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Continua a crescere la curva dei contagi.
Oggi si registrano 43 casi.

Uno è ricoverato a Canicattì, uno ad Agrigento e uno a Caltanissetta.

“La situazione – ha detto il sindaco Miccichè – ci impone misure più restrittive. Lunedì disporrò la chiusura dei mercatini e in caso di bambini positivi al covid, deciderò se chiudere e sanificare solo la classe o l’intero plesso”

 

 

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Non ci riesco.
Non riesco a restare indifferente alla nuova direttiva dettata dal recente Dpcm che impone l’ennesimo stop a cinema e teatri. Il lavoro dell’artista è un lavoro sacro ed indispensabile, come tutti gli altri e tutti gli addetti al comparto cultura e spettacolo sono di nuovo in una tremenda situazione di crisi.

Eppure la cosa che salta subito all’occhio e che fa salire un bel po’ di rabbia è che le chiese e i luoghi di culto possono continuare ad ospitare i fedeli. Questo dice il nuovo decreto del presidente del consiglio dei ministri.

Possiamo indignarci?
Penso che se ne abbia facoltà.  E l’indignazione è tanto più sentita quanto più chiara è la situazione che abbiamo avuto modo di guardare da vicino, scorgendone ogni dettaglio.

Sono entrata in chiesa due domeniche fa. I posti a sedere erano contingentati, i fedeli sedevano per come era indicato. Ma al momento dell’eucarestia gli stessi, si sono alzati e in fila come se nulla fosse e senza alcun distanziamento sociale, si sono recati ai piedi dell’altare dove un sacerdote a mani nude, dopo aver portato l’ostia alla sua bocca, ha preso tutte le altre imboccando i fedeli. Forse dovrei fermare qui la mia storia, che racconta di una realtà che solo apparentemente ha i connotati di una situazione di sicurezza. Quanti casi di contagio potrebbero essere ascritti a tale condotta? Forse più d’uno, perché le mani nude del sacerdote, non sono certo immacolate, e sono probabile veicolo di virus, ma anche di altre cariche batteriche. Ma questo sembra interessare poco a tutti, chissà perché.

Veniamo al comparto teatro e cinema. 
In questi mesi – parliamo dal mese di luglio ad oggi – per lavoro e per passione ho frequentato rassegne teatrali, concerti e cinema, rimanendo assolutamente sorpresa circa il rigore con il quale ci si è attenuti alle regole anti-contagio. Durante le rassegne teatrali e i concerti jazz, oltre alla perfetta posizione dei posti a sedere, regolarmente distanziati e ancorati a soppalchi posti alla giusta distanza dai palchi, vi è stato un controllo straordinario con termo-scanner, disinfettanti, mascherine e distanziamento interpersonale anche degli addetti ai lavori come me, oltre che tra coloro che assistevano alle performance e che sono stati comunque in numero ridotto, creando inevitabilmente  ripercussioni sulle casse già magre dei botteghini. Anche nei cinema c’è stato un controllo assolutamente rigoroso e il riscontro oggettivo a tutto questo, è dato dal fatto che nessun caso di contagio è stato riscontrato a seguito di queste rassegne e nei luoghi preposti all’arte e alla cultura.

I cinema poi, dopo la riapertura post lockdown, non hanno trovato il vecchio splendore di sempre e non sono certo stati luoghi di aggregazione, o posti dove il rischio di contagio potesse lasciar intravedere una necessità di chiusura. Spesso mi è capitato di guardare una proiezione in una sala cinematografica quasi completamente vuota.

Non mi piace affatto dover sottolineare quanto sia sempre la cultura e farne le spese, che sembra facile chiudere e tagliare il settore dell’arte, della musica, come se valesse meno di altri, solo perché non produce bene materiali che puoi comperare e riporre. La cultura produce processi di benessere che non hanno scadenza, che non riponi da nessuna parte, che vivono e producono un meraviglioso effetto a catena, che mettono in circolo il giudizio critico, la passione, lo scambio artistico che trasmigra da chi lo produce a chi ne usufruisce.

Fino ad oggi, anche se ci si guarda bene dall’ammetterlo, contrariamente a sale da ballo, locali da movida e discoteche, la cultura e lo spettacolo sono stati una macchina virtuosa.

Ma voglio fare un’ultima riflessione.
Il comparto cultura ha sempre stentato a stare in una situazione di benessere. La cultura è stata minacciata più e più volte, è stata svilita, ogni qualvolta c’è stato chi ha preferito altro ad essa, ogni qualvolta ci si è lamentati di un libro di 400 pagine che costava 15 euro, o di un concerto jazz a 10 euro, o per le 45 euro chieste da un teatro per un abbonamento a 5 spettacoli teatrali. Il valore dell’arte è sempre stato offeso, solo perché differentemente da un diamante non vi era una caratura visibile, ed invece tutto ciò che è arte possiede un valore intrinseco ed inestimabile, difficilmente classificabile, e che però quasi sempre si è dovuto adeguare, per non morire.

