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Sono alcune delle indicazioni contenute nelle linee guida Covid-19 per la riapertura delle scuole. Il documento, che riguarda le scuole del primo e del secondo ciclo di istruzione, è stato messo a punto da Istituto Superiore Sanità, con i ministeri della Salute e dell’Istruzione e la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, e propone, da un lato, misure standard di prevenzione per l’inizio dell’anno scolastico che tengono conto del quadro attuale, dall’altro, ulteriori interventi da modulare progressivamente in base alla valutazione del rischio e al possibile cambiamento del quadro epidemiologico. Un doppio ‘livello’ che, si spiega “consente al sistema un’adeguata preparazione e un’attivazione rapida delle misure al bisogno».

L’inedita testimonianza della figlia del mafioso, poi confidente e aspirante collaboratore di Giustizia, Luigi Ilardo: “Mio padre vittima di una fuga di notizie”.

Il pentito di Caltanissetta, Luigi Ilardo, è stato ucciso a Catania il 10 maggio del 1996. Un tempo è stato fedele al boss Giuseppe Madonia, suo cugino, e poi al colonnello dei Carabinieri Michele Riccio. A Riccio rivelò che il 31 ottobre 1995, a Mezzojuso, in un casolare, Bernardo Provenzano avrebbe presieduto un vertice mafioso. Il colonnello Riccio informò i suoi superiori. All’epoca Mario Mori è comandante dei Carabinieri del Ros (Reparto Operativo speciale), e Mauro Obinu è a capo del primo reparto del Ros. L’operazione sarebbe fallita a causa della mancanza dei mezzi tecnici necessari. E così Provenzano è stato ancora latitante, per altri 11 anni. Riccio ha raccontato: “La stessa sera del 31 ottobre ho incontrato Luigi Ilardo, che mi confermò la presenza di Provenzano alla riunione”. Nel libro di Anna Vinci appena pubblicato: “Luigi Ilardo – Omicidio di Stato”, una parte è riservata all’intervento di una delle figlie di Luigi Ilardo, Luana. E si legge: “Mi chiamo Luana Ilardo, sono figlia di Luigi Ilardo, nato nel 1951, cugino del più noto Giuseppe “Piddu” Madonia, nipote di Francesco, capomafia di Vallelunga Pratameno, poi ucciso nel 1978. Quello stesso anno mio padre Luigi fu ‘combinato’ e divenne ‘uomo d’onore’. Dopo poco tempo da quel giuramento, fu spiccato contro di lui un mandato di cattura, motivo per cui mio padre si diede latitante. Io nacqui nell’aprile del 1980. Fino ai miei tre anni, mio padre fu un uomo in fuga. Quando fu arrestato era il 1983 e rimase in carcere, salvo alcuni periodi di permessi speciali, per 11 anni, la maggior parte scontati in regime di 41 bis. Saldato il suo debito con la giustizia, uscito dalla galera nel gennaio del 1994, decise di prendere le distanze da un sistema ai suoi occhi profondamente cambiato rispetto agli anni in cui era entrato a farne parte. Per la mafia mio padre è il “traditore” e per lo Stato non è un collaboratore di giustizia, ma un informatore che ha rilasciato per anni ‘dichiarazioni spontanee’ nell’ambito di quello che le forze dell’ordine definiscono ‘un rapporto confidenziale’. Io voglio raccontare a mia figlia la storia del nonno per quella che è stata: nel male e nel bene.
Dopo undici anni di dura detenzione e rari permessi, mio padre decise di cominciare un percorso di collaborazione, e di ‘redenzione’, come nessuno mai aveva ancora fatto, prima quale ‘informatore’ e infine comunicando alle autorità preposte di volersi dissociare ufficialmente da Cosa nostra. Dopo due anni di questo rocambolesco cammino, che lo stava per condurre a divenire ufficialmente collaboratore di giustizia, mio padre fu ucciso con nove colpi di arma da fuoco sotto il balcone della nostra abitazione a Catania, in via Quintino Sella. Gli spari, provenienti dalla strada, echeggiano ancora nelle nostre orecchie. La prima a scendere fu Cetty, la sua seconda moglie, seguita a ruota da noi ragazze. Fui la prima a vederlo in una pozza di sangue, fui la prima a comprendere che da quella strada non si sarebbe rialzato. Fui anche la prima a cui quella morte in diretta cambiò per sempre la vita, ma sarò l’ultima a dimenticarlo e questa testimonianza vuole esserne la conferma. Da lì a qualche giorno, saremmo dovuti entrare ufficialmente nel programma di protezione, era già tutto predisposto. Venerdì 10 maggio 1996, alle 20.45, mio padre morì. Lunedì 13 maggio, all’alba, lo ‘Stato buono’ avrebbe dovuto prelevarci dalle nostre vite per nasconderci chissà dove. Una fuga di notizie dalla Procura di Caltanissetta, come attestano le indagini giudiziarie, fece decidere un’improvvisa accelerazione del suo omicidio”.

