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Con l’avvio della campagna olearia, le Compagnie del Comando Provinciale di Agrigento, supportate dal Centro Carabinieri Anticrimine Natura e dal personale dell’Agenzia Regionale Protezione Ambiente, hanno condotto un’incisiva attività di monitoraggio eseguita nei confronti di oltre 40 frantoi ubicati nell’intera provincia. L’attività di controllo ha determinato la denuncia in stato di libertà a carico di 5 titolari di impianti, ubicati nei Comuni di Favara, Sciacca, Menfi, Caltabellotta e Ribera, ritenuti responsabili, all’esito degli accertamenti eseguiti, di attività di gestione di rifiuti non autorizzata. Nel corso dell’attività sono state verificate sia le certificazioni autorizzative, necessarie per svolgere l’attività di molitura delle olive, sia la corretta assunzione di manodopera da destinare a tale attività. Particolare attenzione è stata rivolta inoltre al giusto stoccaggio e successivo smaltimento delle acque di vegetazione, quale scarto della lavorazione delle olive, considerato rifiuto speciale in quanto altamente inquinante. Nella circostanza, è stato accertato che le attività perseguite hanno sversato tali rifiuti nel corpo idrico superficiale, quali fiumi e corsi d’acqua circostanti, con alto rischio di inquinamento delle falde e del mare. Sono state inoltre ispezionate 8 autocisterne dedicate al trasporto delle acque di molitura ed inflitte sanzioni per oltre 45 mila euro per illecito utilizzo in campo agricolo delle acque di vegetazione. I soggetti deferiti inoltre hanno l’obbligo di ripristinare e bonificare i siti contaminati.

Un viaggio dei cinque sensi, una full immersion nella Valle dei Templi, alla scoperta del quartiere ellenistico che sta pian piano tornando alla luce; ascoltando gli archeologi che approfondiranno le ultime scoperte, conducendo una visita che promette nuove sorprese e si concluderà con una degustazione dei migliori vini del territorio. Domani (domenica 14 novembre), ogni 30 minuti dalle 11 alle 12,30, in occasione  della Giornata mondiale sull’enoturismo, La Valle dei Templi di Agrigento si apre ad un programma molto particolare che si aggiunge alla visita tradizionale, concentrando l’attenzione proprio sul quartiere ellenistico, al centro delle ultime campagne di scavo in collaborazione con Università internazionali. Nata dalla collaborazione tra il Parco archeologicoCoopCulture e La Strada del Vino, la giornata è stata costruita soprattutto per chi abita il territorio (per i possessori della ValleCard, ticket di soli 3 euro) e vuole scoprirne le particolarità. Entrando dal Tempio di Giunone o da Porta V, si seguirà il Cardo I dal Tempio della Concordia al quartiere ellenistico-romano, l’area archeologica che sta restituendo uno spaccato dei lussuosi modi di vivere degli antichi agrigentini: un archeologo di CoopCulture, tra corti colonnate e sale per i banchetti, lembi di raffinati intonaci dipinti affiorati di recente e preziosi mosaici, condurrà alla scoperta dei rinvenimenti del sito che riguardano, anche alcuni particolari della la Casa IIIM dell’Insula III. Alla fine del percorso, si verrà accompagnati a Casa Barbadoro, uno dei tanti cuori della Valle, il regno dei sapori e dei profumi della terra: ai visitatori della Valle verranno presentate le cantine del territorio che aderiscono a La Strada del Vino (che ad oggi conta circa 60 aziende associate); un calice di vino accompagnerà una selezione di prodotti locali che potranno anche essere acquistati.

Hanno aderito all’iniziativa alcune delle maggiori cantine del territorio: Milazzo, Vella, Lombardo, Bonsignore, CVA Canicattì; Bagliesi; Cuffaro; e aziende produttrici di olio come Val Paradiso, Carbonia, Tenuta Ragabo, Terre di Zaccanello.

“Durante il tour A Modo mio che oggi mi ha portato ad Agrigento ho sentito il dovere di recarmi nella vicina Sciacca duramente colpita dal nubifragio delle scorse ore. Sono stato in contrada Foggia dove il torrente San Marco è esondato travolgendo tutto ciò che ha incontrato sul suo cammino. Ho voluto esprimere la mia solidarietà alle famiglie che sono rimaste senza casa e hanno perso tutto.

I danni sono incalcolabili. Ho preso l’impegno a farmi portavoce delle loro istanze e ho lasciato intanto un segno concreto di vicinanza con una donazione all’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco in congedo per un primo aiuto alle famiglie sfollate.”

