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“Potevo accettare l’implicito compromesso di Stato, rinunciando a non impugnare la delibera della presidenza del Consiglio dei Ministri di annullamento della banca dati ‘Si passa a condizione” ed evitare così il processo per vilipendio? Assolutamente no. Per tale motivo ringrazio il Guardasigilli Bonafede per avere assecondato il capriccio del Ministro dell’interno, Luciana Lamorgese, nel processarmi per il delitto di lesa maestà”. A riferirlo è il Sindaco di Messina, Cateno De Luca.

Si ricorda che con la delibera di giunta comunale n. 260 del 12 giugno scorso, l’Amministrazione comunale ha conferito l’incarico legale per impugnare innanzi al TAR del Lazio il decreto del Presidente della Repubblica che aveva avallato la decisione del Consiglio dei Ministri di annullare l’ordinanza sindacale che introduceva dal 8 aprile scorso stringenti ma efficaci controlli per l’attraversamento dello stretto di Messina con l’obbligo di registrarsi alla banca dati “si passa a condizione.

“Rammento ancora la presa di posizione del Ministro Lamorgese – continua il Primo cittadino – che appresa la notizia della mia opposizione è andata su tutte le furie, è così il povero Ministro della Giustizia non ha avuto altra scelta che concedere l’autorizzazione alla Procura della Repubblica di Messina di processarmi per il reato di vilipendio perché avevo osato mandare a quel paese il Ministero dell’Interno, autore e difensore del sistema di controlli farlocchi sullo Stretto di Messina. Se il 12 giugno scorso non avessi fatto la delibera di impugnazione del decreto presidenziale dell’aprile scorso, probabilmente non sarei stato processato”.

“Ai miei detrattori a Roma – conclude il Sindaco peloritano – ricordo che già il 3 aprile avevo chiesto di essere processato, perché non accetto compromessi di Stato. A seguito della richiesta della Procura al Ministro Bonafede per procedere nei miei confronti, chiesi pubblicamente di andare in tribunale per dimostrare – con le carte in mano – che non si stavano facendo i conti solo con il Coronavirus, ma anche con la malaburocrazia e certi politici allo sbaraglio. Pertanto, ringrazio per avere ascoltato la mia richiesta. Al Ministro Lamorgese ricordo il seguente versetto biblico: ‘Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli”.

Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha autorizzato la Procura di Messina a procedere nei confronti del sindaco della Citta’ dello Stretto, Cateno De Luca, accusato del reato di vilipendio previsto dall’articolo 290 del codice penale. De Luca era stato iscritto nel registro degli indagati a fine marzo dopo la denuncia del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.
Per questo genere di reati, perché si possa poi esercitare l’azione penale attraverso la richiesta di rinvio a giudizio o di emissione di decreto penale di condanna, e’ necessaria l’autorizzazione del Guardasigilli.

Un fine settimana drammatico nelle spiagge siciliane questo che è appena trascorso e la categoria Oasi balneari di Confartigianato Sicilia chiede un incontro urgente all’assessorato regionale Territorio e Ambiente.

“Con il mare agitato purtroppo non è stata una domenica felice per i bagnanti. Una ragazza si è dispersa tra le onde a Balestrate e un uomo è morto a Cefalù. Occorre con urgenza pensare a un piano per le spiagge libere della Sicilia”. Sono queste le parole di Giovanni Cimino, coordinatore regionale della categoria Oasi balnerari.

“Ho partecipato personalmente al tentativo di salvataggio dell’uomo di 55 anni morto a Cefalù – spiega Cimino – ma purtroppo dopo 40 minuti di massaggio cardiaco non c’è stato nulla da fare. L’ambulanza è arrivata nel giro di 15 minuti, il tempo necessario per dimenarsi nel traffico estivo. Ma 15 minuti in certe situazioni sono un’enormità. Ed è per questo che vogliamo chiedere alla Regione che nei fine settimana e nel mese di agosto, un’ambulanza stazioni sul lungomare delle principale citta marinare prese d’assalto dai turisti. Si potrebbe scegliere una fascia oraria, magari dalle 10 alle 19”.

