Firetto: “Sistema sanitario siciliano carente”

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“La situazione sanitaria in provincia non è lieve. Purtroppo  di nuovo. La quarta ondata era stata prevista. Che cosa è stato fatto per essere pronti ad affrontarla? Che cosa non è stato fatto è conseguenza attuale. Come funzionano le  Unità speciali di continuità assistenziale?”

Lo dichiara il conaisgliere comunale di Agrigento Lillo Firetto che continua: “Centinaia di famiglie si ritrovano a casa a dover gestire praticamente da sole l’emergenza, nonostante abbiano tempestivamente attivato la registrazione sul portale dedicato dell’Asp. Giorni in inutile attesa per il tampone molecolare. La quarantena ha tempi imprecisati. Ci si affida al medico curante o all’improvvisazione o al fai da te, e nel frattempo si diffonde la voce, pericolosissima, che convenga non registrarsi, dopo il tampone rapido, per non subire una quarantena più lunga del previsto. Quanto è probabile che circolino soggetti con scarsi sintomi o nessun sintomo o in convalescenza? La situazione è fuori controllo in tutta realtà. Per fortuna la maggioranza dei cittadini contagiati segue le regole,  o almeno vorrebbe seguirle: numero verde che non risponde, informazioni poco chiare o contrastanti, chili di spazzatura accatastata sui balconi, perché nessuno viene a ritirarla. Tutto quel che nel periodo del primo lockdown era stato garantito, sembra saltato del tutto. Ultime notizie riferiscono di una crescita esponenziale del numero di bambini e ragazzi sotto i 18 anni contagiati, proprio a ridosso della riapertura delle scuole. Il ritorno alla DAD dovrebbe essere l’unica via tracciabile, tutto a danno dei nostri ragazzi. Di chi è la colpa? Solo del virus? Questo quadro allarmante chiama in causa i sindaci, che dovrebbero preoccuparsi di sollecitare le strutture preposte alla gestione dell’emergenza ad intervenire per la raccolta dei rifiuti, per il tracciamento, per la verifica dei contagi. Tanto, troppo sfugge ai servizi di prevenzione. Il numero di contagi credo sia molto lontano da quello delle tabelle Asp. Bene fanno alcuni sindaci della provincia a consigliare di non uscire di casa se non è strettamente necessario. “State a casa” dicono ai loro concittadini. I dirigenti scolastici, che vivono momenti di grande apprensione, hanno tutta la mia solidarietà, così come i medici di famiglia, costretti a supplire come possono a un sistema sanitario carente di servizi e di comunicazione, e tutto il personale ospedaliero da troppo tempo sotto pressione. Qual è la situazione reale negli ospedali? Quante persone continuano a morire non di Covid ma a causa del Covid perché non riescono a ricevere la necessaria assistenza? Che sistema sanitario è mai questo che la Regione Sicilia si vanta di avere? Non ci sono più alibi. Dal marzo 2020 è trascorso tanto di quel tempo e un tal fiume di denaro per sopperire all’emergenza, che non si sono più scuse”.

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