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Agrigento ospiterà decine di famiglie di profughi ucraini. Lo ha annunciato il sindaco, Franco Miccichè, nel corso dell’ intervista  che abbiamo realizzato a San Nicola per la manifestazione sulla pace. Vi proponiamo anche alcune interviste, tra cui quella alla giovane Nadya Hope cittadina della Russia, sposata con un agrigentino, che detesta Putin . Nella stupenda cornice della chiesa è stata ricordata la figura di San Nicola,  un santo straordinario patrono della Russia che è stato invocato dai presenti. Poi un audio con la preghiera di Giovanni Paolo II alla Madonna proprio sulla pace. Una voce ferma quella del compianto Pontefice oggi Santo che ha messo letteralmente i brividi.

Al termine l’accensione del Tripode quale segno di Concordia.

1.606 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 12.699 tamponi processati in Sicilia. Il giorno precedente i nuovi positivi erano 3.339. Il tasso di positività sale al 12,6% ieri era al 10,2%. L’isola è al secondo posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 228.246 con un incremento di 2.499 casi. I guariti sono 4.371 mentre le vittime sono 36 e portano il totale dei decessi a 9.465. Sul fronte ospedaliero sono 1.116 ricoverati, in terapia intensiva sono 67.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo con 356. casi, Catania 247, Messina 601, Siracusa 144, Trapani 213, Ragusa 117, Caltanissetta 85, Agrigento 126, Enna 19.

“Dopo il disorientamento di fronte all’evolversi della crisi tra Russia e Ucraina sfociata in una aggressione alla democrazia e in una guerra nel cuore dell’Europa che ci lascia attoniti, ringrazio il Presidente Musumeci per aver fatto proprio il nostro appello all’accoglienza e solidarietà” commenta l’on. Giusi Savarino.
“Non avevamo dubbi che la Sicilia potesse distinguersi in generosità verso il popolo ucraino. Fioccano, infatti, le iniziative umanitarie e la disponibilità del Presidente Musumeci – che ha prontamente messo a disposizione la protezione civile regionale, coordinata dalle prefetture – darà impulso a un piano operativo e ad azioni di sostegno alla popolazione. Fino alle numerose iniziative promosse dalle associazioni del terzo settore e da quelle cattoliche per raccogliere farmaci e generi di prima necessita da inviare in Ucraina.
Non mi stupisce – conclude l’onorevole- che la Sicilia e tutti i siciliani dimostrino anche in questa drammatica occasione lo spirito di accoglienza e integrazione di cui sono fatti”.

Molti Enti locali dell’Isola si sono resi disponibili a predisporre tutti mezzi necessari all’accoglienza di uomini, donne e bambini che in queste ore stanno fuggendo dalla guerra  e dalla violenza e sono pronti a  raccogliere e a coordinare eventuali disponibilità di privati cittadini e associazioni locali in considerazione della  escalation in atto delle operazioni belliche.

“I Comuni sono in prima linea per dare assistenza e accoglienza alla popolazione gravemente colpita dagli attacchi bellici”. Ha dichiarato Leoluca Orlando, presidente di ANCI Sicilia

“Siamo  pronti a cooperare con la Farnesina e con l’ambasciata Ucraina per fornire tutto il sostegno possibile  a una popolazione colpita al cuore che fugge dalla violenza e dalla morte.
“La pace è il diritto dei diritti che viene spesso mortificato dalle leggi dello Stato e dagli Stati e oggi come non mai  si collega alla vita, diritto inalienabile di ogni essere umano – conclude il presidente Orlando – facciamo appello a tutte le forze sane delle nostre comunità affinché si mobilitino per assicurare asilo e accoglienza a chi fugge da una inimmaginabile barbarie”.

Il direttore di Caritas Diocesana Agrigento, Valerio Landri, comunica che Caritas Agrigento aderisce alla campagna di raccolta fondi indetta da Caritas Italiana a supporto delle attività di Caritas Ucraina e delle Caritas limitrofe.

“Carissimi – scrive – tanti hanno già manifestato il desiderio di fare qualcosa a sostegno della popolazione Ucraina. In questi giorni convulsi, in cui ancora speriamo che gli attacchi possano fermarsi e che una soluzione diplomatica possa restituire la Pace a quei territori e all’Europa intera, la rete internazionale di solidarietà si è mossa. Anche Caritas si è attivata per garantire assistenza ai profughi: Caritas Ucraina, con i suoi 19 presidi territoriali fornisce generi alimentari, prodotti per l’igiene, medicinali, acqua potabile e coperte; sta fornendo assistenza sanitaria, supporto psicologico, assistenza alle persone anziane rimaste sole. E accanto a Caritas Ucraina anche le Caritas di Polonia, Romania e Moldavia sono in prima fila nell’organizzazione dell’accoglienza e chiedono un aiuto per far fronte a tale emergenza.

