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Il Tribunale del riesame di Catania ha annullato il sequestro cautelativo della casa di riposo Don Bosco di Caltagirone in cui erano stati registrati quattro decessi di ospiti con Covid-19 e 41 casi di persone positive, compresi operatori. Nell’inchiesta per epidemia colposa sono indagate cinque persone: il legale rappresentante della struttura, due componenti il Consiglio di amministrazione, la dipendente ‘zero’, che l’azienda aveva messo in ‘quarantena’ a casa dopo avere saputo da lei che il marito era risultato positivo al Covid-19, e un amministrativo dalla Rsa. Per fare luce sui decessi la magistratura ha disposto l’autopsia su 15 ospiti ospiti della casa di riposo, le cui salme sono nell’obitorio dell’ospedale San Marco di Catania. “Siamo convinti – afferma l’avvocato Dario Riccioli che assiste tre dei vertici della Rsa – che la motivazione dissequestro poggerà certamente sulla insussistenza del reato di epidemia colposa, incidendo inevitabilmente anche sull’inchiesta giudiziaria”.

E’ ufficialmente saltato il tentativo di accordo e mediazione tra il Comune di Realmonte e Ferdinando Sciabarrà, l’uomo che reclama la proprietà di una corposa particella della Scala dei Turchi.
Ieri mattina davanti al giudice della sezione civile del tribunale di Agrigento Margiotta, s’è tenuta l’udienza nata dal contenzioso fra l’amministrazione comunale e il privato. Dopo mesi di trattativa, tutto sembra dunque essere sfumato. Ieri s’è costituita parte civile Legambiente che ha aderito alla posizione del Comune di Realmonte.
Il giudice ha preso atto della situazione ed ha concesso alle parti una trentina di giorni per il deposito delle rispettive deduzioni.

La Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo ha avanzato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di 20 persone coinvolte nelle operazioni “Halycon” e “Assedio” – oggi riunite in un unico filone – che avrebbero fatto luce su intrecci pericolosi tra mafia, imprenditoria, politica e massoneria. La prima udienza preliminare è stata fissata, davanti il gup del Tribunale di Palermo Claudia Rosini, il prossimo 6 luglio alle ore 16 presso l’aula bunker del carcere Pagliarelli di Palermo.

Ecco l’elenco completo degli indagati: Angelo Bellavia, 66 anni di Licata; Vincenzo Bellavia, 36 anni di Licata; Giacomo Casa, 66 anni di Licata; Antonino Cusumano, 44 anni di Licata; Giuseppe Galanti, 62 anni di Licata; Angelo Graci, 33 anni di Licata; Angelo Lauria, 56 anni di Licata; Giovanni Lauria, 80 anni di Licata; Vito Lauria, 50 anni di Licata; Lucio Lutri, 61 anni di Mistretta; Antonino Massaro, 61 anni di Licata; Marco Massaro, 36 anni di Licata; Giovanni Mugnos, 64 anni di Licata; Angelo Occhipinti, 66 anni di Licata; Salvatore Patriarca, 42 anni di Vittoria; Giuseppe Puleri, 41 anni di Campobello di Licata; Alberto Riccobene, 53 anni di Palma di Montechiaro; Giuseppe Scozzari, 48 anni di Licata; Raimondo Semprevivo, 48 anni di Licata; Gabriele Spiteri, 47 anni di Licata; Vincenzo Spiteri, 53 anni di Licata.

Da Palermo a Milano per commettere rapine. Cinque persone sono state arrestate a Palermo a conclusione di un’indagine condotta dalla Polizia su quattro colpi, tre riusciti e uno tentato, avvenuti a Milano, ai danni di agenzie di Ubi Banca, tra i mesi di maggio e agosto 2019. Le rapine hanno fruttato complessivamente 298mila euro. La banda dei rapinatori in trasferta è stata individuata e bloccata dalla Squadra Mobile di Milano in collaborazione con la Mobile di Palermo, entrambe coordinate dalla Procura della Repubblica di Milano.

La Procura di Agrigento ha chiesto al Tribunale il rinvio a giudizio di una preside e di tre insegnanti di sostegno dell’istituto “Tomasi di Lampedusa” di Palma di Montechiaro. L’ ipotesi di reato è maltrattamenti e, in particolare, “l’avere omesso di prestare assistenza, educare, istruire e integrare tre studenti disabili nel percorso formativo, impedendo loro di conseguire le necessarie competenze e di inserirsi nel contesto scolastico”. La Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Luisa Turco, si pronuncerà il prossimo 8 luglio. Nel corso delle indagini preliminari, in occasione dell’incidente probatorio, sono state ascoltate le presunte vittime, ovvero tre studenti disabili che sarebbero stati “del tutto estromessi e isolati dal resto della classe, regolarmente impegnata nelle attività didattiche”. L’atteggiamento, ritenuto omissivo, della preside e dei docenti, che non avrebbero attuato il Piano educativo individualizzato, è equiparato, sulla base di alcuni precedenti giurisprudenziali, alle violenze fisiche o psicologiche ai danni dei familiari o, come in tale caso, delle persone affidate per motivi di istruzione.