Si muore lentamente anche oltre una pandemia.
Si muore di violenza, di solitudine, di fame, di follia, di ignoranza. Si impazzisce per solitudine, per paura di non farcela, di non riuscire a salvarsi. E sarà anche vero che in questo periodo a salvarci può essere una mascherina, ma senza ciò che ci rende colti e consapevoli, che nutre lo spirito e le passioni, ci ritroveremo a contare esseri umani che non sanno più perché la vita è una continua sfida senza esclusione di colpi.

 

Simona Stammelluti 

 

Sono 85 i nuovi positivi registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore. Salgono così a 3.247 gli attuali positivi e passano a 353 i ricoverati in ospedale.

Sono 24 quelli in terapia intensiva,  324 i ricoveri in regime ordinario e 2.894 sono i pazienti in regime di isolamento domiciliare.

I tamponi eseguiti sono stati, pero’, solo 3.498. Anche oggi si registrano due nuove vittime, una donna di Trapani di 95 anni e una di Catania di 80 anni, che portano il totale a 319. I guariti nelle ultime ore sono 7.

Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, 3 i nuovi positivi ad Agrigento, 3 a Caltanissetta, 32 a Catania, 1 a Enna, 33 a Palermo, 6 a Ragusa, 3 a Siracusa, 1 a Trapani. 

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IN MERITO ALLA QUESTIONE DELLA STUDENTESSA POSITIVA AL COVID, RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO 


30 settembre 2020 –
Il Dirigente del Liceo Classico ‘Telesio’ di Cosenza, ing. Antonio Iaconianni, aggiornato circa il caso sospetto di SarsCovid2 che riguarda uno studente frequentante la scuola, nel confermarne la positività e manifestare tutta la vicinanza a lei ed alla famiglia, ha altresì comunicato che gli altri studenti che si sono sottoposti al tampone rinofaringeo per la diagnosi di SarsCov2, sono risultati tutti negativi ed ha dichiarato: «Mi preme tranquillizzare l’utenza ed il personale dell’istituzione scolastica, sul fatto che abbiamo sin da subito messo in pratica tutto quanto prescritto per questi casi. Seguiremo ovviamente l’evolversi della vicenda con molta attenzione, e rivolgo un accorato appello  alle famiglie, agli studenti ed alle autorità preposte perché si proceda in un’ottica di massima collaborazione, in un momento che non è affatto semplice. Ognuno di noi, oggi più che mai, è chiamato a fare la propria parte con comportamenti quotidiani improntati alla prevenzione ed al rispetto di noi stessi e degli altri. Raccomando – ha continuato il Preside – agli studenti che mettano in pratica gli stessi comportamenti virtuosi che hanno a scuola anche a casa ed all’esterno, e su questo chiedo la massima collaborazione anche alle famiglie. Chiedo, inoltre, alle autorità preposte una vigilanza attenta e costante, con controlli ed eventualmente anche con sanzioni: serve la collaborazione da parte di tutti.

Devo, però, – ha concluso Iaconianni – al fine di evitare un triste, ma prevedibile, rincorrersi di fake news sulla vicenda, chiarire in maniera ufficiale che: 1. la studentessa non è mai stata in presenza nei locali scolastici. Solo giorno 26 c.m. dalle ore 9 alle ore 10,15 è stato presente in auditorium: una struttura che ha circa 800 posti e che per l’occasione era occupata da soli 140 alunni, che indossavano mascherine ed erano distanziati secondo i protocolli di sicurezza. 2. La classe è in quarantena ed al termine ogni studente ripeterà il tampone. 3. La nostra scuola oggi è un luogo sicuro dove si segue scrupolosamente ogni regola in materia di prevenzione e contenimento del contagio. 4. Da oggi sarà mia premura informare periodicamente, con comunicati stampa, il territorio e l’utenza circa l’evolversi della situazione, invitando gli organi di stampa a seguire come unica fonte che riguarda la vita del Liceo ‘Telesio’ i nostri comunicati ufficiali, per fuggire il rischio di divulgare notizie infondate che non fanno bene e che alimentano solo il panico tra la popolazione». #iovadoaltelesio  #unascuolameravigliosa

Altri 110 casi di coronavirus in Sicilia. E’ quanto si legge nel bollettino del Ministero della Salute e della Protezione Civile del 26 settembre. E pur crescendo ancora il numero delle persone ricoverate per Covid (oggi 255, ieri 235) è importante sottolineare come invece siano “solo” 13 (esattamente come ieri) i pazienti curati in terapia intensiva.

Il numero dei positivi attuali in Sicilia è di 2583 persone (un mese fa erano 980), 2315 delle quali in isolamento domiciliare. Altre 57 persone però sono guarite. Non ci sono stati invece decessi. Il numero dei tamponi è stato piuttosto elevato: 5558 e quindi solo quasi 2 su 100 sono risultati positivi.

