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Il 2 giugno è la Festa della Repubblica, nata dal sacrificio dei partigiani che hanno combattuto contro il nazifascismo ma anche per la costruzione di una società nuova e giusta, che purtroppo non è mai stata realizzata. La recente crisi sanitaria ha messo a nudo l’inefficienza e la brutalità del sistema capitalista, che prima ha distrutto la sanità pubblica e poi ha dimostrato che il profitto e gli interessi delle classi dominanti sono sempre più̀ importanti della sicurezza delle masse popolari, che sono state abbandonate a loro stesse.

Operai e lavoratori costretti a rischiare la salute per non fermare la produzione, licenziamenti, cassa integrazione non pagata, chiusure di decine di migliaia di piccoli esercizi commerciali e artigianali: una massa enorme di situazioni di povertà assoluta o comunque di grande difficoltà. E la politica del Governo, supino ai monopoli capitalistici italiani e stranieri, è quella di far pagare i costi della crisi del sistema capitalistico globalizzato ai lavoratori e ai ceti popolari.

«La Repubblica italiana è fondata sul lavoro, vogliamo combattere questa ulteriore aggressione contro i diritti dei lavoratori, salariati o autonomi, che vogliamo rendere protagonisti – spiega il segretario generale Marco Rizzo – Chi produce la ricchezza del Paese deve essere al centro delle decisioni. Serve il cambio del modello di società e occorre rompere al più presto la gabbia europea. Il Partito Comunista rilancia l’unità di tutti i lavoratori e ribadisce l’alleanza strategica sociale, l’unica necessaria, chiamando nelle piazze di ogni regione i militanti, i simpatizzanti e tutti coloro che, nel giorno della nascita della Repubblica, hanno bisogno di gridare che questo modello di società̀ ha fallito».

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, e l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, rilanciano la vertenza contro l’Anas, e annunciano: “Affidiamo a un gruppo di avvocati il compito della relazione per quantificare i danni economici e di immagine che l’Anas ha procurato alla nostra Isola a seguito di ritardi nelle opere e incompiute. Il 15 giugno il pool ci fornirà l’esito dei lavori e noi procederemo di conseguenza giudizialmente”.

Pubblicato dalla Regione l’aggiornamento al 2019 delle percentuali di raccolta differenziata in Sicilia. Un Comune su tre è sopra la soglia virtuosa del 65%.

La soglia virtuosa della raccolta differenziata, secondo l’Unione Europea, è al 65%. E in Sicilia, su 390 Comuni, un Comune su tre, nel 2019, ha raggiunto la soglia del 65%. E ai 133 Comuni al 65% si aggiungono un altro centinaio di Comuni che sono stabilmente sopra il 50% di raccolta differenziata. Tradotto in termini politici significa che il trend del riciclo dei rifiuti in Sicilia migliora da quando si è insediato il governo Musumeci. Secondo i dati aggiornati a conclusione del 2019, appena pubblicati sul sito del dipartimento Acqua e rifiuti, la media regionale è stata del 40,19 per cento. Ancora i numeri, e ancora in riferimento ai Comuni virtuosi, con la medaglia del 65%, nel 2017 sono stati 31, nel 2018 sono aumentati a 79, e nel 2019 sono 133. Poi i meno virtuosi: sono una quarantina i Comuni sotto il 30 per cento. Ad esempio, Messina al 31 dicembre del 2019 è al 23,2%, e adesso marcia verso il 30%. Catania è all’11,6%. Palermo è poco sopra il 20%. Ed è la media scarsa delle tre città metropolitane, ovvero Palermo, Catania e Messina, ad incidere negativamente sulla media regionale, trascinandola dal 50 al 40%. Tra le province la prima è Ragusa con una media annua del 59,6 per cento, seguita da Trapani al 57,4, Enna al 52,8 e Agrigento al 52,4. Invece, tra i Comuni è Longi, in provincia di Messina, il Comune più riciclone, seguito dagli agrigentini Villafranca Sicula e Calamonaci. Gli uffici del Dipartimento Acqua e rifiuti, diretti da Salvo Cocina, pungolano i Comuni ad incrementare le percentuali di differenziata, e intervengono costantemente per superare le emergenze e le criticità. E l’assessore regionale, Alberto Pierobon, commenta: “Regione e Comuni continuano a lavorare in sinergia e in un clima di grande collaborazione. E’ il momento di intensificare gli sforzi per accompagnare questa crescita progressiva e costante della differenziata, con una pianificazione attenta alle esigenze dei territori. Ho chiesto alle Società d’ambito di ciascuna provincia di relazionare ogni quindici giorni su eventuali criticità e problemi riscontrati nell’attività di controllo e programmazione, per consentirci di intervenire subito ed evitare inceppi e rallentamenti”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Ad Agrigento, il 22 maggio del 2019, al palazzo di giustizia, la giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Alessandra Vella, a conclusione del giudizio abbreviato, ha inflitto 8 anni di reclusione per tentato omicidio a carico di James Burgio, 28 anni, di Porto Empedocle, arrestato il 23 luglio del 2018 dalla Squadra Mobile perché ritenuto responsabile di avere sparato la sera del 21 luglio contro un pescatore, Angelo Marino, 30 anni, al porto di Porto Empedocle, e di avere rivolto la pistola, che però si è inceppata, contro Riccardo Volpe, 28 anni, di Realmonte, cugino di Angelo Marino.