Da chiarire anche il capitolo assembramenti. “Ieri la spiaggia libera di Cefalù – denuncia Cimino – era sovraffollata. E non possiamo permetterci, in un momento in cui siamo ancora in emergenza Covid-19, che l’ingresso nelle spiagge libere non sia tenuto sotto controllo. Chiederemo quindi alla Regione di ascoltare al più presto le associazioni di categoria per individuare tutti insieme ma, soprattutto nel più breve tempo possibile, nuove regole per garantire migliori, più efficaci e immediate operazioni di salvataggio e per definire al meglio la gestione delle spiagge libere”.

La deputata nazionale, on. Carolina Varchi, è la prima firmataria di un emendamento al “Decreto Rilancio”, presentato da Fratelli d’Italia, che prevede la dichiarazione dello stato di emergenza  per Lampedusa e Linosa.

La norma prevede misure finanziarie speciali come la sospensione dei tributi fino al gennaio del 2022 ed il successivo versamento rateale degli stessi, contributi a fondo perduto o finanziamenti a tasso zero per il rilancio dell’offerta turistica, un”indennnità di 600 euro per i lavoratori che nel 2019 abbiano prestato la propria attività, a tempo determinato, presso imprese operanti nelle isole di Lampedusa e Linosa.

Abbiamo dato seguito alle legittime istanze dei Lampedusani, anche tramite il locale circolo di FDI – afferma Carolina Varchi – adesso invitiamo la maggioranza di Governo a sostenere l’emendamento visto che Lampedusa ed i lampedusani stanno affrontando, in assoluta solitudine, un’emergenza dentro l’emergenza, causata dall’incapacità governativa di gestire i flussi migratori. È necessario mostrare concretamente vicinanza con iniziative specifiche per una situazione che rappresenta un Unicum nel panorama attuale. In questi giorni alcuni rappresentanti della maggioranza, tra cui il Ministro Provenzano, hanno visitato l’isola e sono certa che concorderanno con la necessità di queste misure, sono pronta a rinunciare anche alla mia prima firma purché diventi battaglia trasversale e condivisa”.

Un ulteriore segno di attenzione di Fratelli d’Italia, e dell’on. Varchi, nei confronti delle isole Pelagie, la cui economia, basata sul turismo, è devastata dagli effetti della pandemia di coronavirus e che deve subire anche le conseguenze della nuova ondata migratoria.

“Spiace doverlo dire ma l’Ufficio politico regionale di Forza Italia in Sicilia è un organismo inutile e inconcludente, in cui si perde solo tempo. Apprendo dalla stampa di fantomatiche riunioni del Coordinamento regionale, delle quali non si conosce né il luogo né la data, in cui sarebbero state prese decisioni rilevanti per la vita stessa del partito e della classe dirigente regionale”. Lo afferma il deputato di Forza Italia al Parlamento Europeo, on. Giuseppe Milazzo.

“Ero convito – continua l’Eurodeputato – di far parte di diritto del Coordinamento regionale. Mi trovo invece nelle condizioni di partecipare a riunioni dell’Ufficio politico dove non si decide nulla, salvo poi apprendere che il Coordinamento medesimo di cui faccio parte si sarebbe riunito non so quando, per stabilire e affidare ruoli chiave per portare avanti la linea del partito in Sicilia”.

“Senza polemica nei confronti di nessuno, sia di chi conferisce incarichi che di chi li riceve – conclude Milazzo – ribadisco che un partito deve organizzarsi nella collegialità: personalmente mi sono sentito escluso. Prendo atto che il parere dell’unico parlamentare europeo di Forza Italia si ritenga non essere utile. A questi miei amici, con i quali mi lega un rapporto di gratitudine e di appartenenza, mi trovo costretto ad augurargli buon lavoro, dispiaciuto di non aver potuto offrire il mio modesto contributo. Continuerò a lavorare per questo partito in solitario”.