Dei 110 nuovi casi, 23 si sono registrati a Palermo, 24 a Catania, 2 a Messina, 4 a Siracusa, 45 a Trapani, 0 a Enna, 2 a Ragusa, 7 ad Agrigento e 3 a Caltanissetta.

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Un concerto dedicato ad Alberto Falco.

Alberto Falco, che è morto dopo 90 giorni di attese, di vicissitudini, senza poter ricevere le cure oncologiche adeguate che avrebbero potuto salvargli la vita. Muore al Covid Center dell’Ospedale del Mare dove era stato tradotto il 9 maggio, dopo aver contratto il Covid proprio in ospedale, al Cardarelli, dove si era recato per una recidiva di un linfoma, curato un anno prima.
Alberto, 53 anni, apprezzato musicista  napoletano, quel suo calvario dentro un container, da solo, in attesa di una autopsia che arriverà solo dopo 40 giorni e una diffida legale, mentre sopraggiunge la paralisi ad una parte del suo corpo e mentre il responso conferma il ritorno del tumore.

Sua moglie sente Alberto per l’ultima volta il 15 luglio, prima che entrasse in coma per poi morire poche ore dopo. Una situazione assurda e straziante.

Alberto Falco è stato per 2 mesi in un container solo, senza cure, semi-paralizzato e in continuo peggioramento, prima di morire.

Un concerto dedicato ad Alberto Falco.

Tanti musicisti, tanti amici , hanno deciso di ricordarlo nell’unico modo che forse gli sarebbe piaciuto: suonando.
I nomi non ci sono tutti, perché dalla nascita dell’idea di questo concerto sino a poche ore fa, ancora giungevano richieste per poter aderire alla pregevole iniziativa e dunque, suonare.
Giacinto Piracci, Gianmarco Volpe, Leonardo De Lorenzo, Dario Guidobaldi, Mario Mazzaro, Luca Roseto, Ergio Valente, Giulio Martino, Ciro Riccardi, Marco Castaldo, Vincenzo Lamagna, Fausto Ferraiuolo, Pasquale De Angelis, Aldo Fucile, Gianfranco Coppola, Marcello Giannini e molti altri che si aggiungeranno fino all’ultimo momento.

Il concerto  PREVISTO PER IL PROSSIMO LUNEDI’ 27 LUGLIO ALLE ORE 21.00 A NAPOLI, NEL CORTILE DEL COMPLESSO MONUMENTALE  DI SAN DOMENICO MAGGIORE vuole ricordarlo e portare all’attenzione dell’opinione pubblica, le assurde circostanze in cui il musicista partenopeo si è ritrovato a vivere gli ultimi mesi di vita e per sostenere per come è possibile la sua famiglia, sua moglie Raffaella Marcantonio e i suoi due figli.

Come ben si può capire, vista ancora l’emergenza Covid che prevede il distanziamento sociale e il rispetto delle norme igienico-sanitarie così come previsto in caso di concerti, i posti a disposizione sono solo 200 e i biglietti sono acquistabili sul sito www.ilpozzoeilpendolo.it

Comperando il biglietto si compirà un gesto di solidarietà non solo verso la famiglia di Alberto Falco ma anche un gesto simbolico verso tutte quelle persone che ogni giorno vivono le stesse assurde vicissitudini subite dal giovane musicista partenopeo.
I biglietti saranno disponibili anche al botteghino il giorno dell’evento.
Un piccolo gesto che, se fatto tutti insieme, diventerà un boato, che rieccheggerà in una notte d’estate, mentre la musica sarà una mano tesa, fin lassù.

 

Simona Stammelluti 

 

L’arrivo in Calabria dei 70 pakistani dei quali 26 sono risultati positivi, ha avuto un altro risvolto, decimando il reparto della sicurezza, considerato che 25 poliziotti del cammissariato di Siderno sono risultati positivi al covid e si trovano in questo momento in isolamento, compreso il dirigente Antonino Cannarella.

Sono loro i poliziotti chiamati ad effettuare i controlli e il riconoscimento dei migranti, prima ancora che si conoscesse l’esito dei tamponi effettuati. Il problema è adesso da risolvere considerato il fatto che l’organico del commissariato risulta insufficiente, visto che era già carente e le problematiche da affrontare in questo periodo sono tante, forse troppe in questa estate che si preannuncia lunga e faticosa.

I contagiati al momento risultano essere circa 60, ossia tutti coloro che si sono occupati delle operazioni di sbarco e di soccorso. Parliamo dei Carabinieri di Roccella, del gruppo elisoccorso, i finanzieri della squadriglia aeronavale, i Vigili Urbani, il presidente della protezione civile, oltre ai volontari che hanno trascorso la notte nel palazzetto dello sport adibito a ricovero dei migranti.

A tutto questo va aggiunto che si temono altri sbarchi, di quelli considerati invisibili per il Viminale.