Il ricavato della colletta diocesana sarà dunque interamente destinato a questo scopo. Chi volesse dare il suo contributo potrà farci pervenire la sua donazione su:

  • c/c bancario di Banca Intesa S. Paolo

Intestato a Arcidiocesi di Agrigento

IBAN: IT 69 Y 03069 09606 100000006841

Causale: “Caritas – Emergenza Ucraina”

  • c/c bancario di Banco di Credito Cooperativo Agrigentino

Intestato a Fondazione Mondoaltro

IBAN: IT 30 C 07108 16600 000000001459

Causale: “Caritas – Emergenza Ucraina”

*questa donazione è fiscalmente detraibile

Precisiamo – scrive il direttore Landri –  che NON procederemo a raccolte di generi alimentari, indumenti e medicinali in quanto:

  • l’attività di raccolta, stoccaggio e invio comporterebbe un grave spreco di risorse umane ed economiche. Sarebbe peraltro davvero difficile far arrivare containers in Ucraina in questo momento;
  • le Caritas destinatarie potrebbero non avere la disponibilità di spazi idonei per lo stoccaggio dei prodotti e i medicinali raccolti potrebbero non rientrare nei protocolli in vigore nei Paesi di destinazione;
  • altre organizzazioni internazionali (ad es. UNHCR) si sono attivate per fornire medicinali.

Ricordiamo ancora l’invito alla Preghiera e al Digiuno fatto dal Santo Padre per il 2 marzo – Mercoledì delle Ceneri. Come Cristiani crediamo, infatti, nel valore e nell’efficacia della preghiera e del digiuno.

Non sappiamo ancora – conclude –  se sarà richiesto alla nostra Diocesi l’accoglienza di profughi ucraini. Stiamo tuttavia censendo eventuali disponibilità da parte di parrocchie e privati”.

Eventuali disponibilità potranno essere segnalate tramite invio di email a segreteria@caritasagrigento.it o chiamando il n. 0922.490043.

Minacce in diretta televisiva sono state rivolte all’imprenditore e testimone di Giustizia di Bivona, Ignazio Cutrò, durante la trasmissione “Mi manda Rai Tre”. Ieri sera la giornalista Flaviana Bulfon, in onda su Rai Tre, ha firmato un servizio ruotante intorno alla denuncia di Cutrò di essere stato abbandonato dallo Stato dopo la sua collaborazione. Una delle persone intervistate a Bivona ha affermato: “E’ un infame, non vale neanche una pallottola altrimenti gli avrei sparato”. L’uomo ha anche difeso l’operato delle persone che sono state condannate a seguito delle dichiarazioni di Ignazio Cutrò, che ha riconosciuto l’intervistato, nonostante il volto coperto, ed ha denunciato pubblicamente la costante presenza dello stesso intervistato nei pressi del suo luogo di lavoro.

Si è aperto oggi, ma è stato subito rinviato per un difetto di notifica, il processo per favoreggiamento personale che vede imputata, a Marsala, la giornalista della trasmissione di Rete4 “Quarto Grado”, Ilaria Mura. Secondo la procura di Marsala, che l’ha citata a giudizio davanti al giudice onorario Vivona, dopo la riapertura delle indagini sulla scomparsa della piccola Denise Pipitone, sparita nel nulla a Mazara del Vallo l’1 settembre 2004, Mura avrebbe avvisato della presenza di microspie a bordo della sua macchina Gaspare Ghaleb, ex fidanzato della sorellastra della bambina, Jessica Pulizzi.
Ghaleb è stato già condannato per false informazioni al pubblico ministero nel processo sul sequestro della piccola in cui era imputata Pulizzi, assolta da ogni accusa in via definitiva. La posizione del ragazzo si è invece poi chiusa con la prescrizione in appello.
Mura, secondo il pm Calò, pubblica accusa in giudizio, avrebbe avvertito Ghaleb che era intercettato, esortandolo ad allontanarsi dall’auto in cui erano piazzate le cimici, suggerimento che il giovane avrebbe raccolto tanto che il dialogo, registrato dagli inquirenti a insaputa dei due, fu solo parzialmente registrato.
Il 18 giugno scorso, inoltre, salendo in macchina, Ghaleb avrebbe detto ad alta voce parole di scherno verso le forze dell’ordine in modo che chi lo intercettava sentisse.
(ANSA).

