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Alessandro Sollano e Teresa Nobile consiglieri comunali e candidati con la lista Cambiamo Rotta a sostegno del candidato Sindaco Francesco Miccichè intervengono sull’inizio dell’anno scolastico e sulle problematiche a oggi non risolto dopo il Covid-19 sulla sicurezza e sulla funzionalità delle aule scolastiche e sui turni per i bambini impegnati nel normale svolgimento della didattica.

Domani 24 settembre 2020 si apriranno i cancelli delle scuole primarie e secondarie di I° grado, cancelli che avrebbero dovuto accogliere alunni gioiosi e vogliosi di riprendere le attività scolastiche e rivedere compagni e insegnanti dopo più di 7 mesi.

Le scuole sono pronte ad accoglierli??? Ad oggi nulla è stato fatto, o ben poco, i nostri bambini sono chiamati a fare dei sacrifici e con loro i genitori, molti costretti a non lavorare poiché per far fronte alla mancata organizzazione di chi aveva l’obbligo di provvedere,  ma non ha provveduto in tempi dovuti, adeguando i locali o trovando alternative valide per poter ospitare gli alunni sin dal primo giorno di scuola in tutta serenità.

Non credo non si sapesse che la scuola sarebbe dovuta cominciare a settembre, non credo non ci sia stato il tempo necessario per provvedere, non credo che nei mesi precedenti  non si sia avuto il tempo per organizzarsi, predisporre, chiedere autorizzazioni… da maggio (post apertura) a settembre  si poteva cercare e trovare una soluzione!

Invece nulla… domani gli alunni riprenderanno le attività scolastiche ma dovranno alternarsi, fare dei turni, andare a scuola il pomeriggio subito dopo pranzo, magari stanchi dopo una mattinata a stare in giro con i genitori costretti a loro volta a portarli a lavoro, se sono fortunati, oppure e spero di no perché sarebbe grave, costretti a rinunciare al lavoro per non lasciare i figli da soli.

Perché tutto questo??? Perché non si è trovata una soluzione in tempo? Perché arrivare sempre alla fine???

Capisco che siamo in campagna elettorale e siamo tutti impegnati, ma i BAMBINI prima di tutto!!!

Stiamo lavorando per realizzare una competitiva lista che possa rappresentare in seno al prossimo consiglio comunale di Favara, le esperienze, le competenze e la passione di tanti cittadini che vogliono dare un fattivo contributo e che non si rassegnano all’immobilismo politico.
La lista non deve essere all’insegna di cosa faremo, ma cosa già facciamo ognuno nelle proprie professioni e attività.
Favara ha bisogno di una straordinaria fase di condivisione interessata al risanamento della grave situazione economica finanziaria. Siamo convinti e auspichiamo che tutte le migliori risorse professionali, imprenditoriali del tessuto socio culturale non posso esimersi dal non partecipare ad un necessario processo attivo di miglioramento delle condizioni di vita della collettività.
Favara ha bisogno di un governo politico di emergenza, con il coinvolgimento costruttivo di un ampio raggruppamento di movimenti, partiti e associazioni capaci di dialogare e trovare soluzioni. Non è più il momento dei singoli protagonismi e delle futili guerre intestine tra schieramenti, spesso caratterizzati da sterili scontri e da odio sociale; deve semmai prevalere il senso di responsabilità, il buon senso  e l’abnegazione con lo scopo comune diretto ad affrontare e risolvere i problemi.
Per queste ragioni, il Il Movimento NoiPer ha individuato nelle persone dell’Ins. Mimmo Castronovo e Carmelo Sanfratello, due delegati a rappresentare il movimento in un confronto costruttivo  e di dialogo con le altre forze politiche presenti a Favara.
“Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che quando si tratta di rimboccarsi le maniche ed incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare. Ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare”.

