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Iniziata la sessione di bilancio all’Assemblea Regionale. I gruppi parlamentari di Cateno De Luca hanno predisposto un centinaio di emendamenti. Saverino e Auteri subentrano a Barbagallo e Cannata.

Dopo l’approvazione del Documento di programmazione economica e finanziaria della Regione, è iniziata la sessione di bilancio destinata a concludersi, almeno secondo le intenzioni, entro l’8 febbraio con l’approvazione delle manovre contabili. Ed è tempo di presentazione degli emendamenti alla finanziaria proposta dal governo Schifani e trasmessa all’Assemblea. I gruppi parlamentari “Sicilia Vera” e “Sud chiama Nord” di Cateno De Luca hanno predisposto un centinaio di emendamenti. Particolare attenzione è stata riservata agli Enti locali con l’introduzione dell’intangibilità triennale dei trasferimenti di fondi dalla Regione che saranno definiti dalla finanziaria. E con ciò anche ulteriori risorse aggiuntive finalizzate al risanamento ambientale e alla rivitalizzazione urbana. Poi altri emendamenti riguardano il finanziamento delle graduatorie per i Comuni e le imprese fuori dai bandi per insufficienza delle risorse disponibili. Un altro emendamento è invece finalizzato al rifinanziamento di tutte le iniziative approvate dal Parlamento siciliano negli anni scorsi con risorse extraregionali tratte dall’agenda europea 2014 – 2020. E Cateno De Luca commenta: “Riteniamo di avere svolto il nostro ruolo di opposizione responsabile che ha bloccato da un lato l’iter procedurale dei disegni di legge finanziari perché avviati in violazione di legge e del regolamento parlamentare non essendo stato approvato preventivamente il Documento di programmazione economica e finanziaria, e dall’altro abbiamo contribuito a fornire spunti strategici al governo Schifani agevolando il percorso parlamentare con la riduzione dei relativi termini di trattazione e proponendo emendamenti utili al mondo delle imprese e alle autonomie locali”. Nel frattempo, dopo che Anthony Barbagallo, del Partito Democratico, e Giovanni Luca Cannata, di Fratelli d’Italia, hanno optato per il seggio al Parlamento nazionale, sono subentrati e si sono insediati all’Assemblea Regionale Ersilia Saverino, prima dei non eletti nella lista Pd nel collegio di Catania, e Carlo Auteri primo dei non eletti nella lista Fratelli d’Italia nel collegio di Siracusa. Ersilia Saverino è attuale presidente dell’Assemblea provinciale del Pd di Catania, ed è stata anche consigliere comunale nella città etnea. Carlo Auteri è un imprenditore dello spettacolo, vicino all’ex assessore regionale al Turismo Manlio Messina. Nell’ottobre del 2021 si è presentato alle elezioni a sindaco di Sortino, in provincia di Siracusa, piazzandosi secondo.

Giuliana Miccichè

Lavori in corso dopo l’arresto: al setaccio reperti documentali di Messina Denaro ritenuti preziosi, tra cui un’agenda e dei ‘pizzini’ con numeri, nomi e sigle. Scoperto vuoto un terzo covo.

