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A Casteltermini, in provincia di Agrigento, una tunisina di 55 anni si è suicidata nottetempo lanciandosi dalla finestra dei servizi igienici del centro per migranti “La grande famiglia” di cui è stata ospite. La donna è stata subito soccorsa e trasportata con un’ambulanza del 118 all’ospedale “San Giovanni di Dio”, ma è deceduta durante il tragitto. Sul posto hanno lavorato i carabinieri di Casteltermini e Cammarata, e la Polizia Scientifica. Secondo quanto trapelato, la tunisina avrebbe sofferto di depressione.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, la pubblico ministero, Sara Varazi, a conclusione della requisitoria, ha proposto al Tribunale la condanna a carico di 12 dei 31 imputati nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Creme Caramel” attinente ad un presunto traffico e spaccio di stupefacenti, tra hashish e marijuana, a Porto Empedocle, Realmonte e Aragona. Ecco le richieste di condanna: Giuseppe Angarussa, 32 anni, di Porto Empedocle (5 anni e 5 mesi); Francesco Marco Guarraci, 25 anni, di Realmonte (2 anni); Calogero Colombo, 27 anni, di Porto Empedocle (4 anni); Alessandro Iacono, 24 anni, di Realmonte (7 anni); Gianluca Iacono, 25 anni, di Realmonte (6 anni e 4 mesi); Antonino Monachino, 26 anni, di Realmonte (2 anni e 8 mesi); Salvatore Noto, 24 anni, di Realmonte (2 anni e 8 mesi); Luigi Pulsiano, 21 anni, di Porto Empedocle (3 anni); Giuseppe Romeo, 23 anni, di Porto Empedocle (6 anni); Giuseppe Zambito, 53 anni, di Realmonte (6 anni e 2 mesi); Giovanni Zambuto (7 anni e 4 mesi); Aymen Merdassi, 30 anni, di Porto Empedocle (6 anni).

Alcune X per coprire le scritte sul cartello di un cantiere, riportanti i dati sui lavori da eseguire, le relative autorizzazioni posto davanti ad un chiostro di prossima apertura sulla spiaggia nei pressi del lungomare a San Leone.

Così la Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un’inchiesta, per far luce sull’evento.
Ad occuparsi delle indagini i poliziotti della sezione Volanti della Questura di Agrigento.
Gli investigatori hanno avanzato l’ipotesi dell’avvertimento, ma ancora non si esclude un atto vandalico ad opera di ragazzi, considerato che lo sfregio si sarebbe consumato durante le ore notturne.

La struttura oggetto delle indagini, è ancora in fase di completamento, e la scoperta è stata fatta all’indomani dell’evento dal titolare che poi ha sporto regolare denuncia contro ignoti

 

il tribunale aveva deciso che il papà potesse vedere la figlia nei giorni prestabiliti e così l’uomo si è recato sotto casa dell’ex moglie per portare via con sé il minore che però ha detto al padre di non voler andar via con lui.

L’uomo è stato colto dalla rabbia quando la madre della bambina gli ha negato il diritto di trascorrere le ore che gli spettavano con la bambina, urlando dalla finestra e non aprendo la porta di casa all’ex marito. Così è scoppiata una lite furibonda, insulti, parole grosse, offese.

i vicini hanno allertato il 112 e sono stati i militari a sedare l’ennesima lite tra coniugi prima che potesse in qualche modo degenerare

L’assessore Razza ha parlato in una conferenza stampa, dopo l’apertura delle inchieste a Siracusa e Catania a seguito dei due decessi avvenuti sull’isola a pochi giorni dalla somministrazione dei vaccini AstraZeneca, e dopo che l’Aida ha deciso di sospendere il lotto  ABV2856 di Astrazeneca finito al centro delle indagini (per omicidio colposo).

Dai dati riferiti da Razza si è evinto come nella provincia di Agrigento,  prima della sospensione, sono state somministrate 1.257 dosi di quello stesso lotto. Altre 225 dosi sono invece state sospese e mai inoculate.

Così Ruggero Razza: “In Sicilia su 20.500 dosi del lotto ABV2856 di Astrazeneca, bloccato da Aifa, ne sono state somministrate 18.194, per le altre 2.306 abbiamo sospeso la somministrazione. Complessivamente sono state somministrate 1.257 dosi in provincia di Agrigento, 932 in provincia di Caltanissetta, 3.533 in provincia di Catania, 1.038 in provincia di Enna, 2.849 in provincia di Messina, 3.497 in provincia di Palermo, 1.457 in provincia di Ragusa, 1.097 in provincia di Siracusa, 2.516 in provincia di Trapani. I lotti sospesi riguardano 225 dosi in provincia di Agrigento, 68 in provincia di Caltanissetta, 467 in provincia di Catania, nessuna a Enna e Trapani, 151 in provincia di Messina, 503 in provincia di Palermo, 43 in provincia di Ragusa, 903 in provincia di Siracusa, nessuna a Enna e Trapani e provincia”.

Stava facendo dei lavori con la motozappa nel suo appezzamento di terra nel quartiere di Fontanelle, quando un pensionato agrigentino ha perso il controllo dell’attrezzo ed è stato travolto dallo stesso restando ferito alle gambe.

Ma sembrerebbe che poi abbia avuto la forza di chiamare lui stesso i soccorsi, chiedendo aiuto.
Sul posto sono giunti subito i sanirati del 118 e i poliziotti della questura di Agrigento.