Queste le dichiarazioni del sindaco di Messina on.le Cateno De Luca oggi in visita a Sciacca nei luoghi colpiti dalla violenta ondata di maltempo.

 

 

Ieri una pattuglia del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Sciacca, nel corso di un servizio del controllo del territorio, ha arrestato un uomo ed una donna trovati in possesso di un considerevole quantitativo di droga di diversa specie. I Carabinieri durante un posto di controllo in Via Ferraro hanno proceduto a fermare l’autovettura Fiat 500 con un ragazzo ed una ragazza a bordo che alla vista dei militari tentava di allontanarsi con una manovra repentina di retromarcia. L’autovettura dopo essere stata fermata veniva sottoposta a controllo. La perquisizione veicolare e personale consentiva di rinvenire circa 10 gr. di marijuana e la somma in contanti di euro 360,00. La perquisizione veniva estesa presso la loro abitazione ove venivano rinvenuti ulteriori gr. 60 di analoga sostanza e 10 gr. di hashish, oltre alla somma in contanti di euro 860,00 costituita da banconote di piccolo taglio. La droga ed il denaro, ritenuto il provento dell’attività di spaccio, venivano sequestrati. Su disposizione della Procura della Repubblica di Sciacca l’uomo di 28 anni, residente del posto, disoccupato e la ragazza di 25 anni anche lei residente a Sciacca, nubile disoccupata, venivano collocati agli arresti domiciliari presso la loro abitazione in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto operato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente

 

La Procura di Agrigento, tramite il pubblico ministero, Gloria Andreoli, ha chiesto il rinvio a giudizio di un uomo di Raffadali, D M N, sono le iniziali del nome, 31 anni, imputato di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate. Tra il giugno 2019 e il febbraio 2020, lui avrebbe più volte picchiato la donna con calci e pugni. L’udienza preliminare, innanzi al giudice del Tribunale di Agrigento, Micaela Raimondo, è in calendario il prossimo 24 novembre.

La Corte d’Appello di Palermo ha confermato la sentenza emessa dal Tribunale di Agrigento e ha condannato a 4 anni di reclusione Vito Florio, 74 anni, di Licata, pensionato, imputato di violenza sessuale allorchè avrebbe costretto una ragazzina affetta da problemi psichici a subire rapporti sessuali. Un’altra adolescente sarebbe invece riuscita a svincolarsi dai tentativi di abuso. Le ipotesi di reato contestate risalgono al periodo compreso tra il 2014 e il 2016. Le due ragazzine si sono costituite parte civile.

E’ contestato il disegno di legge di riforma del sistema idrico in Sicilia approvato dalla Giunta Musumeci. L’intervento dell’assessore Daniela Baglieri.

Sono divampate polemiche infuocate a seguito dell’approvazione da parte della Giunta regionale del disegno di legge di riforma del sistema idrico in Sicilia, poi transitato nella Commissione alle Attività produttive all’Assemblea Regionale. Il fine della nuova normativa del settore è un riordino complessivo dopo scandali e provvedimenti d’emergenza per evitare le interruzioni del servizio. Il cardine della riforma è l’istituzione di un unico Ato idrico, ovvero un Ambito territoriale ottimale regionale, e si intende così garantire criteri di efficienza ed efficacia con un razionale utilizzo della risorsa idrica, e poi economicità tramite una tariffa unica per l’intera regione.

E allora perché le polemiche? Perché i contrari sostengono che, applicando la riforma, gli acquedotti saranno sottratti a SiciliAcque, cancellando così la riforma del 2015 approvata dopo il referendum tramite cui il 90% circa degli italiani si è espresso a favore della restituzione al pubblico della gestione del servizio idrico. Pertanto sarebbe una marcia indietro, verso la gestione in concessione ai privati in una regione, la Sicilia, dove il prezzo dell’acqua è già tra i più cari in Italia.

Ebbene, ai contrari replica l’assessore interessato, ovvero Daniela Baglieri, con delega ai servizi primari, che smentisce il ripristino della gestione privata, e spiega: “Lo abbiamo detto più volte e lo ribadiamo: nessuna privatizzazione dell’acqua in Sicilia. Da questo Disegno di legge scaturirà finalmente un vasto piano di riqualificazione delle reti di distribuzione e una corretta gestione delle acque. La proposta di legge prevede l’istituzione di un unico Ambito territoriale comprendente l’intero territorio regionale, garantendo efficienza e risparmi. Nel rispetto di ciò che la Corte costituzionale ha già dichiarato, questo disegno di legge non detta nessuna norma che disciplini la gestione della risorsa idrica in Sicilia ma cerca di ridisegnare una nuova regia”.

