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I carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento hanno arrestato – al culmine di un inseguimento per le strade della città – tre ladri in trasferta provenienti da Vittoria tutti di origine romene. 

I tre sarebbero i responsabili di due colpi in altrettanti market della Città dei Templi: il primo effettuato a Villaggio Mosè al “Centesimo”; il secondo al “Max” di Fontanelle. 

Dopo una segnalazione sono entrati in azione i carabinieri che, al termine di un inseguimento, sono riusciti a bloccare i tre romeni a bordo di un’auto risultata essere affittata. I ladri in trasferta sono in attesa, in una cella di sicurezza, dell’udienza di convalida.

Sono ripresi i lavori sulle SS. Agrigento/Palermo e Agrigento/Caltanissetta, grazie alla serietà ed allo sforzo delle imprese siciliane affidatarie dei lavori e dell’anas. “Ho appena effettuato un sopralluogo sul cantiere, insieme ai sindaci di Bolognetta e di Lercara, e del Vice Presidente del Comitato delle Imprese,” a parlare è la Presidente della IV Commissione, on. Giusi Savarino, che prosegue “Voglio esprimere un plauso alle  imprese affidatarie per questo importante risultato ottenuto ed ovviamente al governo Musumeci poiché la sua autorevolezza e competenza sono state le chiavi di volta per la ripresa dei cantieri. Adesso mi rivolgo al governo Nazionale, in particolare al ministro Toninelli, e sostenendo l’appello del Presidente Musumeci dico: Noi abbiamo fatto la nostra parte per far riaprire i cantieri, Voi, dopo aver salvato la Banca Carige, con la stessa solerzia,  occupatevi del sud! Non posso essere le imprese siciliane a pagare il prezzo della crisi economica della Cmc, serve subito un “Decreto Salva Imprese”

L’assessore comunale all’Ecologia di Agrigento, Nello Hamel, informa che, in riferimento al fenomeno del volantinaggio selvaggio, il sindaco ha chiesto una moratoria delle sanzioni per la mancata rimozione delle cassette di raccolta dei volantini, poste davanti ai palazzi. E ciò in attesa degli incontri che si svolgeranno con i distributori e dell’invio delle diffide alle direzioni centrali delle grandi catene di distribuzione tramite cui sono preannunciate le sanzioni che si applicheranno contro la scorretta distribuzione dei volantini in violazione dell’Ordinanza sindacale già vigente dal 2015. Inoltre, per quanto riguarda il problema della doppia imposizione della tassa sui rifiuti dai Comuni di Agrigento e di Favara, lamentato dai residenti del quartiere cosiddetto Favara Ovest, l’Ufficio Tributi del Comune di Agrigento ha già acquisito l’elenco dei soggetti interessati e gli elenchi forniti dagli avvocati Fanara e Di Miceli, e la prossima settimana si svolgerà un incontro definitivo con il Comune di Favara dal quale conseguirà la sospensione dei ruoli non dovuti.

I carabinieri della Stazione di Raffadali hanno arrestato un extracomunitario per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini dello spaccio.

L’uomo è stato visto camminare, nel cuore della notte, lungo la strada che da Raffadali porta ad Aragona. I Militari gli si sono avvicinati e quest’ultimo, alla vista degli stessi, ha lanciato, per disfarsene, due panetti di hashish, del peso complessivo di 150 grammi.

L’uomo, di nazionalità libica, di 28 anni, è stato immediatamente arrestato e la droga posta sotto sequestro.

In una successiva perquisizione dell’abitazione dell’extracomunitario i carabinieri hanno rivenuto anche un bilancino di precisione.

Su disposizione del sostituto procuratore di Agrigento, titolare del fascicolo d’inchiesta aperto, il ventottenne libico – domiciliato da qualche tempo proprio a Raffadali – è stato posto ai domiciliari.

E’ approdata ieri, al Tribunale del Riesame, la vicenda riguardante la sparizione di 573 mila euro all’ufficio postale di Favara.

