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Sono già oltre 600 gli insegnanti iscritti al corso di formazione online: “Didattica a distanza: video tutorial per orientarsi fra app e piattaforme”, realizzato da realizzato da Fastweb su impulso di Regione Siciliana, disponibile gratuitamente per i docenti di degli istituti scolastici di ogni ordine e grado. Il corso di video lezioni rimarrà a disposizione sul sito di Fastweb Digital Academy (www.fastwebdigital.academy) anche per i prossimi mesi, con l’obbiettivo di fornire un efficace strumento di aggiornamento, approfondimento e di affiancamento degli insegnanti nelle attività di didattica digitale.

«Solo ad un paio di settimane di distanza dal lancio della piattaforma – dichiara l’assessore all’istruzione, Roberto Lagalla – l’iniziativa ha riscontrato subito grande interesse nel mondo della scuola, raccogliendo un elevato numero di iscritti. Questo conferma l’importanza di un’iniziativa volta sostenere la formazione dei docenti, fornendo loro strumenti pratici, fruibili on demand e capaci di accrescere le loro competenze in ambito digitale. La sfida che il mondo della didattica è stata chiamata ad affrontare negli scorsi mesi è stata imprevista e complessa, ritengo sia utile, in vista della ripresa nel nuovo anno scolastico, a sostenere azioni in grado di contribuire a ridurre il divario delle conoscenze digitali e sostenere la DAD come attività complementare ed integrativa a quella della didattica tradizionale, come previsto dalle linee guida sulla ripresa delle attività scolastiche diffuse ieri dalla task-force regionale».

Si tratta di un corso di video lezioni, ciascuno della durata di circa 8 minuti, integrato da uno specifico manuale di approfondimento. Nella prima lezione vengono presentate alcune tra le piattaforme più utilizzate per la realizzazione di video lezioni e sono esaminate le loro principali caratteristiche e funzionalità mentre nella seconda lezione si presentano alcune tra le piattaforme più utilizzate per la gestione dalla didattica. Nella terza, vengono invece presentati Facebook Gruppi e Whatsapp Gruppi come strumenti in grado di migliorare l’interazione tra le community delle aule scolastiche mentre il quarto tutorial è dedicato agli applicativi speciali in grado di rendere più interattiva e fruibile l’esperienza di apprendimento a distanza per gli studenti. Il quinto ed ultimo video conclude il percorso formativo spiegando alcune delle principali tecniche per rendere più accattivanti e coinvolgenti le presentazioni digitali.

Entro il 20 luglio le offerte dei soggetti interessati al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti

Sono tre le manifestazioni di interesse pervenute alle ore 24 di ieri a chiusura della  procedura finalizzata alla presentazione delle offerte per il noleggio di unità navali per accogliere – nell’ambito delle misure per prevenire la diffusione del virus Covid-19 – i migranti destinati a un periodo di quarantena dopo essere sbarcati sulle coste italiane.

Nell’ambito della determina a contrarre definita dal soggetto attuatore – il capo dipartimento Libertà civili e Immigrazione del ministero dell’Interno, Michele di Bari, che ha già ottenuto l’assenso del commissario per l’Emergenza Covid 19 Angelo Borrelli – il responsabile del procedimento del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Mauro Coletta, invierà in giornata la richiesta di offerte ai tre soggetti interessati che dovranno rispondere al Mit entro le ore 12 di lunedì 20 luglio.

A seguire si  riunirà l’apposita commissione i cui esiti saranno comunicati nella stessa serata di lunedì 20 luglio.