Incidente stradale mortale lungo la statale 114, nei pressi di Lentini, nel Siracusano. E’ morto un macellaio di Lentini, Francesco Caniglia, 39 anni. Si tratterebbe di un incidente autonomo. Secondo una prima ricostruzione di quanto accaduto, a Caniglia, alla guida di una moto Honda 600, intento a rientrare a casa dopo il lavoro, è sfuggito il controllo del mezzo. Inutile si è rivelato il tempestivo intervento del 118. Si tratta del secondo morto sulle strade siciliane in pochissime ore. Infatti la sera di martedì scorso è morta in un incidente stradale a Piazza Armerina, Laura La Malfa, 44 anni. La sua bicicletta è stata tamponata da una Fiat Punto. Il conducente dell’auto è stato tra i primi soccorritori.

Il presidente della Blutec di Termini Imerese, Roberto Ginatta, 73 anni, un anno e mezzo dopo il primo arresto è stato nuovamente arrestato oggi su decisione del tribunale di Torino. L’imprenditore torinese avrebbe dovuto rilanciare l’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese. I finanzieri del comando provinciale di Palermo, in collaborazione con i colleghi di Torino e Lecce, nel corso dell’operazione cosiddetta “Dark Hole”, hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari nei confronti del presidente della società, Ginatta, del figlio, Matteo Orlando Ginatta, 26 anni, e di Giovanna Desiderato, 76 anni, entrambi ai domiciliari. Sono indagati, a vario titolo, di riciclaggio, autoriciclaggio e bancarotta fraudolenta patrimoniale, documentale e da reato societario.

A Palermo, al palazzo di giustizia, la Corte d’Appello ha condannato ad 1 anno e 2 mesi di reclusione ciascuno Calogero Volpe, 68 anni, ed i figli Salvatore di 31 anni e Gerlando di 36 anni. L’1 novembre del 2014 sono stati sorpresi dalla Polizia ad Agrigento appena dopo avere scaricato e incendiato materiale edile abusivamente in un terreno confinante con la loro proprietà, nei pressi di via 25 aprile. I difensori, gli avvocati Gianfranco Pilato, Daniele Re e Fabio Inglima Modica hanno ottenuto una riduzione di 6 mesi di reclusione rispetto alla sentenza di primo grado.

La precarietà infrastrutturale che caratterizza, purtroppo,  la nostra Isola è se possibile ancora più evidente dopo la soppressione delle rotte estive da e per Roma e Milano dall’aeroporto “Vincenzo Florio” da parte di Alitalia  Esprimiamo tutto il nostro sostegno ai tanti sindaci della provincia di Trapani, ai rappresentanti istituzionali, agli operatori turistici e ai cittadini che stamattina hanno partecipato al  flash mob ‘Birgi vuole volare’  e condividiamo tutta la loro preoccupazione per le gravi conseguenze economiche che, se non troverà una soluzione immediata, si abbatteranno sugli operatori economici e sui tanti cittadini che saranno costretti ad affrontare disagi enormi  e a pagare tariffe esorbitanti per raggiungere scali cruciali come Roma e Milano.

18 Giugno 2020, ricorre l’anniversario della morte del nostro veneratissimo Santo Nero, ed ufficialmente si aprono, o purtroppo possiamo dire si sarebbero aperti, i festeggiamenti in Suo onore.

Nonostante il momento così difficile e storico per l’intera nazione, l’Ass. I Tammura di Girgenti, con il suo tradizionale Bebidi Bebidi San Calò, non poteva non ringraziare San Calogero, per la grazia che abbiamo ricevuto nella nostra città e nella Sicilia in generale, nel poter contare pochissimi contagi del covid-19.

Una storia già vissuta questa, nel 500, quanto Il Santo mette piede in Sicilia per Evangelizzarla, in un momento di pestilenza.

L’Associazione dopo aver lanciato sui social una commovente poesia, scritta da Biagio Licata – interpretata da Alessia Bongiovì – con le immagini di Gaetano Siracusa ed il montaggio di Andrea Vanadia, ci invita per questa’anno al motto “A Grazia Ni facisti e la muffuletta ti promettu ca prestu Ricivisti” e ci da a tutti appuntamento oggi alle 18:15 per ascoltare la tradizionale “Diana” davanti il sagrato del Santuario di San Calogero

Ad esibirsi, viste le leggi vigenti, saranno pochi elementi. Per evitare assembramenti, l’associazione farà delle dirette facebook sulla pagina I Tammura di Girgenti.

La prima e la seconda domenica di luglio, al fine di non fare passare inosservati queste due storiche domeniche, l’associazione in diretta facebook sempre sulla propria pagina, ci racconterà insieme ad un volto storico, le tradizioni e le curiosità della festa.