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Lo ha disposto con apposita ordinanza del 25 settembre 2020, il Ministero della Salute che, individuando “Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”, ha ordinato la sospensione del decreto del Ministro per i Beni  Culturali e Ambientali 11 dicembre 1997, n. 507, che prevede il libero accesso a tutti gli istituti  e ai luoghi della cultura  statali la prima domenica del mese, estendendone l’immediata applicazione anche nelle Regioni a statuto speciale. A seguito dell’ordinanza ministeriale il dirigente generale dei Beni culturali e dell’Identita siciliana ha dovuto firmare un decreto per disporre la sospensione delle domeniche gratuite in Sicilia.

Sono amareggiato e costernato dal dovere adottare un provvedimento che si pone in una direzione contraria a quella di apertura e fruibilità dei luoghi della cultura per la quale ci siamo tanto spesi in questi mesi – dice l’assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà –  e grazie alla quale abbiamo garantito un progressivo e costante recupero di normalità. Il provvedimento di sospensione dell’ingresso gratuito ai luoghi della cultura è un atto dovuto che il Ministro ha imposto anche alle Regioni a statuto speciale come misura di contrasto al rischio di assembramento, nel tentativo di ridurre le occasioni di contagio del Covid. I siti culturali della Sicilia – rassicura l’assessore Samonà – continuano a rimanere aperti in sicurezza nel rispetto delle disposizioni anti-Covid e con le prenotazioni obbligatorie all’App youline, appositamente utilizzata dall’assessorato dei beni culturali per regolare i flussi di accesso ai siti”.

E’ pubblicato sul sito internet istituzionale del Libero Consorzio Comunale di Agrigento il bando FEAMP 2014-2020 di attuazione della Misura 5.69 “Trasformazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura” (art. 69 del Regolamento UE n. 508/2014). Questa importante misura del Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca è desinato alle microimprese e alle piccole e medie imprese che operano nel settore della lavorazione e trasformazione di prodotti della pesca e dell’acquacoltura (le PMI devono avere una sede legale nel territorio dell’Unione Europea e una sede operativa nel territorio della Regione Sicilia).Come per le altre linee di finanziamento FEAMP, questa misura consente alle imprese del settore di effettuare interventi strutturali per la lavorazione, trasformazione e conservazione dei prodotti ittici, in linea con le finalità del FEAMP che punta, tra gli altri obiettivi, al miglioramento dell’organizzazione di mercato dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura e alla promozione degli investimenti nei settori della trasformazione e della commercializzazione. Le risorse messe a disposizione alle imprese siciliane ammontano complessivamente a 3.300.000,00 euro (di cui 1.300.000,00 destinati alle microimprese

Le istanze di ammissione a finanziamento ed i relativi allegati dovranno pervenire, secondo le modalità illustrate nel bando, entro le ore 12:00 del prossimo 4 dicembre 2020 a: Regione Siciliana-Assessorato dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea, Dipartimento Regionale della Pesca Mediterranea-Servizio 3 “Trasformazione dei prodotti ittici e Innovazione”, oppure agli Uffici Territoriali dello stesso  dipartimento.

Il bando e i relativi allegati sono scaricabili dal link:

http://www.provincia.agrigento.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13351

L’assessore regionale alla Famiglia, Antonio Scavone, ha insediato ieri pomeriggio il tavolo regionale per il lavoro, un organismo consultivo di concertazione, composto da governo regionale, burocrazia, parti sociali e datoriali, che affiancherà il governo Musumeci nella predisposizione delle azioni da mettere in campo per il superamento della attuale crisi occupazionale isolana.
“Una crisi aggravata dall’epidemia covid 19 – ha affermato Scavone – che può e deve essere superata con lo strumento della concertazione. In particolare questo gruppo di lavoro – ha continuato l’assessore- avrà il compito di collaborare il Governo nella predisposizione di procedure ed atti quali gli strumenti di programmazione, gli schemi di d.d.l. , schemi di accordo, protocolli, schemi di bando e avvisi, strumenti di politica attiva del lavoro e quant’altro inerente alle tematiche in argomento”.

Presenti alla riunione Vincenzo Silvestri, Fondazione consulenti lavoro; Paolo Chiappara, Sicindustria Sicilia;Carmelo Di Noto Confindustria Sicilia Siracusa; Maurizio Merlino, Cna Sicilia, Cristian Orlando, Confartigianato Imprese Sicilia, Monica Genovese, CgilL Sicilia,Giuseppe Raimondi, Uil Sicilia, Giuseppe Messina, Ugl Sicilia, Rosanna La Placa, CislL Sicilia, Rosalia Lo Brutto, Consulenti consulta Regione Sicilia, Fabrizio Bignardelli, Presidenza della Regione; Giovanni Bologna, dirigente generale dipartimento Lavoro.
L’assessore nel corso della riunione ha illustrato sinteticamente il contesto economico e sociale del Sud e del Mezzogiorno, evidenziandone i problemi infrastrutturali rispetto al Nord.
“Un divario – ha proseguito Scavone- che si può superare solo con l’adozione per la Sicilia di strumenti innovativi penso per esempio alla fiscalità di vantaggio insieme ad un governo nazionale che ponga in essere finalmente politiche del lavoro più incisive per il sud Italia”.

