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Al via il mercato settimanale di piazzale Ugo La Malfa.
Nel rispetto delle misure previste con le linee guida emanate dal Governo nazionale ,della Regione Siciliana e vista l’ Ordinanza Sindacale al fine di poter permettere, in completa sicurezza, lo svolgersi del mercato, si prevede che gli ingressi siano contingentati, con misurazione della temperatura, utilizzo delle mascherine, senso unico di marcia in entrata e in uscita. Gli ingressi saranno da via Esseneto, da via Manzoni e da via Ugo la Malfa.
Verrà istituito dalle 7 alle 14, il divieto di transito in via Manzoni altezza incrocio via Toniolo,divieto di transito in via Scavo altezza palazzetto dello sport, in via Esseneto ed in via Ugo La Malfa ad eccezione dei residenti.

“Autorizzate le uscite con i via libera di Governo e Regione, la preoccupazione di tutti erano e sono ancora oggi gli assembramenti causati da noi giovani, ma grazie agli attenti controlli delle forze dell’ordine e agli atteggiamenti responsabili della maggior parte di noi ragazzi e ragazze di Agrigento si è dimostrato che è possibile frequentare i comuni luoghi di svago nella massima tranquillità, nel rispetto delle normative e del distanziamento sociale.

In qualità di portavoce di Gioventù Nazionale nella città di Agrigento, mi sento in dovere di segnalare all’Amministrazione Comunale alcuni aspetti negativi riguardo la gestione degli spazi pubblici nei pressi del lungomare “Falcone e Borsellino” di San Leone, Agrigento.

I giochi per i bambini sono in pessime condizioni, il campetto pubblico di calcetto è privo delle porte da gioco, la pista di pattinaggio precariamente transennata, i campi da tennis chiusi e inutilizzati.

Sono tutti luoghi frequentati da bambini, dalle famiglie, da anziani e giovani, posti nei quali gli agrigentini potrebbero passare del tempo e ritornare pian piano alla normalità.

Auspichiamo che l’amministrazione intervenga subito ripristinando tutto il complesso sportivo e ludico che è ormai da tempo in pessime condizioni. È l’occasione giusta per tutelare noi giovani e tutte le famiglie agrigentine dando inoltre ampio palcoscenico ad un luogo di netto spessore”.

Nei giorni scorsi veniva diffusa dagli organi di informazione la notizia secondo la quale le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil avrebbero condotto una battaglia relativa all’avvio di una nuova attività lavorativa in una delle cave ex Italcementi a Porto Empedocle.
Veniva affermato che Italcementi avrebbe già depositato l’anzidetto progetto in Consiglio Comunale, a cui adesso farebbe capo la conseguente assunzione di responsabilità relativa alla sua approvazione.
In proposito, nella qualità di Presidente, mi corre l’obbligo precisare che ad oggi nulla è stato ancora presentato al nostro civico consesso.
Ciononostante, auspico che tale proposta possa a noi pervenire il prima possibile, consentendoci così di offrire un nuovo contributo fattivo ad una realtà delicata com’è quella dell’Italcementi: ai lavoratori di questa Azienda, che ha dato molto al nostro Paese, rinnovo la mia più forte vicinanza.