E poi la Baglieri conclude: “Il governo Musumeci, nel ribadire che l’acqua è un diritto di tutti i siciliani, continua nell’impegno affinché la risorsa idrica sia tutelata e salvaguardata in termini di sostenibilità e solidarietà. La regolazione pubblica è necessaria perché baluardo certo dei nostri diritti e della consapevolezza dell’importanza dell’acqua per la vita. Al tempo stesso, il presidio pubblico ha il dovere di garantire le migliori forme di gestione di questo bene, secondo criteri che ne assicurino l’accesso e l’erogazione come diritto fondamentale per le generazioni presenti e per quelle future”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

46 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 23.109 tamponi processati. L’incidenza sale a 2,4%. L’isola è al settimo posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 8.985, con un aumento di 126 casi. I guariti sono 413 mentre si registrano 7 vittime, che portano il totale dei decessi a 7.085. Sul fronte ospedaliero sono adesso 358 i ricoverati; 50 in terapia intensiva.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 101 nuovi casi, Catania 162, Messina 124, Siracusa 47, Ragusa 23, Trapani 26, Caltanissetta 15, Agrigento 33, Enna, 15.

Domenica 14 novembre, dalle ore 9:30 alle ore 13:30, l’Associazione Culturale Immagina Coworking Agrigento organizza l’evento “I Misteri della Rupe Atenea”, con Beniamino Biondi.

Il solo nome della Rupe Atenea rievoca mitologia ed epicità. La Rupe è l’altro colle di Agrigento, una landa che ci offre il più bel panorama sull’intera città, un sito pregno di storia e antichi reperti. Il percorso ci permetterà di conoscere, in maniera del tutto inedita, le strutture ipogeiche, tra camere e cunicoli e i resti delle millenarie strutture risalenti all’insediamento greco. Beniamino Biondi racconterà le ipotesi di un cimitero ancestrale e le vicende dell’antico poligono di tiro, abbandonato tra ferrami e natura spontanea. Infine faremo visita alla più curiosa tra le ville della città, proprio in cima all’altipiano, con quel fascino misterioso tipico delle perle abbandonate, che negli anni ha prodotto numerose leggende popolari. Riti antichi, miti ancestrali, vicende della storia e risonanze dello spirito: ecco la Rupe Atenea.

Dopo mesi di sacrifici è riuscito a portare a termine un percorso più che mai difficoltoso anche per via del Coronavirus.

Si chiama Massimo Lombardo, ha 22 anni, è di Favara, ed è riuscito a diplomarsi in una delle scuole più prestigiose di cucina in Italia, l’ALMA.

L’Alma che ha la sua “cittadella” nel cuore di Parma è una delle accademie di food più prestigiose di sempre.

Massimo Lombardo, dopo mesi di sacrifici è riuscito a portare a termine un percorso più che maidifficoltoso diplomandosi al 49 ° Corso Superiore di Cucina Italiana.

Massimo ha un curriculum di tutto rispetto. Ha frequentato l’istituto ALBERGHIERO “G. AMBROSINI” di Favara e oltre agli ottimi insegnamenti della scuola, durante il periodo scolastico e soprattutto con i progetti alternanza scuola lavoro, ha avuto modo di collaborare con diversi ristoranti della zona oltre che di Parma dove ha avuto l’ opportunità di affiancare uno chef pluripremiato.

Dopo il diploma all’alberghiero di Favara, Massimo Lombardo si è iscritto ad ALMA (Scuola Internazionale di Cucina Italiana) presso Colorno –Parma Al 49 ° Corso Superiore di Cucina Italiana

Il Corso Superiore di Cucina Italiana firmato ALMA è un percorso professionale di alta formazione. Pertanto rappresenta la scelta ideale per chi vuole investire nel proprio futuro, imparando dai Grandi Chef e dai migliori docenti, per specializzarsi ai massimi livelli.

Il corso di cucina di alta formazione dedicato alla Cucina Italiana, fondato da Gualtiero Marchesi, è il più prestigioso d’Europa e al termine di questo corso professionalizzante, viene rilasciato il diploma che attesta la qualifica di Chef, previo superamento positivo degli esami finali.

Il corso è composto da 6 mesi in accademia e 6 mesi di stage in strutture ristorative di livello e stellate.

Adesso Massimo Lombardo è uno Chef riconosciuto dall’Alma.

Salvatore Sorce