Gli avvocati Luigi Troja e Samantha Borsellino hanno chiesto la revoca dell’ordinanza cautelare emessa dal gip Alessandra Vella nei confronti di tre persone coinvolte nell’inchiesta: Pasquale Di Stefano, 62 nni, ex direttore delle poste, e una coppia di Favara residente a Catania, ritenuta responsabile dell’estorsione di 250 mila euro proprio all’ex dipendente postale che, nel frattempo, si è trasferito in Lombardia.

Di Stefano è accusato di peculato. Ma nei confronti dell’uomo vi sarebbe anche un’altra imputazione, quella di atti sessuali con una ragazzina minorenne che avrebbe adescato nella sua auto e a cui avrebbe mostrato alcune foto.

La donna, finita insieme al compagno ai domiciliari, sempre secondo quanto scrive il quotidiano palermitano, avrebbe approfittato dell’episodio per ricattare Di Stefano e ottenere 250 mila euro in cambio del silenzio.

Ieri la difesa ha chiesto la liberazione per la coppia accusata di estorsione. Ora spetterà ai giudici del Riesame, nelle prossime ore, decidere in merito all’istanza presentata.

Sembra che l’inchiesta non sia ancora finita, ma sulla stessa vige il massimo riserbo degli investigatori.

Domenica prossima si vota alle Primarie nazionali per eleggere il segretario del Partito Democratico. Polemiche in Sicilia. Le liste a Palermo, Caltanissetta, Enna e Agrigento.

“Ne resterà soltanto uno”. Sì, dopo la prossima domenica 3 marzo 2019, tra Nicola Zingaretti, Maurizio Martina e Roberto Giachetti, ne resterà soltanto uno. Uno dei tre sarà eletto segretario nazionale del Partito Democratico, alle Primarie, al voto nei gazebo allestiti nelle piazze in tutta Italia, anche in Sicilia, ancora sanguinante per le ferite subite al congresso regionale, che ha eletto segretario Davide Faraone scavalcando il voto alle Primarie perché poco prima del voto per le Primarie la candidata rivale, Teresa Piccione, si è ritirata polemicamente. E le polemiche non mancano neanche adesso per le Primarie nazionali, altrimenti che Partito Democratico sarebbe. Infatti, in terra di Sicilia gli “zingarettiani”, che, per intendere meglio, sono il fronte “anti-renziano”, accusano i “renziani”, che gestiscono il partito in Sicilia tramite il segretario Faraone, di avere allestito pochi gazebo rispetto alle precedenti consultazioni. Ad esempio, l’ex ministro della Giustizia, Andrea Orlando, che è di La Spezia, in Liguria, ha denunciato: “Nella mia città che ha 100mila abitanti ci sono 19 seggi, a Palermo 8. E’ chiaro che si sta dando un colpo al Partito Democratico, non a Zingaretti”. E Teresa Piccione coglie la palla di Orlando al balzo e la rilancia, e le sue parole sono: “A Palermo siamo passati da 28 gazebo del 2017 a 9. Ci sono tagli drastici anche in provincia, la metà dei comuni siciliani è senza seggio, anche dove governiamo le amministrazioni, per esempio a Capaci. Si vuole contenere una partecipazione che premi Zingaretti?”. Bando alle invettive, e spazio ai dettagli. Martina e Giachetti sono armati con una lista ciascuno, e Zingaretti, in alcune province, con due. Nelle liste renziane “Sicilia per Martina”, a Palermo città capolista è Fabio Teresi, ed a Palermo provincia lo è Gandolfo Librizzi. A Caltanissetta/Enna capolista è Stefano Scepi, di Gela. Ad Agrigento la lista a sostegno di Maurizio Martina è capitanata dalla sindaca di Sciacca, Francesca Valenti, seguita da Carmelo Greco. Poi nelle liste “Sempre avanti” a cavallo di Roberto Giachetti, a Palermo città la capolista è Valeria Ajovalasit, ed a Palermo provincia Antonio Morando. A Caltanissetta/Enna è il leader dei Giovani democratici Prospero Crimi. Ad Agrigento è Salvatore Chiarello. E poi, nelle liste di Zingaretti “Piazza Grande Sicilia”, a Palermo città capolista è Antonello Cracolici, seguito da Teresa Piccione, ed a Palermo provincia Gaetano La Punzina. A Caltanissetta-Enna una lista è primeggiata da Carmelo Scravaglieri, l’altra ha come capolista Renzo Bufalino. Ad Agrigento le due liste per Zingaretti sono alle redini di Peppe Zambito, segretario provinciale, e di Giovanni Picone. Domenica prossima si vota dalle ore 8 alle 20. Sono ammessi al voto non solo gli iscritti al Partito Democratico, ma anche tutti gli altri, compresi i giovani dai 16 ai 18 anni di età e i cittadini comunitari non italiani ed extracomunitari. Per votare occorre presentare un documento di riconoscimento e versare un contributo minimo di 2 euro. Ad Agrigento città il seggio è ospite dei locali dell’associazione “Volontari di Strada”, al Viale della Vittoria 315, ex bar Uaddan.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Una telefonata potrebbe dare un senso alla misteriosa sparizione di Gessica Lattuca, la ventisettenne favarese mamma di quattro bambini, di cui si è persa ogni traccia dal 12 Agosto del 2018.