La Procura di Palermo, con i sostituti procuratori Giovanni Antoci e Andrea Fusco coordinati dal procuratore aggiunto Sergio Demontis, ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di nove persone a vario titolo di corruzione nell’ambito dell’inchiesta sulle “mazzette” al comune di Palermo. Fra loro anche due imprenditori agrigentini: si tratta di Giovanni Lupo, 86 anni di San Giovanni Gemini e Francesco La Corte, 47 anni,, originario di Ribera, rispettivamente amministratore di fatto e di diritto della Biocasa s.r.l. (con sede in Palermo) operante nel settore edilizio. Gli altri sette imputati sono: Giuseppe Monteleone, 59 anni, di Palermo, già dirigente dello Sportello Unico Attività Produttive; il professionista Fabio Seminerio, 57 anni di Palermo, architetto; il funzionari comunali Mario Li Castri, 54 anni, di Palermo, già dirigente dell’Area Tecnica della Riqualificazione Urbana e delle Infrastrutture; gli (ex) consiglieri comunali di Palermo Sandro Terrani, 51 anni, e Giovanni Lo Cascio, 50 anni, già presidente della 2^ commissione urbanistica; Giovanna D’Attardi, compagna di Monteleone, e l’ architetto Agostino Minnuto, 60 anni. La prima udienza preliminare si celebrerà il prossimo 8 ottobre davanti al gup del Tribunale di Palermo Ermelinda Marfia. La vicenda è relativa all’inchiesta “Giano Bifronte”, eseguita dalla Guardia di Finanza lo scorso febbraio grazie anche alle dichiarazioni del neo-collaboratore di giustizia Filippo Bisconti, ex imprenditore edile a capo della famiglia mafiosa di Belmonte Mezzagno.

“Preg.mo Commissario,

preliminarmente ci corre l’obbligo di darLe il benvenuto e augurarLe buon lavoro in considerazione del fatto che gli obiettivi a Lei pervenuti per i prossimi mesi, non sono mai stati raggiunti, da 13 anni a questa parte, dai Sindaci che si sono susseguiti nel governo del servizio idrico integrato.

Or bene, la scrivente Associazione Konsumer Italia, – Associazione di promozione sociale e senza fini di lucro, che ha come scopo la tutela dei diritti dei consumatori e degli utenti, nonché della salute e dell’ambiente nel senso più ampio del termine, riconosciuta dalla Regione Sicilia quale Ass. Magg. Rappr. con D.P. n. 845 del 04/12/2019, dopo aver letto il decreto del Presidente del Regione Siciliana n. 590/GAB del 09 settembre 2020 che la nomina Commissario con una missione precisa l’unità dell’ambito idrico agrigentino, e considerate le note da noi inviate, negli anni trascorsi, a Codesto Ambito Territoriale Idrico e alle Istituzioni che ci leggono per la dovuta conoscenza della presente sulle criticità sia nel governo che nella gestione del servizio idrico agrigentino, ci corre l’obbligo di porle i seguenti quesiti al fine di averne un’adeguata risposta, anche tramite un confronto de visu, nel rispetto della normativa di prevenzione al Covid-19, oppure, tramite piattaforma on line al link che vorrà inviarci.

  1. Leggendo l’articolo 1 del citato decreto di nomina, nel voler procedere alla “conclusione dell’iter di definizione e alla formalizzazione delle gestioni comunali salvaguardate ex art. 147, comma 2 bis, D.Lgs. n.152/2006” sembrerebbe voler “sanare”, tramite il Suo incarico a carattere regionale, l’operato di Codesto Ambito nel riconoscimento dei requisiti Ex-ART. 147 D.LGS. 152/2006 agli 8 Comuni che ne hanno fatto richiesta. Nel procedimento ora menzionato, la scrivente Associazione ha formulato delle Memorie EX-ART. 10 L. 241/90 che non sono state valutate dall’ATI, che qui alleghiamo (All.1), ma sono state prese informalmente in considerazione solo dal Sindaco di Santo Stefano di Quisquina, Francesco Cacciatore, il quale ha voluto un confronto pacifico e cordiale proprio sul riconoscimento della gestione in house del servizio nel territorio del proprio comune, fornendo alla scrivente anche la copia della relazione tecnica presentata a Codesto Ambito per il riconoscimento in parola per il quale ad oggi non lamentiamo alcunché, contrariamente per i restanti 7 comuni riconosciuti, per i quali le nostre memorie, non avendo potuto valutare altri documenti, restano per noi valide ed efficaci e per le quali il riconoscimento operato risulta palesemente illegittimo, oltre che provocherebbe, e già provoca, un danno economico non indifferente ai Cittadini Consumatori che non risiedono nel territorio dove insistono le sorgenti, i quali sono costretti a pagare una tariffa comprensiva sia dei costi di gestione che di acquisto del prezioso liquido da Enti posti al di fuori dell’Ambito, potendo invece auto-approvvigionarsi, anche per come comunicato dalla Presidente dell’ATI nella Conferenza stampa di Agosto, mancherebbero le reti di collegamento tra le sorgenti e la rete di distribuzione del servizio idrico integrato. Proprio quest’ultimo dato rende ancora più incomprensibile, anche sotto l’aspetto pratico-sostanziale, il riconoscimento operato, in quanto non si comprende come si possa quantificare e distribuire all’Ambito l’acqua in eccesso alla gestione in house ai Comuni ad oggi riconosciuti dall’ATI nelle forme a Lei sicuramente rappresentate e di dubbia prassi amministrativa.
  1. Quello che, ancora, non comprendiamo è come si possa aggiornare il piano d’ambito senza l’effettiva ed immediata cessione delle reti dei 16 comuni non consegnatari (8 dei quali è stata riconosciuta la qualità sopra descritta che oggi va rivalutata) e degli enti gestori quali il VOLTANO S.p.A. e il CONSORZIO TRE SORGENTI. In quanto tale richiesta di cessione ha avuto inizio prima del commissariamento del Gestore del Servizio Idrico Integrato e pertanto attività che va ultimata anche per il tramite dell’attuale gestione. Salvo che a quest’ultima la REGIONE voglia imputare un ECCESSO DI POTERE conferito dalla PREFETTURA, che ci legge, ai propri Commissari, che renderebbe vana ogni azione posta in essere da quest’ultimi. Financo quella perpetrata nell’istallazione dei contatori per gli utenti residenti nei comuni sprovvisti, come quelli di Raffadali e Favara, essendo anche quest’ultima azione inquadrabile come gestione straordinaria, considerato che come non è possibile aumentare la dotazione idrica non è nemmeno possibile completare la stessa rete di distribuzione tramite l’istallazione dei misuratori che avrebbe dovuto essere anch’essa di competenza della costituenda Azienda Speciale Pubblica – Consortile.