“Oggi possiamo dire, con razionale ottimismo, che l’aeroporto di Trapani-Birgi può uscire dalla condizione di assoluta emergenza in cui si trovava. Per lo scalo trapanese si apre una prospettiva positiva. Puntiamo a raggiungere un milione di passeggeri”. Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha aperto così la conferenza stampa, tenuta questa mattina a Palazzo Orleans insieme al presidente di Airgest Salvatore Ombra, sulle prospettive del “Vincenzo Florio”.
All’incontro con i giornalisti erano presenti, tra gli altri, l’assessore alle Infrastrutture e trasporti Marco Falcone, al Turismo Manlio Messina, alle Attività produttive Mimmo Turano e la deputata trapanese all’Ars Eleonora Lo Curto. Per Airgest, la società di gestione dell’aeroporto, erano presenti il consiglio di amministrazione composto da Carmen Madonia e da Saverio Caruso, il direttore generale Michele Bufo e il responsabile amministrativo Dario Sorbello.
“Abbiamo trovato lo scalo Trapani in una condizione agonizzante – ha sottolineato Musumeci – ma non siamo qui per individuare le responsabilità ma per dirvi che il lavoro dell’attuale gestione Airgest sta portando risultati importanti”. Poi l’affondo sull’abbandono dello scalo trapanese da parte della compagnia di bandiera. “Alitalia si è comportata in maniera assolutamente scorretta.
Una compagnia che sta in piedi con i miliardi tirati fuori dalla tasca dei cittadini italiani non può agire nel modo in cui ha fatto – ha detto il presidente della Regione -. Noi ci auguriamo che da parte del governo nazionale arrivi una presa di posizione decisa su Alitalia o sulla nuova compagnia che si pensa di mettere in piedi. Obiettivamente la Sicilia nelle strategie nazionali è stata trattata assai male”.
Salvatore Ombra è entrato nello specifico della situazione attuale e del futuro del “Vincenzo Florio”. “Grazie alla gara ex legge regionale 14/19, con la quale sono stati stanziati oltre 9,4 milioni per incentivare la presenza di vettori aerei, secondo la normativa comunitaria, e incrementare le rotte dallo scalo di Trapani – ha spiegato il presidente di Airgest – per i prossimi anni a Birgi saranno presenti due vettori aerei, la irlandese Ryanair per una quota maggiore e per un triennio di operatività con una stima di oltre 2 milioni di passeggeri, e Albastar per un periodo di 12 mesi. Ciò consentirà allo scalo di traguardare oltre un milione di passeggeri annui”.
L’aeroporto di Trapani si candida così a diventare, non soltanto una base importante per i voli privati, “ma anche uno dei sei scali europei nei quali si potranno disassemblare gli aerei giunti a fine vita”, ha rivelato il manager.
Nel futuro del trasporto aereo siciliano, hanno ribadito Musumeci e Ombra, c’è la creazione di due sistemi aeroportuali: uno per la Sicilia orientale e l’altro per quella occidentale.