Se dovessero passare gli articoli 198 e 203 del Decreto Rilancio, la Sicilia, come altre regioni italiane, rischiano di avere un danno incalcolabile nell’economia legata al turismo. Quegli articoli infatti danneggiano le compagnie aeree ‘low cost’ che da anni portano avanti, anche se con difficoltà, una politica che punta sulle tratte aeree da e verso la Sicilia”. Lo afferma l’assessore regionale al Turismo Manlio Messina in un videomessaggio pubblicato nella sua pagina Facebook. “Abbiamo come siciliani già subito un primo danno con la cancellazione di due tratte fondamentali da parte di Alitalia, il Trapani-Roma e il Trapani-Milano – aggiunge Messina – e questo è solo l’inizio di un continuo danno che si perpetuerà ancora ai danni della Sicilia. E’ inaccettabile che il governo nazionale voglia e possa equiparare le altre compagnie aeree alle stesse condizioni di Alitalia, è una vergogna che non possiamo accettare. Stiamo parlando – attacca Messina – di una compagnia aerea fallita, che ha ricevuto 3 miliardi dai soldi dei contribuenti che cancella voli fondamentali per i cittadini siciliani e per lo sviluppo economico-turistico e territoriale della Sicilia. E’ una vergogna che non accettiamo. Non solo Alitalia riceve soldi dallo Stato, quindi dai cittadini, per pagare una compagnia che sta in piedi ma che dovrebbe essere fallita, ma chiediano anche alle altre compagnie di adeguarsi a una compagnia fallita. Quegli articoli 198 e 203 del Decreto Rilancio – sottolinea l’assessore Messina – devono essere cancellati se no si rischia la fine dei voli low cost da e per la Sicilia. E’ già assurdo che un biglietto aereo Alitalia da e per la Sicilia costi anche 900 euro, una vergogna 7 volte più del costo normale. Il governo Conte, che non vuole il Ponte sullo Stretto, e costringe i siciliani a usare l’aereo, si ravveda in tempi brevi perché faremo le barricate con i nostri parlamentari, sto inviando una nota molto forte al premier e al governo.  E’ inaccettabile e vergognoso che ancora una volta venga penalizzata la Sicilia con questi provvedimenti. Le compagnie low cost a queste condizioni rischiano di fallire e hanno già annunciato tagli qualora dovessero passare gli articoli. Faccio appello a tutti alla mobilitazione”, conclude Manlio Messina.

“Tutti gli ospedali siciliani potranno mantenere la piena funzionalità e riprendere tutte le attività sospese prima dell’emergenza Covid nel rispetto delle circolari e delle linee guida validate dal Comitato tecnico scientifico regionale. Si assicura così da un lato l’erogazione di tutti i servizi sanitari ai pazienti no-Covid e dall’altro si garantisce l’effettiva tutela della salute nel caso di una riacutizzazione nell’emergenza epidemica”.  Lo scrive in una nota la presidente della commissione Salute dell’Ars Margherita La Rocca Ruvolo oggi a margine dell’audizione dell’assessore Ruggero Razza in ordine alla pianificazione ospedaliera post – emergenziale.

“In considerazione della situazione epidemiologica attuale sono stati individuati dall’assessorato per la Salute – spiega La Rocca Ruvolo – 936 posti letto Covid tra terapie intensive, sub-intensive e degenza ordinaria per i diversi bacini territoriali: Palermo-Trapani; Caltanissetta-Agrigento; Ragusa-Siracusa; Enna-Catania; Messina. I presidi ospedalieri di Ribera, Barcellona Pozzo di Gotto e Noto non saranno impegnati nella prima fase di reperimento dei posti letto. Per quanto riguarda la provincia di Agrigento, solo qualora dovessero esaurirsi i posti letto Covid all’ospedale di Caltanissetta si procederebbe a ricoveri all’ospedale di Ribera che continuerà a svolgere tutta la normale attività con le unità operative e gli ambulatori e ad ospitare l’Istituto Maugeri. Per l’ospedale di Ribera, che mi sta particolarmente a cuore, questa può essere l’occasione propizia per il rilancio con un potenziamento dei servizi. L’assessore Razza si confronterà anche con i sindaci del territorio in un’audizione prevista mercoledì prossimo in commissione Salute. Ringrazio l’assessore per la sensibilità mostrata nei confronti del territorio”.

 Il Distretto Turistico Sicilia Occidentale sta dalla parte del territorio, degli imprenditori, e dei cittadini, tutti fortemente penalizzati dalla decisione di Alitalia di abbandonare lo scalo di Trapani, e di conseguenza i collegamenti da e verso Roma Fiumicino e Milano Linate. Il Distretto invita l’Alitalia a voler rivedere questa decisione che mortificherebbe le giuste ambizioni di crescita della Sicilia occidentale.