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Con il decreto Aiuti bis  sarà introdotta a partire dall’anno scolastico 2023/24 una nuova figura all’interno del corpo docenti degli istituti scolastici, il “docente esperto”. Secondo la bozza del testo del decreto, i professori  “esperti” saranno scelti tra i docenti di ruolo che abbiano conseguito una valutazione positiva nel superamento di tre percorsi formativi consecutivi e non sovrapponibili.   I docenti selezionati guadagneranno 5650 euro in più all’anno rispetto agli altri insegnanti sotto forma di assegno annuale ad personam. Il decreto prevede però che i professori esperti non possano essere più di 8mila, uno per istituto.  Il governo trova nuove risorse – tranne per il rinnovo del contratto nazionale. Partiamo da un fatto oggettivamente assodato:  le retribuzioni medie dei docenti italiani sono troppo basse, sia rispetto a quelle dei colleghi europei, sia rispetto a quelle degli altri lavoratori del pubblico impiego a parità di titolo di studio. La politica su questo tema, fa la gnorri. La responsabilità, se non c’è il rinnovo, è di tutte le forze politiche, nessuna esclusa. Il governo avrebbe dovuto svolgere solo i cosiddetti affari correnti, invece, copiando il Macchiavelli, si appresta a portare modifiche importanti al PNRR emanando una norma che introduce una nuova figura di insegnante. Un’operazione vergognosa, un’offesa a tutta la categoria che sta aspettando, da tanto tempo, risorse adeguate per il rinnovo contrattuale, che restituisca adeguato salario a chi  lavora nel mondo della scuola. Non si può trattare un tema così importante ammucchiandolo ai ristori per le bollette. La scuola è il FUTURO dei nostri giovani. A scuola si impara a COMBATTE la mafia. A scuola si innestano i SEMI della nostra vita. Non possiamo permettere la continua diminuzione delle risorse destinate al sistema scolastico nell’indifferenza di tutti. Serve un cambio di passo per garantire pari opportunità a ogni studente. Solo così potremo pensare di dare risposte ai bisogni formativi dei ragazzi che affollano le nostre scuole, che vogliono imparare. Questo governo non ha  condiviso nulla col comparto scuola. Ci sarà certamente un rapporto  di affinità tra il “profesperto” e il professore Riccardelli, (il secondo tragico Fantozzi) il quale dopo avere proiettato il film  “la Corazzata Potëmkin” costringeva gli impiegati a salire sul palco per stimolarli al dibattito,per migliorare la mente e lo spirito dei suoi impiegati.

2.825 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 16.272 tamponi processati. Ieri erano 3.498. Il tasso di positività è al 17,4% in diminuzione rispetto al 18,1% ieri. La Sicilia è al sesto posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 165.320 con un decremento di 3.139 casi. I guariti sono 5.940 e 24 le vittime che portano il totale dei decessi resta 11.775. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 877, in terapia intensiva sono 47.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 510, Catania 614, Messina 526, Siracusa 234, Trapani 255, Ragusa 176, Caltanissetta 134, Agrigento 288, Enna 88.

“La disposizione dell’assessorato regionale alla sanità che priva improvvisamente il presidio ospedaliero “Giovanni Paolo II” di Sciacca di un servizio salvavita come lo “Stroke Unit”, a suo tempo inserito in un’apposita rete regionale, rappresenta un altro passo falso del governo della Regione Siciliana in tema di servizi sanitari essenziali”.

Lo dice oggi Michele Catanzaro, parlamentare regionale del PD, dopo la opportuna denuncia del Comitato Civico Sanità di Sciacca in merito ad un programma regionale che penalizza l’offerta sanitaria in un comprensorio molto ampio come quello del versante occidentale della provincia di Agrigento.

“Stiamo facendo le opportune verifiche – dice Catanzaro – riteniamo possa trattarsi di una svista, di un problema che attraverso opportune azioni si potrà risolvere. La disposizione sarebbe collegata all’assenza a Sciacca di un’unità di neurologia che potrebbe ancora realizzarsi. Resta la gravità di una gestione assolutamente approssimativa della politica sanitaria, orientata fino ad oggi soltanto su manifestazioni propagandistiche sia da parte di chi ha responsabilità di governo, sia da parte di chi ha deciso di sostenere Musumeci e non ha pensato a garantire e salvaguardare, come avrebbe dovuto fare, il territorio di cui è rappresentante”.

