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Nuove misure di prevenzione anti-Covid sono state introdotte per la Sicilia, le nuove disposizioni sono necessarie  visto l’approssimarsi delle festività natalizie.
A prevederle è stato il presidente della Regione Nello Musumeci con propria ordinanza e dopo la relazione dell’assessorato alla Salute. Il provvedimenti è in vigore da oggi fino al 31 dicembre.
Ecco cosa prevede la misura
Obbligo di tampone: dovranno sottoporsi all’esame, nei porti e aeroporti siciliani, anche i viaggiatori che arrivano dalla Germania e dal Regno Unito. Attualmente il controllo è già previsto per chi proviene, o vi abbia transitato nei 14 giorni precedenti, dagli Usa, Malta, Portogallo, Spagna, Francia, Grecia e Paesi Bassi.
Uso della mascherina: viene introdotto l’obbligo di portare la mascherina sempre con sé e di indossarla anche in tutti i luoghi aperti al pubblico particolarmente affollati.

La misura introdotta con urgenza dal presidente della Regione, si aggiunge a quelle oggi in vigore.

Ottime notizie per Agrigento, ammontano nel complesso a sei milioni di euro gli interventi di manutenzione straordinaria e ordinaria della viabilità secondaria di otto province siciliane deliberati dal governo Musumeci in vista dell’edizione 2021 del Giro di Sicilia. La manifestazione ciclosportiva, ripristinata nel 2019 grazie all’intesa tra Regione Siciliana e Rcs Sport, si svolgerà dal 28 settembre al primo ottobre.
«Siamo al lavoro – dichiara l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone – per definire gli ultimi progetti e avviare i cantieri in meno di una ventina di giorni. Il prestigioso appuntamento del Giro di Sicilia, rilanciato con l’impegno del collega assessore allo Sport e Turismo Manlio Messina, diventa anche quest’anno opportunità per estendere ulteriormente il risanamento della viabilità interna. Da Taormina a Gela, da Selinunte a Cefalù passando per la valle del Belice e Palermo, sui percorsi delle tre tappe – sottolinea Falcone – attueremo in tempi record i lavori di messa in sicurezza, ammodernamento e ripavimentazione che andranno a beneficio di utenti e territori».
Di seguito, il dettaglio delle somme per gli interventi di manutenzione viaria destinate a ciascuna provincia per ogni tappa del Giro di Sicilia:
I tappa
Agrigento: 320 mila euro
Caltanissetta: 350 mila euro
Catania: 970 mila euro
Messina: 270 mila euro
Ragusa: 545 mila euro
Siracusa: 545 mila euro
II tappa
Trapani: 785 mila euro per la manutenzione della tratta da Selinunte a Poggioreale, sino all’innesto con la Sp 624
Palermo: un milione 330 mila euro per la tratta da Poggioreale sino a Mondello
III tappa
Palermo-Messina: 885 mila euro per la manutenzione della tratta da Termini Imerese fino a Caronia

In Sicilia siamo passati dalla finanziaria covid-19 al finanziamento D&G.

Della cosiddetta “finanziaria di emergenza” approvata già 4 mesi fa, a quanto pare i siciliani non ne hanno visto neanche un centesimo.

Chi dal Governo Musumeci ha ottenuto invece qualcosa, è la famosa e collaudata coppia di stilisti Dolce & Gabbana, ai quali sono andati 600 mila euro (per la precisione 579.500 come da documento emesso dall’Assessorato Regionale)  per un progetto nell’isola, con l’intento – a quanto sembra – di promuovere le bellezza della Sicilia come tappa preferita del Mediterraneo, oltre alle sfumature enogastronimiche (ecco spiegato anche il contributo di Fiasconaro).

In questo progetto, i due stilisti sono stati affiancati dal famoso regista Giuseppe Tornatore e il progetto sarà  Il film “Devotion”, della maison Dolce & Gabbana.  Insomma il progetto dei due stilisti diventa anche un progetto regionale con i soldi della regione, e così scoppia la polemica.

