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A poche ore dal blitz della Guardia di Finanza che ha visto il sequestro di centinaia di prodotti contraffatti, ritorna il mercato del commercio illegale ed abusivo a San Leone.

In proposito interviene il commissario provinciale di Fratelli d’Italia, Calogero Pisano, lancia una proposta: “Ogni fine settimana, se non ogni giorno, gli agrigentini ed i turisti che affollano la frazione balneare di Agrigento sono costretti a subire uno spettacolo indegno di una città civile.

Un vero e proprio Souk della merce illegale e contraffatta ha puntualmente luogo nelle strade di San Leone, in una via, il Lungomare Falcone e Borsellino, dedicata a due Giudici simbolo della legalità.

Neanche il recente biltz della Guardia di Finanza, evidentemente, è riuscito a dissuadere questi soggetti a ritornare, quest’oggi, con le loro bancarelle, in quella che può essere definita come la Kasba del commercio abusivo, un commercio illegale che oltre a provocare un danno ai commercianti che pagano regolarmente le tasse, si interseca spesso con una serie di altri reati penali come il lavoro in nero, lo sfruttamento del lavoro minorile, la ricettazione e l’evasione fiscale.

Chiediamo al Prefetto di Agrigento l’istituzione di presidio permanente delle forze dell’ordine nell’area adiacente il porticciolo turistico, una misura che farebbe da deterrente e riporterebbe la legalità a San Leone, un provvedimento che proprio a San Leone, in piazzale Giglia, è stato posto in essere al tempo del lockdown (lo ricordano bene gli agrigentini) e che può essere utilizzato per debellare il fenomeno dell’abusivismo commerciale sanleonino”.

Non si comprende bene se si è trattato di un raid portato avanti da vandali oppure un avvertimento.

Nella notte, il cancello di una villetta sita in una traversa di viale dei Pini a San Leone è andato in fiamme. Ignoti hanno cosparso di liquido infiammabile il cancello e lo ganno distrutto. La villetta è di proprietà di una pensionata di 76 anni.

Ad accorgersi del fatto i residenti adiacenti la villetta che hanno sentito puzza di bruciato. Non c’è voluto l’intervento dei Vigili del Fuoco in quanto le fiamme si sono spente da sole. Sul posto sono intervenuti i poliziotti della Squadra Volanti di Agrigento che hanno avviato le idagini mentre la Procura ha aperto un fascicolo di inchiesta.

 

 

L’assessore Baglieri a lavoro per la costituzione di un Comitato tecnico sui rifiuti in Sicilia. E poi: “I termovalorizzatori utili solo dopo la differenziata almeno al 65%”.

Si è conclusa ufficialmente la gara di adesione all’avviso pubblico lanciata dal governo regionale per la costruzione di due termovalorizzatori, uno nella Sicilia occidentale e un altro nell’orientale. Tra i sette progetti presentati ne sono stati scelti due. Il primo progetta l’installazione di un termovalorizzatore a Gela: costerà 647 milioni di euro. Il secondo è un impianto a Pantano D’Arci, un quartiere di Catania, del valore di 400 milioni di euro circa. Ciascuno dei due impianti sarà capace di smaltire fra le 300mila e le 450mila tonnellate di rifiuti indifferenziati, dunque il secco residuo non differenziabile. Ebbene, nonostante quanto ribadito più volte dal presidente della Regione, Nello Musumeci, i due termoutilizzatori non saranno la soluzione, la panacea di tutti i mali che da oltre 20 anni affliggono il settore dei rifiuti in Sicilia.

Così è secondo l’assessore regionale ai Servizi primari, Daniela Baglieri, e il direttore generale del suo assessorato, Calogero Foti, che hanno proposto innanzitutto la costituzione di un Comitato tecnico con i rappresentanti indicati dalle 18 Srrr, le Società regolamentazione servizio rifiuti siciliane, gli ex Ato. E l’assessore Baglieri spiega: “La realtà siciliana in materia di rifiuti non è omogenea. E per tale ragione siamo in fase di costituzione di questo Comitato tecnico. E’ chiaro che ognuno svolge un ruolo, ma dal punto di vista regionale noi abbiamo il compito di armonizzare, tramite il Comitato, gli interessi provinciali con quelli regionali, e al contempo con quelli nazionali. E poi si deve rendere trasparente il rapporto con i cittadini, darsi degli standard e migliorare la qualità tecnica e contrattuale del servizio rifiuti”.

