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Il Comune informa che il comitato promotore ha avviato la raccolta di firme per il referendum contro il Green pass.  Il comitato organizzatore è composto da Olga Milanese, avvocata di Salerno, Luca Marini, docente di diritto internazionale alla Sapienza, e Francesco Benozzo, professore di filologia romanza a Bologna.
Fra i garanti invece ci sono fra gli altri il giornalista Carlo Freccero e il magistrato Paolo Sceusa. Le firme all’ufficio elettorale comunale (nel cortile del municipio (entro il 20 ottobre).

I Carabinieri del comando provinciale di Catania hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 15 indagati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, riciclaggio, auto-riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori e procurata inosservanza di pena, con l’aggravante di aver agito al fine di agevolare la famiglia Santapaola Ercolano. L’operazione, intitolata ‘Picaneddu’, ha bersagliato il clan mafioso del quartiere Picanello di Catania, individuando il capo, gli organizzatori e i ruoli degli affiliati al clan, attivo nella storica roccaforte della famiglia Santapaola. In particolare, è emerso come l’organizzazione garantisse gli stipendi agli affiliati attraverso la gestione della cassa comune alimentata dai proventi derivanti da estorsioni, attività di recupero crediti, traffico di stupefacenti e case da gioco clandestine. I Carabinieri hanno eseguito un sequestro preventivo di beni per un valore complessivo di un milione di euro, costituiti, tra l’altro, da una casa discografica, usata da neo-melodici, che è stata sequestrata.

Sono complessivamente 45 le persone rinviate a giudizio dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Catania, Simona Ragazzi, nell’ambito del procedimento stralcio relativo all’inchiesta cosiddetta “Università bandita” su presunti concorsi truccati all’Università di Catania. La prima udienza del processo è in calendario il 15 giugno 2022. Agli imputati si contesta il reato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, e tra i rinviati a giudizio vi sono diversi docenti (sia a Catania che in altre facoltà italiane) e anche l’ex sindaco Enzo Bianco, l’ex assessore comunale e professore universitario Orazio Licandro e l’ex procuratore Vincenzo D’Agata. Lo stesso Bianco ha commentato: “Prendo atto della decisione del giudice, massima fiducia nel lavoro della Magistratura. Sono certo di poter dimostrare la piena correttezza dei mio comportamento”. In riferimento al filone principale dell’inchiesta, sono stati invece rinviati a giudizio il 22 settembre scorso gli ex rettori Francesco Basile e Giacomo Pignataro e altri sette docenti: per loro (a vario titolo) le contestazioni sono abuso d’ufficio e falso, e per due imputati, Basile e Filippo Drago, anche l’ipotesi di corruzione per atti contrari ai propri doveri. Disposto invece il non luogo a procedere per il reato di associazione per delinquere. Derubricato ad abuso d’ufficio l’ipotesi di turbata libertà di scelta del contraente.

A conclusione di una serrata e costante attività di indagine, i Carabinieri del Ros hanno confiscato beni per un valore superiore ai 4 milioni di euro a carico di Mario Salvatore Grizzaffi, nipote di Totò Riina, e Gaetano Riina, fratello del capo dei capi, e poi di Rosario Salvatore Lo Bue, inteso “Saro Chiummino”, e del figlio Leoluca. Ai Lo Bue sarebbero riconducibili una serie di beni, intestati fittiziamente a terzi, che, secondo i Carabinieri, sono stati acquistati in assenza di redditi leciti compatibili. La confisca comprende abitazioni, conti correnti, libretti di risparmio, terreni e beni aziendali. Inoltre, un provvedimento di sequestro da 600 mila euro, tra due abitazioni a Misilmeri, un’automobile e sette rapporti bancari, è stato eseguito a carico di Giampiero Pitarresi, già arrestato nel 2015, attualmente detenuto, e condannato in secondo grado a 14 anni perché presunto affiliato alla famiglia mafiosa di Villabate. Pitarresi già nel 2009 fu condannato perché presunto componente del gruppo che supportò il viaggio in Francia, a Marsiglia, di Bernardo Provenzano per sottoporsi a un intervento in una clinica privata.

