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Ci è parsa una cosa romantica vedere le foglie morte portate dalle giravolte di refoli di vento ai margini delle strade del nostro Villaggio Mosè; era un autunno ventoso di alcuni anni fa.

Un autunno ventoso trascorso da, or sono, due anni, o forse più, e  le foglie sono ancora li, appena fuori dall’asse viario principale che attraversa il quartiere.

Il ricordo va a quelle romantiche feuilles mortes dei Bois de Boulogne di Paris, cantate dalla magica voce di Yves Montand e  quella sensuale di Juliette Gréco.

Le nostre foglie morte non hanno, ormai. niente di romantico, dopo oltre due anni nessuno le ha tolte, sono spazzatura, e  sarebbe anche  il caso di pulire le strade.

A proposito di strade, ricordo quando le autobotti comunali lavavano le strade; era una festa, era in estate, e i fiotti laterali delle autobotti non risparmiavano i ragazzini che festosi giravano intorno. Le autobotti venivano riempite d’acqua amara, un forte getto veniva fuori da una bocca d’acqua collocata e governata in un angolo di Piazza S. Sebastiano, allora cosi denominata, ora Piazza Sinatra; l’acqua era alimentata da una sorgente, posta dietro il Teatro Pirandello. Era chiamata acqua amara, perché amara, e quel nome identificava anche un luogo della città.

L’acqua scorreva e piccoli vortici trascinavano quanto incontravano, percorreva tutta la Via Garibaldi e poi fino all’Addolorata; con la strada bagnava l’ingresso delle numerose abitazioni sulla via, praticamente rinfrescava la città.

Toto  Cacciato

“Le vicende di Erice legate ad indagini della magistratura per le quali prendo atto delle opportune dimissioni del sindaco, possono aprire inediti scenari sotto il profilo della governance territoriale. Torna di assoluta attualità il tema della unificazione dei due comuni di Erice e Trapani che sono e costituiscono un unicum territoriale ad oggi ancora assurdamente separato. Questa proposta di cui si parla da tanto tempo costituirebbe una ovvia opportunità per dare linearità all’azione amministrativa a favore dei cittadini dei medesimi comuni. Oggi questa idea trova un’ulteriore legittimazione alla luce della possibilità che il comune di Trapani possa essere privato di una vasta porzione di territorio e di una consistente fetta di popolazione se, come sembra, il parlamento regionale darà voto favorevole al ddl che istituisce il comune autonomo di Misiliscemi. Non vorrei tuttavia dare l’impressione che si tratti di una mera compensazione, quanto piuttosto di una necessità da sempre avvertita dai cittadini trapanesi ed ericini. Del resto ad Erice vetta abitano ormai poco più di duecento persone, mentre il resto della popolazione vive di fatto a Trapani. Un accorpamento dei territori in un unico Comune consentirebbe un indubbio vantaggio anche per il miglioramento dei servizi per i cittadini. È incredibile pensare che oggi nessuno nasce a Trapani nonostante vi abiti, poiché l’ospedale si trova nel territorio di Erice. Così come è assurdo che molte abitazioni hanno un doppio ingresso, su due vie di cui una in territorio di Trapani e l’altra in territorio di Erice, con la conseguenza che nascono anche problematiche di origine impositiva, fiscale e di funzionalità ed efficacia dei servizi. Questa assurda situazione che si trascina da anni, deve trovare risoluzione definitiva. Auspico uno scatto di orgoglio della politica affinché si possa giungere alla fusione territoriale e per questo annuncio la presentazione di un disegno di legge già nei prossimi giorni per semplificare il lungo e complesso iter attualmente previsto dalla vigente normativa, lo stesso che ha seguito con successo fino ad oggi il comitato per la costituzione del comune di Misiliscemi”. Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana.

“Il raggiungimento di un obiettivo tanto atteso per numerosi lavoratori non ci deve impedire di ricordare quanto tempo questo abbia richiesto e come, soprattutto, il percorso dal punto di vista sindacale possa tutt’altro che dirsi concluso”.

Così la segretaria generale della Cisl Fp delle province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna, Floriana Russo Introito e il responsabile del Dipartimento Sanità pubblica e privata, Giovanni Farruggia, commentano l’atto deliberativo numero 1098, datato proprio 9 luglio, con cui il direttore generale facente funzioni, Alessandro Mazzara, ed il direttore sanitario, Gaetano Mancuso, hanno approvato i verbali di selezione dichiarando vincitori tutti i dipendenti che avevano prodotto istanza per accedere alla stabilizzazione.

“Dobbiamo dare merito al dottor Mazzara e alla dirigente del settore Personale, Bice Salvago – continuano – per aver completato le procedure necessarie, rispettando gli annunci fatti nel mese di maggio. Ma non possiamo non evidenziare che questo risultato sia arrivato solo al termine di una lunga, lunghissima attività sindacale che ha visto la Cisl Fp in prima linea, insieme agli altri sindacati confederali, per chiedere che ai lavoratori venisse riconosciuto il diritto alla stabilizzazione. Adesso gli obiettivi che perseguiremo fino al raggiungimento, sono l’applicazione a tutto il personale delle 36 ore lavorative settimanali e l’avvio delle progressioni verticali del personale di ruolo in servizio presso l’Asp, a completamento dell’impegno dell’amministrazione già preso dal precedente management”.