Burgio è stato condannato per il primo episodio, ed è stato invece assolto per il secondo, “perchè il fatto non sussiste”. Ebbene, adesso la Corte d’Appello di Palermo ha riformato la sentenza di primo grado, ha derubricato il reato di tentato omicidio in lesioni, e ha ridotto a 4 anni di reclusione la condanna a carico di Burgio,

Nella provincia di Enna la Guardia di Finanza ha denunciato 36 imprenditori che si sarebbero dichiarati indigenti mentre, in realtà, avrebbero percepito contributi dall’Unione Europea previsti dalla Politica agricola comunitaria (la cosiddetta Pac) per decine di migliaia di euro, ottenendo indebitamente il reddito di cittadinanza che in alcuni casi ha superato i 1.200 euro. In particolare le Fiamme gialle di Nicosia hanno condotto un’operazione denominata “Inside” che ha controllato a setaccio 7.600 beneficiari di contributi dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (l’Agea). Sono state avviate le operazioni per la revoca del beneficio e il recupero, affidato all’Inps, di circa 200mila euro percepiti indebitamente.

Un gruppo di 93 migranti è sbarcato ieri sera nel porto di Lampedusa dopo essere stato soccorso dalle motovedette della Guardia Costiera a circa tre miglia dall’isola. I profughi sono stati trasferiti nell’hotspot in Contrada Imbriacola, che attualmente è vuoto, e poi in viaggio verso Porto Empedocle dove è ormeggiata in rada la nave quarantena allestita per trascorrere il periodo necessario a scongiurare il rischio di eventuali casi di contagio da Covid 19.

Il vice presidente dell’Assemblea Regionale, Roberto Di Mauro, interviene nel merito della fiscalità di vantaggio in Sicilia, rilanciata da una prossima pubblicazione dell’ex premier Matteo Renzi.

Di Mauro afferma: “Mi fa piacere che anche Renzi riservi attenzione alle politiche del Mezzogiorno e alla fiscalità di vantaggio, un tema da sempre caro agli Autonomisti, fin dai tempi dell’accordo politico con Berlusconi nel 2006. La fiscalità di vantaggio, se applicata per la ripresa e il rilancio socio-economico dell’Isola, può determinare realmente una serie di agevolazioni e risparmi fiscali alle imprese che investono e delocalizzano le proprie attività produttive in un’area svantaggiata come la Sicilia. Se si agganciano le risorse del Recovery Fund con i circa 172 miliardi tra sussidi e investimenti destinati all’Italia, si può veramente parlare di rilancio della Sicilia. La Sicilia inoltre ha a disposizione nella nuova programmazione comunitaria 2021/2027 circa 10 miliardi che entreranno a regime dal prossimo anno, delineando un percorso che non sia assistenziale ma di sviluppo e di fuoriuscita dalla marginalizzazione territoriale ed economica in cui ci troviamo. Noi crediamo invece che le politiche di investimento delle imprese devono basarsi su agevolazioni vere per seguire un percorso di competitività e opportunità per chi voglia investire in Sicilia”.