Nomine della Sanità, si profila una valanga di ricorsi dei candidati di “serie B”

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«Il superamento della selezione determinerà l’inserimento dei candidati in una rosa in ordine alfabetico di soggetti idonei, senza dar luogo alla formazione di graduatoria». Due elenchi, invece, creano di fatto una graduatoria, secondo gli avvocati amministrativisti. «Queste due liste espongono la procedura al fondato rischio di essere annullata», commentano.

Le nomine dei direttori generali, che dovrebbe avvenire a fine gennaio (secondo il calendario del presidente della Regione, Renato Schifani), rischiano di finire nel pieno di un ciclone di ricorsi. Infatti, la procedura per la selezione dei nuovi direttori generali è sotto l’attenzione degli avvocati amministrativisti.

In tutte le province i candidati stanno già cautelandosi nel caso in cui il governatore Renato Schifani decida di scegliere i vertici delle aziende dalla lista ristretta dei 49 «maggiormente idonei». I ricorsi al Tar degli esclusi sono una certezza. Il primo passo sarà quello di chiedere una sospensiva della delibera che nomina i nuovi manager. Due graduatorie con una novantina di semplicemente “idonei” e 49 “maggiormente idonei” violerebbero il decreto legislativo che regola i criteri per la nomina. In base alla norma nazionale, «la commissione propone al presidente della Regione una rosa di candidati nell’ambito dei quali viene scelto quello che presenta requisiti maggiormente coerenti con le caratteristiche dell’incarico». Aspetto ribadito nell’avviso pubblico inserito nella gazzetta ufficiale della Regione Siciliana il 5 gennaio 2023. «Il superamento della selezione — si legge — determinerà l’inserimento dei candidati in una rosa in ordine alfabetico di soggetti idonei, senza dar luogo alla formazione di graduatoria». Due elenchi, invece, creano di fatto una graduatoria, secondo gli avvocati amministrativisti. «Queste due liste espongono la procedura al fondato rischio di essere annullata», dicono.

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