Ieri la giunta regionale guidata dal Presidente Nello Musumeci ha approvato importanti finanziamenti per nuove opere e stralci per quelle già in finanziamento che ho personalmente seguito nel loro iter.
Sono tante le risorse destinate alla nostra Provincia, un ottimo risultato e un tocca sana per molti Comuni dell’agrigentino che vedranno così realizzarsi interventi di riqualificazione, manutenzione straordinaria e messa in sicurezza sul territorio, oltre che il completamento di opere.
Penso a Casteltermini con la riqualificazione urbana e messa in sicurezza delle strade del centro urbano.
A Bivona con i lavori di ampliamento dell’impianto di pubblica illuminazione.
A Cammarata con gli interventi di adeguamento e rifunzionalizzazione dell’asilo nido in località Gianguarna.
Penso anche ai lavori di riqualificazione e messa in sicurezza della circonvallazione tangenziale est di Ravanusa; agli interventi di manutenzione sulle strade attraversate dal Giro di Sicilia; ai lavori di consolidamento e restauro di opere architettoniche a Siculiana, Palma di Montechiaro, Burgio, Lucca Sicula.
E questi sono solo alcuni esempi, frutto di un lavoro serio e proficuo che ci ha visti impegnati in questi anni.
Sono fiera di aver affiancato e sostenuto il #GovernoMusumeci che non ha mai lasciato inascoltate le mie sollecitazioni.
E sono pronta per scrivere un nuovo e grande capitolo per il nostro territorio.

Non succedeva da un decennio. Ieri e oggi ad Agrigento manca l’acqua. Ristoranti costretti a chiudere . B&B in grave sofferenza . Lo denuncia l’ex sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, oggi consigliere comunale di opposizione.

“Tutto ciò – continua Firetto – nel momento massimo della stagione turistica. Nel momento di massima calura. Un inferno. È nata la società consortile. Il servizio è peggiorato enormemente, il costo delle bollette è rimasto alto ed invariato. Nulla è cambiato solo che oggi manca acqua e i disservizi sono continui. Bisogna molto in fretta cambiare registro perche’ il danno economico e di immagine è devastante”.

Una grave perdita per la politica regionale , la notizia è arrivata nella tarda mattinata di oggi, se n’è andato il parlamentare e Presidente della Commissione Bilancio l’On. Riccardo Savona di Forza Italia .

Il parlamentare era ricoverato da tempo all’Ismett dove si sono radunati amici e familiari, nel giorno che di fatto l’Ars chiude i battenti e la legislatura a causa delle dimissioni di Musumeci.

Riccardo Savona, parlamentare da cinque legislature ha rappresentato sempre un punto di riferimento per le capacità politiche e la profonda conoscenza dei regolamenti e dei tecnicismi contabili e finanziari e una guida per i tanti parlamentari alle prime armi nel complesso meccanismo legislativo di Palazzo dei Normanni.

Infatti è stato più volte Presidente della seconda commissione parlamentare Bilancio e protagonista degli ultimi 20 anni della politica regionale sempre con un occhio rivolto ai cambiamenti generazionali.

 

E’ stata annullata a Porto Empedocle la terza edizione del “Light Blue Festival”. In scaletta vi sarebbero sette serate all’insegna della musica indie, pop e rap italiana a cui avrebbero partecipato artisti di fama nazionale “ma – spiegano gli organizzatori – nonostante avessimo tenuto tantissimo a regalare al pubblico una terza edizione memorabile, per cause non dipendenti dalla nostra volontà l’intero Festival è stato annullato. Il nostro legale – aggiungono – è già al lavoro per tutelare la nostra immagine che viene danneggiata pesantemente e che farà valere le nostre ragioni nelle sede opportune e nei confronti di chi ha causato l’annullamento. Non è possibile perdere tutto il lavoro svolto per mesi e mesi, e l’entusiasmo che si stava creando attorno, per mancanze che non solo non dipendono da noi ma che, economicamente, hanno le sembianze di un disastro. Ci riproveremo in futuro ma probabilmente lo faremo dove saranno realmente in grado di sostenerci. Nel frattempo vi informiamo che tutti i biglietti acquistati saranno rimborsati e vi chiediamo scusa per quanto accaduto. Ci auguriamo infine che in futuro continuerete a sostenerci come avete fatto nei primi due anni di vita e come avete fatto questa estate. Ringraziamo pubblicamente tutti gli sponsor che ci hanno sostenuto: le Ferrovie dello Stato, la Regione Siciliana e tutte le agenzie di booking che ci hanno dato tanta fiducia”.