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“A breve, nelle sedi didattiche delle università siciliane inizieranno i corsi di specializzazione per le attività di sostegno, facendomi portavoce dei tanti docenti agrigentini pendolari che mi hanno manifestato i disagi, chiedo ai rettori degli atenei di attivare la modalità di didattica telematica. Lo stato di isolamento infrastrutturale in cui versa la provincia agrigentina, rende difficili i collegamenti con tutte le città universitarie, inoltre il caro carburanti diventa un problema reale per le tasche di un docente precario. Considerando anche che, essendo lo stato di emergenza Covid chiuso solo dal punto di vista burocratico, perchè è visibile a tutti il crescente numero di contagi, svolgere le lezioni dei corsi Tfa a distanza ridurrebbe non solo i rischi delle eventuali infezioni da Coronavirus ma eviterebbe ai pendolari lunghissimi ed esosi viaggi della speranza”.

Così il deputato regionale del Movimento Cinque Stelle Giovanni Di Caro sulla richiesta ai rettori degli atenei siciliani sull’attivazione della didattica a distanza per le lezioni dei corsi di specializzazione Tfa.

Stipulata stamane la consegna/convenzione tra il Demanio Marittimo, rappresentato dalla dott.ssa Olimpia Campo, il Dipartimento dello Sviluppo Rurale e Territoriale rappresentato dal dott. Bartolomeo Scibetta e il comune di Agrigento rappresentato dall’Ing. Alberto Avenia.
Il documento sottoscritto prevede la riqualificazione ambientale e naturalistica del “boschetto”, adesso possibile grazie alla collaborazione fattiva tra gli uffici dello Sviluppo Rurale e Territoriale (ex azienda foreste demaniali), il Demanio Marittimo ed il Comune di Agrigento che, ognuno per la propria parte, contribuiranno a rendere fruibile e vivibile il sito.
Erano presenti con me l’assessore Valeria Proto ed il consigliere Simone Gramaglia che ringrazio.

di Danila Bonsangue

Un nisseno adirato racconta quanto gli è accaduto questa mattina all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta. Incredibile ma vero. Facciamo raccontare a lui quanto di allucinante gli è successo stamattina: “Mi è salita la febbre a 39 e ho accusato forti dolori alle ossa e ai muscoli, questa mattina a casa ho fatto un tampone acquistato in farmacia e sono risultato positivo al COVID. Prendo l’auto e vado in ospedale per accertare la positività, qui passo ore con la febbre alta a discutere con il personale. Perché? Mi dicono: faccia il nome del positivo con cui è stato a contatto o deve pagare il tampone! Sicuramente sarò stato a contatto con un positivo per aver contratto il covid ma come faccio a sapere il nome? Dico, va bene pago, ma prima fate il tampone, loro rispondono: No prima deve andare a pagare. Ma vi rendete conto? Devo girare ospedale..ospedale, positivo per andare a pagare e contagiare chi incontro ma da domani se dovessi uscire da casa verrei denunciato. Dopo varie discussioni sono andato a pagare 15 euro per il tampone rapido, 30 euro era il molecolare. Ho fatto il tampone e sono positivo. Ho girato per l’ospedale con la febbre alta e a difficoltà mi reggevo in piedi. E se per la fretta di uscire da casa avessi dimenticato il portafogli e non avevo soldi dietro? Non mi facevano il tampone perché non SO il nome del positivo che mi ha contagiato. È sanità questa o caccia alle Streghe? “

3.259 nuovi casi di Covid19 registrati in Sicilia a fronte di 61.271 tamponi processati. Il giorno precedente i nuovi positivi erano 6.436. Il tasso di positività scende al 5,3%, il giorno precedente era al 23%. Emerge dal bollettino del Ministero della Salute di lunedì 11 luglio.

Gli attuali positivi sono 127.518, con un aumento di 2.726 casi. I guariti sono 46.538, mentre non si registrano vittime. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 1037, 30 in più rispetto al giorno precedente, in terapia intensiva sono 44, uno in più rispetto al giorno prima.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 1.036, Catania 278, Messina 617, Siracusa 214, Trapani 267, Ragusa 243, Caltanissetta 178, Agrigento 377, Enna 49.