Secco e deciso della Cgil agrigentina guidata dal segretario provinciale Alfonso Buscemi.

Buscemi ha scritto una nota attraverso la quale segnala alcuni episodi che si sono verificati recentemente nella nostra terra. Ecco il testo:

“Fatti di cronaca non sono mai mancati, così come non sono mai mancati i reati o le inefficienze della pubblica amministrazione spesso per responsabilità di chi, trovandosi ai vertici del comando, non crea le condizioni per i dipendenti di dare servizi di qualità. Questi ultimi sono costretti, fra mille sacrifici ed in condizioni di enormi disagi, a provare a sopperire ai disastri creati dalla politica, con qualche eccezione a confermare la regola che vede qualche lavoratore non fare il proprio dovere e che, quindi, viene utilizzato come capro espiatorio per colpire tutti i lavoratori del pubblico impiego. Questa settimana, però, sembra che tutto ciò si sia realizzato nell’arco di pochi giorni. Una persona anziana è morta a seguito di un incendio nel centro storico della città. Testimoni confermano il pronto intervento dei vigili del fuoco, costretti a muoversi in mezzo a viuzze occupate da macchine parcheggiate e impediti ad arrivare nel palazzo che bruciava, perché i mezzi di cui dispongono non sono idonei a percorrere quelle stradine strette.

Ci vorrebbe un mezzo piccolo ma il comando di Agrigento ne è sprovvisto, costringendo i Vigili ad arrangiarsi con mezzi di fortuna e a perdere tempo prezioso prima di domare le fiamme: non ci sono  idranti perennemente in pressione e non si crea un’alternativa al parcheggio sotto casa. Così come non ci sono, molto spesso, vie di fuga. Se ci fossero state tutte queste condizioni, si sarebbe potuto salvare una vita umana? Non lo sappiamo, ma è necessario che questo dubbio non ci sia per il futuro. l’Amministrazione comunale ha il dovere di interrogarsi su quali sono le soluzioni idonee e di attuarle, così come ha il dovere di chiedere al comando regionale dei Vigili del Fuoco un mezzo idoneo per intervenire in situazioni simili.

Ancora, abbiamo visto come un poliziotto si sia comportato nei confronti di due ragazzi; colpisce in modo particolare l’affermazione “siete ospiti e dovete rispettare la legge”: significa che se erano agrigentini o semplicemente Italiani a commettere qualche reato cambiava qualcosa? Abbiamo troppi esempi di poliziotti che fanno il loro dovere, di poliziotti che rischiano la propria vita per lo Stato e per i cittadini, di poliziotti martiri per mantenere fede al loro giuramento e alla loro cultura del rispetto della legge per riflettere su cosa sia successo. Ci chiediamo se questo comportamento non sia il frutto di una certa politica che inneggia all’odio nei confronti del diverso, del “prima gli italiani”. E infine, l’immagine di una persona che colpisce un uomo dall’aspetto inerme, che non sembra poter minacciare nessuno, che si allontana dall’aggressore il quale lo raggiunge e lo colpisce con due colpi di mazza in viso. Una violenza inaudita e gratuita. Ci chiediamo come si può arrivare a tutto questo ma, soprattutto, cosa fare per evitare tutto questo. Il nostro vuole essere un appello alle Istituzioni tutte  locali e centrali, e a tutte le associazioni. E’ un brutto momento per un territorio economicamente depresso, con l’aggravarsi della situazione post pandemia, vittima del caporalato nell’agricoltura e della presenza asfissiante di mafia e usura nella società: e allora abbiamo il dovere di fare ognuno la propria parte. Denunciando, isolando i violenti, tallonando da vicino la pubblica amministrazione affinchè faccia il proprio dovere”.

 

A fuoco in questi momenti buona parte dei campi che costeggiano la strada della Mosella, parallela al Villaggio Mosè.

Le fiamme da almeno un’ora stanno divorando tutto ciò che è attorno e stanno anche lambendo pericolosamente le case circostanti.