Vorremmo continuare ancora su altri aspetti, ma considerato che le questioni ora poste saranno di sicuro oggetto di un confronto tra Ella e le Istituzioni che ci leggono per conoscenza e l’Assessorato competente, al fine di evitare qualsiasi conflitto sia Istituzionale che sociale sul Suo operare, restiamo in attesa di Suo riscontro le ribadiamo che la scrivente Associazione è disponibile per ulteriore confronto sulle tematiche del SII a Lei assegnate per la risoluzione”.

Il coordinatore provinciale avv. Giuseppe Di Miceli.

 

Il candidato Sindaco Francesco Miccichè ha presentato ieri sera la sua squadra di governo e le liste collegate al suo progetto prevalentemente civico dove spiccano sensibilità e personalità che abbracciano il mondo agrigentino.

Il dott. Franco Miccichè è apparso molto determinato, preciso, puntuale ed ha sottolineato come “sia arrivato il momento di fare scelte nette e decisive che avranno un percorso per un lungo periodo”.

Presenti gli Assessori designati: Marco Vullo, Giovanni Vaccaro, Aurelio Trupia e Francesco Picarella, stasera è atteso in città il filosofo e leader di Vox Italia Diego Fusaro.

Presenti i candidati delle liste civiche: Uniti per la Città, Cambiamo Rotta, Facciamo Squadra e Vox Italia.

“Mancano dieci giorni alla fine della campagna elettorale – ha dichiarato Miccichè –  e siamo al rush finale; siamo pronti a governare tutti gli agrigentini anche perchè  il tempo degli incantatori di serpenti è finito. Adesso si deve governare la città senza figli e figliastri, Agrigento deve essere città libera e aperta a tutte le classi sociali. Il recupero e il decoro delle periferie meritano lo stesso rispetto del centro cittadino, si deve creare un sistema virtuoso ed intercambiabile. Occorre potenziare la macchina burocratica, i settori comunali devono essere potenziati e si deve digitalizzare e velocizzare l’iter sia delle pratiche, sia dei servizi”.

Miccichè è stato interrotto spesse volte dagli scroscianti applausi dal folto pubblico presente. Ha continuato: “Il fallimento negli ultimi 5 anni è conclamato dalla mancata spesa dei fondi europei, di una programmazione non confacente al territorio, alla mancanza di raccordo tra le categorie produttive e sociali e investire sulle risorse locali: i giovani e i professionisti, il Palazzo di città deve essere a disposizione h24 a chi porta avanti idee, progettualità e introietta occasioni per far crescere Agrigento. La priorità è nei primi 100 giorni di fare chiarezza sul bilancio comunale – ha concluso Miccichè -; tutto è tranne che risanato: occorre mettere in moto un piano straordinario di messa in sicurezza del territorio, dagli edifici pubblici e privati”.

