sono migranti presso un centro di accoglienza); Castrofilippo, 12; Cattolica Eraclea, 67; Cianciana, 2; Comitini, 11 (3 sono migranti presso un centro di accoglienza); Favara, 197; Grotte, 8; Licata, 92; Menfi, 14; Montallegro, 35; Montevago, 10; Naro, 3; Palma di Montechiaro, 187 (16 sono migranti presso un centro di accoglienza); Porto Empedocle, 54; Racalmuto, 8; Raffadali, 78; Ravanusa, 57; Realmonte, 7; Ribera, 152; Sambuca di Sicilia, 19; San Biagio Platani, 13; San Giovanni Gemini, 13; Sant’Angelo Muxaro, 11; Santa Elisabetta, 4; Santa Margherita di Belice, 38; Santo Stefano di Quisquina, 2; Sciacca, 73; Siculiana, 23 (di cui 1 migrante ospitato presso il Villa Sikania); Villafranca Sicula, 2.

L’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, in occasione di un’intervista, ha rilanciato la ricandidatura di Nello Mussumei a presidente della Regione, ed ha aggiunto che Gianfranco Miccichè non ha il partito dalla sua parte. Il coordinatore regionale di Forza Italia, Gianfranco Miccichè, replica: “Se scopro che il partito non è con me, me ne vado. Ma deve essere il partito a dirmelo e non un assessore: questo lo sapremo in tempi brevi. Sono legittime e utili le parole di Falcone. Ha fatto bene, così apriamo subito il dibattito in Forza Italia. Sono in politica da 26 anni, ho un curriculum pieno. Se resisto alla guida di Forza Italia è perché il partito mi ha dimostrato di stare con me, mentre c’è qualcuno che fa altro. Tolto Miccichè c’è un problema di leadership? Non mi sento Cristiano Ronaldo, lui fa tanti gol nonostante la sua età, io ne faccio qualcuno. Ripeto, se scoprissi che il partito non è con me, io me ne andrei”.

In Sicilia imprese in crisi di liquidità e Comuni in ritardo nel pagamento dei fornitori. Agrigento in maglia nera. Il report di ConfArtigianato Sicilia.

Il 35,3% delle imprese siciliane è in crisi di liquidità. E il 46,3% dei Comuni siciliani paga le fatture ai fornitori oltre i 60 giorni dall’emissione, in barba al limite di 30 giorni imposto dalla direttiva europea entrata in vigore il primo gennaio del 2013. Così è secondo l’Osservatorio economico di ConfArtigianato Sicilia, che basa la sua analisi territoriale esaminando i dati del ministero dell’Economia sui tempi di pagamento di 389 Comuni siciliani in riferimento ai primi tre trimestri del 2020. La maglia nera ricorre per le province di Enna, Agrigento e Messina. E la Sicilia, in classifica nazionale, si posiziona al penultimo posto. Infatti, solo poco più di un Comune pagante su 10, l’11,3%, è virtuoso e salda le fatture entro 30 giorni: si tratta di 44 Comuni, che concentrano un quinto, il 20,6%, dell’importo pagato, 275 milioni di euro. Complessivamente in Sicilia sono al di fuori dei limiti di legge l’88,7% dei Comuni, quindi 345, con una quota del 79,4% sull’importo pagato, ovvero 1 miliardo e 100 milioni di euro. In media, nei primi tre trimestri del 2020, a fronte di un importo totale di 2 miliardi di euro di fatture ricevute, i Comuni della Sicilia hanno pagato 1 miliardo e 300 milioni di euro, il 65,8% del totale delle fatture ricevute. E ciò mediamente in 47 giorni, a fronte di una media nazionale di 36 giorni. E l’Isola è pertanto la quinta regione nella classifica nazionale per più ampio tempo medio dei pagamenti dei Comuni. In media dunque i Comuni delle nove province pagano tutti oltre il limite di legge dei 30 giorni. Impiegano un maggior numero di giorni per effettuare i pagamenti i Comuni della provincia di Agrigento e Catania, complessivamente 54, e un numero di giorni più contenuto i Comuni della provincia di Palermo, 43. Invece, la provincia con la maggiore quota di Comuni in regola, ovvero che pagano entro 30 giorni, è Trapani, con il 29,2%, seguita da Caltanissetta, con il 22,7%. E le province con quote più elevate di Comuni che pagano invece oltre il limite sono Enna, addirittura il 100%, Agrigento, 95,3%, Messina 94,4% e Ragusa 91,7%. E poi ancora, più nel dettaglio, si rilevano quote più elevate di Comuni che pagano oltre i 30 giorni nelle province di Catania, l’86%, Siracusa, l’85,7%, Palermo, l’85,4%, Caltanissetta, il 77,3%, e Trapani, il 70,8%. Giuseppe Pezzati, presidente di ConfArtigianato Sicilia, commenta: “Questi ritardi sono di particolare gravità nel pieno della crisi da pandemia, e i tempi vanno necessariamente accorciati. Troppi imprenditori non possono contare sulla certezza di vedersi saldate le fatture nei 30 giorni stabiliti, e, quando i pagamenti sono effettuati in maniera tardiva, le imprese soffrono enormemente. Più volte abbiamo sollecitato, anche con la nostra Confederazione nazionale, la compensazione diretta e universale tra i debiti (fiscali e contributivi) e i crediti delle imprese verso la pubblica amministrazione. Il ritardo dei pagamenti pone tante piccole imprese nella condizione di rinunciare a partecipare ai bandi pubblici per paura delle lungaggini e dei contenziosi”.

