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L’amministratore di un’azienda che commercia casalinghi all’ingrosso, nelle province di Caltanissetta e Catania, nelle dichiarazioni dei redditi per il triennio 2018-2020 avrebbe omesso di dichiarare al fisco entrate per 12 milioni di euro. E’ quanto emerso da un controllo della Guardia di Finanza nissena, che scrive: “L’attività di servizio ed il brillante risultato conseguito, inserendosi nel più ampio dispositivo finalizzato alla repressione degli illeciti di natura economico-finanziaria e alla tutela del settore delle entrate, è dimostrazione del continuo impegno profuso dai militari delle Fiamme Gialle nissene nel contrasto all’evasione fiscale e alla tutela della concorrenza”.

La Guardia di Finanza ha arrestato 13 indagati nell’ambito di un’inchiesta, intitolata “Carta bianca”, coordinata dalla Procura di Caltanissetta. 7 sono in carcere. Gli altri 6 sono ristretti ai domiciliari. Le indagini sono state eseguite su una famiglia destinataria di interdittiva antimafia che avrebbe utilizzato dei prestanome per ottenere contributi europei per l’agricoltura. Le somme erogate ai complici, per oltre 3 milioni di euro, sarebbero state poi intascate attraverso l’emissione di fatture false per operazioni inesistenti. I controlli hanno interessato circa 1.200 ettari di terreni nella zona di Nicosia, in un’area a cavallo tra le province di Enna e Catania. I reati contestati sono: interposizione fittizia, truffa, falso, reimpiego di capitali illeciti, e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, commessi nei territori di Centuripe, Regalbuto, Troina, Adrano, Catania e Randazzo. Sequestrate anche somme di denaro, due società e altrettanti complessi aziendali per un valore equivalente di 3 milioni di euro.

E’ sacrosanto, ad ogni alunno disabile spetta  il suo PEI (Piano educativo individualizzato) Niente di più facile. Proviamo a  immaginare seduti attorno ad un tavolo: il GLO ovvero il Gruppo di Lavoro Operativo (organo scolastico che viene convocato dal dirigente scolastico per ogni alunno con disabilità al fine di definire il suo PEI) le famiglie, i docenti curriculari e di sostegno. L’impegno e la serietà vola rigida e si percepisce. Parlare di disabilità e inclusione scolastica è importante. Improvvisamente il Prof. Giovanni A. tira fuori dalla cartella la sentenza del Consiglio di Stato n.3196 del 2022 che di fatto, ha ribaltato la pronuncia del Tar del Lazio, attraverso la quale veniva sancito l’annullamento dell’intero pacchetto normativo predisposto dal Decreto Interministeriale N. 182 del 29 dicembre 2020. Il PEI è stato al centro dell’attenzione giuridica negli scorsi mesi ribadisce la Dirigente Giulia C. Non dobbiamo dimenticare che in seguito alla sentenza del TAR del Lazio (N. 9795 del 14 settembre 2021), il Ministero dell’Istruzione, un anno fa aveva provveduto ad inviare alle istituzioni scolastiche alcune indicazioni operative. “Abbiamo rispettato la sentenza” tuona Francesco M. DSGA di un Istituto con ben 12 studenti disabili gravi. Ci sono dei dubbi circa la compilazione del “NUOVO PEI”nel quale bisogna inserire la  prospettiva bio-psico-sociale sulla base dell’ICF, una classificazione che mira a descrivere lo stato di salute delle persone in relazione ai loro ambiti (sociale, familiare, lavorativo) al fine di cogliere tutte quelle difficoltà che nel contesto di riferimento possono causare difficoltà.  Rendetevi conto dice nervosamente Umberto C. DSGA del Quartiere Z, dove la dispersione scolastica si “tagghia cu cuteddu” Un importante aspetto riguardante la disabilità e l’inclusione scolastica “annegata” tra MIUR, Consiglio di Stato, TAR, Decreti, ICF e bio-psico-sociale” Poveri figli annuisce Giusy, mamma di una bambina disabile grave, biondissima sempre sorridente e dagli occhi azzurri. Inconsapevole di portare addosso due croci. La retorica dell’inclusione, che governi e altri attori sociali hanno adottato in relazione alla disabilità, maschera una realtà struggente e deludente.

A Licata, nelle campagne, un allevatore di 33 anni ha trovato tre proiettili calibro 38 e un mazzo di fiori secchi davanti ad un suo ovile, in stato di abbandono. Lui ha sporto denuncia al locale Commissariato di Polizia. Informata la Procura di Agrigento. Avviate le indagini. Rilievi della Polizia scientifica sul posto. Proiettili e fiori sequestrati. L’allevatore interrogato: “Non ho alcun sospetto. Non ho mai ricevuto minacce”.

Ancora assalti criminali a vigneti a Canicattì. Ignoti si sono intrufolati in un vigneto in contrada “Taverna”, e hanno rubato circa 300 chili di uva da tavola, verosimilmente caricandoli in delle cassette. Il proprietario della coltivazione, un bracciante agricolo di 64 anni, ha sporto denuncia al locale Commissariato di Polizia. Indagini sono in corso. Recentemente altri episodi più o meno dello stesso genere si sono susseguiti nella zona, con il taglio vandalico e intimidatorio di centinaia piante di uva.

