Uccise i genitori a colpi di mannaia, giudizio immediato per 34enne racalmutese

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\”Sedita è capace di intendere e di volere, ma certaente ha agito sotto li spinta di cocaina\”.

E\’ questa la versione dello psichiatra, nominato dal giudice, Lorenzo Messina il quale ha appunto eseguito la perizia su Salvatore Sedita, 34 anni di Racalmuto, reo confesso dell\’uccisione dei propri genitori con almeno una cinquantina di colpii di mannaia.

In conseguenza di ciò il gip del tribunale di Agrigento, Micaela Raimondo, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Gloria Andreoli,ha chiesto il giudizio immediato saltando l\’udienza preliminare.

Gli accertamenti erano stati sollecitati dal procuratore reggente Salvatore Vella e dal pubblico ministero Gloria Andreoli per fare luce sulla capacità di intendere e volere e sull\’effettiva portata dei problemi mentali dell\’indagato che erano noti a tutti ma sui quali, anche secondo quanto sostenuto dallo stesso gip, non sarebbe stato fatto abbastanza.

\”Ho colpito prima mia madre con la mannaia conservata in una borsa frigo in camera da letto. Gliel’ho conficcata nel collo ma è rimasta viva. Ho continuato anche quando ho capito che erano morti dando dei colpi secchi alle mani”. È un racconto dell\’orrore quello fatto da Salvatore Sedita, il 34enne di Racalmuto, che, dopo essere stato sottoposto a delle terapie nel reparto di psichiatria, aveva reso una piena confessione davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano. Lo stesso gip, dopo l\’interrogatorio, aveva disposto il suo ricovero nella sezione psichiatrica del carcere di Barcellona Pozzo di Gotto.

Sedita, in un primo momento, aveva fatto una ricostruzione delirante dicendo di avere visto i demoni e che l\’autore dell\’omicidio era \”un uomo con la maschera e i tatuaggi che ha bussato a casa\”. Una versione sconnessa che ha pure ribadito nel colloquio con lo psichiatra.

All’origine delle violenze e del successivo massacro, secondo quanto lui stesso ha detto al gip, ci sarebbero i contrasti con i genitori che, a suo dire, non l’avrebbero accettato e avrebbero persino minacciato di buttarlo fuori di casa.

Esclusa un\’incapacità di intendere e volere, almeno per il momento, la vicenda approda in aula per il dibattimento in cui Sedita è accusato pure di maltrattamenti ai danni dei genitori. La prima udienza, davanti alla Corte di assise presieduta da Giuseppe Miceli, è in programma il 14 settembre.

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