“Comunico a tutti che ieri, mentre eravamo al Comune, per la trasmissione di alcuni progetti sul PNRR, ho accusato un malessere diffuso, brividi, e difficoltà a respirare, ho effettuato tampone rapido che ha avuto purtroppo esito positivo.
Finito il lavoro che avevo in corso, ho dato disposizione agli uffici di predisporre quanto necessario per la sanificazione dei locali e mi sono messo in isolamento.
Seguiremo tutto da casa in remoto, con la preziosa collaborazione della tecnologia, e alle migliorie tecnico informatico che abbiamo introdotto in questi anni.
Sono risultati positivi nei giorni scorsi anche il Vice Sindaco Salvo Scopelliti e l’Assessore Lucia Vitanza.
Il nostro lavoro andrà avanti senza sosta alcuna”.
Lo ha dichiarato in un post su facebook il sindaco Stefano Castellino.

di Franco Pullara

“Bella Punta Bianca se si potesse visitare”

Punta Bianca sarà a breve riserva naturale. Il Presidente della Regione ha emesso il decreto e a giorni sarà interessata la Commissione regionale per la ratifica.

Cosa fatta dunque. Sarà riserva naturale con il poligono di tiro dell’Esercito e delle Forze armate e, di più, inaccessibile per una strada distrutta dal passaggio dei carrarmati e dai mezzi militari. Un fatto paradossale che ricorda il film di Renzo Arbore “FF.SS Cioè che mi hai portato a fare sopra Posillipo de non mi vuoi più bene” con la celebre frase “Bella Milano, si se putess’ vedé”.

Nella nuova versione agrigentina sarà destinata ad essere “Bella Punta Bianca se si potesse visitare”, con una strada assolutamente non percorribile e con le esercitazioni militari che ne impedirebbero il transito durante i tiri.

Lasciamo, in questa occasione, da parte il problema del poligono di tiro, per dare più spazio al collegamento stradale che per il Comune di Agrigento sarebbe una strada vicinale, mentre catastalmente appartiene alla Città dei Templi. Ad ogni modo, ciò che conta dovrebbe essere l’interesse economico di un territorio che si dice e si professa a vocazione turistica. Punta Bianca con la sua spiaggia è di una bellezza naturalistica e paesaggistica simile alla sorella più grande “La scala dei Turchi” che le fanno uniche al mondo. Non merita l’attuale isolamento, anzi dovrebbe essere interesse della politica, degli imprenditori e degli agrigentini aprirla al turismo e sfruttarne le potenzialità economiche affidate al particolare settore.

Noi, dal canto nostro, qualche giorno fa, abbiamo raggiunto telefonicamente il sindaco di Agrigento, Franco Micciché, che si è detto fiducioso sul buon esito del problema a seguito di incontri avuti a Roma e di un confronto con i vertici militari regionali programmato a giorni, del quale avrebbe informato la stampa. Sono trascorsi circa dieci giorni dalla telefona con il sindaco di Agrigento e non abbiamo nuove. Conforta una novità rispetto al passato con le associazioni, gli imprenditori del settore e cittadini non più disponibili a fare sconti e accettare babbiu e perdita di tempo e a subire gravi danni.

“Quale futuro occupazionale per i lavoratori precari dell’Esa”? Questo è l’interrogativo che il deputato regionale del Movimento Cinque Stelle Giovanni Di Caro pone al governo Musumeci. Il parlamentare regionale ha incontrato una delegazione del personale dell’Ente di sviluppo agricolo.

“Sono vicino a questi lavoratori – dichiara Di Caro – non è ammissibile che ancora oggi debbano contrattare con l’assessorato dell’Agricoltura sulla durata delle attività stagionali e c’è il rischio drammatico che il loro impiego scenda sotto la soglia delle 179 giornate lavorative.

Il governo aveva promesso la stabilizzazione in un nuovo dipartimento dell’assessorato all’Agricoltura, ma per loro il contratto a tempo indeterminato, continua ad essere un miraggio.

Sull’Esa vige un silenzio assordante del presidente Musumeci, le sue ultime dichiarazioni – aggiunge Di Caro – risalgono al giugno del 2018 all’Ars quando il governatore annunciò la volontà di sopprimere l’Ente di sviluppo agricolo che definì un vergognoso carrozzone della prima Repubblica”.

Durante l’incontro del deputato favarese con i lavoratori sono emersi anche problemi per il personale con contratti a tempo determinato.

“La situazione retributiva – dice in merito Di Caro – soffre condizioni di svantaggio con evidenti sperequazioni contrattuali. Sussistono anche diverse irregolarità contabili che causano ritardi nel pagamento degli stipendi.

I lavoratori dell’Esa, molti dei quali agrigentini – conclude Di Caro – necessitano di risposte concrete sul futuro occupazionale perché, malgrado il governo regionale, continuano ad essere una risorsa per l’agricoltura siciliana”.