L’aggressione risale a ieri, quando una donna ha chiesto di entrare in reparto fuori dall’orario consentito per visitare la figlia ricoverata. Di fronte al rifiuto opposto dai sanitari la donna è tornata accompagnata dal fratello e dal marito, che hanno cominciato a picchiare con calci e pugni il medico.

Il Dipartimento della Protezione Civile della Regione Siciliana ha diramatao un’allerta arancione valida per tutta la giornata dell’11 luglio, e per le successive 24 ore. In tutta la Regione ci saranno delle forti ondate di calore di livello 2. Per quanto concerne la situazione incendi, invece, la situazione è da tenere particolarmente sott’occhio. Infatti, la Protezione Civile sottolinea il rischio di incendi di pericolosità media per: Catania, Palermo, Caltanissetta e Trapani.

Secondo il bollettino nelle giornata dell’11 luglio sono previste le seguenti temperature:

  • Catania: 32 gradi;
  • Palermo: 31 gradi;
  • Messina: 31.i

Anche le previsioni di giorno 12 luglio, non avranno particolari alterazioni. Infatti sono previsti 33 gradi a Messina, 32 gradi a Catania, mentre a Palermo sono previsti 31 gradi. Rimane dunque per tutta l’Isola lo stato d’allerta arancione.

Il giallo di Marina, libro scritto a quattro mani da Luciano Garofano già Comandante dei Ris di Parma e Generale dei Carabinieri in congedo e Fabrizio Rizzi, giornalista e scrittore, mette in luce una indagine dei Ris su una vicenda controversa che riguarda l’omicidio di una giovane donna e imprenditrice padana. Marina, bella e sofisticata trentenne, dopo aver ereditando l’impresa e la villa dello zio, lascia gli Stati Uniti dove si era trasferita da qualche anno, per ritornare in Italia e prendere in mano le redini dell’azienda.

La storia, ci fa conoscere la  protagonista del libro, in tutte le sue sfumature, debolezze, inquietudini e delusioni, che rende piacevole la lettura così come interessante il contenuto; un giallo che, oltre a rapire immediatamente il lettore, ci catapulta in una serie di indagini minuziose , sopralluoghi e studio della scena del crimine condotte dai Ris, che alla fine riescono a ribaltare una pesante sentenza ai danni dell’ex della donna assassinata sul quale sembravano convergere tutti gli indizi. Lo studio delle macchie di sangue e la tecnologia del dna, la caparbietà della giovane tenente Elisa Molinari, biologa molecolare e l’avvocato dell’imputato in un primo momento sconfitto, alla fine riescono ad assicurare il vero assassino alla giustizia dopo cinque anni. Un libro che ci rende partecipi delle strategie e delle tecnologie in uso, che hanno reso possibile, insieme al lavoro degli inquirenti, di risolvere anche cold case vecchi di tanti anni, trovando i veri colpevoli che altrimenti sarebbero rimasti ancora nell’ombra. L’occhio attento di un ex Comandante dei Ris per la parte circostanziata delle indagini e dei rilievi e la mano esperta di un giornalista che ha fatto arte della parola scritta, ne hanno fatto un thriller che vale la pena leggere.

E’ attivo da stamani il servizio di vigilanza antincendio lungo alcune strade provinciali ed ex consortili ed alcune statali predisposto dal Gruppo di Protezione Civile del Libero Consorzio Comunale di Agrigento. Il Commissario Straordinario dr. Raffaele Sanzo ha inviato una nota a Prefettura, Comando dei Vigili del Fuoco, Ispettorato Ripartimentale delle Foreste, Dipartimento Regionale della Protezione Civile, ai Comandi delle varie Forze dell’Ordine ed ai Sindaci dei Comuni interessati, comunicando l’avvio del servizio che da diversi anni supporta l’attività degli enti ai quali sono demandati prevenzione e contrasto degli incendi boschivi. L’impegno del Libero Consorzio di Agrigento sarà sostenuto dal personale dell’Ufficio di Protezione Civile e dai volontari dell’associazione A.E.O.P di Ribera che ha dato la propria disponibilità.