Il dott. Marcello Viola (originario di Cammarata – AG), con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impdiduglia, ha impugnato innanzi al TAR Lazio i provvedimenti con i quali il dott. Prestipino Giarritta è stato nominato Procuratore della Repubblica di Roma.
Con il ricorso, gli avv.ti Rubino e Impiduglia hanno sostenuto come il CSM avesse illegittimamente revocato l’originaria proposta di conferimento al dott. Viola dell’incarico di Procuratore di Roma , a seguito di un procedimento penale (della Procura della Repubblica di Perugia) relativa alle condotte del magistrato Luca Palamara e di taluni componenti del CSM.
Con il ricorso, è stato, in particolare, sostenuto come la revoca della precedente proposta di conferimento dell’incarico fosse stata adottata pur essendo stato acclarato dallo stesso CSM il “mancato coinvolgimento” del dott. Viola rispetto al suddetto procedimento penale e come quest’ultimo fosse “parte offesa rispetto alle macchinazioni o aspirazioni di altri”.
Con il ricorso è stato, altresì, rilevato come il giudizio di prevalenza espresso nei confronti del dott. Prestipino Giarrita (motivato sostanzialmente sul maggiore radicamento territoriale di quest’ultimo) fosse viziato sotto svariati profili, avendo, tra l’altro, il CSM omesso di valutare i numerosi titoli e le importanti esperienze vantate dal dott. Viola e non avendo tenuto conto che il dott. Prestipino può vantare solo funzioni semidirettive (quale Procuratore Aggiunto presso le Procure di Reggio Calabria e di Roma) a fronte delle funzioni direttive svolte dal dott. Viola (che è stato Procuratore della Repubblica a Trapani ed è attualmente Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Firenze).
Con il ricorso si è, infine, sostenuto che il CSM avrebbe errato nel ritenere prevalente l’esperienza del dott. Prestipino Giarrita in materia di criminalità organizzata, senza tenere adeguatamente conto delle esperienze del dott. Viola quale Procuratore della Repubblica di Trapani, quale componente della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo e quale GIP presso il Tribunale di Palermo.
Anche i dott.ri Giuseppe Creazzo (Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Firenze) e Frrancesco Lo Voi (Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo) hanno proposto, innanzi al TAR Lazio, autonomi ricorsi giurisdizionali avverso la nomina del dott. Prestipino Giarrita.
Il dott. Prestipino Giarritta, difeso dal Prof. Avv. Massimo Luciano, dall’Avv. Piermassimo Chirulli e dall’Avv. Patrizio Ivo D’Andrea, si è costituito in giudizio chiedendo il rigetto dei suddetti ricorsi.
Il Presidente del TAR Lazio ha già fissato per l’udienza del 16.12.20 i ricorsi proposti dai dott.ri Viola, Creazzo e Lo Voi.
Nella suddetta udienza il TAR si pronuncerà sulla richiesta di annullamento della nomina del dott. Michele Prestipino Giarritta quale Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma.

“Ieri è stato pubblicato un nuovo avviso, con procedura accelerata, per il noleggio di navi da adibire alla sorveglianza sanitaria, che prevede la presentazione di offerte entro domani 16 luglio”. Lo ha detto la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, durante il question time alla Camera. “Nel frattempo – ha ricordato – la nave Moby Zazà, ormeggiata a Porto Empedocle, continuerà ad essere impiegata come struttura per la quarantena fino alla conclusione del periodo di sorveglianza obbligatoria”.

Il costo delle navi-ospedale
Il costo tra le navi per le quarantene dei profughi è molto diverso, e ben più alto, di quelle delle strutture individuate a terra per lo stesso motivo. Come rileva l’Agi, lo Stato italiano, sia nell’uno che nell’altro caso, si è trasformato in affittuario, pubblicando tra aprile e luglio diversi avvisi per manifestazioni di interesse da parte dei privati. In base all’avviso del ministero dei Trasporti del 13 luglio e in scadenza il 16 luglio prossimo, una nave costerà circa 4.037.475 euro, oltre Iva, per i 101 giorni di esecuzione dell’appalto. Tale costo è costituito «da un corrispettivo a corpo ed uno a misura». Il «corrispettivo a corpo tutto compreso» si riferisce al noleggio della nave, che «dovrà stazionare in rada e potrà essere chiamata a spostamenti sulla base di esigenze connaturate al servizio prestato». Il «corrispettivo a misura» si riferisce al numero di migranti, può variare e ha come parametro 285 persone, di cui 250 migranti, per un periodo di 101 giorni, fino al 31 ottobre 2020. «Tale corrispettivo – si legge nell’allegato tecnico del bando – sarà corrisposto in funzione del numero di migranti effettivamente ospitati». Il grosso del costo complessivo risiede nel «corrispettivo a corpo», ovvero 3.030.000 euro; il corrispettivo «a misura» ammonta a 1.007.475 euro oltre Iva. Il costo delle strutture a terra, in base agli avvisi pubblicati dal ministero dell’Interno, è di 30-40 euro al giorno per profugo, desunto da bandi pubblicati da diverse prefetture. Si tratta di strutture con una capienza da un minimo di 50 posti a un massimo di 151 o quanto definito dall’Asp locale. Facendo un paragone tra i costi delle due opzioni – nave e strutture a terra – emerge con chiarezza la sproporzione: moltiplicando 40 euro (la punta alta del range per le strutture a terra) per il massimo del numero consentito di migranti e team di assistenti in una nave (285) si ottiene 11.400, che moltiplicato per 101 giorni di affitto dà 1.151.400 euro. Ovvero ben al di sotto dei 3.030.000 del corrispettivo «a corpo» dovuto come costo fisso per la nave, un milione di euro al mese.