Va fermato il recupero degli arretrati ai lavoratori forestali siciliani. A dirlo sono i segretari generali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil nell’isola, Pierluigi Manca, Tonino Russo e Nino Marino, che hanno inoltrato all’amministrazione regionale una formale diffida legale nel proseguire nel prelievo delle somme a suo tempo corrisposte ai lavoratori. “Questo recupero non ha fondamento giuridico” affermano Manca, Russo e Marino che aggiungono: “Dopo il nostro atto formale è stato convocato per il prossimo 17 luglio, alla presenza dell’assessore regionale al Territorio, Toto Cordaro e di Edy Bandiera, assessore regionale all’Agricoltura, il comitato paritetico regionale”.

L’Unione Europea, nell’ambito della misura che mira a fornire connettività Wi-Fi gratuita, ha finanziato al Comune di Grotte 15 mila euro da spendere per l’installazione di una nuova rete Wi-Fi pubblica. L’iniziativa cosiddetta WiFi4EU promuove il libero accesso alla connettività Wi-Fi per i cittadini negli spazi pubblici nei comuni di tutta l’Europa. Il sindaco di Grotte, Alfonso Provvidenza, commenta: “Ancora un finanziamento intercettato dal nostro Comune che conferma il cambio di passo e la volontà dell’Amministrazione di guidare Grotte verso adeguati percorsi di crescita”.

I pubblici ministeri della Dda di palermo hanno chiesto la condanna dei 4 presunti scafisti che la sera del 16 agosto del 2018 condussero un gommone al largo di Lampedusa con a bordo oltre 177 migranti, soccorsi poi dalla nave della Guardia Costiera italiana “Diciotti”. Fu l’inizio degli dei bracci di ferro fra governo e magistratura sul fronte immigrazione. Undici anni e otto mesi di reclusione sono stati proposti per gli egiziani Ahmed Shalaby Farid, 23 anni; Ashraf Abnibrahim, 39 anni e Al Jezar Mahammed Ezet, 24 anni; 4 anni e 10 mais per Shahalom Mohammod, 26 anni, del Bangladesh. La vicenda è la stessa da cui è scaturita l’inchiesta del procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio a carico dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini, indagato per sequestro di persona aggravato, per aver impedito lo sbarco della nave Diciotti. Il leader della Lega si “salvò” per la mancata autorizzazione a procedere del Senato. La nave, dopo il braccio di ferro, fu autorizzata a sbarcare a Catania. Gli scafisti, ritenuti componenti di una vasta organizzazione criminale che operava fra più Stati, sono stati riconosciuti dagli altri migranti, una volta arrivati a terra. La Corte di assise di Agrigento, presieduta da Wilma Angela Mazzara con a latere Giuseppe Miceli, emetterà la sentenza il 24 luglio.

Le condizioni meteo marine favorevoli incoraggiano le traversate clandestine del Canale di Sicilia. A Lampedusa, nel corso di poco più di 24 ore, sono approdati 618 migranti, tra cui donne e minori. A soccorrere i diversi gruppi sono state la Guardia di Finanza e la Capitaneria.Complessivamente sono stati una ventina gli sbarchi, tutti con poche persone a bordo, tranne due carichi di 95 e 267 migranti in viaggio. E’ in corso il solito rituale, ovvero i controlli sanitari, il trasferimento nel centro d’accoglienza in contrada Imbriacola o a Porto Empedocle, e poi verso altre destinazioni, compresa la nave per la quarantena Moby Zazà, ancorata in rada a Porto Empedocle.

La Squadra Mobile di Agrigento, capitanata da Giovanni Minardi, ha arrestato due bengalesi di 35 e 31 anni, gravemente indiziati di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento della immigrazione clandestina, tratta di esseri umani, sequestro di persona e tortura. I due, secondo la Procura di Agrigento che coordina le indagini, hanno svolto un ruolo nell’illecito trattenimento in un campo di prigionia libico di numerosi cittadini bengalesi. Nel frattempo, il ministero della Giustizia ha avanzato la richiesta a procedere con le indagini anche in un contesto sovra-nazionale, e saranno proseguite dalla Procura di Palermo.

Nel maggio 2017, la Commissione Elettorale Circondariale ammetteva il candidato Francesco Giunta alla competizione per l’elezione del sindaco di Termini Imerese, nonostante quest’ultimo avesse riportato – a seguito di patteggiamento – una condanna a mesi sedici di reclusione per i reati di truffa e falso

La Commissione Elettorale Circondariale, invero, aderiva alla tesi prospetta – con apposito parere –   dall’avv. Gaetano Armao, attuale Vice presidente della Regione Sicilia e Assessore  all’Economia.