Gli Assessori designati, tra cui Vullo e Vaccaro hanno fatto da eco al candidato sindaco: “Dal mondo virtuale di Firetto gli agrigentini usciranno presto, qui ci vuole politica e amministrazione che partano dalle fondamenta, la cortina di fumo va rimossa. Si deve lavorare per normalizzare un clima di squadra e qui ci sono uomini, donne e progetti veri e fattibili; dal 5 ottobre i cittadini potranno consapevolmente cambiare canale e aggiustare la rotta su una direzione che sia comune e di buon governo.O si cambia o si affossa tutti”, così concludono gli assessori designati”.

La nave quarantena Rhapsody è arrivata a Porto Empedocle. La Prefettura, unitamente alla Croce Rossa e alle Forze di Polizia, ha provveduto alla sanificazione della nave stessa che adesso dovrà ospitare i migranti che temporaneamente erano stati ospitati nella tensostruttura situata accanto a porto empedoclino.

Ieri c’erano state le vibrate proteste da parte del primo cittadino Ida Carmina la quale aveva avuto assicurato che la tensostruttura avrebbe chiuso i battenti per sempre.

Ieri, come detto, lo svuotamento. Si aspetta la definitiva chiusura. e la conseguente

 

 

Importante sentenza del Tribunale di Sciacca, che ha dato ragione a Federconsumatori Sicilia e torto a Enel Energia e ha revocato un decreto ingiuntivo da oltre diecimila euro. La vicenda si è svolta nell’arco temporale 2013-2016 ed è iniziata con una richiesta di pagamento pari a 10.502,67 euro da parte di Enel Energia per i presunti consumi non pagati di gas di una utente Sciacca.

L’utente si è immediatamente rivolta a Federconsumatori, poiché riteneva impossibile un consumo così elevato in soli tre anni, per di più in Sicilia. Federconsumatori Sciacca, tramite l’avvocato Luigi Licari, come da prassi ha chiesto ad Enel Energia la conciliazione extragiudiziale, ma l’azienda l’ha rifiutata.

A questo punto si è scelto di andare in giudizio, dove Enel ha fornito risposte soltanto parziali in merito ai conguagli effettuati nel tempo e, soprattutto, sul corretto funzionamento del contatore del gas della signora. Trattandosi di un consumo ingiustificabile, infatti, le ipotesi sul campo secondo Federconsumatori potevano essere solo due: errate letture del contatore, o contatore rotto.

La sentenza n.265/2020 del Tribunale di Sciacca, però, ha dato ragione a Federconsumatori e alla sua assistita: spetta all’azienda, e non all’utente, dimostrare che il contatore funzioni correttamente. Enel Energia non ha fornito alcuna prova del corretto funzionamento del contatore e, per tanto, il Giudice ha annullato il decreto ingiuntivo a carico dell’utente e ha condannato Enel Energia al pagamento delle spese processuali.

L’ottimo risultato conseguito dall’avv. Luigi Licari di Federconsumatori Sciacca – commenta il presidente provinciale dell’associazione, Angelo Pisano – dimostra che Federoconsumatori è sempre pronta a difendere i consumatori, anche in Tribunale, anche in cause che durano tre anni, anche contro i colossi dell’energia“.

Gli fa eco il presidente regionale di Federconsumatori, Alfio La Rosa: “Questa vittoria dimostra quanto è importante la presenza di associazioni di tutela dei diritti dei consumatori, come la nostra, su tutto il territorio siciliano. Purtroppo casi del genere accadono, e di frequente, e quando succedono Federconsumatori c’è“.

Con la legge n°18 del 3 marzo 2009 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 61 del 14 marzo 2009) l’Italia ha ratificato e resa esecutiva la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, con Protocollo opzionale, adottata dall’Assemblea Generale dell’ONU il 13 dicembre 2006 ed entrata in vigore il 3 maggio 2008. Con il medesimo provvedimento (art.3) istituisce l’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità.

Nel contesto europeo, il diritto all’istruzione è stato sancito per la prima volta dall’articolo 2 del Protocollo addizionale alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950 dagli Stati membri del Consiglio d’Europa.   Tale articolo riconosce il diritto all’istruzione come diritto universale e, in particolare, impone agli Stati firmatari di rispettare il diritto dei genitori di assicurare tale educazione e tale insegnamento. La Carta sociale europea, ha  poi ampliato ulteriormente l’ambito di definizione del concetto di diritto all’istruzione.

