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“Le proposte di Mareamico sono tutte pienamente condivise nell’impostazione del mio programma 2020-2025 e già coerenti con le sensibilità espresse dall’amministrazione in questi cinque anni. É per questo che faccio mio il suo programma di interventi che, invero, per diversi aspetti mi ha già visto impegnato nell’interlocuzione con la Regione per la soluzione di alcune annose questioni che affliggono la fascia costiera e nella prospettiva di una maggiore tutela, valorizzazione e fruizione delle nostre coste.
Convincono le soluzioni proposte e sono in parte percorsi intrapresi che presuppongono un’intensa attività di progettazione. La mia amministrazione ha mostrato sempre apertura alle associazioni del territorio che, come Mareamico, rappresentano una risorsa per Agrigento nel condividere idee e progetti e attivare collaborazioni di natura tecnica nell’interesse e per il bene della città e del suo futuro”.

Il presidente della Regione Nello Musumeci ha firmato l’ordinanza con tutti i nuovi divieti per limitare il contagio da covid 19. Uso obbligatorio delle mascherine quando si è tra estranei, registrazione e tamponi rapidi per chi proviene dall’estero, controlli periodici sul personale sanitario e sui soggetti cosiddetti fragili, oltre ai divieti di assembramento. Queste le ulteriori misure di prevenzione contenute nel nuovo provvedimento del presidente della Regione. L’ordinanza, appena firmata, entrerà in vigore mercoledì e avrà efficacia fino al 30 ottobre.
“Le misure che adottiamo con questa ordinanza – evidenzia Musumeci – mettono al centro i controlli e la prevenzione nei confronti delle persone fragili o più esposte al contagio. I nostri costanti e ripetuti inviti alla prudenza purtroppo non sono stati da tutti adeguatamente raccolti ed entriamo in una fase difficile dell’epidemia, con l’arrivo della stagione influenzale. Il testo è ancora una volta improntato al principio della leale collaborazione tra tutte le istituzioni e del confronto con i professionisti, che presto l’assessore Razza tornerà ad incontrare con il comitato tecnico scientifico. Abbiamo appreso che la chiave più importante per affrontare questa emergenza è rappresentata dalla tempestività delle decisioni e della previsione degli eventi futuri. La Sicilia non vuole un nuovo lockdown, ma per impedirlo dobbiamo impegnarci tutti, soprattutto i più giovani”. Ecco nel dettaglio la nuova ordinanza:
“È obbligo di ogni cittadino, al di sopra dei 6 anni, di tenere sempre la mascherina nella propria disponibilità, quando si è fuori casa. Nei luoghi aperti al pubblico la mascherina deve essere indossata se si è nel contesto di presenze di più soggetti. Si è dispensati solo quando ci si trova tra congiunti o conviventi. Sono esclusi dall’obbligo di utilizzo in modo continuativo coloro che svolgono attività motoria intensa, a condizione che il distanziamento interpersonale possa essere mantenuto, salvo l’obbligo di utilizzo alla fine dell’attività.
Tamponi per chi viene dall’estero
Chiunque entri nel territorio della Regione provenendo da Stati Ue o extra Ue ha l’obbligo di registrarsi sul sito www.siciliacoronavirus.it, ovvero di comunicare la propria presenza al servizio sanitario della Regione. I cittadini residenti in Sicilia adempieranno a tale obbligo sia mediante la registrazione sul sito, sia dandone pronta comunicazione al proprio medico di medicina generale o pediatra. Alle norme dovranno uniformarsi anche coloro che hanno fatto rientro in Sicilia nei sette giorni antecedenti la pubblicazione dell’ordinanza. Le Aziende sanitarie provinciali competenti territorialmente provvedono alla sottoscrizione di un Protocollo con le Società di gestione degli aeroporti, le Autorità portuali, i gestori del trasporto, di concerto con l’assessorato regionale delle Infrastrutture e della mobilità, per sottoporre al cosiddetto tampone rapido ovvero ad altri mezzi di indagine diagnostica, validati dall’Istituto superiore di sanità, i soggetti provenienti dai Paesi esteri.
Le aziende del sistema sanitario regionale provvedono a svolgere controlli periodici sul personale, mediante tampone rapido, ovvero con altro mezzo di indagine diagnostica. Il dipartimento delle Attività sanitarie e l’Osservatorio epidemiologico dell’assessorato regionale della Salute monitorano il rispetto dell’ordinanza, anche mediante la distribuzione dei test necessari, se non reperiti dalle singole Aziende. Al medesimo controllo periodico sono sottoposti gli ospiti delle strutture socio-sanitarie e i soggetti fragili.Controlli sul personale sanitario e sui pazienti fragili.
Divieti di assembramento
Sono vietati gli assembramenti mediante il prolungato stazionamento nei luoghi pubblici o aperti al pubblico (strade, piazze e parchi). Sono escluse le sole occasioni di iniziative pubbliche previste dalla legge o comunicate all’Autorità di pubblica sicurezza, per le quali l’organizzatore è comunque responsabile dell’assoluto rispetto delle norme comportamentali per la prevenzione dal rischio di contagio. Nel caso di cluster territorializzati, i dipartimenti di Prevenzione propongono con immediatezza al presidente della Regione Siciliana, previa intesa con le Amministrazioni comunali competenti, l’adozione di Protocolli contenitivi, limitatamente ad aree infracomunali, comunali o sovracomunali”.