Per Nello Musumeci finanziare un progetto del genere è stata una scelta naturale, per molti invece “Devotion” è un semplice “spottone“, già proiettato in anteprima il 18 luglio scorso a Taormina.

Insomma, denaro pubblico destinato ad un progetto di un’azienda privata, mentre restano insolute problematiche sicuramente più urgenti.

 

Un commissario per l’Ato idrico di Agrigento con il compito di aggiornare il nuovo Piano d’ambito, rimettere ordine e restituire efficienza in un settore che eroga un servizio fondamentale per la collettività. Ad annunciarlo è stato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci che, insieme all’assessore all’Acqua e rifiuti Alberto Pierobon, ha ricevuto alcuni sindaci della provincia a Palazzo Orleans.
Il governatore ha illustrato ai primi cittadini di Montevago (Margherita La Rocca Ruvolo), di Grotte (Alfonso Provvidenza), di Sciacca (Francesca Valenti), di Bivona (Milko Cinà) e di Sant’Elisabetta (Domenico Gueli), le ragioni della scelta e le prospettive per il settore. Gli stessi sindaci hanno chiesto a Musumeci di procedere con la gestione commissariale, dopo i loro vani tentativi di trovare una soluzione condivisa.
Nei mesi scorsi, la Regione Siciliana aveva più volte sollecitato i Comuni agrigentini ad adempiere agli atti previsti dalla legge e a procedere, entro il 31 maggio, alla costituzione della nuova società che potesse garantire con efficienza e trasparenza il servizio idrico, ma i rappresentanti degli enti locali non erano riusciti a trovare un’intesa. «In assenza delle scelte locali condivise, il governo – ha spiegato il presidente Musumeci – non può restare a guardare. Per questo procederemo con la nomina di un commissario che, da un lato, garantisca il varo dell’aggiornamento del Piano d’ambito entro fine anno, dall’altro individui una proposta che metta ordine a un settore che gestisce un servizio prioritario. Serve – ha proseguito – un riordino complessivo perché le norme vigenti creano soltanto confusione: occorre un’unica Autorità di gestione della risorsa idrica che provveda alla conduzione del servizio e alla riscossione».

La notizia che si aspettava è giunta: a causa dell’emergenza da coronavirus che sta toccando anche la Sicilia, sono state rinviate al 14 giugno le elezioni amministrative, per il rinnovo dei consigli comunali, che erano in programma per il prossimo 24 maggio e l’eventuale ballottaggio avverrà il 28 giugno. L’eventuale ballottaggio avverrà il 28 giugno. A prendere la decisione è stato il Presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci, in accordo con l’assessore alle Autonimie locali Bernardette Grasso. Il provvedimento sarà ufficializzato nella prossima seduta della giunta regionale, prevista in settimana, alla presenza del presidente Musimeci che domani si sottoporrà al secondo tampone, dopo l’autoisolamento che è imposto per aver avuto contatti diretti con il segretario del PD, Nicola Zingaretti. 

 

E’ accaduto all’Expo 2015. Sono stati venduti cannoli siciliani senza emissione di scontrino, ed oggi la Regione Sicilia si vede recapitare una multa di 600 euro