«L’aeroporto di Trapani Birgi naviga oggi in acque più sicure per la sinergia tra Regione siciliana e Airgest, appena la situazione sarà stabile avrà senso parlare della creazione di due soli poli aeroportuali siciliani”. È la sintesi dell’incontro, fissato ad un anno dall’insediamento di Salvatore Ombra, scelto dal presidente Nello Musumeci alla guida della società di gestione dell’aeroporto Vincenzo Florio che si è svolto a Palazzo D’Orleans per comunicare l’esito della gara ex legge regionale 14/19 con la quale la sono stati stanziati oltre 9,4 milioni per incentivare la presenza di vettori aerei, secondo la normativa comunitaria, e incrementare le rotte dallo scalo di Trapani Birgi per i prossimi anni.

Presenti oltre ai vertici della Regione siciliana e di Airgest, l’assessore al Turismo, Manlio Messina, ai Trasporti, Marco Falcone, alle Attività Produttive, Mimmo Turano e la deputata trapanese regionale Eleonora Lo Curto. Per Airgest presente il consiglio di amministrazione composto da Carmen Madonia e da Saverio Caruso, il direttore generale Michele Bufo e il responsabile amministrativo Dario Sorbello.

L’aggiudicazione del bando legato ai fondi della Regione siciliana

Le risorse del bando sono state aggiudicate a due vettori aerei, la irlandese Ryanair per una quota maggiore e per un triennio di operatività con una stima di oltre 2 milioni di passeggeri e Albastar per un periodo di 12 mesi che consentiranno allo scalo di traguardare oltre un milione di passeggeri annui. «Ciò ha consentito – sottolinea il presidente Salvatore Ombra – alla società Airgest di competere nell’ambito degli incentivi ai vettori ad armi pari con i restanti scali nazionali, dopo il fallimento dei tentativi espletati negli anni pregressi con le procedure di gara per la promozione territoriale ex LR 24/16».

Airgest ha così costruito e messo in atto, con il fondamentale sostegno del socio di maggioranza, Regione siciliana, una serie di complessi adempimenti che hanno portato prima alla stipula di una Convenzione con il dipartimento regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo che ha permesso di utilizzare somme stanziate dal governo Musumeci lo scorso agosto e quindi l’espletamento di una nuova, efficace e trasparente procedura ad evidenza pubblica che in data 14 luglio ha visto la partecipazione e l’aggiudicazione dei due importanti vettori, Ryanair e Albastar.

I progetti tecnici presentati dai due vettori sono stati sottoposti alla verifica del MEO test,  dimostrando la redditività dell’operazione, e quindi il rispetto della normativa comunitaria. Tale misura si somma alla già nota operatività dello scalo ed al prossimo avvio della Continuità territoriale, con sei rotte finanziate dalla Regione e dal governo nazionale a partire dal 1° novembre.

Il deputato alla Camera Rosalba Cimino in seguito all’ordinanza regionale del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, che ordina di far effettuare ai migranti che arrivano con le Ong una quarantena sulle stesse navi di approdo, precisa che il Governo sta continuando a lavorare per far fronte all’emergenza. «Dopo una prima gara andata a vuoto per una nuova nave traghetto da collocare tra Sicilia e Calabria, stiamo agendo attraverso una nuova gara urgente che permetta di trovare una imbarcazione che sostituisca la Moby Zazà». Il deputato siciliano, componente del Comitato Schengen ribadisce che il Governo sta lavorando per garantire la sicurezza dei cittadini. «In questo momento – spiega Cimino – non occorre fare propaganda sui migranti: la sicurezza loro e dei cittadini siciliani è garantita attraverso un controllo serrato. Chi arriva viene sottoposto a tampone e viene poi ricollocato solo dopo la quarantena effettuata sulla nave, in tutta sicurezza». Intanto, la componente ricorda che proprio in questi momenti la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese è a Tripoli per discutere dei flussi migratori. «Ieri -spiega Cimino – il ministro ha assicurato che c’è massima attenzione alla tutela della sicurezza dei cittadini, siciliani e calabresi in particolare».