Un ragazzo di 26 anni, Carmelo Vicari, di Modica, è morto vittima di un incidente stradale a Pozzallo, a seguito dello schianto, avvenuto nell’area di sviluppo industriale, tra la sua moto e un Suv. Lui è morto sul colpo. L’intervento dell’elisoccorso e dei vigili del fuoco, oltre che dei sanitari del 118, è stato inutile. La donna alla guida dell’auto è illesa. Carmelo Vicari lavorava in un’azienda che ha sede proprio nell’area di sviluppo industriale, la Avimecc, e aveva da poco terminato il suo turno di lavoro. Lascia una moglie e due figli, uno dei quali nato da poco.

Dopo la trasferta a Roma da Patuanelli dell’assessore regionale all’Agricoltura, Toni Scilla. Fiducia nel recupero, almeno in parte, dei progetti bocciati.

L’assessore regionale alle Politiche agricole, Antonio “Toni” Scilla, è volato a Roma e ha incontrato il ministro all’Agricoltura, Stefano Patuanelli. Scilla ha tentato di mediare e recuperare in tutto o in parte i 422 milioni di euro bruciati in Sicilia perché il ministero ha bocciato decine di progetti, soprattutto in ambito di agricoltura irrigua, proposti e presentati dalla Regione, tramite Consorzi di bonifica e vari Enti Locali, per attingere dai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ebbene, forse non tutto è perduto. Sono ottimisti e fiduciosi, seppur rammaricati per i progetti strafalcioni che sarebbero stati spediti a Roma, i deputati regionali del Movimento 5 Stelle, lo stesso in cui milita il ministro Patuanelli. I parlamentari pentastellati, dopo la trasferta di Scilla nella Capitale, commentano: “Ringraziamo il ministro Patuanelli per non avere chiuso le porte in faccia alla Sicilia ed essersi impegnato a battere, in collaborazione con la Regione Siciliana, tutte le strade possibili per salvare il finanziamento almeno di qualche progetto in fase molto avanzata tra quelli del Pnrr recentemente bocciati”. E poi aggiungono: “Il Ministro ha perfettamente compreso la gravità della situazione, e che la bocciatura della totalità dei progetti irrigui mandati a Roma dalla Sicilia non avrebbe fatto altro che allargare il divario, il ‘gap’, di sviluppo, già enorme, tra Nord e Sud”. E poi i “Contiani” a Palazzo dei Normanni raccomandano: “Ci auguriamo che ora la Sicilia presti molta più attenzione nella fase istruttoria dei progetti che saranno inviati a Roma, per mettere il ministero nella condizioni di far scattare il semaforo verde ai finanziamenti attesissimi dal mondo agricolo. Ci auguriamo soprattutto che la severa batosta ricevuta dalla Regione serva da lezione per mettere al riparo la Sicilia nell’immediato futuro da altri gravissimi scivoloni sul fondamentale terreno della progettazione per sfruttare i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza” – concludono. E la fiducia riposta dai deputati 5 Stelle è condivisa dall’assessore Antonio Scilla, che ha riferito: “L’incontro con il ministro Patuanelli ci ha permesso di appurare che alcuni progetti presentati dai Consorzi potrebbero essere ammissibili a finanziamento a carico dei fondi del Pnrr, ma solo a seguito di una istruttoria di emergenza sugli elaborati progettuali e gli allegati. Pertanto, a tal fine seguirà adesso una interlocuzione specifica con il Ministero affinché si possa definire la questione. Ringrazio il ministro per la sensibilità dimostrata nei confronti di un settore cardine dell’economia della nostra Isola quale è l’agricoltura”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha incontrato, a Palazzo Orleans, i segretari generali regionali di Cgil, Alfio Mannino, Cisl, Sebastiano Cappuccio, e Uil, Claudio Barone. Presenti anche gli assessori alle Infrastrutture, Marco Falcone, alla Famiglia, alle politiche sociali e al lavoro, Antonio Scavone, alle Attività produttive, Mimmo Turano, e alla Salute, Ruggero Razza. All’ordine del giorno sono stati i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. E Musumeci riferisce: “E’ stato un primo confronto con le organizzazioni sindacali per affrontare assieme il percorso da fare per l’utilizzo razionale e responsabile delle risorse del Pnrr (almeno di quelle non ancora impegnate dal governo centrale) e di quelle legate all’agenda europea 2021-27, tra ambiente, lavoro, imprese, digitale, infrastrutture e welfare. Coinvolgeremo via via tutte le sigle e le istituzioni per sottoscrivere un protocollo comune, senza pregiudizi, e, mi auguro, senza fughe in avanti”.