«L’aeroporto di Trapani – spiega il presidente del Distretto Rosalia D’Alì – è un’infrastruttura strategica per tutto il territorio. Esso non soltanto assicura il fondamentale diritto alla mobilità delle persone, ma è un punto di accesso fondamentale nel cuore della Sicilia occidentale. La possibilità di avere uno scalo, in una zona dalla grande vocazione turistica, consente dei vantaggi anche alle compagnie aeree che operano da e verso lo scalo di Trapani. La crescita economica, e quindi anche turistica, non può che passare dalla presenza di un aeroporto ben servito e funzionante, ed è per questo che chiediamo un intervento governativo di supporto e di aiuto, per far recedere la compagnia di bandiera dalla decisione di abbandonare lo scalo di Trapani».

«Proprio nel momento in cui si sta per ripartire – conclude il presidente D’Alì – questa decisione ci spiazza. La presenza all’interno del Comitato tecnico del Distretto del presidente di Airgest, Salvatore Ombra, sta a significare quanto ogni ragionamento legato alla crescita del territorio sia inscindibilmente correlato al funzionamento del locale scalo aeroportuale. Come Distretto, dopo aver lavorato sulla creazione della destinazione turistica, ci stiamo concentrando sulla comunicazione della destinazione che avrebbe dovuto riguardare anche i due scali di destinazione interessati dall’abbandono delle rotte. Chiediamo con forza una netta retromarcia che penalizza oltremodo il nostro territorio».

La Procura di Palermo, competente per materia, ha chiesto 27 condanne, tra i 6 e i 12 anni di reclusione, a carico di un presunto gruppo criminale, compresi degli italiani, che avrebbe gestito il flusso, tra Egitto e Italia, di immigrati egiziani, iracheni e palestinesi, approdati anche nell’Agrigentino, a Palma di Montechiaro e a Ribera. Le indagini si sono avvalse del contributo investigativo dei Carabinieri del reparto operativo di Agrigento

La Procura di Agrigento ha chiesto il rinvio a giudizio a carico di un uomo di 38 anni, imputato di avere, nell’estate del 2018, maltrattato e picchiato il figlioletto di 5 anni. In occasione dell’incidente probatorio, il piccolo ha confermato di avere subito i maltrattamenti. E’ stata la madre, separata dal marito, ad accorgersi di lividi e tracce di percosse sul bimbo. Il padre è stato già sottoposto alla misura preventiva del divieto di avvicinarsi al figlio.

Dopo il taglio dei voli su Trapani Birgi, Alitalia rimedia e raddoppia i voli su Palermo e Catania da Roma e da Milano. I dettagli.