La procura di Palermo sta valutando l’apertura di una indagine dopo la violenta alluvione che ieri ha messo in ginocchio la città. Decine di auto travolte dall’acqua o rimaste intrappolate nei sottopassaggi della circonvallazione allagati, strade trasformate in fiumi in piena, persone costrette a mettersi in salvo abbandonando le macchine sospinte via dalla pioggia. L’indagine dovrebbe accertare eventuali responsabilità nell’assenza di misure necessarie a prevenire e fronteggiare l’emergenza meteo che, dato non ancora confermato, potrebbe aver ucciso due persone. Non ci sarebbero corpi nel sottopasso di via Leonardo da Vinci dove la bomba d’acqua di ieri ha intrappolato decine di auto. Le macchine, riferisce all’ANSA il capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina, sono state tutte rimosse tranne una. Un’ispezione esterna avrebbe però escluso la presenza di cadaveri a bordo. “I vigili del fuoco – dice Cocina che ha partecipato a una riunione in Prefettura per il coordinamento dei soccorsi – hanno compiuto un grande lavoro per il ripristino della normalità. C’è ancora, nel punto più basso, meno di un metro d’acqua. Il tratto è stato accuratamente ispezionato e non ci sono tracce di persone o di cadaveri che eventualmente galleggerebbero. I lavori proseguono ma siamo ottimisti sull’assenza di vittime”.
Oltre 300 interventi, molti dei quali ancora in corso, e lo sgombero di diverse abitazioni: è questo il bilancio dell’attività svolta da ieri a Palermo dai vigili del fuoco in seguito alla bomba d’acqua che si è abbattuta sulla città e che ha messo a dura prova tutte le squadre in servizio al comando provinciale. I pompieri hanno fatto evacuare diverse palazzine a rischio di crollo tra via Marabitti e via Spedalieri. In alcuni edifici sono presenti delle crepe vistose all’esterno e i residenti non sono riusciti a chiudere le porte d’ingresso. Le squadre dei vigili del fuoco, coordinate dal comandante provinciale Agatino Carrolo, sono impegnate oltre che nei sottopassi di viale Regione Siciliana, dove un testimone ha segnalato che due persone sarebbero rimaste intrappolate all’interno dell’abitacolo di un’auto sommersa dall’acqua e dai detriti, anche nella zona di Baida dove un torrente di acqua e fango ha trascinato diverse vetture per centinaia di metri.

Fino ad ora agli organi di polizia non è stata presentata alcuna denuncia di scomparsa. Il “giallo” potrà essere risolto solo in seguito al dragaggio completo dell’acqua e all’ispezione delle auto.

Disastro: è questa l’unica parola che può descrivere quanto è successo ieri pomeriggio a Palermo. Un disastro climatico, economico, amministrativo ma, per fortuna, non anche umano: l’unica buona notizia è che non sembrerebbero esserci state vittime.

Federconsumatori Sicilia prende atto delle parole pronunciate ieri dal Presidente della Regione Nello Musumeci e da quelle pronunciate oggi in conferenza stampa dal Sindaco di Palermo Leoluca Orlando. Ma prende atto anche delle innumerevoli segnalazioni che arrivano da parte dei cittadini in merito a caditoie otturate e immondizia che galleggiava ovunque.

