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Mercoledì 30 settembre alle ore 17,00 il maestro Piscopo riceverà la laurea dell’Università della barba in serenate e suonate popolari dal barbiere del presidente della Repubblica Franco Alfonso.Discuterà la tesi: “Quando i barbieri partivano per la lontana Merica” cui seguirà un concertino per fisarmonica, chitarra e mandolino. Questa esperienza segna l’inizio del  suo nuovo modo di fare il maestro tra la gente e nei paesi della Sicilia.  Infatti, sta aspettando l’arrivo di un’ape car carica di libri e strumenti musicali per girare la Sicilia e raccontare quello che ai bambini non è stato mai raccontato, quello che  manca nei libri di scuola e tante storie legate ad una Sicilia che pochi conoscono. Sarà un impegno nel sociale riprendendo la figura di un cantastorie moderno legato agli scrittori siciliani e usando la più antica fisarmonica della Sicilia.

In leggero calo rispetto a ieri ma sempre considerevole il numero di nuovi contagi da coronavirus in Sicilia. Secondo l’ultimo bollettino del ministero della Salute sono 107 i siciliani risultati positivi al Sars-Cov-2 nelle ultime 24 ore. Ieri l’incremento era stato di 125 casi. Da registrare anche altre due vittime del Covid. Ma c’è anche qualche segnale positivo come una riduzione delle ospedalizzazioni e un buon incremento di pazienti guariti. Oltre 5.000 i tamponi effettuati (in linea col numero di ieri), ma niente a che vedere con gli oltre 20.000 della Lombardia o gli oltre 10 mila dell’Emilia Romagna (regione assimilabile per numero di abitanti).

I nuovi 107 casi registrati in Sicilia fanno salire il numero degli attuali positivi a 2.530 (ieri erano 2.461), di cui 2.282 in isolamento domiciliare (ieri erano 2.208), 235 ricoverati in ospedale con sintomi (-2 rispetto a ieri) e 13 gravi ricoverati in Terapia intensiva (-3 rispetto a ieri).

I casi totali di coronavirus dall’inizio della pandemia in Sicilia sono invece 6.466 (ieri erano 6.359), le guarigioni sono 3.630 (36 in più di ieri), mentre i decessi salgono a 306.

Dei 107 nuovi casi positivi di oggi, 6 sono migranti ospiti dell’hotspot di Lampedusa. Resta invece Palermo la città siciliana con più focolai attivi e quindi quella con il maggior incremento di casi: sono infatti 60 i contagi registrati nel capoluogo siciliano, 24 invece quelli diagnosticati a Catania, poi 9 ad Agrigento, 4 a Ragusa, 3 a Enna, 2 a Caltanissetta, 2 a Messina, 2 a Enna e 1 a Siracusa.

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In aula nel processo che si celebra a Caltanissetta, il 38enne agrigentino Fabio Bellanca, accusato di aver minacciato di morte il procuratore aggiunto Salvatore Vella respinge ogni accusa: “non conosco il procuratore e non gli ho rivolto nessuna minaccia, stavo parlando al telefono”.
Le parole che lo inchioderebbero erano: “A stu pubblico ministero cu tritolo l’ama fari satari”, frase incriminata presumibilmente pronunciata a luglio verso il procuratore aggiunto di Agrigento – che si è costituito parte civile chiedendo come risarcimento simbolico solo un euro – all’interno del centro commerciale “Città dei Templi”.
Le immagini di video-sorveglianze e l’intervento tempestivo dei carabinieri del Reparto Operativo di Villaseta hanno permesso di risalire all’identità dell’uomo che oggi, difeso dall’avvocato Daniele Re, ha respinto con forza ogni accusa.

Sentito anche un testimone oculare che si trovava all’interno del centro commerciale al momento dei fatti.
In aula ancora il 13 novembre, per la discussione delle parti.