 

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

E’ stato scarcerato Gaetano Riina, 87 anni, fratello minore del boss Totò Riina. Il tribunale di sorveglianza di Torino, su istanza dei suoi avvocati difensori, ha disposto la detenzione domiciliare per gravi ragioni di salute. Gaetano Riina sarà trasferito a Mazara del Vallo, dove ha una figlia e una nipote, e dove sarà sottoposto alle cure necessarie sotto la sorveglianza dei Carabinieri. Riina, in carcere dal 2011, è uno dei reclusi più anziani d’Italia, non è un ergastolano ma ha un fine pena fissato nel 2023 a seguito di una condanna per associazione a delinquere di stampo mafioso inflitta dalla Corte d’Appello di Napoli. A Torino è stato detenuto nel carcere delle Vallette, dove nei mesi scorsi ha anche contratto il covid. I giudici piemontesi hanno esaminato una recente relazione della Questura di Trapani secondo cui non è possibile escludere con certezza l’esistenza di contatti residui con la criminalità organizzata, però, anche se fosse, le condizioni di Gaetano Riina sono tali da scollegarlo da qualsiasi coinvolgimento criminale.

Otto strutture ospedaliere e tre differenti regioni coinvolte per dare una speranza a una paziente siciliana.

La donna affetta da una rara malattia ematologica causa di una cirrosi epatica e un carcinoma al fegato, aveva una sola speranza di vita: il trapianto. Per salvarle la vita è stato mobilitato il reparto di Ematologia dell’Ospedale Cervello, ben 4 Banche del Sangue (Centro Trasfusionale di Cefalù, Ospedale Civico, Ospedale Maggiore di Ragusa, Banca del Sangue Raro di Milano), la rianimazione del Policlinico di Bari dove è avvenuto il prelievo e l’ISMETT di Palermo. Qui è stato eseguito il trapianto.