Presa in esame anche una riorganizzazione della pubblica amministrazione.
“Occorre che oltre a disegnare legislativamente una nuova strutturaamministrativa – ha aggiunto – la regione si doti di un centro di alta formazione per le amministrazioni siciliane, utilizzando e riconvertendo le strutture già presenti e più idonee. Il Tavolo, che si svilupperà in ulteriori gruppi di lavoro per singole tematiche che verranno integrati dai soggetti interessati, i cosiddetti
stakeholder – ha detto ancora Scavone – ha offerto numerosi spunti di riflessione che intendiamo sfruttare in questi due anni di governo, tra questi: semplificazione e condivisione preliminare schemi di avvisi di politica attiva per il lavoro; esternalizzazione di attività a favore delle Agenzie per il lavoro, come in materia di assegni di ricollocazione e Garanzia Giovani; predisposizione di azioni di politiche attive e passive per il lavoro; azioni di protezione sociale; interventi legislativi per esonero contributi ai fini delle assunzioni; Sicily working. Su quest’ultimo punto – ha aggiunto l’esponente del governo Musumeci- auspichiamo la formazione di un gruppo operativo di lavoro che sviluppi un programma di azione a sostegno della nuova forma di lavoro del
coworking che permetterebbe l’utilizzo di molti immobili presenti in diversi comuni della Sicilia e il rientro dei tanti ragazzi andati via per lavoro dall’Isola. L’elaborazione di una scheda progettuale in merito potrebbe rappresentare un valido contributo per le linee guida di programmazione del Recovery found in Sicilia”.

“Gli oltre quattrocento guariti in Sicilia negli ultimi sette giorni sono un segnale incoraggiante. Ovviamente esistono anche altri numeri, ma sapere che dal Coronavirus si guarisce è una iniezione di sano ottimismo anche contro chi, forse per paura, vede tutto nero. Non possiamo nemmeno dire che Covid non ce n’è, lo abbiamo sempre saputo, ma affermare che con il Covid moriremo tutti è altrettanto sbagliato e fuorviante. Per questo consiglio a chiunque di diffidare dagli ultras di queste due assurde teorie”. Lo dice l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza commentando notizie di stampa sui dati dei guariti in Sicilia che negli ultimi sette giorni hanno fatto registrare un significativo incremento.

Il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha disposto il rinvio a giudizio di quattro uomini accusati di avere abusato della bimba nei giorni successivi alla festa della Madonna di Fatima, ad Aragona, dove era stato allestito un luna park in cui gli imputati lavoravano. Si tratta di Bogdan Petru Corcoz, 22 anni, di origini rumene e residente ad Aragona; Vasile Lucian Isache, 25 anni, anche lui residente ad Aragona e nato in Romania; Costantin Cosmin Babiuc Pavel, 24 anni, rumeno e Riccardo Fonte, 60 anni, di Caltanissetta. Sono accusati di violenza sessuale di gruppo aggravata. La presunta vittima, all’epoca dei fatti, il 13 maggio del 2015, doveva ancora compiere dodici anni. Il dibattimento si celebrerà davanti ai giudici della prima sezione penale presieduta da Alfonso Malato.

La ragazzina (costituita parte civile ed assistita dagli avvocati Daniela Posante e Antonella Arcieri), rispondendo al giudice, al pm Elenia Manno, ai suoi stessi difensori e a quelli degli imputati, ha confermato in aula i fatti oggetto della denuncia che ha fatto scattare l’inchiesta e adesso il rinvio a giudizio. “Sono stata costretta ad abbassarmi i pantaloni e, a turno, hanno abusato di me. Ero andata con le mie amiche alle giostre, mi sono avvicinata a una bancarella e sono stata trascinata nel vicolo da alcune persone. Mi hanno trattenuto con la forza e mi hanno violentata”.

Unità navale della Guardia di Finanza, ha aperto il fuoco, ieri sera, contro un peschereccio tunisino, dopo aver intimato l’alt, non rispettato dagli stessi. Sarebbero stati parati circa 400 colpi.

Confermata la presenza di stupefacenti all’interno dei motopeschereccio.

I video postati su facebook da Tactical Life  Italia sono drammatici e documentano l’inseguimento via mare, gli spari a raffica e l’abbordaggio del peschereccio tunisino.

“Spero vivamente che la giustizia italiana punisca con la massima severità l’equipaggio del peschereccio tunisino sequestrato in queste ore dai nostri militari della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera nel porto di Lampedusa”.

È quanto dichiara l’ammiraglio Nicola De Felice. “Mi giungono voci non ancora confermate che la motopesca non si sia fermata all’alt e abbia addirittura sparato contro i militari – conclude De Felice – auspico che venga fatta luce al più presto sull’accaduto”.

Nota del Direttore.