Domani mattina i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Agrigento e della Tenenza di Favara, sentiranno nuovamente alcune persone che, in qualche modo, rientravano nella cerchia dei contatti della ragazza scomparsa.

Nella caserma di Villaseta, verranno risentiti nuovamente dagli investigatori Giuseppina Caramanno ed Enzo Lattuca, rispettivamente madre e fratello di Gessica insieme ad altri familiari che comprendono pure i coniugi Restivo e Stagno.

Verrà, inoltre, attenzionato un particolare che risalirebbe a pochi minuti prima della scomparsa di Gessica ovvero una telefonata registrata sul cellulare e sui tabulati telefonici dell’utenza della Signora Stagno alle ore 20:50 del 12 Agosto stesso, avente una conversazione della durata di qualche minuto verso il numero di Gessica.

In un primo momento la spiegazione della donna ai carabinieri fu quella di aver effettuato questa chiamata solo perché Gessica non riusciva a trovare il suo telefono e che fece solo un paio di squilli senza nemmeno avere risposta

Questi elementi potrebbero spostare la linea temporale da cui sono partite le prime indagini e probabilmente iscrivere altre persone nel registro degli indagati.

Altre importanti indagini potrebbero arrivare dalla, cosiddetta, pista belga. Infatti in questi giorni in Belgio, a Liegi, si sta effettuando una ricostruzione internazionale a cui sta partecipando anche il procuratore Salvatore Vella.

Le indagini, delegate alla squadra mobile della Questura di Agrigento svolte in collaborazione con lo “Scip”, il servizio di cooperazione internazionale di polizia della Criminalpol, serviranno a delineare meglio le dinamiche che hanno portato alla sanguinosa faida di malavita belga- favarese, legata a quanto pare al traffico di stupefacenti tra il Belgio e le piazze di spaccio di Favara.

Inoltre sarà anche verificata l’attendibilità delle deposizioni effettuate dalla supertestimone che si ritiene sicura di sapere della presenza del cadavere di Gessica dentro uno dei loculi presenti nel cimitero di Favara.

Uno sguardo sul teatro, di professione o d’amatore, nobile manifestazione d’arte, la più antica e risolutiva della comunicazione visiva, dove il personaggio interprete lascia il segno nell’agone della scena e nel ricordo di tutti. Come i tanti personaggi pirandelliani che abbiamo visto nella nostra città.

E’ una passione che nasce, a volte, negli anni dell’adolescenza e si conferma nella giovinezza, quando poi approda alla      prima maturità, allo studio di testi, alla recitazione, alla parola efficace e significativa, quando si è già composti nell’insieme della finzione  scenica, tra quinte e luci opportune, fondali e cieli e già tutto appare magico.

IL teatro negli anni della gioventù vive nel tempo sottratto allo studio scolastico, tempo ceduto alla passione, passione disordinata e focosa, per il gruppo e per l’affermazione propria, visiva, comunque edonistica e di pratica culturale elevata per i testi classici che si pongono in studio, testi troppo classici che spesso vanno al di là  dall’ essere compresi appieno.