La paziente era affetta fin dalla nascita da una rara malattia che la costringeva a ripetute e frequenti sedute di eritroexchange, una procedura che consiste nella rimozione, mediante un apparecchio dei globuli rossi malati del paziente che vengono sostituiti con globuli rossi di un donatore. A causa della frequenza con cui è stata sottoposta a questa procedura, la donna aveva sviluppato degli anticorpi resistenti che prevedono per la stessa la possibilità di aver trasfuso un solo e unico tipo di sangue. Un evento molto raro che rende il trapianto ancora più difficile e complicato. “La donna – sottolinea il Salvatore Gruttadauria, direttore del Dipartimento per la Cura e lo Studio delle Patologie Addominali e dei Trapianti di ISMETT – è stata sottoposta a trapianto di fegato alcune settimane fa grazie a una donazione di organi che si è resa disponibile presso il Policlinico di Bari. Le sue attuali condizioni sono buone ed ha già potuto lasciare l’ospedale e tornare a casa”. Una donazione ancora più straordinaria perché effettuata da un donatore Covid positivo. Il prelievo di organi salva-vita come il fegato, provenienti da donatori deceduti positivi al COVID 19, è possibile quando gli stessi vengono poi trapiantati in pazienti che hanno già superato l’infezione.

Per permettere di svolgere in sicurezza il trapianto è stata, dunque, messa in atto una particolare procedura che ha previsto il coinvolgimento delle Banche del Sangue, di ISMETT e del reparto di Ematologia dell’Ospedale Cervello. Una procedura che per funzionare deve seguire una sincronia perfetta. “La preparazione per eseguire questo tipo d’intervento è durata alcuni mesi – dice Gaetano Burgio, anestesista dell’ISMETT- Sono state diverse le video call e le riunioni fra gli operatori delle diverse strutture effettuate per stilare un piano operativo da attivare al momento della disponibilità di un organo per la signora. E’ stato un esempio virtuoso di collaborazione secondo le specifiche professionalità di ognuno che ha permesso di raggiungere un difficile traguardo. La buona sanità siciliana che eccelle anche in questi tempi difficili dell’assistenza sanitaria a causa del COVID”.

La paziente è stata sottoposta presso il reparto di Ematologia dell’Ospedale Cervello a un ciclo di eritroexchange e poi ha trasferito la paziente all’ISMETT. Contemporaneamente presso la Banca del Sangue di Cefalù è iniziato lo scongelamento delle sacche di sangue precedentemente raccolto dalla Banca del Sangue di Ragusa, una delle due Banche del sangue dei gruppi sanguigni rari presenti in Italia, assieme a quella di Milano. Tutto in perfetto sincronismo e permettendo di andare in Sala Operatoria secondo l’orario previsto.

 

Le pressioni dei sindaci trapanesi e della zona di Castelvetrano sta avendo i suoi effetti. Dopo quello di stamattina, il presidente della Regione Nello Musumeci ha incontrato anche i rappresentanti del comprensorio castelvetranese per parlare delle prospettive dell’ospedale di Castelvetrano.
La realizzazione di un Polo di Cardiologia ed emodinamica, la riattivazione delle Unità operative complesse di Chirurgia generale e di Anestesia e rianimazione, il potenziamento della farmacia dell’ospedale, i temi trattati. Oltre a verificare la possibilità di utilizzare a Castelvetrano i pediatri in servizio in altri nosocomi della zona per consentire la copertura dei turni di reperibilità nel Punto nascite, temporaneamente sospeso e accorpato al presidio di Mazara del Vallo.
All’incontro hanno preso parte il commissario straordinario dell’Azienda sanitaria trapanese Paolo Zappala e i primi cittadini di Castelvetrano (Enzo Alfano), Partanna (Nicola Catania), Campobello di Mazara (Giuseppe Castiglione), Poggioreale (presente il vice sindaco Francesco Blanda) e Salaparuta (Vincenzo Drago), in rappresentanza anche dei colleghi di Santa Ninfa e Gibellina.
«Se non ci sono le condizioni di sicurezza minime per le mamme e i nascituri – ha evidenziato il presidente della Regione – sarebbe un crimine riaprire il Punto nascite. Ci vuole una presenza costante di neonatologi e pediatri. L’ospedale deve essere messo nelle condizioni di un’offerta sanitaria sempre più qualificata e stiamo lavorando per questo».
I primi cittadini hanno preannunciato una proposta di deroga al decreto Balduzzi per quanto riguarda il Punto nascite che vorranno condividere con il governo regionale.