Le fiamme hanno invaso anche le due carreggiate della strada. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e il Corpo Forestale attualmente impegnati con molte difficoltà a domare l’incendio.

 

Due panchine e la parte esterna bruciacchiate. Sono questi i risultati di un incendio che si è sviluppato nei pressi, appunto, di una attività di una attività commerciale (una panineria) nel centro balneare di San Leone.

Il fatto è accaduto nella notte tra sabato e domenica scorsi; subito intervenuti i Vigili del Fuoco che hanno immediatamente domato l’incendio.

Fra le tante ipotesi che avrebbero fatto scattare l’incendio anche quella di un corto circuito di uno dei condizionatori.

Indagano i Carabinieri.

 

 

Sono 87 i progetti dei Comuni siciliani ammessi a valutazione dalla Regione per realizzare nuovi centri comunali di raccolta rifiuti o potenziare quelli esistenti. Il dipartimento regionale Acqua e rifiuti ha pubblicato gli elenchi delle istanze ammissibili e di quelle escluse per destinare 21,4 milioni di euro del Po Fesr 2014-2020. Adesso la commissione di valutazione stilerà una graduatoria sulla base dei criteri previsti dal bando.
I centri comunali di raccolta rientrano tra le iniziative del governo Musumeci per migliorare la raccolta differenziata nei Comuni. Gli enti esclusi potranno nel frattempo presentare le proprie osservazioni.
L’assessore regionale Alberto Pierobon spiega che “questa misura, che stiamo cercando di portare a compimento tra mille difficoltà burocratiche, contribuirà a migliorare la raccolta differenziata e il servizio per i cittadini. Proveremo a stanziare altre risorse che, assieme alle economie di gara, consentiranno di dare risposte a più iniziative possibili”.
Il bando a firma del direttore Salvo Cocina metteva a disposizione circa 16 milioni per la costruzione dei nuovi impianti e 5 milioni per migliorare quelli già esistenti.
I Ccr dovranno rispettare le norme a tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e non dovranno creare rischi per aria, suolo, acqua, fauna e flora, e non creare rumori e odori. Dovranno anche essere previste adeguata viabilità, pavimentazione impermeabilizzata, recinzione e barriere.

Via libera anche ai cosiddetti “sport di contatto” come calcio, calcio a 5, pallacanestro e così via. L’assessore regionale per il Turismo, lo Sport e lo Spettacolo Manlio Messina, d’intesa con l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza, ha firmato, giovedì scorso, il decreto che consente la ripresa del libero svolgimento delle attività sportive, “Il presente decreto – si legge nel documento – conserva la propria efficacia e validità fino a eventuale differente valutazione dell’andamento epidemiologico nell’Isola e, comunque, fino a nuova disposizione”. Il decreto degli assessori Messina e Razza è stato notificato per conoscenza anche all’Anci Sicilia, alle aziende sanitarie e alle federazioni sportive di settore.
“Con questo provvedimento il governo Musumeci vuol dare una risposta alle diverse federazioni e ai tantissimi appassionati che da tempo ci chiedevano di poter sbloccare una serie di discipline sportive – commentano Messina e Razza – lo facciamo seguendo le linee del governo nazionale ma anche del dipartimento attività sanitarie e osservatorio epidemiologico che ha rilevato che la Regione Siciliana annovera un amatrice di “basso rischio” in base ai tre set di indicatori (vedi decreto Ministero Salute 30 aprile 2020) relativi alla “capacità di monitoraggio”, alla “capacità di accertamento diagnostico e di gestione di contatti” e alla “stabilità di trasmissione e alla tenuta dei servizi sanitari”.
Il decreto fa seguito all’ordinanza del presidente della Regione Nello Musumeci dello scorso 13 giugno che ha stabilito, tra l’altro, che da oggi si possano svolgere le attività sportive di contatto, “previo decreto attuativo dell’assessore regionale allo Sport, d’intesa con l’assessore regionale alla Salute”.