Occorre allora un teatro da abitare e viverlo con personaggi espressivi, manifestarlo con recite, parlare, muoversi, entrare e uscire dalla scena, avanzare verso la ribalta  con le luci in faccia.

Un momento particolare è quello  dell’approssimarsi della recita, quando si alza il sipario. Il quel momento l’attore, pronto e attento, diventa altro; per un momento sospende il rapporto con tutti e diventa personaggio, il personaggio, come lo vuole l’autore: con nome e cognome, professione, interessi nella sua vita e nella società figurata.

Diventa, quindi, un personaggio completo, ricco di sentimenti e risentimenti, proprio come scritto nel dramma o nella tragedia che va a rappresentare.

Ecco che interpreta, parla e va al centro della scena, usa la parola con una vasta serie  di tonalità, più della musica. Usa lo sguardo, le mani, le braccia, si muove di qualche passo. Rivela e sottintende, aggredisce e si quieta. Mormora, ora invoca, ora si impunta, non parla più, dice soltanto mmm, mmm. Poi si guarda intorno, si addolcisce nella pronuncia e nello sguardo, ora si svela alla platea, la guarda, la sente, la scorre tutta.

E’ una creatura dell’Autore che lo ha plasmato a tavolino e che decide, parola dopo parola, della sua vita, lieta o di tragedia.

Il personaggio segue il testo davanti al suo pubblico pronto a comprendere le sue gioie, soffrire delle sue angosce, fallimenti, e ricatti e tutto ciò che anima il turbinio dell’ esistenza.

Terminata la rappresentazione ritorna nel testo, in uno scaffale e rimane sepolto con tanti altri personaggi. Ma attende sempre, comunque, chi può ridargli la vita e riportarlo in scena, perché il personaggio è eterno.

Ed è per questo che il teatro è una magia, anche per la scena, le luci, il suono, l’attesa, l’atmosfera, fino all’ansia dell’attore esposto alla platea.

All’attore tocca di svelare lo spessore e l’anima del personaggio, l’attore entra nel personaggio e lascia fuori se stesso e quello che egli è, pronto a dare e svelare tutta la miseria e la nobiltà del testo.

Le parole del testo sono le pietra lastricate di una via che percorrono, passo, paso, tutti i personaggi: palpitanti, pronti a ragionare fino a consumersi il cervello, logorare i sentimenti, amare, odiare, piangere e ridere.

A chiusura di tutto ecco il personaggio,: avanza piano, ancora  un altro passo sulle magiche tavole del palcoscenico verso la ribalta, gli astanti già applaudono… e allora ci vuole  un inchino, un inchino.

Al ritorno in cella da un permesso premio ha tentato di fare passare inosservati ai controlli quattro micro cellulari con uno stratagemma.

Il detenuto di Agrigento di 50 anni, S.G li ha ingoiati prima di rientrare in carcere a Trapani. Ma e’ stato scoperto, come scrive il Giornale di Sicilia, dagli agenti di guardia. I cosiddetti “tiny phone”, di cm.5,2 per 2, sono stati individuati grazie al manta ray, nell’addome del cinquantenne che e’ stato posto precauzionalmente in isolamento.

Tra la fine dello scorso anno e oggi sono 9 i cellulari ritrovati dagli agenti nel carcere nel corso di perquisizioni nelle celle

-Fonte Grandangolo

I Carabinieri della Stazione di Raffadali, nottetempo, ad un posto di blocco lungo la strada di collegamento verso Aragona, hanno sorpreso a piedi un uomo di 28 anni, originario della Libia, che si è repentinamente disfatto di un involucro in un’aiuola. All’interno i militari hanno scoperto e sequestrato due panetti di hashish del peso complessivo di oltre un etto e mezzo, per un valore di mercato di alcune centinaia di euro. Nel domicilio del libico, a Raffadali, sono stati sequestrati anche un bilancino elettronico di precisione e materiale vario per il confezionamento delle dosi di sostanze stupefacenti. Il libico è stato arrestato ai domiciliari.