“La cricca delle invalidità”, tutti muti tranne Cammalleri

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L’inchiesta sulle false invalidità: si sono avvalsi della facoltà di non rispondere al giudice tutti gli indagati tranne il medico di Cattolica Eraclea, Rosario Cammalleri. I dettagli.

In occasione dell’interrogatorio di garanzia innanzi al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo, il medico di Cattolica Eraclea, Rosario Cammalleri, 74 anni, arrestato martedì scorso 20 giugno dalla Guardia di Finanza, capitanata dal colonnello Gianluca Angelini, nell’ambito dell’inchiesta intitolata “Vediamoci chiaro”, ha ammesso di essere stato parte della “cricca” delle false invalidità civili concesse dietro pagamento di “mazzette” e non solo. Lui, indagato di corruzione per avere redatto i certificati sanitari falsi e di essere stato intermediario tra gli aspiranti invalidi e le Commissioni di valutazione, ha risposto alle domande del giudice Clelia Maltese e del sostituto procuratore Felice De Benedittis, titolare delle indagini coordinate dal procuratore aggiunto Paolo Guido. Gli altri indagati si sono avvalsi invece della facoltà di non rispondere, compresa la presunta punta del compasso della “cricca”, ovvero Agostino Genova, 70 anni, di Partinico, dirigente, in pensione dal 31 dicembre scorso, dell’Ufficio invalidi civili dell’Azienda sanitaria provinciale di Palermo, e presidente della prima Commissione invalidi civili.

Il medico Cammalleri, assistito dall’avvocato Raffaele Bonsignore, ha raccontato di essersi occupato, in contatto con Agostino Genova, di predisporre le documentazioni sanitarie dei candidati ai benefici legati alle invalidità, alle indennità di accompagnamento per gravi patologie, alle procedure per ottenere le agevolazioni della legge 104, ossia la tutela economica delle persone con disabilità e i permessi di assenza dal lavoro ai familiari che prestano assistenza.

A casa di Genova e di Cammalleri sono stati trovati soldi in contanti per centinaia di migliaia di euro, orologi preziosi, e una sessantina di carte postepay dove sarebbero stati versati i compensi dai corruttori ai corrotti. Le tariffe della corruzione sarebbero state comprese tra i 250 e i 1000 e oltre euro in base alle prestazioni, oppure sarebbero state pretese le prime mensilità dei benefici o parte degli arretrati riconosciuti ai neo invalidi, oppure ancora altre utilità, come gioielli. Cammalleri ha indicato Genova come colui che ha orchestrato le truffe e come collettore delle tangenti in quanto a capo della Commissione invalidi civili.

Oltre Genova si sono avvalsi della facoltà di non rispondere anche gli altri quattro arrestati indagati per corruzione: Carlos Battaglia, 58 anni, venezuelano residente a San Giuseppe Jato, poi Calogero Randazzo, 48 anni, e Pietra Di Fiore, 70 anni, rappresentanti di un patronato Caf a San Giuseppe Jato, e Tiziana Guadalupi, 52 anni. Nel frattempo sono al setaccio le invalidità concesse dalla Commissione capeggiata da Genova al fine di stanare i falsi invalidi e i beneficiari di agevolazioni sociali varie. E l’Azienda sanitaria provinciale di Palermo ha annunciato che si costituirà parte civile contro l’ex dipendente Agostino Genova. La direttrice, Daniela Faraoni, ha affermato: “Siamo indignati e disgustati a leggere il contenuto delle intercettazioni pubblicate dai giornali, ma soprattutto siamo indignati da quanto emerso dall’inchiesta. Ci costituiremo in tutte le sedi a tutela dell’immagine e dell’onorabilità dell’Azienda sanitaria di Palermo”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

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