Ad Agrigento è accaduto che un immigrato di 23 anni, in possesso di droga nascosta in tasca, si è accorto di una pattuglia della Polizia, e per scappare si è lanciato giù dal muro di via Discesa Empedocle, innanzi al Liceo classico Empedocle. E’ caduto da parecchi metri su via Delle Torri, ha subito gravi ferite ed è stato ricoverato al reparto di Rianimazione dell’ospedale “San Giovanni di Dio” ad Agrigento: fratture al bacino e ad un piede, e una lesione al fegato. E’ in prognosi riservata. E’ stato sottoposto ad un intervento chirurgico. In tasca gli sono stati trovati dalla Polizia Ferroviaria e dalla Squadra Mobile 80 grammi di hashish e un bilancino di precisione.

Ad Agrigento, nel giardino del bar Portapò, si è svolta una tavola rotonda per dibattere del dossier appena inviato al ministero della Cultura per la candidatura di Agrigento a capitale italiana della Cultura 2025. Sono stati presenti, tra gli altri, il sindaco Franco Miccichè, il presidente del Consorzio universitario, Antonino Mangiacavallo, e il responsabile dello staff di progettazione Roberto Albergoni.

Mentre l’ANCE Sicilia lamenta il mancato pagamento delle fatture delle imprese edili da parte di numerosi dipartimenti regionali, imputandone la colpa ai burocrati regionali e dichiarandosi pronta a denunciarli, ritenendoli personalmente responsabili di tutte le conseguenze civili e penali di tali comportamenti omissivi in questa particolare fase di grave crisi, un Dirigente Generale della stessa Regione Siciliana ha pignorato la Cassa Regionale.
Ed invero, l’Ing. A. P., originario di Cianciana, ha proposto un contenzioso contro la Presidenza della Regione Siciliana, contestando il conferimento dell’incarico di Dirigente Generale del Dipartimento regionale tecnico dell’Assessorato Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità.
Il contenzioso vedeva vittorioso l’ing. A.P., invero il Tribunale di Palermo – Sezione Lavoro – e la Corte di Appello in secondo grado, condividendo le tesi difensive degli Avv.ti Rubino e Marino, accoglieva il ricorso condannando l’amministrazione regionale a ripetere la procedura di nomina in commento ed al pagamento delle spese giudiziali.
Pertanto, l’ing. A.P. invitava e sollecitava più volte l’amministrazione regionale al pagamento di quanto dovuto a titolo di spese giudiziali.
Tuttavia, i bonari tentativi non sortivano gli effetti sperati dal momento che i competenti uffici della Regione Siciliana non riscontravano in alcun modo la legittima richiesta di pagamento.
A questo punto, stante l’inerzia della macchina burocratica regionale l’ing. A.P., sempre con il patrocinio dell’avv. Rubino, si vedeva costretto a proporre un’azione esecutiva procedendo al pignoramento presso la Cassa Regionale della Regione Siciliana delle somme dovute dalla Presidenza della Regione Siciliana e dall’Assessorato Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità.
Tempestivamente la Cassa Regionale, in ragione della disponibilità economica in cassa della Regione Siciliana, dava positivo riscontro al pignoramento notificatole rendendo una dichiarazione positiva e quindi implicitamente attestava che il mancato pagamento era imputabile esclusivamente alla inefficienza dell’amministrazione regionale.
Infine, con ordinanza del 20 luglio 2022 il Giudice dell’Esecuzione del Tribunale di Palermo, in accoglimento della procedura esecutiva promossa, ha assegnato le somme pignorate, condannando la Presidenza della Regione Siciliana e l’Assessorato Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità al pagamento di ulteriori spese giudiziali e ciò proprio a causa dell’inefficienza della burocrazia della Regione Siciliana.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo, Giuliano Castiglia, ha revocato gli arresti domiciliari nei confronti del medico originario di Santa Margherita Belice, Gaspare Gulotta, coinvolto nell’ambito di un’inchiesta su concorsi presunti pilotati al Policlinico di Palermo. L’istanza è stata presentata dagli avvocati Ninni Reina, Giovanni Cascioferro e Beppe Gagliano, che lo difendono. I pubblici ministeri hanno espresso parere negativo sulla scarcerazione, ma il giudice ritiene che siano cessate le esigenze cautelari. Ad ottobre si svolgerà l’udienza preliminare per decidere sul rinvio a giudizio di 15 imputati. Revocate anche le interdizioni a carico di Eliana Gulotta, figlia di Gulotta, che nel frattempo è andato in pensione e soffre di alcuni problemi di salute. Ecco perché secondo il Giudice Castiglia non sarebbe più in grado di inquinare le prove, né di reiterare eventuali reati.

Calogero Pisano, sospeso da Fratelli d’Italia dopo il caso delle risalenti nel tempo apologie a Hitler e Putin, e che ha riconosciuto come “sbagliate e indegne”, si è dimesso volontariamente dal partito di Giorgia Meloni. Pisano, che conferma la sua candidatura alla Camera dei Deputati, tra l’altro scrive: “Non voglio trascinare Fratelli d’Italia in situazioni imbarazzanti. E per questo motivo ho inviato la mia lettera di dimissioni volontarie. Ho avuto conferma del mio deferimento ai Probiviri per un provvedimento disciplinare”. Nel frattempo il nuovo coordinatore regionale di Fratelli d’Italia della Sicilia Occidentale è Giampiero Cannella.