A Campobello di Mazara, nel primo covo di Matteo Messina Denaro, in vicolo San Vito 4, dove ha abitato dal giugno scorso quando è stato acquistato dal vero Andrea Bonafede, è stata trovata un’agenda, un taccuino. E si è appreso che sono saltati fuori numeri, nomi, sigle, il tutto scritto a mano. Si tratterebbe di una rete di relazioni, anche sentimentali, intrattenute dal boss almeno dal 2016 in poi. Il contenuto sarà decifrato accuratamente. Per i cacciatori di Messina Denaro è un prezioso reperto, così come lo è altra documentazione scoperta, tra cui diversi “pizzini” con nomi, numeri di telefono, spese di viaggio. E nel primo covo i Carabinieri hanno trovato anche un poster con il volto de “Il padrino”, quello interpretato nell’omonimo film da Marlon Brando. Nel frattempo, ancora a Campobello di Mazara, la Polizia ha scoperto un terzo covo del boss, a circa mezzo chilometro dal primo, in via San Giovanni 260, al primo piano. Si tratta di un appartamento vuoto e in vendita. Si è riusciti a trovarlo tramite l’impresa che ai primi di giugno del 2022 ha traslocato nella casa in vicolo San Vito. E’ di proprietà di Giuseppe Pacino, che da anni vive in Svizzera. L’appartamento si trova a un solo civico di distanza dall’abitazione di Giovanni Luppino, l’autista di Messina Denaro per il quale il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo, Fabio Pilato, ha convalidato l’arresto in flagranza. Lui, agricoltore e commerciante di olive, si è difeso sostenendo di ignorare che si trattasse di Messina Denaro, e che l’uomo in auto con lui gli è stato presentato come un cognato di Andrea Bonafede bisognoso di essere accompagnato in clinica per la chemioterapia. Nel capo d’imputazione di Luppino firmato dalla Procura di Palermo si legge: “Nessun elemento può allo stato consentire di ritenere che una figura che è letteralmente riuscita a trascorrere indisturbata circa 30 anni di latitanza, si sia attorniata di figure inconsapevoli dei compiti svolti e dei connessi rischi, ed anzi, l’incredibile durata di questa latitanza milita in senso decisamente opposto, conducendo a ritenere che proprio l’estrema fiducia e il legame saldato con le figure dei suoi stessi fiancheggiatori abbia in qualche modo contribuito alla procrastinazione del tempo della sua cattura che, altrimenti, sarebbe potuta effettivamente intervenire anche in tempi più risalenti. Giovanni Luppino è un soggetto pericoloso. Nonostante l’incensuratezza deve sottolinearsi che l’indagato risulta la persona più vicina allo storico capomafia trapanese su cui forze di polizia giudiziaria e magistratura siano riusciti ad oggi a mettere le mani”. Ancora nel frattempo si ipotizza che Matteo Messina Denaro abbia rinunciato ieri mattina ad essere presente in video-collegamento al processo sulle stragi Falcone e Borsellino a Caltanissetta per sottoporsi alla prima seduta di chemioterapia, in una stanza clinica appositamente allestita a pochi metri dalla sua cella nel carcere de L’Aquila. Tuttavia, nelle ore successive, quando è stato tutto pronto per iniziare la somministrazione, Messina Denaro ha chiesto un altro consulto medico con il primario di oncologia, Luciano Mutti, e la seduta è stata rinviata. E a margine dell’udienza a Caltanissetta, poi rinviata al 9 marzo, il Procuratore generale, Antonino Patti, ha auspicato che Messina Denaro collabori con i magistrati. Le sue parole: “Che collabori lo speriamo tutti, ma nessuno di noi può saperlo. E’ depositario di conoscenze sulla stagione stragista dal ’92 al ’94 ancora oggi non sondate e sconosciute da altri collaboratori”. Anche la Procura di Palermo, nello stesso atto contro Luppino, ha scritto: “Matteo Messina Denaro è verosimilmente custode di verità inerenti le pagine più cupe della storia repubblicana”. E poi sul ruolo di vertice in Cosa Nostra dell’ex superlatitante, e del suo successore, ancora Patti ha aggiunto: “Cosa cambia in Cosa Nostra dopo l’arresto di Messina? Su questi scenari io non saprei che cosa dire, sicuramente non bisogna abbassare la guardia perché io ritengo che negli ultimi tempi Messina Denaro, probabilmente anche fiaccato dalla malattia, potrebbe avere un pochettino abbandonato il campo. Ma sono argomenti su cui ne sappiamo poco, non saprei su questo aspetto”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