Sono 1.288 i nuovi positivi al Covid19 in Sicilia su 29.049 tamponi processati, con una incidenza del 4,4%. La Regione è terza per numero di contagi giornalieri dietro la Lombardia e la Campania.

Le vittime nelle ultime 24 ore sono state 10 e portano il totale a 5.218.

Il numero degli attuali positivi è di 25.188 con un incremento di 289 casi rispetto a ieri; i guariti sono 989.

Negli ospedali i ricoverati sono 1.456, 21 in più rispetto a ieri, quelli nelle terapie intensive sono 182, 2 in più rispetto a ieri

I nuovi contagi per province:

 

Palermo 298

Catania 517

Messina 98

Siracusa 98

Trapani 43

 

Ragusa 7

Caltanissetta 110

Agrigento 90

Enna 27

 

“Sono felice e orgoglioso di dire – dice lo scrittore – che è ambientato interamente ad Agrigento nei posti che gli agrigentini conoscono e vivono ogni giorno. Per chi ci abita sarà anche un ritrovarsi in abitudini e posti del tutto familiari, per chi non conosce Agrigento invece sarà un’appassionante possibilità di conoscere la Città dei Templi immergendosi in un’indagine avvincente. Voglio ringraziare, affettuosamente, la Iena Silvio Schembri che ha scritto per me una bellissima prefazione al manoscritto. È stata per me un’esperienza particolare, unica ed un’emozione forte vedere i miei obiettivi e i miei sogni prendere forma. Che sia la musica o la scrittura come in questo caso, ci si deve sempre provare, nel migliore dei modi, soprattutto quando non ci si sente all’altezza”.
Il libro, edito da Edizioni Mondo Nuovo e distribuito da Messaggerie Libri, sarà ordinabile in tutte le librerie d’Italia, Ibs, Amazon, ecc (ad Agrigento lo troverete anche in via Atenea presso la libreria “il Mercante di Libri” e al Centro Commerciale Città dei Templi presso la libreria “Giunti al Punto”).

Gli infermieri siciliani sono in agitazione. Secondo il sindacato di categoria Nursind, le nuove dotazioni organiche in corso di approvazione da parte delle aziende sanitarie non garantiscono aumenti reali di personale. Il segretario del Nursind di Agrigento, Salvatore Terrana, afferma: “Il personale infermieristico è stato incrementato ma non basta. Da parte dei vertici aziendali è stato dimostrato grande impegno per potenziare l’assistenza con circa 200 assunzioni di nuovi infermieri ma adesso tocca alla Regione fare la propria parte. Senza nuove risorse sarà difficile migliorare l’organico e le condizioni lavorative e assistenziali. Il problema è molto accentuato a livello regionale. Ci sono sale operatorie attivate con un solo infermiere. In Sicilia il rapporto infermiere-paziente a volte arriva a 1 su 20 quando il rapporto ottimale dovrebbe essere di 1 su 6. E si verifica lo sforamento sistematico di reperibilità e di straordinari per carenza di personale. Per questo motivo il sindacato ha chiesto un incontro urgente a governo e commissione Salute all’Assemblea Regionale”.

Tragedia lungo l’autostrada Palermo – Mazara del Vallo. Due persone, coinvolte in un incidente, sono morte carbonizzate nella vettura. Sono intervenuti i Vigili del fuoco, il personale del 118 e gli agenti della Polizia stradale. L’incidente è avvenuto all’uscita della galleria di Fulgatore. L’automobile, per cause in corso di accertamento, si è schiantata contro il guardrail, e si è scatenato l’incendio. Le vittime, in viaggio da Palermo verso Trapani, non sono state ancora identificate.