L’imprenditore Giovanni Parisi scrive al sindaco Firetto. Riceviamo e pubblichiamo

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Caro Sindaco Lillo Firetto,

Ho letto il riassunto della sua relazione ai sindaci intervenuti oggi al convegno ANCI. E alla luce di essa vorrei fargli alcune domande alle sue affermazioni. In sintesi:

Con i beni culturali si mangia? Cosa si mangia sig. Sindaco?

Si creano famiglie? Quante famiglie si sono create?

Si creano buone prassi? Quali prassi?

Caro Sindaco,  la creazione di cinquanta posti di lavoro a circa mille euro al mese presso la cooperativa che gestisce il parco, le sembrano la soluzione della più grave crisi economica e sociale che ha colpito la nostra città con un indice di disoccupazione giovanile tra le più alte al mondo?

Si è passati da 500mila visitatori a un milione di visitatori nella valle dei Templi, ma per quale piano di marketing da lei applicato? ha considerato che oltre 250mila sono ingressi gratuiti?

Quale è il processo straordinario di crescita della città e del territorio? E’ forse  la chiusura di oltre 250 attività commerciali in città tra cui solamente in via Atenea almeno 70 e di di centinaia di imprese?

Quale è la crescita esponenziale della città?  l’apertura di 700 B&B negli ultimi 10 anni?

Mi dica quale è l’offerta integrata multimediale per il turista che prima non esisteva e che oggi ancora non è ancora pronta per ammissione degli stessi creatori?

Mi spieghi il perche la nostra città è un modello da segnalare o meglio imitare?

Quali sono gli elementi essenziali del modello turistico e di crescita se alla città manca di tutto come offerta turistica.

Cosa offriamo al turista che normalmente soggiorna una sola notte al massimo due?

– Offriamo la via Atenea squallidissima con oltre i due terzi dei negozi chiusi.

– Offriamo un lungomare privo di un minimo di manutenzione del verde.

– Offriamo le strade piene di buche molte delle quali vietate al traffico delle moto.

– Offriamo un centro storico cadente diruto sporchissimo e in larga parte disabitato.

Offriamo il meraviglioso Viale della vittoria al buio e squallido poiché nessuno cura la manutenzione degli alberi e nessuno ha mai sistemato le aiuole.

– Offriamo il viale Leonardo Sciascia la strade degli alberghi e dei grandi negozi devasta in tutti i sensi, con marciapiedi devastati dalle incurie, con gli alberi rinsecchiti, la i rifiuti e l’erbacce che fanno da contorno insiemi a recipienti di amianto abbandonati e tanti altri rifiuti.

Non offriamo nulla per dare interesse ad una permanenza più lunga di almeno altri 2 giorni che moltiplicherebbe in maniera esponenziale l’intera economia.

Non facciamo nessun “marketing” per portare i turisti anche nei mesi fuori stagione.

Ci accontentiamo di qualche evento “parrocchiale” realizzati da volenterosi artisti locali,  spacciati per eventi di levatura internazionale.

Non esiste nessun progetto strutturale per la creazione di infrastrutture necessarie all’accoglienza dei turisti.

Quali sono le attivita culturali legati al turismo a parte quelli organizzate molto diligentemente dalla Diocesi.

Non esiste neanche una seria cartellonistica realizzata meno di 2 anni fa che prevedeva attraverso un sito con l’utilizzo del QR code uno strumento informativo per i turisti.

Non esiste nemmeno un opuscolo in varie lingue per aiutare i turisti a conoscere la città

Non esiste un serio “incoming comunale” con il quale dare assistenza ai turisti.

Non esiste nemmeno l’assessorato al turismo.

La città non  può fare leva  solo sulla valle ben  gestita da Parco si devono dare al turista diversi elementi distintivi di spessore per accoglierli non solo nelle strutture B&B nate come funghi spesso per dare una sorta di lavoro ai figli disoccupati senza alcuna esperienza in merito e che chiudono il bilancio spesso in pareggio.

La città non può far leva al lavoro di una cooperativa di giovani molto professionali e determinati a gestire l’accoglienza e la promozione del centro storico.

Tra i tanti fallimenti analizzati, va rilevato che non esiste e non è mai esistito “il centro commerciale naturale” e nemmeno nessun tipo di intervento del cosiddetto “Distretto Turistico”

Sig. sindaco, un serio modello turistico di questa città non esiste e non è un modello da esportare questo non è un modello da imitare.

La città è abbandonata a se stessa e al lavoro serio ed onesto a macchia di leopardo di alcuni operatori turistici e commerciali che riescono a far qualcosa con tanti sacrifici e pochi risultati economici di rilievo.

Si chiedono sempre ai soliti noti vari interventi di protagonismo civico per sistemare alcune criticità di ordinaria amministrazione.

Non esiste nessun piano di trasporto degno di una città turistica. dal villaggio Mosè, la zona degli alberghi e dei grandi negozi passa un autobus urbano ogni 80 minuti e termina ad orari che non consentono ai turisti una più lunga permanenza in città o a san Leone.

Mi dispiace caro Sindaco averlo tediato con le mie domande che non sono frutto di fatalismo o di negatività, le scrive una persona che per venti anni ha fatto qualcosa per la città, quasi sempre investendo di tasca propria e non facendo mai parte di alcun cerchio magico che utilizza solo ed esclusivamente fondi pubblici per fare qualcosa.

Chiudo con un’ultima domanda: Ma quali sono stati in quattro anni gli interventi fatti, tanto declamati in campagna elettorale e soprattutto che fine hanno fatto i progetti PUM e tanto altro sempre illustrati in decine di tavole rotonde e altro

Cordiali saluti

Giovanni Parisi

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One Thought to “L’imprenditore Giovanni Parisi scrive al sindaco Firetto. Riceviamo e pubblichiamo”

  1. Osservatore

    Credo che i mali di cui parla Parisi vengano da lontano riguardino la struttura socio-culturale agrigentina e, pertanto, neanche Superman in 4 anni avrebbe potuto fare da solo un cambiamento di mentalità.
    Di contro penso che gli argomenti siano tutti realistici e che per poter immaginare di metterci mano sia necessario per Firetto come per qualunque altro leader attorniarsi di professionisti di altro spessore. La domanda a questo punto è: come si prendono i voti in una società così se gli incarichi vengono attribuiti per competenza?

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