“L’editore dello storico quotidiano Giornale di Sicilia ha intenzione di ridurre ulteriormente la presenza dei giornalisti in organico ed eliminare l’edizione del lunedì. Una decisione che colpisce al cuore un pezzo di storia dell’informazione in Sicilia, mettendo a rischio la sopravvivenza di un organo d’informazione fondato nel 1860”. Lo affermano i consiglieri nazionali siciliani della Figec Cisal esprimendo solidarietà ai giornalisti del Giornale di Sicilia che hanno affidato al Cdr un pacchetto di dieci giorni di sciopero, dei quali il primo è scattato subito e impedirà l’uscita del giornale che domani non sarà in edicola.
I consiglieri siciliani della Federazione Italiana Giornalismo Editoria Comunicazione “comprendono l’esasperazione dei colleghi che in questi ultimi anni, con grandi sacrifici personali ed economici, hanno fatto vivere il giornale assicurandone l’uscita nelle edicole tutti i giorni: impresa – sottolinea la Figec – non sempre facile visto il progressivo assottigliarsi dell’organico. Adesso la ricetta proposta è sempre la stessa: ancora tagli, di organico o dell’edizione del lunedì, eventualità che inciderebbe profondamente sulle retribuzioni dei redattori”.
“E dispiace molto – sottolinea la Figec Cisal – la replica al Cdr da parte dell’editore che liquida le rivendicazioni dei dipendenti riconducendo tutto alla dinamiche di una qualsiasi azienda che, come tale, deve rispondere a una esigenza di equilibrio economico-finanziario”.
“È vero, – osserva la Figec Cisal – ma un giornale è anche un prodotto speciale, svolge una sua funzione sociale, parla alla gente che ne misura ogni giorno la credibilità, grazie all’impegno dei suoi giornalisti di cui occorre valorizzare professionalità ed esperienza tenendo fede all’impegno che la confluenza in un unico gruppo editoriale non sarebbe andata a scapito della salvaguardia dei livelli occupazionali. Siamo convinti che, dopo tanti sacrifici, possa essere trovata di comune accordo tra editori e redazione, una soluzione alternativa che non penalizzi ulteriormente i giornalisti, ansiosi di vedere finalmente presentare in piano di rilancio che allontani le nubi oscure sul futuro”.

Lo dicono all’ANSA Piera Maggio e Pietro Pulizzi, genitori di Denise Pipitone, la bambina scomparsa a Mazara del Vallo l’1 settembre 2004. Il territorio di Mazara del Vallo sarebbe nello specchio d’influenza mafiosa del clan di Messina Denaro.

“Siamo convinti – hanno continuato i genitori di Denise – che lui sappia cosa sia successo 18 anni fa, non perché lo riteniamo responsabile del fatto, ma perché non si muoveva foglia sul nostro territorio che non fosse di sua conoscenza a maggior ragione trattandosi di un fatto estremamente anomalo come il rapimento di una bambina che a causa di tutto lo spiegamento delle forze dell’ordine in quel periodo avrà dato non poco fastidio ad alcuni se non allo stesso. Chiediamo un ultimo atto di redenzione da parte sua, a nome di nostra figlia Denise, e nei confronti di tutti quegli innocenti morti ammazzati”.

ANSA

Nell’indagine sulla cattura del boss Matteo Messina Denaro spunta un terzo covo. A scoprirlo, su indicazione di una fonte, è stata la polizia. Si tratta di una abitazione che si trova sempre a Campobello di Mazara paese in cui il capomafia si sarebbe nascosto prima di trasferirsi in vicolo San Vito, dove è stato scoperto ilprimo appartamento del boss. Gli investigatori hanno isolato la zona e sono in arrivo gli uomini della scientifica per repertare ogni elemento utile all’indagine.

Dopo il covo di ieri in un appartamento del centro di Campobello di Mazara gli investigatori erano alla ricerca di un altro possibile nascondiglio. Nel piccolo bunker di via Maggiore Toselli, nascosto dietro il fondo scorrevole di un armadio attaccato alla parete di una stanza,  non sarebbe stato trovato infatti il vagheggiato «tesoro del boss»: né soldi, né i tradizionali pizzini della corrispondenza mafiosa, o addirittura l’archivio di Totò Riina che secondo alcuni pentiti sarebbe stato ereditato da Messina Denaro. Pare ci fossero appunti e qualche carta ancora da interpretare, alcuni monili e pietre apparentemente preziose, pezzi di argenteria, custodie di gioielli e scatole altrettanto vuote.