Il servizio si concluderà il 31 agosto e sarà svolto, nelle giornate a maggiore rischio incendio, con dichiarazione del livello di allerta “ALTO” (da parte del Centro Funzionale della Regione Siciliana) dalle ore 12,00 alle ore 20,00 con squadre composte da due dipendenti dell’Ufficio di Protezione Civile e due volontari della A.E.O.P. Ribera. Le postazioni dinamiche di vigilanza si trovano sulle seguenti strade provinciali e su alcune statali limitrofe alle aree boscate:

–         SP n.34 – SP n.35 nei comuni di Bivona, Lucca Sicula e Villafranca Sicula;

–         SP n. 20 – SPC n.29 e SPC n.30 nel comune di Casteltermini;

–         SP n. 28, SP n. 29 A e SP n.30 nei comuni di Cattolica Eraclea e Montallegro;

–         SP n.63 A – SP n.05 B – SPC n.67 e SPC n.68 nei comuni di Palma di Montechiaro e  di Licata;

–         SP n.69 – SP n.70 – SP n.44A – e SP n. 43 nei comuni di Sambuca e Santa Margherita Belice;

–         SP n.34 – SP n.3 5A – SP n.36– SP n.47– SP n.48– SP n.86 e SS115 nei comuni di Burgio, Calamonaci, Lucca Sicula, Ribera e Villafranca Sicula;

–         SP.n.75 – SP n. 87  nei comuni di Siculiana e di Montallegro;

–         SP.n.47 – SP n.36 e SP n.37,comuni di Sciacca, Caltabellotta e Villafranca Sicula.

I carabinieri della Stazione di Lampedusa, hanno arrestato in flagranza di reato per l’attività di spaccio in corso, il pregiudicato lampedusano Ignazio Umberto Blandina.

A seguito di una perquisizione presso l’abitazione a Lampedusa, i militari dell’Arma, rinvenivano e sequestravano più di 24 chilogrammi di cocaina, per la maggior parte ancora confezionata in panetti, oltre a bilancini di precisione e migliaia di euro in contanti.

Nella giornata di oggi il Gip di Agrigento Francesco Provenzano ha convalidato l’arresto in flagranza di reato, chiesto dalla Procura della Repubblica diretta dal Procuratore della Repubblica f.f. Salvatore Vella, per detenzione aggravata a fini di spaccio di cocaina.

“Lampedusa si conferma oggi come una delle maggiori piazze di spaccio di cocaina dell’intera Sicilia, in cui la sostanza viene venduta mediamente a prezzi più alti rispetto alle altre piazze siciliane, per la grande domanda di sostanza stupefacente in un territorio così piccolo, soprattutto nel periodo estivo quanto l’isola viene invasa da migliaia di turisti”,  dichiara il procuratore capo facente funzioni Salvatore Vella. “L’ottimo lavoro di controllo del territorio, continua il Procuratore, svolto dai militari della Stazione Carabinieri di Lampedusa e della Compagnia Carabinieri di Agrigento, coordinati dalla Procura della Repubblica, continua però a dare i propri frutti”. 

Il Gip di Agrigento ha ritenuto fondati gli elementi di prova raccolti a carico dl Blandina e ha ritenuto grave il pericolo che lo stesso potesse continuare la propria attività illecita di spaccio di sostanze stupefacenti, disponendo la custodia in carcere presso il carcere di Agrigento, come richiesto dal pm Gianluca Caputo.

Le indagini giudiziarie non sono concluse e le condotte oggi contestate all’indagato non sono ancora definitivamente accertate.

Dopo il trasferimento di 600 migranti con la nave militare San Marco della Marina militare a Porto Empedocle, altre 210 persone hanno lasciato l’hotspot di Lampedusa. Centotrenta sono stati imbarcati sul pattugliatore della Guardia di finanza, che ha fatto rotta verso Porto Empedocle. All’alba, nella struttura di primissima accoglienza, c’erano 1.014 ospiti. Altri 80 migranti sono stati trasferiti al porto per essere caricati sul pattugliatore della Guardia costiera che li trasferirà sempre a Porto Empedocle. Intanto, in rada di Lampedusa, è già tornata la San Marco che imbarcherà, entro la giornata, circa 700 migranti e che dovrebbe fare rotta verso Augusta o Pozzallo. Se non vi saranno sbarchi, in serata all’hotspot di contrada “Imbriacola” dovrebbero rimanere 234 persone.