L’uomo – che non è in pericolo di vita – è stato poi trasportato con l’elisoccorso all’ospedale di Sciacca, per le cure del caso

 

 

 

Dieci le persone che la Procura di Siracusa ha iscritto nel registro degli indagati per la morte di Stefano Paternò, 43 anni, sottufficiale della Marina militare ad Augusta, morto martedì mattina per un arresto cardiaco nella sua abitazione. Il giorno prima si era sottoposto alla prima dose di vaccino dello stesso lotto di cui oggi l’Aifa ha chiesto il sequestro.

Il procuratore capo Sabrina Gambino ha iscritto tutta la catena di distribuzione del vaccino dalla società Astrazeneca che lo produce, fino al personale sanitario dell’ospedale militare che si è occupato dell’inoculazione.

L’accusa per tutti è di omicidio colposo

Tra mare e terra, a tutela degli stock ittici e della salute pubblica, è stata condotta l’operazione “Phoenix”, ad opera del reparto operativo della Guardia costiera della Sicilia occidentale. In particolare, a Ribera, a Seccagrande, i militari hanno sorpreso due pescatori palermitani intenti alla pesca abusiva di circa 700 ricci di mare, ben oltre il limite consentito dalla legge di 50 esemplari, per di più con l’ausilio di apparecchi ausiliari di respirazione (vietati per l’esercizio della pesca sportiva) ed altri strumenti vietati dalla normativa vigente. Il prodotto ittico, ancora vivo, è stato sequestrato e rigettato in mare. Ai trasgressori è stata contestata la violazione amministrativa per 1.000 euro. La Guardia costiera ha proceduto anche al sequestro delle attrezzature utilizzate per la pesca di frodo. E poi, complessivamente, sono stati sequestrati circa 650 metri di rete (la sciabica da natante) a due pescatori dilettanti e ad un pescatore professionale ritenuto responsabile di attività di pesca in zona vietata, 50 chilogrammi di prodotto ittico privo di tracciabilità ad esercizi commerciali e privati dediti alla pesca di frodo, e sono state contestate sanzioni per un totale di 11mila euro”.

Dopo l’incardinamento e la scadenza dei termini di presentazione degli emendamenti, inizia il percorso della finanziaria in Assemblea. Miccichè raccomanda tempi celeri.

Dopo l’approdo a Sala d’Ercole, adesso la finanziaria della Regione Sicilia, così come proposta dalla giunta Musumeci e poi approvata in Commissione Bilancio, è stata incardinata in Aula. Nel testo esitato dalla stessa Commissione Bilancio sono stati contati 161 articoli, e si è proceduto già ad una scrematura. Infatti, sono stati stralciati 25 articoli, e adesso nel testo del documento contabile se ne contano 136, comprese le norme di contenimento della spesa fino a 40 milioni di euro per il 2021, così come imposto dall’accordo tra Stato e Regione per consentire il pagamento a rate in 10 anni del disavanzo da 1 miliardo e 700 milioni di euro. Ed il presidente dell’Assemblea Regionale, Gianfranco Miccichè, ha spiegato: “Abbiamo stralciato 25 articoli perché incostituzionali o con problemi di copertura”. Dunque, bilancio e legge di stabilità sono stati incardinati ufficialmente e iniziano il percorso in Assemblea. Il termine per la presentazione degli emendamenti al bilancio è scaduto ieri giovedì a mezzogiorno. Invece, il termine per la presentazione degli emendamenti alla finanziaria è scaduto alla mezzanotte di oggi, tra giovedì e venerdì. Ancora Gianfranco Miccichè, rivolgendosi ai colleghi deputati, ha sollecitato prima delle scadenze tempi celeri ed ha ammonito così: “Non è tempo di barricate e lunghe battaglie d’Aula. La Regione è in gestione provvisoria e dobbiamo fare presto. Tante persone rischiano di non ricevere gli stipendi. Non ci saranno ostacoli a eventuali emendamenti aggiuntivi di carattere ordinamentale: ovviamente non me ne aspetto un migliaio perché abbiamo la necessità di correre con i lavori facendo comunque le cose per bene. Gli aggiuntivi se hanno un senso si possono presentare e li valuteremo, ma non siamo nelle condizioni di bloccare i lavori. La Regione è in gestione provvisoria, dobbiamo correre facendo le cose per bene, perché il rischio è che se si supera questo mese ci saranno persone che non prenderanno lo stipendio attendendo l’approvazione della finanziaria, e questo non ce lo possiamo permettere. Vorrebbe dire che non siamo una classe dirigente in grado di gestire l’Isola e io penso invece che lo siamo”. Lo stesso presidente di Sala d’Ercole ha tracciato una bozza di calendario verso l’approvazione della finanziaria entro i termini utili per scongiurare ancora l’esercizio provvisorio, già applicato tra gennaio e febbraio. E Miccichè prospetta: “La mia idea sarebbe quella di lavorare venerdì in questa settimana per iniziare i lavori della finanziaria e poi ripartire da lunedì pomeriggio. Da quel momento, fino a quando la legge di stabilità non sarà conclusa, vorrei stare giorno dopo giorno in Aula e, se fosse necessario, anche i sabati e le domeniche”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Dichiarazione del sindaco Franco Miccichè che arriva in serata:Sentito il governo regionale e l’asp di competenza, è stato concordato di soprassedere al momento all’eventuale passaggio alla didattica a distanza per tutte le scuole di competenza comunale visto la bassa percentuale delle positività evidenziate in questi giorni. Verranno effettuati interventi di sanificazione presso gli istituti didattici di volta in volta su richiesta diretta dei dirigenti. Ricordo che alla luce del DPCM in vigore dal 6 marzo scorso, la chiusura temporanea delle istituzioni scolastiche, anche in sede comunale, è di competenza del presidente della Regione. Si rimane quindi in attesa di nuove comunicazioni da parte degli Organi sanitari competenti”