Non si fermano all’ospedale di Agrigento gli interventi di miglioria strutturale e tecnologica del complesso operatorio. Dopo la recente inaugurazione di una nuova sala chirurgica dotata di apparecchiature di ultima generazione per un investimento di oltre settecentomila euro, la direzione generale ASP, su proposta del Servizio Tecnico aziendale, ha appena approvato il completo rifacimento delle pavimentazioni dell’intero blocco operatorio per eliminare irregolarità del piano di calpestio dovute all’usura e al tempo. Le superfici saranno rivestite con un particolare materiale resinoso che, oltre a risultare idoneo per le sale chirurgiche e per gli ambienti attigui, rappresenta una soluzione tecnica di facile posa e ridotti tempi di lavorazione. Già esperita la gara d’appalto con l’aggiudicazione dei lavori urgenti, per un importo di oltre quarantacinquemila euro, in favore della ditta Pavidur srl di Cianciana. Come già preannunciato dal commissario straordinario ASP, Mario Zappia, la recente inaugurazione della nuova sala operatoria non rappresenta dunque un punto d’arrivo per il complesso operatorio del “San Giovanni di Dio” ma l’inizio di un globale ammodernamento strutturale che, in questa fase, si arricchisce di una nuova, moderna e funzionale pavimentazione.

 

Verso le primarie del Partito Democratico: ad Agrigento si lavora al coordinamento per la mozione Schlein. In proposito si svolgerà una riunione organizzativa sabato prossimo, 21 gennaio, ad Agrigento, nella sede provinciale del Partito Democratico, in via Plebis Rea 25, dalle ore 18:30 in poi. La deputata agrigentina Giovanna Iacono, nominata responsabile della mozione per la Sicilia a sostegno della candidatura di Elly Schlein alla segreteria nazionale del Partito Democratico, afferma: “Si tratta di un incontro aperto a cui sono invitati tutti coloro che in provincia vogliano dare il proprio contributo o che semplicemente vogliano farsi un’idea compiuta in vista dell’importante appuntamento per tutti i tesserati Pd. La mozione pone al centro i temi dell’ambiente, dell’energia, del lavoro e delle disuguaglianze, compresa quella tra Nord e Sud che il governo delle destre vuole ancor di più accentuare con la riforma dell’autonomia differenziata delle regioni”.

Il Capitano Federico Giombetti, dopo oltre 2 anni di servizio a Canicattì, ha ceduto il Comando della locale Tenenza della Guardia di Finanza perché trasferito ad altro incarico. L’Ufficiale, di origini romane, proseguirà la propria carriera in Veneto al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Vicenza. Nel periodo di comando del reparto, il Capitano Giombetti ha ottenuto brillanti risultati in ogni settore di servizio, in particolare in quello tributario. Gli subentra il Sottotenente Gianluca Pizzigallo, che ha terminato il corso di formazione all’Accademia di Bergamo, e proviene da un’esperienza di sei anni al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Trieste. L’Ufficiale, di origini pugliesi, è laureato in Scienze delle Pubbliche Amministrazioni ed in Scienze dell’Economia. Il sindaco di Canicattì, Vincenzo Corbo, afferma: “Nel ringraziarlo per la professionalità e collaborazione dimostrate durante la sua permanenza nella nostra città, auguriamo al Capitano Giombetti una brillante prosecuzione di carriera, e al nuovo Comandante della Tenenza di Canicattì, Sottotenente Pizzigallo, cui va il nostro benvenuto e l’assicurazione di piena e totale collaborazione, un buon insediamento e proficuo lavoro”.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo, Fabio Pilato, ha convalidato l’arresto in flagranza, e si è riservato di decidere sulla richiesta della Procura di custodia in carcere, di Giovanni Luppino, 59 anni, l’agricoltore che alla guida di una Fiat Bravo ha accompagnato lunedì mattina Matteo Messina Denaro alla clinica “La Maddalena”. Luppino si è difeso così: “Non sapevo che fosse Matteo Messina Denaro, solo un pazzo avrebbe potuto accompagnarlo sapendo che si trattava del boss. Mi è stato presentato come cognato di Andrea Bonafede, e l’ho accompagnato perché doveva sottoporsi alla chemioterapia”. Luppino è indagato di procurata inosservanza di pena e favoreggiamento aggravati dal metodo mafioso.