E poi, più nel dettaglio, in riferimento ai termovalorizzatori, l’assessore Baglieri afferma: “Dai rifiuti va creata energia, le discariche sono un modello superato e i termovalorizzatori però da soli non bastano per risolvere il problema dei rifiuti nella nostra isola. Andiamo verso un altro modello che è il modello della differenziata, per creare quella che si chiama economia circolare. Il termovalorizzatore è uno degli strumenti affinché la filiera del rifiuto, quindi il circolo, si chiuda. Il primo passo invece è cercare di ridurre il rifiuto, dunque serve differenziare di più. Per questo motivo abbiamo finanziato tanti impianti di compostaggio che servono a trattare la differenziata e anche a recuperare energia dai rifiuti. Alla fine, tutto ciò che non si può più differenziare, e quindi soltanto il 10 per cento, dovrà finire in discarica. Questo è l’obiettivo che ci impone l’Europa, ed è una direttiva già acquisita a livello nazionale. A questo noi dobbiamo far riferimento. Gli obiettivi europei ci impongono che a partire dal 2035 potremo portare in discarica solo il 10 per cento dei rifiuti. Attualmente mandiamo in discarica quasi il 50 per cento. Dobbiamo aumentare la differenziata e portarla al 65 per cento. Questo era già un obiettivo del 2012, ma quando il governo Musumeci si è insediato nel 2017 abbiamo trovato una percentuale del 18 per cento”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

 

I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del lavoro del Comando provinciale di Agrigento hanno concluso una serie di attività ispettive in imprese ed esercizi commerciali fra Licata, Aragona, Racalmuto e Campobello di Licata. Quattro persone, tra cui tre donne, sono state sorprese a lavorare in nero, fra cantieri edili, bar e pasticcerie, e, ciò nonostante, hanno continuato a incassare il reddito di cittadinanza. E sono state denunciate per truffa, Si tratta di un uomo di 63 anni di Licata, a lavoro in un cantiere allestito ad Aragona. Uno di 24 anni in un cantiere a Racalmuto in Sciascia. Una donna di 51 anni in un bar-pasticceria a Licata. Una donna di 24 anni di Canicattì, residente a Ravanusa, in un bar-pasticceria a Campobello di Licata. E la madre di lei, di 58 anni, di Ravanusa, perché, in concorso con la figlia, avrebbero reso false attestazioni all’Inps.

1.825 nuovi casi di Covid19 in Sicilia a fronte di 14.055 tamponi processati. Il giorno precedente i nuovi positivi erano 2.183. Il tasso di positività scende al 13,0%. Lo riporta il bollettino diffuso dal Ministero della Salute di domenica 12 giugno.

I guariti sono 1.687, mentre le vittime sono 1, e portano il totale dei decessi a 11.055. Gli attuali positivi sono 62.752, con un incremento di 769 casi. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 565, in terapia intensiva sono 24.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 633, Catania 791, Messina 305, Siracusa 180, Trapani 136, Ragusa 172, Caltanissetta 102, Agrigento 113, Enna 25.

