Favara, Palumbo e Schembri modelli di una dittatura sfascista, staliniana e di bassissima caratura amministrativa

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Brutta storia a Favara. Torniamo ad occuparci dell\’attività amministrativa guidata dal sindaco Antonio Palumbo, forse eccedendo in comportamenti tipici stalinisti ai quali avrebbe dato una certa importanza solo quella informazione \”libera\” che si chiama Pravda.

Ma Favara non è Mosca, nè tantomeno San Pietroburgo; Favara è libera, non appartiene all\’URSS. Quei tempi sono sostanzialmente (ribadiamo sostanzialmente) finiti per lasciare il posto a nuove ere e nuove vedute.

Favara è in Italia, in Sicilia, in provincia di Agrigento dove la libertà la si respira camminando per le strade. Altro che dittatura! I tempi sono cambiati, metodi e spunnapedi della peggiore specie sono stati spazzati via. Insomma, il \”mutismo e rassegnazione\” è solo un brutto ricordo.

Per tantissimi ma non per tutti. Palumbo, a fronte di un voltafaccia nei confronti dei cittadini senza precedenti (che lo hanno votato con grande entusiasmo). Un piccolo dittatore dei poveri che, con pervicacia continua a fare i cazzi propri mentre la città che lui amministra affonda inesorabilmente.

Non risponde a nessuno, non risponde al popolo, non risponde ai consiglieri comunali e soprattutto non risponde alla stampa, unico canale di intercessione tra lui e il popolo sovrano che, lo ripetiamo, lo ha catapultato li in quel posto dove lui è convinto con i suoi silenzi e i suoi minni futtu di tutti… possa continuare ad andare avanti senza alcun ostacolo.

Si mette a cazzeggiare su facebook e pensa che quella pagina sia il verbo, la veritas, il cammino corretto. Ma quando mai sindaco! Più della metà di favaresi ti hanno votato ed è a loro che devi dare conto e regione. E quando c\’è l\’organo competente (i consiglieri di opposizione) che segnalano criticità abnormi contro un pezzo della sua amministrazione, e cioè un assessore che si è distinto di più per i danni che ha fatto principalmente erariali che per brillantezza amministrativa, Palumbo pensa di stare alla vecchia Leningrado, dove mutismo e rassegnazione imperavano senza ostacoli.

Palumbo, ma dove credi di essere? Pensi il Palazzo di Città sia casa tua che puoi addomesticare (anche con la dittatura) a tuo piacimento? Ti sbagli Palumbo, ti sbagli. Vedi che prima o poi farai stancare già la stanchissima gente di Favara e poi i calci nel culo metaforici saranno davvero tanti. Non aspettare che si arrivi a tanto.

Palumbo, non puoi sottacere le enormi minchiate che fino ad oggi ha portato avanti un tuo assessore, da nessuno votato e da te soltanto voluto. E se davvero il Consiglio comunale non può sfiduciare un assessore, a prendere la palla in mano dovresti essere tu, conscio delle minchiate spaziali operate dal tuo assessore e prendere immediatamente provvedimenti seri e decisi.

Chi piange, oggi, è solo la città, quella enorme fetta di cittadini che oggi vorrebbe tagliarsi quella mano che ha messo la ics sul tuo nome. Come si fa a tenere ancora seduto un classico \”buttafuori\”, un operatore amministrativo al di sotto di ogni qualità e sospetto? Si, buttafuori. Ha fatto scappare ben 5 tecnici, stanchi di dover dire signor si quando il no era imperativo! E il sindaco, cosa fa? Aumenta l\’aggravio di spese contro i cittadini che l\’hanno votato, e paga un altro tecnico esterno il quale ancora non si è fatto ancora nè riconoscere nè mostrarsi all\’altezza di sostituire i 5 scappati via.

Sindaco, non sei a casa tua. La città piange, soffre, muore lentamente, e tu sei stato chiamato per essere un buon medico capace di saper curare le piaghe di una città già abbondantemente ferita.

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E poi lo stesso assessore Emanuele Schembri (non ce ne voglia se siamo decisi e forse anche duri), non si rende conto egli stesso di non aver fatto una mazza pur avendo in mano (si fa per dire, perchè Palumbo non fa respirare i propri assessori) l\’assessorato più importante di tutta l\’amministrazione? Quel volano, quel motore centrale che doveva, e sottolineiamo doveva, far ripartire le sorti di Favara. Perchè Schembri, degno figlioccio dello stalinista Palumbo, non tira fuori quel rigurgito di dignità e si mette da parte, visto e considerato che lo stesso dittatore dei poveri preferisce affossare una città invece di professare il mea culpa per dire: \”Sbagliavu!\”

Qualcuno si aspetta un gesto così nobile da parte del primo cittadino?

La mozione presentata da ben 11 consiglieri (ma come cazzo si fa a non rispondere a metà Civico consesso) è di una gravità inaudita. E gli staliniani dei poveri Palumbo e Schembri fanno finta di nulla.

Ai consiglieri che segnalano il disastro portato avanti dall\’assessore Schembri suggeriamo di cambiare via e trovare altre soluzioni atte ad impedire che Schembri possa sedere ancora un giorno in più in quella sedia che non gli appartiene certamente. Schembri deve andare a casa, è un disastro, il fallimento totale che rispecchia l\’attività di una amministrazione confusa, incapace, stalinista e dittatoriale. Possibilmente brillerà in altre attività, ma con il Palazzo di Città è sciarriatu di lungo corso. Ma davvero si può essere così attaccati ad una sedia impupata solo ed esclusivamente dal sindaco?

Favara non è Mosca, Leningrado o appartiene all\’URSS. Favara è dei favaresi, di quella gente onesta che vorrebbe vivere in una dimensione normale, come le altre.

Palumbo, e dai, tiralo fuori anche tu un briciolo di dignità!

 

 

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