Mike Bongiorno scriverebbe “Lascia o raddoppia”. Sì, esatto. Alitalia “lascia” Trapani Birgi ma “raddoppia” i voli sulla Sicilia, da Roma e da Milano e viceversa. La compagnia di bandiera non decolla a luglio da Trapani, il presidente della Regione, Musumeci, si arrabbia e invoca l’intervento di Conte, al posto di Conte interviene il viceministro siciliano ai trasporti, Cancelleri, che argomenta e in un certo qual modo giustifica Alitalia, e adesso Alitalia, forse anche perché incoraggiata dall’intervento benevolo di Cancelleri, rimedia raddoppiando i voli sulle isole maggiori, Sicilia e Sardegna. I dettagli: da oggi giovedì 11 giugno due voli in più sulla Milano-Cagliari. Poi da sabato prossimo 13 giugno raddoppiano i voli da Milano a Catania e da Milano a Palermo. E poi da lunedì 15 giugno aumentano i servizi aerei tra Roma, Cagliari e i due aeroporti di Palermo e Catania. Dunque, ogni giorno i voli da Milano a Catania “Fontanarossa” e da Milano a Palermo “Falcone e Borsellino” aumentano da due a quattro per ciascuno aeroporto. E i voli in più partono da Milano per Catania e da Milano per Palermo entrambi alle ore 17, e poi decollano da Palermo per Milano alle ore 20:40 e da Catania per Milano alle ore 20:50. E i voli da Roma a Catania e da Roma a Palermo aumentano da 8 a 10 al giorno per ciascuno dei due aeroporti. E il volo aggiunto da Roma a Catania parte alle ore 9:50 e da Roma a Palermo parte alle ore 8:40. E da Palermo per Roma decolla alle ore 10:30, e da Catania per Roma alle ore 11:55. E i biglietti quanto costano? Alitalia risponde: “Le tariffe per i collegamenti dalla Sicilia partono da 30 euro a tratta, tasse aeroportuali e bagaglio a mano inclusi. Naturalmente tutto dipenderà dal famoso algoritmo che fa lievitare i prezzi quando la domanda aumenta”. E le misure anticontagio da coronavirus? Alitalia risponde: “Tutti i collegamenti Alitalia sono effettuati con capienza degli aerei contingentata, al fine di rispettare le attuali disposizioni di legge sul mantenimento del distanziamento minimo. Gli aeromobili della Compagnia sono sanificati ogni giorno con prodotti ad alto potere igienizzante e, grazie ai filtri HEPA e alla circolazione verticale, l’aria a bordo è pura al 99,7%, come in una sala sterile”.

Buon viaggio.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

I segnali c’erano tutti.

Qualche giorno fa, una foto molto emblematica ha fatto capolino nella cronaca agrigentina ; il simbolo dell’accoglienza per antonomasia, ossia la porta sempre aperta,  installazione alta quasi cinque metri, opera dell’artista Mimmo Paladino,  voluta fortemente da Armani e Arnoldo Mosca Mondadori, è stata nottetempo impacchettata, chiusa e negata a chiunque volesse entrare.

Il messaggio sembra abbastanza chiaro. 

Naturalmente, visto che si tratta di un monumento che simboleggia l’accoglienza, sono scattate delle denunce contro ignoti.

Da sempre isola d’approdo per la sua strategica posizione che la rende facilmente raggiungibile dai paesi del bacìno del Mediterraneo, la meravigliosa isola di Lampedusa si è contraddistinta per la sua propensione all’accoglienza, tanto da essere stata candidata al premio Nobel per la pace sotto l’allora sindaca Pina Nicolini, non solo, il docufilm del regista Gianfranco Rosi “Fuocoammare” che parlava dei migranti a Lampedusa ha vinto l’Orso d’Oro al Festival del cinema di Berlino nel 2016. Questo per la cronaca.

Andiamo adesso ai fatti e ai misfatti.

Il tema è molto controverso e altrettanto dibattuto, non solo dai Lampedusani che vivendo in quel paradiso sono disposti a farsi carico di oneri e onori, ma da un certo periodo anche a livello Nazionale ed Europeo per la frequenza e la consistenza degli sbarchi, soprattutto nel periodo estivo, quando l’afflusso di turisti nell’isola è talmente denso da scatenare ovvie preoccupazioni ed altrettanto malcontento per chi opera nel settore turistico e per chi vive quotidianamente l’isola. 

Ma il solo fatto che i siciliani e nella fattispecie i lampedusani hanno da sempre mantenuto la loro propensione all’accoglienza, può diventare un deterrente per il menefreghismo del Governo centrale e della  Comuninitá Europea?

Il tema, va sempre dibattuto e affrontato nelle sedi opportune, che non sono le piazze o i salotti di chi con questi problemi ci convive da sempre, il problema, cara Ministra Lamorgese adesso è suo e deve affrontarlo una volta e per tutte.