 

Il tribunale di Agrigento – sezione Misure di prevenzione – su proposta del questore, ha emesso un provvedimento di confisca di un appartamento di proprietà o nella disponibilità di Alfonso Zambito di 48 anni. La misura arriva – rendono noto dalla Questura – ad esito di mirati accertamenti patrimoniali effettuati dal personale dell’ufficio Misure di prevenzione patrimoniali della divisione polizia Anticrimine. Il questore ha avanzato proposta di confisca del bene immobile sulla base dei risultati investigativi dell’operazione “Easy money” sviluppata dalla Squadra mobile nel 2010. Inchiesta che è sfociata nella condanna di 8 persone ritenute responsabili del reato di usura in concorso.

Le ACLI Provinciali di Agrigento riunite in congresso provinciale hanno eletto il nuovo consiglio provinciale delle Acli Agrigentine.
Il Consiglio eletto riunitosi all’unanimità dei presenti consiglieri provinciali ha eletto il nuovo Presidente Provinciale confermando l’uscente Prof. Stefano Urso. Insieme ad Urso nella presidenza sono stati eletti Luigi Vecchio, vice presidente vicario e l’Avv. Roberto Gambina, vice presidente;
Elena Butticè, responsabile amministrazione;Vincenzo Palmeri, responsabile Sviluppo associativo;Chiara Luisa Pillitteri, responsabile coordinamento donne“.
Ancora una volta è “Niente Paura” lo slogan delle Acli agrigentine che nei prossimi mesi andrà ad eleggere il nuovo Presidente Nazionale – spiega il neo presidente provinciale – ma per noi che le Acli le abbiamo vissute e le viviamo ogni giorno è lo slogan di sempre, soprattutto con uno sguardo al ruolo di integrazione sociale per tutte quelle fasce deboli della popolazione, come immigrati e disabili, a rischio emarginazione”. “Questa elezione del 2020 rappresenta finalmente la vera svolta delle Acli agrigentine, che ritornano a guidare quelle categorie di fasce più deboli che hanno il diritto primario di essere prima ascoltate e poi soddisfatte nei minimi bisogni sociali che la crisi prima e l’emergenza sanitaria dopo hanno investito ferendo il sistema italiano, europeo e mondiale. La sussidiarietà e la solidarietà sociale saranno il binario corretto da cui l’associazione riceverà Un ulteriore impulso.
Le Acli Agrigentine sono presenti in molte città e paesi della provincia con i suoi circoli ed invita la cittadinanza a venirla a trovare nella sua storica sede di via Dinoloco ad Agrigento oppure nei vari circoli della provincia per chiedere, informarsi e ricevere, come sempre, una risposta certa ed affidabile.

Nella giornata di ieri a Canicattì personale la Polizia di Stato ha denunciato una canicattinese di 42 anni G.G., con precedenti specifici, per i reati di violazione di domicilio e tentato furto. Nelle scorse settimane ci furono numerose denunce di due cittadini canicattinesi che nel periodo compreso tra la fine di maggio ed agosto, avevano subito dei tentativi di furto presso le loro abitazioni, allorquando la donna era stata alle loro dipendenze come badante di anziani congiunti. In entrambi i casi, i proprietari avevano trovato la porta d’ingresso degli appartamenti visibilmente danneggiata, segno inequivocabile di tentativi di forzatura ed alcuni ambienti pertinenti le abitazione rovistati. Gli uomini del Commissariato di Canicattì, dopo aver visionato le telecamere di sorveglianza, da alcuni fotogrammi mostrati agli interessati, hanno riconosciuto la donna. Da qui la denuncia.

Rinvenuto un residuo bellico della Seconda guerra mondiale sotto un albero di ulivo, a ridosso del Parco Archeologico Valle dei Templi. La bomba – un colpo di artiglieria -, era stata trovata, nei giorni scorsi, da un agrigentino. Immediatamente ha dato l’allarme. Sul posto sono accorsi i carabinieri che hanno, in via precauzionale, transennato e interdetto l’area, in attesa dell’arrivo degli specialisti. È stato fatto arrivare da Palermo il Genio Guastatori dell’Esercito, e dopo il recupero, la bomba è stata fatta brillare lontano dalla città, e in tutta sicurezza, in un terreno di un ex cava a Monserrato.