Che l’evento atmosferico sia stato eccezionale è impossibile da negare: lo dicono i numeri. Ma quello che è successo ieri, molto probabilmente, è stato anche l’effetto di un colossale concorso di colpe in cui tutti gli attori hanno una responsabilità, chi piccola e chi grande: dal cittadino che getta il sacchetto di plastica a terra che va ad ostruire le caditoie, all’Amministrazione Comunale che non è solerte nel ripulirle, dal Centro Funzionale Decentrato-Idro della Protezione Civile Regionale Sicilia che forse ha sottovalutato la situazione meteo, agli innumerevoli enti pubblici coinvolti negli ultimi anni nei blocchi dei lavori dei collettori fognari.

Questo conferma – commenta il Presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosa – che il concetto di tutela del territorio riguarda tutti e non è uno slogan astratto da ecologisti. E se il territorio è la città di Palermo, dove il cemento da decenni vince sul verde pubblico, la tutela è ancor più difficile. Ma ancor più necessaria. Chiediamo un intervento urgente ed efficace della Magistratura – conclude La Rosa – perché solo una inchiesta approfondita potrà stabilire se quel che è successo ieri era realmente inevitabile e se le conseguenze che abbiamo visto non potevano essere mitigate da opportune azioni preventive“.

Un accertamento urgente delle responsabilità, tra l’altro, è necessario anche al fine di stabilire se potranno esserci dei risarcimenti per i danni subiti dai cittadini, chi dovrà pagarli e in che modo e misura. “In città – spiega il Presidente di Federconsumatori Palermo, Lillo Vizzini – ci sono decine di automobili danneggiate, garage e scantinati allagati, commercianti che hanno perso migliaia e migliaia di euro di merce a causa dell’acqua che è entrata in negozio. Molte di queste persone erano già in forte difficoltà a causa del recente lockdown e ora si ritrovano con danni enormi e senza alcuna assicurazione che li copra. Chi pagherà per tutto ciò?“.

Infine, Federconsumatori Sicilia non può che ringraziare tutti gli uomini e le donne che, per lavoro o per solidarietà, hanno operato nelle ultime ore per mettere in sicurezza le persone in pericolo e per far tornare la città di Palermo alla normalità.

“La verità sugli ormai immancabili allagamenti di Palermo che mettono a rischio l’incolumità di tutti. I cittadini devono sapere se un semplice spostamento per lavoro o per altre svariate motivazione, foss’anche solo una passeggiata, può trasformarsi in una tragedia in quella che è la  quinta città d’Italia, ma che spesso finisce per essere, per tantissimi versi, la capitale del terzo mondo. Per  questo abbiamo chiesto un’audizione urgente in commissione Ambiente e Territorio dell’Ars, convocando i vertici del Comune di Palermo, sindaco in primis, della Protezione civile, rappresentanti della Regione e di comitati civici”.

 Lo affermano i deputati  del M5S all’Ars Roberta Schillaci e Giampiero Trizzino, che si augurano che la notizia di possibili vittime possa essere smentita.

“Come portavoce all’Assemblea regionale dei miei concittadini – dice Schillaci – sento il dovere di chiedere ampie e dettagliatissime spiegazioni su una vicenda che ieri ha messo in ginocchio la città e non solo nel tratto relativo a via Regione Siciliana. Gli allagamenti a Palermo, purtroppo, sono una tristissima e pericolosa costante e vogliamo sapere quali sono le misure messe in atto o meno per prevenirle ed evitarle, e di chi sono le responsabilità di eventuali omissioni”.

“L’audizione – si legge nella richiesta di audizione  -mira anche ad effettuare una ricognizione sullo stato attuale della principale arteria che collega le autostrade per Palermo e Trapani, alla luce  della eccezionale e inusuale portata d’acqua che potrebbe avere generato cedimenti strutturali, con un focus specifico  sul ponte Corleone, già particolarmente fragile e considerato a rischio”.

All’audizione è stata richiesta la presenza dell’ assessore regionale al Territorio, di quello delle Infrastrutture e Mobilità, del dirigente generale della Protezione civile, del Prefetto, del sindaco di Palermo, dell’assessore comunale alla Mobilità  e di rappresentanti di comitati civici ed associazioni.