Se da un lato i lampedusani hanno sempre accettato di convivere con il problema degli sbarchi clandestini facendosene addirittura carico, dall’altro si trovano spesso nelle condizioni di non poter far fronte alle tante disfunzioni che portano l’isola quasi al collasso per la carenza dei posti all’interno dell’hotspot e quella dei servizi che inevitabilmente favoriscono disordini, liti e tentativi di fuga da parte dei migranti dal centro d’accoglienza. 

Mi rivolgo a Lei Ministra: quanta pazienza, quale rassegnazione  viene richiesta ad un popolo che ha insegnato al mondo il concetto d’amore e di accoglienza verso i meno fortunati di noi?  Quale allineamento planetario si deve attendere affinché qualche Ministro dell’interno affronti il problema seriamente e soprattutto dia delle vere risposte a chi deve convivere quotidianamente con gli sbarchi clandestini? 

No, questo disinteresse e questa approssimazione, non è più tollerabile. 

Non ora, al tempo del corona virus

Si, perché nonostante la pandemia gli sbarchi avvengono regolarmente e mentre tutti urliamo “ al virus” i migranti, per lo più economici arrivano in flotte e sbarcano indisturbati sulle coste siciliane , in barba al lavoro massacrante delle forze dell’ordine, costretti ad inseguire letteralmente i fuggiaschi senza protezione individuale ed in assembramento. Questo stato di cose, oltre alla paura del contagio, ha talmente esasperato i cittadini lampedusani che stanno addirittura pensando di indire un referendum per la chiusura del centro d’accoglienza di contrada imbriacola. Ecco il gesto eclatante della chiusura della porta d’Europa. Non è necessario essere degli scienziati per capire che il problema non viene mai affrontato come dovrebbe perché  ci sono in ballo grossi interessi economici ; il Dio danaro tanto venerato, sembra aver fatto la grazia ai tanti che della migrazione ne hanno fatto un business intorno al quale si è creato un indotto di affitti e compravendita di immobili adibiti a centri d’accoglienza o di soggiorno con relativo personale e finanziamenti da parte dello Stato, di navi utilizzate per la quarantena dei migranti sempre con relativo personale e finanziamenti statali, di grossi alberghi commutati in strutture d’accoglienza con relativo personale e cospicui finanziamenti da parte dello Stato e potremmo andare avanti così per mezz’ora! 

Certo, è ovvio che strutture di smistamento e di accoglienza dovessero nascere a supporto dei tanti sbarchi di gente per lo più disperata che fugge letteralmente dal proprio paese d’origine diventato invivibile, affrontato viaggi in condizioni disumane, ostaggi dei carcerieri nei lager libici e degli scafisti poi, che spesso non riescono nemmeno a toccare  le nostre coste , perché invece di una vita, vi trovano la morte…..

Quante volte abbiamo ascoltato storie terribili di torture, stupri, omicidi  di chi specula con la disperazione degli altri, arricchendosi. 

Ma adesso, non è tempo di sbarchi e lo dice una che ha sempre avuto non uno, ma due occhi di riguardo per chi a raggiunto il nostro paese scappando da miseria e disperazione. Quello che però adesso fa’ specie, è il fatto che in questo momento storico a sbarcare non sono i poveri disperati, le madri con bambini, i rifugiati politici o coloro i quali opponendosi alla corrotta politica del proprio paese sono stati condannati a morte, ma i migranti economici in cerca di sistemazione in un paese più democratico ed altri, fuggiti o usciti dalle carceri in cerca di un altro paese per delinquere. 

Credo sia ovvio ribadire,  che questo non è il momento degli sbarchi clandestini e che il governo dovrebbe impiegare mezzi, cervelli e leggi per fronteggiare questo enorme problema risolvendolo definitivamente, c’è una pandemia da gestire con non poche difficoltà e se pure i lampedusani insorgono con gesti eclatanti e proposte di referendum, allora caro Governo, l’esasperazione è davvero al limite .