Anche a Santa Margherita Belìce  e a Montevago il maltempo ha provocato danni e disagi. I vigili del fuoco del distaccamento di Santa Margherita Belìce hanno effettuato due interventi a Santa Margherita e tre a Montevago.  Interventi per prosciugare scantinati. In contrada Stoccatello, sulla provinciale 42, i pompieri sono intervenuti per soccorrere persone a bordo di un’autovettura rimasta impantanata dalla pioggia.

Problemi anche a Menfi; Alberi sulle strade e tetti precari scoperchiati per il fortissimo vento, quasi una tromba d’aria, che nel pomeriggio si è abbattuto lungo la fascia costiera.

Nel centro belicino hanno ceduto molti rami di alberi e si sono create varie situazioni di pericolo. La copertura di una struttura precaria è stata sradicata dal vento ed è finita su un’auto, danneggiandola.

Lavoro intenso per l’Asp di Agrigento che sta contattando i pazienti che di recente hanno frequentato l’ambulatorio del medico di base di Sciacca risultato positivo. L’Asp sottoporrà a tampone tutti i pazienti del medico che hanno avuto di recente un contatto con lui. Il medico di base, saccense, si trova in isolamento È tra gli ultimi casi di persone risultate positive al Covid-19.

L’Asp di Agrigento sottoporrà a tampone, al fine di appurare eventuali ulteriori contagi, tutti i pazienti che sono stati in contatto con il medico, sia in ambulatorio che in visita domiciliare.  Una situazione che evidenzia come Sciacca attraversi un periodo particolarmente delicato.

I nuovi positivi nell’Isola secondo i dati del ministero della Salute sono 107 (tre in meno di ieri) e di questi solo sette sono migranti ospiti dell’hotspot di Lampedusa. I tamponi effettuati sono stati 4.202, oltre mille in meno rispetto a ieri.

Nell’Isola i ricoverati con sintomi salgono da 255 a 268 e rispetto a ieri c’è un letto occupato in più in Terapia intensiva per un totale di 14. Gli ospedalizzati sono pertanto 282. Cresce ancora il numero dei cittadini in isolamento domiciliare e si arriva così a 2.377. Il totale degli attualmente positivi raggiunge quota 2.659. I dimessi-guariti da inizio pandemia sono 3.716 e 308 le vittime.

Tra le provincie Palermo con 66 nuovi casi; poi Catania con 14, Enna 10, Messina e Caltanissetta 6., 3 a Ragusa, 1 a Trapani ed Agrigento.

 

Si è tenuto ieri ad Agrigento un convegno medico sul tema “Focus sul carcinoma del colon retto. Stato dell’arte ed importanza dell’integrazione Ospedale – territorio”.

Motivo dell’incontro le nuove tecnologie e nuove frontiere per ridurre al minimo tutti i disagi e tutti i problemi che possano scaturire da un evento oncologico del genere.

Responsabili scientifici del convegno il dott. Antonio Savarino e il dott. Alfonso Maiorana. Tante le professionalità mediche che hanno trattato l’argomento, tra cui il prof. Carmelo Sciumè, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Generale, Endoscopia e Laparoscopia Generale del San Giovanni di Dio di Agrigento il quale si è soffermato sullo stato dell’arte del trattamento locoregionale.

Sono emerse alcune novità circa l’esecuzione della colonscopia così temuta dalla gran parte della popolazione. La preparazione non è più di quattro litri bensi di uno soltanto, è indolore per la somministrazione di farmaci sedativi, assoluta sicurezza e rispetto della privacy, strumenti endoscopici moderni, prevenzione della diffusione del coronavirus secondo linee guida, accessori monouso, abbigliamento adeguato fornito dall’ASP, comfort post endoscopia in apposita stanza “ sleeping Room”.