Era una finale e ci si aspettava una partita combattuta senza nessun favorito, ma vedere la Fortitudo Agrigento sopra di 20 punti a fine partita era difficile da ipotizzare, vedere un terzo parziale di 32-13 era molto difficile da immaginare, con ben cinque giocatori in doppia cifra, il 70% di punti segnati da due e il 46 da tre e il 100% di tiri liberi. La Fortitudo Agrigento più bella della stagione schianta Rieti 89-69 e fa sua Gara 1. La storia insegna che festeggiare ora non serve a nulla e Rieti ha dimostrato durante tutta la stagione di avere un potenziale enorme, per molti data favorita su Agrigento. La partita di oggi è solamente un piccolo passo verso il grande obiettivo e coach Catalani tiene altissima l’attenzione dei suoi ragazzi: “Sono stati perfetti stasera, hanno fatto una partita di sacrificio, l’abbiamo vinta da dietro difendendo bene e l’apporto di tutti è stato importante. Voglio ringraziare il pubblico perché oggi è stato meraviglioso e ci ha spinto dall’inizio alla fine”. Un Palamoncada così pieno non si vedeva da tre anni, quasi 2000 persone festanti e molte cose sono cambiate da allora ma la passione di sempre sembra essere ritrovata e martedì si prevede un altro pienone. Il top scorer del match è Alessandro Grande con 18 punti, seguito da un ritrovato Cosimo Costi con 17 punti, Morici 14, Ambrosin 14 e Chiarastella 10, per lui anche 9 rimbalzi e 6 assist, ennesima partita straordinaria di questa stagione. Grande ovazione anche per il ritorno di Alessandro Piazza ad Agrigento, accolto con un lungo applauso dal suo ex pubblico, l’emozione sicuramente si è fatta sentire ed ha messo a segno solamente 5 punti. Prima del match c’è stato anche lo scambio di maglia tra Albano Chiarastella e il capitano dell’Akragas Alfonso Cipolla, anche lui vittorioso nell’andata della finale playoff poche ore prima. Una giornata di festa per Agrigento che da appuntamento a Gara 2 martedì alle 20:30 al Palamoncada.

Con la vittoria sul Padova, 1-0 e con lo stesso risultato ottenuto nella gara di andata il Palermo conquista la serie B. I rosanero tornano fra i cadetti dopo tre anni trascorsi fra la Serie D e la C.

La festa dallo stadio Barbera si trasferisce in centro città. Clacson e fuochi d’artificio impazzano nelle vie cittadini fra auto in festa e gente in strada che canta e balla. Una festa che si protrarrà per tutta la notte.

 

 

A Palermo si sta impedendo il libero esercizio del diritto al voto costituzionalmente garantito.
Decine di sezioni non riescono ad aprire agli elettori per mancanza di presidenti o per ritardo nella consegna del materiale elettorale. Tutto ciò era davvero imprevedibile? È mai possibile che non ci sia stato e non c’è un intervento immediato degli organi preposti per consentire ai cittadini di votare, magari accorpando le sezioni? Questa è la nostra democrazia popolare?
Ogni passo necessario per fare chiarezza su questa ennesima triste pagina palermitana verrà fatto senza limitazione di sorta. Il voto di oggi, compreso il referendum, viene di fatto alterato anche qual ora si provvedesse ad iniziare in ritardo visto che molti elettori hanno avuto conferma delle proprie delusioni e certamente non ritorneranno al seggio. Senza dimenticare i criteri di scelta operati nel limitare ad un giorno la votazione in una domenica di feste familiari, mare e la finale del Palermo calcio.
Davvero non si poteva evitare e fare in modo di rispettare il diritto al voto? Il danno di immagine ed economico è certamente rilevante per tutti dopo la chiara lesione del già citato diritto al voto. Il presidente Mattarella, la ministra Lamorgese, il prefetto non possono stare inerti e devono intervenire subito per ripristinare la legalità a Palermo”.
Lo afferma Vincenzo Figuccia, deputato regionale di Prima l’Italia.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto conferire l’alta onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana all’ex ministro della Giustizia, Angelino Alfano. “Gli sono profondamente riconoscente – ha commentato Alfano -. Già da quattro anni non svolgo un servizio pubblico, e la dimensione privata e professionale, che ho preferito con una scelta che confermo anche alla luce del tempo trascorso, mi appaga e gratifica. Ancor di più in questa dimensione privata, il riconoscimento ricevuto dalla più alta carica della nostra Repubblica mi ricorda che tutti noi, indipendentemente dalle responsabilità, dai ruoli, dal tratto di strada che percorriamo in un dato momento delle nostre esistenze, abbiamo infinite possibilità di metterci a disposizione delle nostre comunità. Il servizio non è un mestiere o un posto di lavoro da conquistare o da cui licenziarsi, ma un’attitudine che riempie la vita di significato. Riprendendo un bellissimo concetto del presidente Mattarella, “tutti dobbiamo avere cura della Repubblica”. E ciascuno, seguendo la propria coscienza e la propria inclinazione, se vuole, saprà come fare”.