Con la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea del 7 dicembre 2000, la tutela dei diritti fondamentali è entrata finalmente a far parte del diritto dell’Unione. L’art. 14, in particolare, garantisce universalmente (“a ogni individuo”) il diritto all’istruzione e l’accesso alla formazione professionale continua attraverso la garanzia di un’istruzione obbligatoria.

A seguito del sacrosanto sopracitato “diritto all’istruzione” , la scrivente organizzazione sindacale, denuncia quanto segue.

Da decenni genitori e lavoratori, nelle nostre scuole, si occupano dell’assistenza igienico personale per gli studenti con gravi disabilità. Da marzo sono a casa senza lavoro e senza stipendio. La Regione Sicilia, dopo decenni, volta le spalle a migliaia di ragazzi disabili nelle nostre scuole e decide di non occuparsi più del servizio, cancellando di fatto anche migliaia di posti di lavoro in Sicila. La scuola è iniziata,e  migliaia di ragazzi disabili, non trovano più nelle scuole l’assistenza alla loro condizione di disabilità: uno strappo al diritto allo studio inaccettabile.

Il presidente riconfermato commenta: “Ringrazio tutti i consiglieri in carica per la fiducia data alla mia persona. Sono estremamente contento di continuare a guidare una Associazione come le Acli che nei loro 76 anni di storia hanno offerto alla propria utenza grandi professionisti al servizio dei cittadini.

Dopo la fase di risanamento, stiamo crescendo in tutti i settori. Il prossimo quadriennio ci vedra’ impegnati in una fase di rilancio sia nei nostri servizi tradizionali come:  Patronato, Acli Service, CAA, Acli Terra, Fap, CTA, Giovani delle Acli, Coordinamento donne Acli,  Acli Colf, Unione Sportiva Acli, sia nei nuovi settori del lavoro, sempre aperti a chi ha necessita’ di conoscere nuove opportunità lavorative.

In un momento cosi estremamente difficile specie a causa della pandemia, tutti i nostri circoli con i loro operatori si sono attivati e si attiveranno per venire incontro alle tante richieste di tutti coloro che avranno realmente bisogno d’aiuto.

Siamo orgogliosamente un presidio di legalita’ e di servizi per i cittadini in tutto il territorio della provincia agrigentina”.

Ecco i componenti della presidenza: Luigi Vecchio – Vice presidente Vicario; Roberto Gambina  –   Vice presidente;    Elena butticè – Resp. Amministrazione; Vincenzo Palmeri – Resp. Sviluppo associativo; Chiara Luisa Pillitteri – Resp. Coordinamento donne

                         

                            

                                      

Da oltre venti giorni i pescherecci siciliani di Mazara del Vallo, Antartide e Medinea sono bloccati dalle Autorità Libiche e le loro famiglie attendono notizie per il rientro a casa dei parenti. Ringrazio il Presidente Miccichè che ha inserito con urgenza la trattazione dell’ordine del giorno per impegnare il Governo ad intervenire per garantire la libertà ai nostri pescatori. Il Parlamento Siciliano  ha mostrato grande sensibilità e solidarietà per le famiglie che in questo momento stanno protestando a Roma per chiedere ed avere tutte le rassicurazioni del caso”. 

A dichiararlo è Mario Caputo deputato di Forza Italia all’Assemblea Regionale Siciliana primo firmatario dell’Ordine del Giorno per il ripristino delle condizioni di sicurezza degli equipaggi dei pescherecci Antartide e Medinea sequestrati dalle Autorità Libiche.

L’ordine del giorno è stato inserito dal Presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè con priorità di urgenza ed il Parlamento ha approvato all’unanimità l’atto di impegno. L’ordine del giorno prevede interventi per garantire la libertà personale dei natanti e degli equipaggi e misure di sostegno economico alle famiglie dei due pescherecci, attualmente privi di mezzi di sostentamento. Il provvedimento legislativo è finalizzato a chiedere formalmente l’intervento del Governo Nazionale  e del Ministero degli Affari Esteri al fine di porre in essere tutte le misure per garantire la sicurezza dei pescatori siciliani, per tutelare la libertà di pesca, per chiedere misure di sostegno economico per le famiglie dei pescatori sequestrati.

“E’ una situazione che preoccupa non solo  l’equipaggio e la loro sicurezza  – conclude Caputo. Quanto accaduto crea forte allarme all’intero settore della pesca che si trova costretto ad operare in condizioni di grave pericolo. Serve una forte presenza del Governo centrale per rassicurare le marinerie ed i loro equipaggi ed evitare che possano ripetersi episodi del genere”.