Tra l’altro, ormai si tratta di un intervento di routine la chirurgia mininvasiva laparoscopica nel trattamento dei tumori del colon-retto, eseguita presso l’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Generale diretta dal Prof. Carmelo Sciumè; è ben tollerata e accettata dai pazienti poiché provoca minimo dolore post-operatorio,  precoce alimentazione, riduce i tempi di ospedalizzazione con esito estetico molto gradito dai pazienti e con rapida ripresa delle attività lavorative. Tutto ciò nell’assoluto rispetto della radicalità oncologica  e della  qualità di vita.

Questa, sostanzialmente, la relazione del prof. Sciumè: “In Italia si registrano ogni anno più di 50.000 nuovi casi di cancro del Colon-Retto, nel 25-30 %  già in fase metastatica e nel 10% le metastasi sono sincrone al tumore. In più del 90% il cancro del grosso intestino  origina da un polipo benigno. In un periodo che varia tra 5-15 anni definito “dwell time” il polipo benigno può degenerare verso la malignità. Questa progressione dovuta a variazioni genetiche, al tipo di alimentazione e all’ambiente in cui si vive, viene definita sequenza Adenoma ( tumore benigno ) – Carcinoma ( tumore maligno). L’ulteriore progressione del tumore maligno, qualora non diagnosticato precocemente,  sfocia nella formazione delle metastasi loco regionali e/o a distanza. Attraverso la via linfatica (  diffusione linfatica) nei linfonodi ubicati lungo i vasi sanguigni che irrorano il colon-retto, poi o contemporaneamente la diffusione delle cellule maligne, provenienti dal sito tumorale,  possono guadagnare e depositarsi a distanza nel fegato, polmone, cervello, ossa etc.   trasportate dal torrente ematico ( diffusione ematica). L’obiettivo di una buona sanità, che si deve offrire alla popolazione, è quello di intercettare, diagnosticare e asportare le lesioni tumorali, il più delle volte asintomatiche, quando sono ancora in fase iniziale cioè rimuovere il polipo adenomatoso benigno al fine di evitare la sua fatale progressione. Ecco l’importanza dello screening del cancro del colon-retto. Attraverso questo fondamentale presidio si possono diagnosticare i polipi benigni e rimuoverli con le moderne metodiche.

Lo screening si divide in tre livelli: 1° livello ricerca del sangue occulto ( SO)  nelle feci nella  fascia di popolazione di età superiore a 45-50 anni. 2° livello se la ricerca del  SO risulta positivo si invita il cittadino ad eseguire la colonscopia. 3° livello trattamento delle eventuali lesioni riscontrate alla colonscopia o per via endoscopica o mediante chirurgia miniinvasiva laparoscopica, o chirurgia tradizionale più o meno preceduta da chemio-radioterapia prima dell’intervento (neoadiuvante) o dopo l’intervento chirurgico (adiuvante ) in base alla stadiazione tumorale mediante l’esecuzione di TC torace e addome , Risonanza magnetica e Pet.   Tutto  ciò viene deciso collegialmente dal “team” multidisciplinare di cui fanno parte chirurghi, endoscopisti, oncologi, radiologi, radioterapisti, medici nucleari, anatomo patologi e psicologi al fine di decidere e proporre il più idoneo percorso diagnostico-terapeutico personalizzato al paziente secondo linee guida”.

Presenti al convegno anche infermieri che coadiuvano i primari in prima linea, tra questo l’esperto Calogero Volpe il quale nella qualità di infermiere dedicato ha disquisito sulla gestione della stomia. Ecco i punti più importati: “La stomia, ricordiamo, è il risultato di un intervento chirurgico mediante il quale si crea un’apertura sulla parete addominale per mettere in comunicazione l’apparato intestinale o quello urinario con l’esterno.  La creazione dello stoma rappresenta un salvavita e la corretta gestione della deviazione permette di migliorare la qualità della vita sia dal punto di vista della salute che da quello socio-relazionale. Oggi si è parlato della gestione della Stomia e dell’importanza dell’Infermiere “dedicato” cioè lo Stomaterapista che tramite master e corsi di formazione acquisisce delle competenze specifiche per poter assistere le persone atomizzate nel pre e post  operatorio accompagnando nel suo percorso per poter vivere questa sua condizione di vita con dignità e serenità”.

C’è il trentaquattresimo positivo a Sciacca. Ma anche il primo decesso della seconda ondata di covid a Sciacca.

È morta stamattina nel reparto di Rianimazione del “Giovanni Paolo II” di Sciacca (dove era ricoverata da sabato scorso) la donna di 68 anni che era giunta in ospedale in gravi condizioni.
Le sue condizioni si sono aggravate la notte scorsa, poi il decesso.

Intanto, avviene si registra un nuovo contagio, il trentaquattresimo, e che riguarda un uomo di 50 anni già posto in isolamento domiciliare.

