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La notizia che si aspettava è giunta: a causa dell’emergenza da coronavirus che sta toccando anche la Sicilia, sono state rinviate al 14 giugno le elezioni amministrative, per il rinnovo dei consigli comunali, che erano in programma per il prossimo 24 maggio e l’eventuale ballottaggio avverrà il 28 giugno. L’eventuale ballottaggio avverrà il 28 giugno. A prendere la decisione è stato il Presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci, in accordo con l’assessore alle Autonimie locali Bernardette Grasso. Il provvedimento sarà ufficializzato nella prossima seduta della giunta regionale, prevista in settimana, alla presenza del presidente Musimeci che domani si sottoporrà al secondo tampone, dopo l’autoisolamento che è imposto per aver avuto contatti diretti con il segretario del PD, Nicola Zingaretti. 

 

E’ accaduto all’Expo 2015. Sono stati venduti cannoli siciliani senza emissione di scontrino, ed oggi la Regione Sicilia si vede recapitare una multa di 600 euro

E’ La Repubblica a riportare i fatti che si riferiscono a quanto accaduto durante la recente fiera mondiale dedicata al food, tenutasi a Milano.
Cannoli e dolci venduti senza scontrino presso il Biocluster, e così l’Agenzia delle Entrate ha notificato al governatore della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, la cartella esattoriale di 600 euro, relativa alla multa emessa dalla Guardia di Finanza durante alcuni controlli effettuati presso lo stand fieristico, dopo aver constatato la mancata emissione di scontrino fiscale, a seguito di vendita di cannoli siciliani.
A parlare in merito Dario Cartabellotta, il commissario del Biocluster, che ammette l’esistenza della multa e che giustifica dicendo “sarà stata una svista, considerato che su 156 mila scontrini emessi, ne vengono contstai solo due, e su 2 milioni e mezzo di visitatori, durante l’Expo, in 500 mila hanno acquistato prodotti siciliani”.
E poi aggiunge che “oltre a gestire lo spazio, la Regione si è occupata della vendita diretta dei prodotti, acquistati da aziende siciliane. Se ne occupavano alcuni funzionari”.
Adesso tocca capire chi dovrà pagare questa multa.
Secondo Cartabellotta, “il funzionario della regione di turno quel giorno”.
Intanto il governatore Crocetta ironizza circa il verbale della Guardia di Finanza: “anche i cannoli, no! Vada per le multe che ricevo nonostante io non guidi, vada per quelle dei manifesti elettorali del Megafono indirizzate a me, ma per i cannoli no. È un dolce che non apprezzo…”
E poi continua: “non so nulla di questa storia, né tantomeno capisco perché questo verbale sia stato inviato alla Presidenza della Regione. C’è una responsabilità del Biocluster, che la multa vada indirizzata lì”.
Chissà chi la pagherà questa multa, considerato anche che la storia dei “cannoli senza scontrino”, sono solo uno dei tanti problemi sorti dopo l’Expo 2015.
Simona Stammelluti

La Sicilia non ha bisogno di 162 milioni di euro. Infatti, la Regione restituirà 162 milioni di fondi Pac, che sono i Piani di azione e coesione, non spesi. È la terza tranche dei Fondi Pac siciliani. La Legge di stabilità nazionale, approvata lo scorso anno, ha infatti stabilito il recupero di tutti i fondi Pac, ottenuti con le risorse nazionali stornate dalla programmazione comunitaria, che non sono stati spesi alla fine del 2014. Se i fondi a disposizione, dopo le prime rimodulazioni, sono ammontati a quasi 724 milioni, sul piatto adesso ve ne sono 562, suddivisi in due tronconi: il primo sulle misure rivolte all’occupazione (quasi 215 milioni) e il secondo sugli appalti per le infrastrutture (poco più di 347 milioni). Invece, tra i fondi che saranno restituiti vi sono i soldi per l’istruzione tecnica e professionale di qualità, per i Politecnici, i Cantieri di servizio, e, soprattutto, il rifinanziamento del Credito d’imposta per le aziende che hanno assunto lavoratori svantaggiati. E si tratta di una misura, del dipartimento al Lavoro, che con diversi bandi ha permesso nel corso degli utlimi anni di sgravare del 50% i costi delle assunzioni effettuate dalle imprese. Il relativo capitolo perde ben 7 milioni, da uno stanziamento iniziale di 10 a quasi 3 milioni. E si riduce di 3 milioni anche il Credito di imposta per i nuovi investimenti: da 30 a 27 milioni, e si tratta di un regime di aiuto, introdotto la prima volta nel 2009, che consente alle piccole e medie imprese che effettuano investimenti in Sicilia di ottenere una riduzione della pressione fiscale. Infine, è stato ridotto di circa un milione il fondo per la cassa integrazione in deroga e le misure a tutela dell’occupazione.
fonte teleacras

La Regione Sicilia in crisi finanziaria e i paradossali costi da sostenere. Ad esempio, le società partecipate. La platea è ampia, e comprende presidenti e componenti dei consigli di amministrazione oltre che commissari liquidatori. È un esercito di 55 uomini d’oro, a capo delle 33 società partecipate dalla Regione, e che costano, solo per il 2014, 1 milione e 690 mila euro. La mappa del sottogoverno regionale è stata disegnata dagli uffici della Regione nell’ambito del rapporto sulla trasparenza imposto dalle normative nazionali. Nella galassia delle società partecipate – che la Corte dei Conti ha recentemente definito “mangiasoldi, poco trasparenti e fallimentari” – il Paperone è Vincenzo Fortunato, commissario liquidatore di una società che avrebbe dovuto occuparsi del Ponte, la Stretto di Messina spa : il suo compenso ufficiale per il 2014 è di 200 mila euro tondi.