E’ La Repubblica a riportare i fatti che si riferiscono a quanto accaduto durante la recente fiera mondiale dedicata al food, tenutasi a Milano.
Cannoli e dolci venduti senza scontrino presso il Biocluster, e così l’Agenzia delle Entrate ha notificato al governatore della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, la cartella esattoriale di 600 euro, relativa alla multa emessa dalla Guardia di Finanza durante alcuni controlli effettuati presso lo stand fieristico, dopo aver constatato la mancata emissione di scontrino fiscale, a seguito di vendita di cannoli siciliani.
A parlare in merito Dario Cartabellotta, il commissario del Biocluster, che ammette l’esistenza della multa e che giustifica dicendo “sarà stata una svista, considerato che su 156 mila scontrini emessi, ne vengono contstai solo due, e su 2 milioni e mezzo di visitatori, durante l’Expo, in 500 mila hanno acquistato prodotti siciliani”.
E poi aggiunge che “oltre a gestire lo spazio, la Regione si è occupata della vendita diretta dei prodotti, acquistati da aziende siciliane. Se ne occupavano alcuni funzionari”.
Adesso tocca capire chi dovrà pagare questa multa.
Secondo Cartabellotta, “il funzionario della regione di turno quel giorno”.
Intanto il governatore Crocetta ironizza circa il verbale della Guardia di Finanza: “anche i cannoli, no! Vada per le multe che ricevo nonostante io non guidi, vada per quelle dei manifesti elettorali del Megafono indirizzate a me, ma per i cannoli no. È un dolce che non apprezzo…”
E poi continua: “non so nulla di questa storia, né tantomeno capisco perché questo verbale sia stato inviato alla Presidenza della Regione. C’è una responsabilità del Biocluster, che la multa vada indirizzata lì”.
Chissà chi la pagherà questa multa, considerato anche che la storia dei “cannoli senza scontrino”, sono solo uno dei tanti problemi sorti dopo l’Expo 2015.
Simona Stammelluti

La Sicilia non ha bisogno di 162 milioni di euro. Infatti, la Regione restituirà 162 milioni di fondi Pac, che sono i Piani di azione e coesione, non spesi. È la terza tranche dei Fondi Pac siciliani. La Legge di stabilità nazionale, approvata lo scorso anno, ha infatti stabilito il recupero di tutti i fondi Pac, ottenuti con le risorse nazionali stornate dalla programmazione comunitaria, che non sono stati spesi alla fine del 2014. Se i fondi a disposizione, dopo le prime rimodulazioni, sono ammontati a quasi 724 milioni, sul piatto adesso ve ne sono 562, suddivisi in due tronconi: il primo sulle misure rivolte all’occupazione (quasi 215 milioni) e il secondo sugli appalti per le infrastrutture (poco più di 347 milioni). Invece, tra i fondi che saranno restituiti vi sono i soldi per l’istruzione tecnica e professionale di qualità, per i Politecnici, i Cantieri di servizio, e, soprattutto, il rifinanziamento del Credito d’imposta per le aziende che hanno assunto lavoratori svantaggiati. E si tratta di una misura, del dipartimento al Lavoro, che con diversi bandi ha permesso nel corso degli utlimi anni di sgravare del 50% i costi delle assunzioni effettuate dalle imprese. Il relativo capitolo perde ben 7 milioni, da uno stanziamento iniziale di 10 a quasi 3 milioni. E si riduce di 3 milioni anche il Credito di imposta per i nuovi investimenti: da 30 a 27 milioni, e si tratta di un regime di aiuto, introdotto la prima volta nel 2009, che consente alle piccole e medie imprese che effettuano investimenti in Sicilia di ottenere una riduzione della pressione fiscale. Infine, è stato ridotto di circa un milione il fondo per la cassa integrazione in deroga e le misure a tutela dell’occupazione.
fonte teleacras

La Regione Sicilia in crisi finanziaria e i paradossali costi da sostenere. Ad esempio, le società partecipate. La platea è ampia, e comprende presidenti e componenti dei consigli di amministrazione oltre che commissari liquidatori. È un esercito di 55 uomini d’oro, a capo delle 33 società partecipate dalla Regione, e che costano, solo per il 2014, 1 milione e 690 mila euro. La mappa del sottogoverno regionale è stata disegnata dagli uffici della Regione nell’ambito del rapporto sulla trasparenza imposto dalle normative nazionali. Nella galassia delle società partecipate – che la Corte dei Conti ha recentemente definito “mangiasoldi, poco trasparenti e fallimentari” – il Paperone è Vincenzo Fortunato, commissario liquidatore di una società che avrebbe dovuto occuparsi del Ponte, la Stretto di Messina spa : il suo compenso ufficiale per il 2014 è di 200 mila euro tondi.