Notizie poco rassicuranti sul fronte Covid 19 ad Aragona, Sciacca con il 33esimo positivo e ad Agrigento dove, dopo giorni di stop al contagio, sono stati accertati due casi. “Abbiamo ricevuto dall’Asp che abbiamo altri 7 positivi. Siamo ad un totale di 16 persone positive – ha spiegato il sindaco Peppe Pendolino – . E’ una situazione preoccupante, sono numeri elevati. Si tratta di persone che fanno parte di un’unica azienda, ma bisogna stare attenti. Abbiamo mappato tutti i contratti stretti e li abbiamo fatti mettere in isolamento fiduciario. Stiamo cercando di porre in essere tutte le misure per evitare ulteriori contagi. Vi prego, anche a casa, usate il distanziamento e le mascherine. Parliamo di 16 contagi di un nucleo familiare e di un’unica azienda. Ho allertato la Prefettura dicendo che la situazione è allarmante, ho chiamato l’Asp e la presidenza della Regione perché volevo chiudere le scuole – ha spiegato l’amministratore – . Mi dicono che non è possibile se non ci sono casi all’interno degli istituti scolastici, stiamo cercando di tenerle in sicurezza così come del territorio. L’unica cosa confortante è che tutti i positivi stanno tutti bene, grazie a Dio”. “L’Asp comunica due nuovi casi di posività al coronavirus ad Agrigento. Al momento i positivi in città sono dunque in totale 6 – ha annunciato il sindaco uscente Lillo Firetto – . E’ stata confermata oggi la positività al Covid 19 di un giovane agrigentino di 22 anni e di un uomo di 58 anni. Si trovano in isolamento e si sta attuando, per i loro contatti diretti, il protocollo previsto”.

E’ stato ritrovato stamani al largo di Milazzo nello specchio di mare antistante Tono dove si erano concentrate le ricerche, il corpo di Aurelio Visalli, 40 anni, secondo capo della Guardia Costiera di Milazzo, scomparso ieri tra le onde dopo avere salvato un quindicenne che stava annegando e una seconda persona in difficoltà. A confermarlo i vigili del fuoco e la Capitaneria di Milazzo.
A ripescare il cadavere è stato l’equipaggio della motovedetta della Capitaneria di porto sulla quale il giovane sottufficiale aveva prestato servizio. Il ritrovamento è avvenuto a nord del punto dove Visalli si era tuffato per effettuare il salvataggio di due ragazzi in difficoltà, ad una cinquantina di metri dalla costa nota come “puntitta”, nella baia del Tono. Nello specchio d’acqua dove si erano intensificate le ricerche aeree, terrestri e marittime, ieri pomeriggio fino a tarda serata. Il corpo dello sfortunato sottufficiale è stato trasportato con la stessa motovedetta fino al porto e da qui trasferito all’obitorio dell’ospedale di Milazzo.
“Esprimo la vicinanza e il cordoglio alla famiglia e alla Guardia costiera del secondo capo Aurelio Visalli, il cui corpo è stato ritrovato in mare. E’ deceduto per salvare la vita a due bagnanti in difficoltà a Milazzo. Ricordiamo lui e tutte le persone che mettono il loro impegno e la loro vita al servizio dei cittadini e delle istituzioni”. Così il ministro della difesa, Lorenzo Guerini, intervenuto a Saluzzo (Cuneo) in occasione delle celebrazioni per i 100 anni dalla nascita del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.
“Abbiamo ritenuto doveroso, per rispetto di Aurelio e della sua famiglia, sospendere la visita del ministro Luigi Di Maio che era prevista per oggi a Milazzo”. Lo scrive su Facebook, la senatrice M5s, Barbara Floridia, dopo il ritrovamento del corpo del sottufficiale Aurelio Visalli, morto durante il salvataggio di un quindicenne in mare.

Nuovi disagi in arrivo da domani per gli automobilisti. La sindaco di Porto Empedocle Ida Carmina ha emesso una ordinanza con la quale impone il divieto di transito pedonale e veicolare nel tratto di strada comunale che collega la statale 115 dal bivio Nuara fino alla via Fosse Ardeatine. Deroga per gli abitanti o aventi titolo delle vie comunali comprese tra la via Deledda e la via Ungaretti, dislocate dopo il bivio Nuara e prima del cantiere stradale. L’interdizione prenderà il via da domani e si protrarrà fino al 18 ottobre.

Il tutto per consentire di definire i lavori di varo, montaggio e realizzazione della soletta dell’asse viario in corso di realizzazione. Strada che sarà al servizio delle aree industriali, portuali e turistiche della città di Porto Empedocle. A fare richiesta di chiusura al transito era stata a metà mese l’Irsap.