In particolare, con tale parere, l’avv. Gaetano Armao aveva sostenuto che, ai sensi della legge Severino, l’incandidabilità opererebbe solo per coloro che  abbiano riportato una condanna superiore a sei mesi per e ai quali  fosse stata contestata l’aggravante di cui  all’ art. 61 n. 9 del codice penale  (ossia “avere commesso il fatto con abuso dei poteri, o con violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione o a un pubblico servizio…”);  tale aggravante non sarebbe, di contro,  stata applicata – in sede di condanna – all’avv. Giunta.

Per effetto dell’ammissione del candidato Giunta alla competizione elettorale lo stesso partecipava al primo turno elettorale – tenutosi in data 11 giugno 2017 – concorrendo con altri 4 candidati Sindaco e segnatamente i candidati Vincenzo Fasone,  Armando Di Liberto, Pietro Sorce  e Giuseppe Maria Preti.

In esito al primo turno elettorale, il candidato Giunta e il candidato Fasone venivano ammessi al turno di Ballottaggio.

In esito al turno di ballottaggio, il candidato Giunta risultava essere il candidato più votato con 4.962 voti, conseguendo 116  voti in più rispetto al candidato Fasone al quale venivano assegnati n. 4.846 voti.

Pertanto, con ricorso proposto innanzi al Tribunale di Termini Imerese il sig. ri Vincenzo Fasone, -candidato alla carica di Sindaco – il prof Curreri Salvatore, l’On.le  Francesco Piro e il sig. Michele Ciofalo, tutti rappresentati e difesi dagli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, – chiedevano  che venisse dichiarata l’incandidabilità dell’avv. Francesco Giunta.

In particolare, con il ricorso, gli avv.ti Rubino e Impiduglia hanno sostenuto che l’avv. Giunta – per effetto delle condanna a sedici mesi allo stesso inflitta per reati di truffa e falso – fosse incandidabile alla Carica di Sindaco e andasse, pertanto, dichiarato decaduto in applicazione della legge Severino.

Nelle more del giudizio (e segnatamente nel marzo 2019), l’avv. Giunta – dopo aver ricevuto, nell’ambito di un procedimento penale, un avviso di garanzia –  rassegnava le proprie dimissioni dalla Carica di Sindaco di Termini Imerese.

La Corte d’Appello di Palermo – Presidente Antonio Novara, Relatore Dott. Antonino Di Pisa -, con sentenza del 10 luglio 2020, ha dichiarato la cessazione della materia del contendere – essendo ormai intervenute le dimissione dell’avv. Giunta -, ma ha allo stesso tempo rilevato che ,“ se non fossero sopravvenute le dimissioni e non fosse, di conseguenza, venuta meno la materia del contendere, avrebbe dovuto ritenersi sussistente l’ipotesi di incandidabilità di Giunta Francesco alla carica di Sindaco”,

In particolare, la Corte d’Appello, aderendo alle tesi degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, ha rilevato che la Legge Severino non si limita a prevedere l’incandidabilità dei soli soggetti condannati – a pena superiore ai sei mesi –   per i reati aggravati ex art 61 n. 9,  ma reca  una norma di chiusura comprendente tutti i reati che risultino, comunque, commessi con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti ad una pubblica funzione o a un pubblico servizio.

Dunque, la Corte d’Appello, smentendo gli assunti contenuti nel sopracitato  parere dell’Avv. Gaetano Armao, ha ritenuto che i numerosi reati di truffa e di falso commessi dal Giunta quale mandatario della Siae (e oggetto di una condanna a 16 mesi di reclusione), rientrino tra le cause di inacndidabilità previste dalla  legge Severino.

La Corte d’Appello di Palermo ha, inoltre, condannato l’Avv. Giunta (in solido con i sig.ri Licia Fulllone, Giuseppe Di Blasi e Rosa Lo Bianco-  ex assessori e consiglieri) al pagamento delle spese legali dei due gradi di giudizio liquidate in complessivi euro 6.000 oltre accessori.

Ad Agrigento, nel carcere “Pasquale Di Lorenzo”, un detenuto di 20 anni di età ha tentato il suicidio nella propria cella, impiccandosi alle sbarre della finestra con un lenzuolo, ma per fortuna è stato salvato dal tempestivo intervento del poliziotto penitenziario di servizio. Così informa Calogero Navarra, segretario nazionale per la Sicilia del sindacato Sappe, che aggiunge: “E’ solamente grazie ai poliziotti penitenziari, gli eroi silenziosi del quotidiano a cui va il nostro ringraziamento per quello che fanno ogni giorno, se il numero delle tragedie in carcere è fortunatamente contenuto. E’ evidente a tutti che è necessario intervenire con urgenza per fronteggiare le costanti criticità penitenziarie. Il suicidio è spesso la causa più comune di morte nelle carceri”.