“Sosterrò con forza il ddl che prevede la doppia preferenza di genere per l’elezione dell’Assemblea regionale siciliana. É tempo di dare effettiva attuazione all’articolo 51 della Costituzione ed all’articolo 3 dello Statuto siciliano. La Sicilia non può rimanere l’unica regione insensibile alle norme statali che prevedono la parità di accesso alle cariche elettive e istituzionali. Sono da sempre attenta a questo tema e in una precedente legislatura regionale ho lavorato per far fare qualche passo concreto in avanti alla Sicilia, riuscendo a far approvare la legge attuale che prevede almeno la presenza di un terzo per ciascun genere nelle liste provinciali per il rinnovo dell’Ars e l’alternanza uomo-donna nel listino regionale.

Ma oggi ciò non basta più, soprattutto alla luce di quanto il parlamento regionale è riuscito a fare imponendo il doppio voto di genere per le elezioni comunali. Confido sull’autorevolezza del presidente Miccichè nel farsi garante dei principi statutari affinché il percorso della riforma per le elezioni regionali non abbia ostacoli e trovi anche ampio consenso tra le forze politiche presenti a Palazzo dei Normanni. La presenza di più donne nelle Istituzioni garantisce un surplus di determinazione e sensibilità in un mondo politico da sempre pensato per gli uomini, secondo un modello organizzativo sociale che ha penalizzato il genere femminile anche per le difficoltà oggettive che le donne hanno rispetto all’accesso al lavoro e per le carenze del welfare a sostegno della maternità. Sono certa che un’autentica e paritaria partecipazione delle donne in politica migliorerà la vita democratica della nostra regione”.

Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana, in occasione del convegno promosso da Arcidonna, Aidda, Ande e Terziario Donne presso la Sala Mattarella di Palazzo Reale a Palermo . “La nostra – conclude Lo Curto – è una battaglia per la democrazia e non a favore delle donne”.

 

“In IV Commissione Ambiente, territorio e mobilità, siamo tornati a occuparci della rete viaria siciliana di cui è titolare ANAS e abbiamo fatto il punto con il dirigente responsabile regionale di ANAS, l’ing. Celia, sulla situazione dei cantieri stradali che hanno destato maggiore preoccupazione.
Continuiamo a monitorare, in particolare, lo stato dei lavori sulla Agrigento-Caltanissetta (SS 640) e sull’asse stradale Palermo-Agrigento”, dichiara l’On. Savarino.

“Conosciamo bene i trascorsi burrascosi della SS 640. Oggi, superata la fase acuta della crisi, c’è un timido ottimismo: i lavori proseguono senza intoppi e ANAS, a sostegno della filiera produttiva, è periodicamente in contatto diretto con le aziende di subappalto.
Proseguono anche i lavori sulla imponente galleria Caltanissetta, che sappiamo richiedere un grande sforzo in termini di lavori strutturali a garanzia di adeguata sicurezza e funzionalità. Si procede anche sul nuovo viadotto San Giuliano”.

Fibrillazione sulla Palermo-Agrigento: seppur i semafori da luglio a oggi siano passati da 10 a 4, restano le criticità dovute alla procedura fallimentare in atto e i cantieri verso l’entroterra paiono più impegnativi dal punto di vista ingegneristico. “Proseguiremo nel costante monitoraggio della situazione” prosegue la Presidente della IV Commissione.

“Buone notizie sulla SS 626: dopo il fallimento dell’impresa appaltatrice, entro Natale riprenderanno i lavori all’altezza di Ravanusa-Riesi”.

“Per quanto riguarda, la chiusura dell’anello autostradale Gela-Castelvetrano, un progetto infrastrutturale significativo che il Governo Musumeci ha fatto suo sin dal principio della legislatura, qui la buona notizia è che dovrebbe andare a gara la variante di Gela con sezioni autostradali c1, più performanti ed efficaci in termini di standard di sicurezza per gli automobilisti. Con la previsione di un tracciato con tutti i requisiti per il raddoppio della careggiata nei tratti maggiormente interessati dal traffico”.
“Infine, prosegue la fase di progettazione della variante di Agrigento, con lo studio di fattibilità dedicato.
La chiusura dell’anello metterebbe finalmente la parola fine sul pericoloso attraversamento di Comuni, da Castelvetrano ad Agrigento, con tutti i rischi annessi per la sicurezza delle comunità locali”.
Conclude l’onorevole.