Terminata la campagna europea “Safety Days” promossa dal network delle Polizie Stradali “Roadpol”. La Polizia Stradale di Agrigento ha posto particolare attenzione al contrasto dell’eccesso di velocità, una delle principali cause di incidente stradale, tramite apparecchiature di ultima generazione, dotate anche di videocamera, in grado di generare brevi video, come prova a supporto delle infrazioni accertate.
In occasione dei servizi effettuati sono state accertate ben 38 contravvenzioni elevate ai sensi dell’art. 142 cds, per superamento dei limiti di velocità, con 14 veicoli sanzionati per superamento dei predetti limiti di oltre 40 kmh, 6 veicoli sanzionati per superamento di oltre 60 kmh, con una velocità accertata massima di ben 214 kmh sulla ss640. Nel corso dei predetti servizi sono state elevate, altresì, 34 contravvenzioni per mancato uso della cintura o dei sistemi di ritenuta per bambini, e 12 contravvenzioni per uso del cellulare alla guida. In totale sono stati decurtati 402 punti-patente, con 20 sanzioni che prevedono la sanzione accessoria del ritiro della patente di guida.

«Nonostante l’eccezionalità della situazione generata dal diffondersi del Covid 19, le Autorità nazionali e il Governo della Regione hanno prontamente adottato i rimedi legislativi necessari a gestire l’emergenza epidemiologica, limitando il ricorso a provvedimenti amministrativi derogatori in ragione di emergenze non codificate o che coinvolgono, per dimensioni, intere Comunità. Malgrado il quadro appena delineato, è prassi invalsa che alcune realtà comunali ricorrano all’adozione di ordinanze contingibili e urgenti per imporre misure di contenimento del contagio maggiormente restrittive rispetto a quelle individuate nei vari atti normativi emanati, come ad esempio la chiusura, in tutto o in parte, degli Istituti scolastici e dei nidi comunali».

Lo scrivono gli assessori regionali all’Istruzione Roberto Lagalla, alla Salute Ruggero Razza e alle Politiche sociali Antonio Scavone in una lettera congiunta inviata ai sindaci dei Comuni siciliani.

Nel documento, gli esponenti del governo Musumeci richiamando «la necessità di uno stabile coordinamento inter-istituzionale, anche in ossequio al principio di leale collaborazione che deve caratterizzare l’agere amministrativo» sottolineano il «necessario coordinamento delle azioni a tutela della salute pubblica di concerto con le Autorità sanitarie competenti, le quali ben potrebbero circoscrivere il fenomeno del contagio attraverso l’adozione delle misure previste dai protocolli sanitari consentendo, dunque, la prosecuzione dell’attività scolastica».

In particolare, gli assessori regionali invitano i sindaci «a comunicare alle Autorità sanitarie eventuali criticità che si dovessero rappresentare presso gli Istituti scolastici, di ogni ordine e grado, che insistono sul territorio comunale, astenendosi dall’emanare ordinanze contingibili e urgenti le quali, adottate senza il necessario conforto dei Dipartimenti di prevenzione competenti, si appalesano per la apoditticità delle decisioni ivi assunte». La lettera, diramata poco fa, richiama il decreto legge 19 del 25 marzo 2020, con l’introduzione dell’articolo 3, con il quale «il Governo nazionale ha inteso limitare il potere riconosciuto ai Sindaci di ricorrere allo strumento delle ordinanze contingibili e urgenti per far fronte all’emergenza con misure divergenti da quelle legislativamente imposte». Nel documento, infine, si invitano le Asp a fornire ogni supporto ai sindaci.