Questo il racconto nudo e crudo di quanto accaduto ieri al largo di Lampedusa dove alcune unità navali della Guardia di Finanza hanno rischiato davvero grosso. Un gruppo di trafficanti di droga tunisino non solo non si è fermato all’alt imposto dai finanzieri ma ha anche attaccato a colpi di mitra. Fortunatamente la Guardia di Finanza, anche perchè supportata da altre unità navali, ha avuto la meglio ed ha bloccato e sequestrato il peschereccio tunisino nell’ambito di un controllo antidroga (confermata a bordo la presenza di sostanze stupefacenti). 

L’onore a tutti i nostri militari che rischiano quotidianamente la vita per combattere contro criminali incalliti e venditori di morte. Vada alla Guardia di Finanza tutto il nostro appoggio e la nostra solidarietà, a cominciare dall’Ammiraglio De Felice, per l’esito positivo della straordinaria e pericolosissima azione posta in essere ieri. 

La speranza (perchè questa possibilità esiste) è che adesso magari qualcuno non si alzi da qualche comoda sedia per scandalizzarsi del fatto che nel corso dell’operazione di ieri la Guardia di Finanza ha usato le armi in risposta ai criminali tunisini.

Giusto sottolineare questa circostanza; del resto dopo tutto quello che è accaduto con la vicenda di Karola Rakete, dalle nostre parti e nel territorio nazionale…tutto è possibile! 

Onore alle Fiamme Gialle.

C’era stato un blitz, nel pieno centro storico agrigentino, tra le vie Neve e Saponara da parte della Squadra Mobile di Agrigento. L’accusa fu chiara ed esplicita: in alcune case venivano gestiti veri e propri bordelli.

A tal proposito, il titolare del fascicolo, Sostituto Procuratore Emiliana Busto, ha notificato a sette persone l’avviso di conclusione delle indagini con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Due glii agrigentini coinvolti nella vicenda; si tratta di Egugenio D’Agostino di 51 anni e Giuseppe Salamone di 29. E poi Camilla (sono nomi d’arte), Jacky, Pilar, Vieira e la 78enne Cirila Maria Huacache Manrique.

 

“Il Governo regionale ha dimostrato di non avere alcuna intenzione di chiudere in modo definitivo l’epoca del precariato in Sicilia: il Csa-Cisal non può fare a meno di proclamare lo stato di agitazione dei 5 mila lavoratori che aspettano da anni una stabilizzazione che resta ancora una chimera, dicendoci anche pronti allo sciopero”.

Lo dicono il Segretario generale Giuseppe Badagliacca e i dirigenti sindacali Clara Crocé, Gianluca Cannella e Luigi D’Antona.

“Nonostante i continui solleciti e un ddl presentato all’assessore al Lavoro cinque mesi fa – dice il Csa-Cisal – non si intravede nel breve o nel medio periodo alcuna iniziativa concreta da parte dell’Esecutivo, nonostante si parli di lavoratori che in piena pandemia hanno continuano a svolgere il proprio servizio che è essenziale per la Pubblica amministrazione. Bisogna stanziare le risorse necessarie e chiedere l’applicazione anche in Sicilia della norma che consente l’assunzione a tempo indeterminato in soprannumero rispetto alle dotazioni organiche, ma nel frattempo bisogna anche arrivare la Carta dei diritti degli Asu e snellire le procedure per l’accredito dei sussidi che devono arrivare in tempi certi.

La politica ascolti il grido di dolore di questi lavoratori, altrimenti siamo pronti allo sciopero generale”.

E’ ora: è scoccata l’ora di un nuovo Sindaco, di un primo cittadino che deve essere scelto liberamente dagli agrigentini e non imposto! Perchè Agrigento non ha bisogno di quanto già provato in passato o di chi si propone come nuovo metodo di amministrare ma ha già dimostrato le proprie mancanze. E quindi basta con chi ha già fatto il sindaco!!! Basta con chi NON vuole farlo davvero!!! Per confrontarsi con 5 anni di duro lavoro bisogna avere passione e freschezza!!! Agrigento ha necessità di una svolta giovane, moderna e che guardi al domani con un atteggiamento diverso rispetto al passato. E per guardare al domani, non ci si può affidare a chi ha già amministrato ieri. Il 4 e 5 ottobre basta davvero una matita: È ORA di una NUOVA AGRIGENTO!

“Apprezzo la decisione dell’assessore regionale Edy Bandiera che nell’ottemperare all’ordinanza del Tar di Palermo sul calendario venatorio, tuttavia rende possibile ai cacciatori di conigli di poter esercitare legittimamente l’attività. Ringrazio anche l’Assessore per avere accettato, per il mio tramite, i suggerimenti del presidente di Cpa Sport Federico Cudia. Sarebbe stato un atto di ingiustizia e di violazione di un legittimo diritto non consentire la caccia al coniglio in Sicilia. Sono convinta che nessuno quanto i cacciatori ha a cuore la tutela del patrimonio faunistico e della biodiversità. Rispetto le posizioni degli ambientalisti e degli anti-caccia ma di sicuro c’è una eccessiva strumentalizzazione che esprime più un pregiudizio che una reale conoscenza di chi ha passione per le attività venatorie”.

Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana.